Tecniche della ceramica: la SMALTATURA

Riassunto delle puntate precedenti di fabilandia topic ceramica umbria:

1 – genesi antidiluviana: https://www.umbriaway.eu/2019/03/03/al-brillo-parlante-con-la-ceramica-di-fabiola-bisciaio-brevi-cenni-storici-sulla-ceramica/

2 – ceramica villanoviana: https://www.umbriaway.eu/2019/02/23/la-ceramica-questa-sconosciuta-3-ceramica-villanoviana/

3 – bucchero etrusco: https://www.umbriaway.eu/2019/01/07/la-ceramica-questa-sconosciuta-2-il-bucchero/

4 – tecnica decorativa della corda secca: https://www.umbriaway.eu/2018/09/29/la-ceramica-questa-sconosciuta-1-la-tecnica-decorativa-della-corda-secca/

5 – tecniche di lavorazione e produzione della ceramica, foggiatura e biscottatura: https://www.umbriaway.eu/2019/04/05/la-ceramica-questa-sconosciuta-5-parliamo-di-foggiatura-e-biscottatura/

fabiola bisciaio ceramica umbriaRiprendiamo l’argomento dalla tecnica di base della ceramica che è sempre quella da secoli, cioè: foggiatura, biscottatura, smaltatura, decorazione e cottura finale. Nel precedente articolo si è parlato della FOGGIATURA e della BISCOTTATURA. Oggi vorrei vedere insieme a voi la SMALTATURA.

La SMALTATURA è la fase successiva alla BISCOTTATURA e per questa si intende l’applicazione di una cristallina o uno smalto su di un oggetto di biscotto. E’ molto importante prima di iniziare a smaltare, analizzare il biscotto. Infatti, l’oggetto deve essere accuratamente spolverato e deve essere controllato che non ci siano rotture, scheggiature o altri difetti. Questa fase è molto importante perchè la polvere è una causa di difetti e va tolta con una pistola ad aria compressa o con pennelli e spazzole, poi eventualmente spugnarlo con una spugna leggermente umida.

CRISTALLINA

Per cristallina si intende un rivestimento vetroso trasparente che, venduto in polvere o liquido, viene applicato all’oggetto in biscotto optando per queste tre metodologie: 1) o ad immersione (in un apposito contenitore) 2) o a pennello (solo per le cristalline liquide e si stendono con una pennellessa di bue) 3)o a spruzzo con l’aerografo. Le cristalline si dividono per trasparenti lucide, trasparenti satinate, craquelè, colorate. Le temperature di cottura vanno dai 920° ai 980°.

SMALTO

Per smalto si intende un rivestimento vetroso coprente ( normalmente una cristallina, base per tutti gli smalti, opacizzata). Anche gli smalti come le cristalline si dividono in lucidi, satinati e craquelè. Esistono poi gli smalti particolari come il rosso selenio, gialli cadmio o smalti metalizzati.fabiola-bisciaio-ceramica-umbria
Preparazione dello smalto: si inizia versando l’acqua in un recipiente, si versa poi lo smalto in polvere, si lascia”macerare” e si aiuta la mescolanza con una pala di legno. Quando lo smalto è ben mescolato si procede con la setacciatura per togliere eventuali residui e impurità. Dopo la setacciatura lo smalto va lasciato sedimentare e sulla sua superficie si crea uno strato d’acqua sporca…quest’acqua va tolta e si rimescola il tutto per valutare la densità per la smaltatura.
Densità: questo è un fattore molto importante sia per lo smalto che per le cristalline. Per densità si intende la percentuale di acqua da aggiungere alla polvere. Non è possibile stabilire a priori quanta acqua aggiungere. In genere le cristalline possono essere date più liquide degli smalti. Comunque la densità può essere controllata con il densimetro, cioè una specie di termometro che va immerso nello smalto e galleggia dando la densità del liquido.
fabiola bisciaio ceramica umbriaAnche gli smalti, come le cristalline possono essere applicati 1) o a immersione 2) o a pennello 3) o a spruzzo con l’aerografo. Le temperature di cottura vanno dai 920° ai 980°.
Dato che si è parlato di smalti e cristalline…diamo brevi cenni sulla decorazione( argomento che tratterò più copiosamente nel prossimo articolo) perchè i due tipi principali di decorazione sono quella Sottocristallina e quella Soprasmalto o Maiolica.
Decorazione sottocristallina si decora il biscotto, generalmente quello bianco, ricoprendolo poi con uno strato di cristallina( a immersione,o a pennello o a spruzzo).
Decorazione soprasmalto si decora sopra l’oggetto smaltato.
I colori usati per la decorazione sottocristallina ( CAV, serie 2000 o i CSC) sono a basso contenuto di fondente in quanto la lucentezza sarà garantita dalla successiva applicazione della cristallina, mentre i colori soprasmalto (CAV serie 12000 o i CSM)hanno un contenuto di fondente maggiore perchè dovranno lucidare sopra lo smalto( in questo caso difficilmente si ripassa sopra la cristallina).
Esistono oggi anche dei Gessetti e matite sottocristallina. Il loro utilizzo è consigliato su biscotto bianco e per questo motivo è necessaria la stesura della cristallina prima della cottura.

