La taverna de Cinicchia: chi, come, dove, quando e perché

Come, con la macchina preferibilmente. Chi, da soli o in compagnia. Dove, sul monte Alago a Nocera Umbra, quando a seconda delle esigenze! Perché vogliamo passare una bella giornata! Risposto ai quesiti delle 5 W inglese, capisaldo della letteratura giornalistica universale, facciamo un passo indietro e ricominciamo da capo. Quante volte nelle zone contrassegnate dal CAP 06025 si sente spesso dire in declinazione romanesca: “aho m’hai smerigliato i faraglioni più de Cinicchia” oppure “ma calmate un attimo ne combini sempre una in più de Cinicchia” o frasi analoghe? Mai? Se abiti nell’ hinterland di Nocera Umbra anche se nessuno ti ha mai detto “hao ma se proprio un cinicchioso” per indicare che sei un piantagrane spocchioso (per fare la rima), di sicuro il nome CINICCHIA rievoca più di una idea.

Nella seconda metà dell’ ottocento infatti il soggetto recidivo era una sorta di pseudo delinquente, se tagliamo pseudo non facciamo certo danni, che consumava anche donne altrui malgrado il divieto dei comandamenti, oltre a seguire i dettami di ogni sorta di reato. Personaggio avvolto da leggendarie dicerie che equiparano ancora oggi la sua personalità a una sorta di magnanimo Robin Hood simile a quello della foresta di Sherwood che rubava ai ricchi per donare ai poveri, bisognerebbe mandare Giacobbo o Alberto Angela sulle tracce di questo ambiguo brigante che a quanto dicono le cronache locali ne combinava di tutti i colori, in tempi dove ricordiamo non vi erano gli smarphone a riempire i vuoti di una esistenza che coincideva direttamente con i vuoti dello stomaco; non a caso il brigantaggio vede la sua massima espansione proprio in quel periodo, in epoche dove l’attività primaria non era spedire una mail, ma mettere qualcosa sotto i denti se si trovava. E se non si trovava bisognava ingegnarsi a trovarlo, da qui professioni roboanti come quella di Cinicchia per l’appunto, la cui biografia rimandiamo con articoli e approfondimenti presenti in rete tipo https://www.ilmessaggero.it/umbria/umbria_perugia_rapina_omicidio_brigante_cinicchia_processo-235304.html.

Ma oggi come oggi l’unica evocazione che emana il personaggio é quello relativo a un ristorante noto che prende per l’appunto il suo nome, la taverna de Cinicchia, località Monte Alago, all’ incirca intorno ai mille metri di quota, indirizzo internet http://www.ristorantelatavernadecinicchia.com/ . Ora come cambia la prospettiva semantica del nome solo a pronunciarlo, per l’appunto CINICCHIA, ve lo lasciamo immaginare soprattutto in un giorno di festa come quello di oggi, anno 2019, dove il locale è affollato di affamati cultori del brigantaggio gastronomico. Si tratta di un ristorante dalla cucina rustica e casereccia che garantisce sicura soddisfazione, anche grazie a personale qualificato e gentile che ci supporta e ci sopporta! Certo se definire cortesi gli inservienti serve solo a nascondere il fatto che quando chiedi quei meravigliosi strani ravioli a forma di gnocchi sul piatto appena svuotato per una seconda ripassata per esempio, loro non ti dicono mai di no, così son buoni tutti! E che dire di quella meravigliosa pasta fatta in casa aromatizzata con un sugo inedito della zona che lascia piacevolmente sorpresi per una nuova richiesta di bis da inoltrare al cameriere di turno? E quel dolce meraviglioso che scivola giù che è un piacere? Insomma il posto oltre ad essere bello dal punto di vista naturalistico, soprattutto d’estate, quando l’aria non è frizzantina come in questo periodo, è davvero indicato per ottenere in cambio di un onorario competitivo in termini di qualità/prezzo tutto quello che ti necessita per passare una bella giornata in famiglia o con gli amici durante una festività ma anche no, a contatto con delle vallate che si fanno sentire con il loro silenzio increscioso e che reclamano le sostre camminate per smaltire le abbuffate! L’ideale è toccare con mano la veridicità delle tesi sostenute, ossia che alla Taverna de Cinicchia si mangia bene e ci si rigenera anche con una aria da record di atletica, anche se non parliamo delle altitudini di città del Messico! E per trovare il posto come si fa? La “Taverna de Cinicchia” è situato nelle vicinanze di Nocera Umbra, sul monte Alago a 1100 metri con una vista sull’appennino umbro-marchigiano, con prospettive da mozzare il fiato! A questo punto risolto il mistero del perchè il posto merita anche più di una visita non rimane che cercare di svelare la fine storica del brigante Cinicchia vissuto in tempi da far west dove l’illegalità era di casa. E’ davvero fuggito nei paesi sudamericani come dicono? Oppure qualche marito geloso lo ha fatto sparire dentro qualche casolare prima di appiccare il fuoco?! O davvero ha scontato una pena esemplare? Non si sa! L’unica certezza che rimane è il ricordo di quel meraviglioso gnocco gigante farcito come un raviolo che si impasta sul palato al ritmo di un vinello di accompagnamento proveniente da Montefalco! Per la cronaca attendiamo la convalida da parte dell’accademia della crusca per convalidare il neologismo “cinicchioso”, per indicare scomodo, spocchioso, burbero, scontroso e similari!




Quando un uomo con la Nikon incontra un consociato, quello con la raccomandazione da vendere è un uomo morto

Diciamocelo, ci sono luoghi dove potrebbe imperversare l’ombra di un sospetto quando si fanno i concorsi pubblici ma a noi le questioni complottistiche sulla massoneria e sulla terra piatta non ci turbano, perché di fatto quando impugni una bella macchina fotografica come la D 7200 della Nikon al posto di una 44 Magnum o una penna, tutto quello che cogli dal territorio e una accentuata bellezza, eterna ed estranea alle inutili beghe degli umani. Uno scatto prolunga la salute, come si dice in gergo, meglio poi se effettuato dalle sommita del Serrasanta e dalla ridente valle Valsorda che proprio con i suoi problemi di udito di consociativismo locale non vuole (e non può per origine semantica) sentire parlare. Quindi sfruttiamo la presenza turistica di un aspirante fotografo armato per l’appunto di Nikon D 7200, Alessio Migliore, indirizzo FB, https://www.facebook.com/alebestshots/ , di estrazione torinese in visita dalle terre nordiche in location umbre, per cogliere quelle che sono le caratteristiche di una vallata che smacchia da ogni turbamento prodotto dai nostri politici locali e rigenera tempra e spirito. Del resto anche da articoli come https://www.umbriaway.eu/2019/04/14/qualche-escursionista-si-vanta-di-avere-visitato-le-terre-di-mezzo-da-noi-ci-abbiamo-le-terre-di-sopra-e-anche-quelle-di-sotto-sentiero-203-passaiole-monte-maggio-istruzioni-per-luso/ presenti nel portale abbiamo notato come l’unico problema che potresti avere ad avventurarti sulle sommità della valle più famosa di Gualdo Tadino sia una mancanza di rispetto per la valle stessa, scegliendo percorsi avventati che se non sei esperto escursionista non puoi permetterti quando sei novizio di passeggiate nel verde e a digiuno di arrampicate tortuose. Ma fortunatamente il Serrasanta si raggiunge comodamente anche in macchina, a circa 1200 metri di quota, così tutto quello che resta è ammirare il paesaggio e lasciarsi ispirare dalle prospettive audaci della natura, che propone un vasto assortimento di angoli inediti di osservazione per un fotografo che sa cogliere un prisma sfaccettato multicolore. E’ il caso del nostro Alessio che mette a disposizione i suoi scatti per un libero free download per sostituire il desktop del proprio computer, dove la foto con l’ex governatrice che si dimette in conferenza stampa per lasciare spazio al nuovo che avanza, verrà sostituita dalle bellezze del CAP 06023. Ma sentiamo il suo punto di vista sulla macchina che usa come l’ispettore Harry Callaghan per catturare frammenti di eternità dalle nostre montagne: “La Nikon D7200 è una fotocamera reflex con sensore APS-C (1.5x) da 24.2 megapixels prodotta dal 2015 al 2017 (fuori produzione). La gamma di sensibilità, inclusa estensione, è 100 – 25600 ISO e può scattare a raffica di 6 FPS x 18 RAW, 100 JPEG.“; ok ci verrebbe da dire, ma adesso che abbiamo questo prodigioso strumento per le mani che ci produce materiale fotografico di ampie dimensioni come risoluzione come convertiamo i file con estensione punto NEF che sono particolarmente pesanti e viaggiano sull’ ordine di decine di MB? Niente paura anche il web designer meno avvezzo cercando in rete può trovare strumenti utili come https://www.iloveimg.com/it/convertire-in-jpg/raw-in-jpg/nef-in-jpg che possono prendere le foto della D 7200 (recuperabile dal mercato spendendo meno di mille euro con tanto di orpelli opzionali per zoom performanti) per lavorarle e convertirle nel giro di pochi minuti, in fondo parliamo di risuluzioni che superano i seimila pixel di ampiezza! Forti di uno spaccato rigenerante di location suggestive che ricoprono la catena appennica umbro marchigiana, Umbriaway e l’aspirante fotografo si sono mossi verso Corridonia, sconfinando nelle Marche, dove Alessio impavidamente ignorava l’ora abbondante di macchina per raggiungere una località altrettanto suggestiva, dove gli appassionati di un concorso fotografico tematico si stanno radunando per affrontare un contest che ricorda una sceneggiatura della RAI: chi riuscirà a cogliere gli aspetti minimalisti più incisivi nel casolare dalla porta rossa meta di tanti appassionati creativi? Lo scopriremo magari in una prossima puntata, al momento godiamoci i desktop gratuiti messi a disposizione dal nostro digital bookmaker!