fabiola bisciaio ceramica umbriaMi rendo conto che questa parte tecnica (come la precedente) può risultare noiosa..ma per un ceramista o un semplice appassionato di ceramica è indispensabile sapere come nasce la ceramica ..perchè esiste un motivo se da piccoli pezzi di argilla nascono, a volte, dei capolavori; è giusto sapere che dietro a lavori di elevato artigianato si nasconde una grande lavorazione..che io, a grandi linee,umilmente, spero di aver spiegato!! Al prossimo articolo…dove completerò con la decorazione e la cottura finale le fasi tecniche della ceramica.

Fabilandia è contattabile in rete all’ indirizzo https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia oppure informazioni sono reperibili all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/fabilandia_ceramic_history/ oppure https://www.umbriaway.eu/fabiola-bisciaio-ceramica-umbria/




La ceramica questa sconosciuta 5: parliamo di FOGGIATURA E BISCOTTATURA

fabiola bisciaio ceramica umbria

Nei 3 primi appuntamenti si è parlato della tecnica della “cuerda seca“, del bucchero etrusco e della ceramica villanoviana. Nel precedente articolo https://www.umbriaway.eu/2019/03/03/al-brillo-parlante-con-la-ceramica-di-fabiola-bisciaio-brevi-cenni-storici-sulla-ceramica/ , quarto appuntamento con una veloce storia della ceramica, si è detto che la tecnica di base della ceramica è sempre quella da secoli e cioè: foggiatura, biscottatura, smaltatura, decorazione e cottura finale. Quinto appuntamento quindi con Fabiola Bisciaio!

Cercherò di spiegare in 3 appuntamenti differenti, ognuna di queste fasi. In questo nostro 5° step, parlerò della FOGGIATURA E BISCOTTATURA. La FOGGIATURA è la modellazione dell’argilla. Esistono diversi metodi di foggiatura:

1)TORNIO

2)CALCO

3)LASTRA

4)MODINE

5)COLOMBINO.

 

 

fabiola bisciaio ceramica Umbria

TORNIO
La foggiatura al tornio è il metodo più classico e diffuso per la realizzazione di pezzi in ceramica. La prima operazione, fondamentale per la riuscita del lavoro, è la centratura della palla d’argilla sul piatto rotante del tornio; il passaggio successivo è la sfondatura al centro della palla d’argilla, in modo di iniziare a tirare su i bordi dell’oggetto e determinare lo spessore del fondo.Da quì si inizia a sollevare le pareti del vaso e centrare, oltre al piede, anche la bocca dello stesso. Ora si infila una mano all’interno del vaso e si spinge fino a crearne la pancia, tenendo sempre sotto controllo gli spessori della parete.Una volta effettuati questi processi si rifinisce il vaso a piacimento e lo si stacca dal piatto del tornio con cavetto tagliargilla.