EVENTO 1 PERSONA, 1 ALBERO, 1 ANNO Domenica 12 novembre 2017 ore 15.30-17.30 presso il circolo ARCI di SANT’ERMINIO in via Eugubina, 48 (PG)

Tra le varie segnalazioni di eventi pervenuti a web design Umbria segnaliamo una importante iniziativa dal CENTRO UPM Un Punto Macrobiotico Associazione Culturale di Città di Castello sulla valorizzazione del territorio urbano su tutto ciò che ne deriva, grazie al progetto nazionale ed internazionale “UN BOSCO DELLA CITTA’” : 1 PERSONA, 1 ALBERO, 1 ANNO. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stimato che ogni persona per vivere ha bisogno di 60 alberi con una chioma di 10 metri di diametro per dargli ossigeno a sufficienza. Alla luce di tutto quello che succede con regolarità sconcertante a livello globale sul territorio italiano e mondiale (pensiamo ad esempio alla flagellazione operata dagli incendi, o al surriscaldamento climatico o all’inquinamento atmosferico piaghe che una società che si definisce umana deve combattere a spada tratta per la tutela della sua sopravvivenza) questo evento UN BOSCO PER LA CITTA’, UNA PERSONA, UN ALBERO, UN ANNO che si terrà Domenica 12 Novembre ore 15:00 presso circolo Arci Sant’Erminio di Perugia, si propone come elemento sensibilizzante e propositivo per la realizzazione di un bosco nel territorio urbano. Lasciamo parlare l’associazione con il suo comunicato stampa:

“L’ Associazione Nazionale ed Internazionale UPM Un Punto Macrobiotico, il prossimo 12 Novembre 2017 terrà una conferenza alle ore 15:00, presso il circolo Arci Sant’ Erminio di Perugia, in via Eugubina 48, il tema sarà il progetto nazionale ed internazionale: “Un Bosco per la Città”: 1 PERSONA 1 ALBERO 1 ANNO. Il progetto, già da molti anni patrocinato dall’Onu, dall’Unesco, dal Unccd, dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e dal Corpo Forestale dello Stato oggi Carabinieri per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare, è rivolto alle regioni, ai comuni, alle scuole, alle associazioni ed anche ai privati cittadini, e propone stili di vita più naturali, progetti per il recupero dei terreni desertificati e principalmente, prevede la realizzazione di boschi nel territorio urbano con piante tradizionali tipiche delle varie zone: costa, pianura, vallata, collina e montagna. L’Aria è il cibo fondamentale che dà la vita e la stessa OMS Organizzazione Mondiale della Sanità, ha stimato che ogni persona per vivere ha bisogno di 60 alberi con una chioma di 10 metri di diametro che forniscano ossigeno a sufficienza. Dopo i numerosi incendi che hanno flagellato il territorio italiano, dopo il crescente inquinamento atmosferico (uno dei principali fattori di malattia), e dopo i dati incontrovertibili sul surriscaldamento climatico, risulta sempre più necessaria la ricerca e l’adozione di risposte praticabili su larga scala. Per questo l’Associazione UPM Un Punto Macrobiotico, nata nel 1980 da un’idea del Prof. Mario Pianesi, membro della Commissione Unesco per il Decennio allo Sviluppo Sostenibile e insignito di numerosi riconoscimenti per i suoi contributi in campo ambientale, agricolo e sanitario, promuove il progetto Un Bosco per la Città, mirato alla salvaguardia e alla ricostituzione di zone boschive, specialmente nei contesti urbani. Allo scopo di adottare il progetto anche nel distretto di Perugia, l’associazione Nazionale ed Internazionale UPM Un Punto Macrobiotico, Domenica 12 Novembre presso il Circolo Arci di Perugia, Via Eugubina 48, terrà alle ore 15.00 una pubblica conferenza di presentazione del progetto “Un Bosco per la Città”, durante la quale sarà dato ad ogni partecipante un alberello da piantare. Per informazioni e prenotazioni tel. 3931440480 o 333 2173863 oppure inviare email a: cittadicastello1@centroupm.it; per informazioni sul progetto nazionale ed internazionale visitare i seguenti siti: http://www.unpuntomacrobiotico.it e http://www.unboscoperlacitta.it.

Non resta quindi con web design Umbria che valutare la portata di questa iniziativa propositiva toccando magari con mano i suoi contenuti Domenica 12 Novembre ore 15:00 presso il circolo Arci Sant’Erminio di in via Eugubina 48 a Perugia. Locandina disponibile HERE!