CALCO
Dentro forme di gesso, preventivamente preparate, si pigia l’argilla all’interno cercando di mantenere lo spessore dell’argilla più uniforme possibile. Dopo la pulitura del bordo, bisogna attendere, per un certo periodo, che il gesso della stampa assorba acqua dall’argilla in modo che l’oggetto si stacchi facilmente.

LASTRA
Il sistema è praticamente identico al precedente, solamente che l’argilla da applicare sulla forma in gesso sarà costituita da una lastra ottenuta da una sfoglia fatta con un mattarello e degli spessori oppure con un roller.

MODINE
E’ un metodo usato per la produzione di PIATTI, soprattutto quelli di grande diametro. Innanzitutto è necessaria una forma in gesso del piatto sopra il quale viene posta una lastra di argilla, dopodichè si inizia a far aderire la lastra alla stampa, per passare poi alla calibratura con una apposita sagoma, che corrisponde alla sottostante stampa. Ovviamente, l’ oggetto deve esser poi ripulito delle sbavature e rifinito con la spugna.

COLOMBINO
Questa è una tecnica antichissima perchè consiste nella lavorazione a mano degli oggetti. Oggi, consiste nell’applicazione di più bigoli d’argilla, realizzati a mano o con le trafile. Tutti gli oggetti realizzati andranno fatti essiccare lentamente, meglio se coperti da una pellicola trasparente, e mai esposti direttamente alla luce del sole. Prima che l’essiccazione sia completa gli oggetti andranno ulteriormente rifiniti con l’aiuto di apposite stecche.

BISCOTTATURA O PRIMA COTTURA
La prima cottura dell’argilla è importantantissima perchè serve a ripulirla da impurità e a renderla biscottata e porosa , adatta all’assorbimento degli smalti successivi. Quindi queste sono le fasi: PRERISCALDAMENTO del forno, da 0°C a circa 300°C, in questa fase c’è la completa fuoriuscita dell’acqua residua all’interno degli oggetti;

COTTURA vera e propria che prosegue fino alla temperatura massima che si intende raggiungere e RAFFREDDAMENTOè di notevole importanza durante la discesa di temperature perchè se scende troppo rapidamente ci può essere come conseguenza la rottura degli oggetti in cottura.

Ora l’oggetto è pronto per essere smaltato, decorato e portato alla 2°o 3° cottura finale!

Fabiola Bisciaio, artigiana locale, dopo aver effettuato studi scientifici, ha iniziato la frequentazione dell’ accademia di belle arti a Perugia. Da “grande” si è avvicinata al mondo della ceramica, seguendo corsi di formazione sia a Gualdo Tadino, sia a Deruta. Dalla tradizionale maiolica, ha eseguito anche lavori con tecniche nuove come la ” cuerda seca”, di origine spagnola. FB ceramica in Umbria é presente con numerosi articoli tecnici sul portale Umbriaway ed è contattabile alla sua pagina Facebook all’indirizzo: https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia o anche all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/fabiola-bisciaio-ceramica-umbria/




Al BRILLO PARLANTE con la ceramica di Fabiola Bisciaio: brevi cenni storici sulla ceramica

ceramica umbriaNei 3 precedenti appuntamenti si è parlato della tecnica della “cuerda seca“, del bucchero etrusco e della ceramica villanoviana. Presa dall’entusiasmo dato dalla partecipazione a questi corsi, non ho seguito un ordine logico e cronologico. E’ ora di fare ordine!!!! Comininciamo ” dall’inizio”e quindi dall’origine della ceramica. L’argilla, la terra modellata dalle mani dei primi uomini, fatta seccare al sole e cotta in rudimentali fuochi, è il primo esempio di quella che sarà chiamata ceramica( Keramos è il termine ellenistico). Quindi per la ceramica sono necessari questi 3 elementi: 1) la terra 2) l’arte dell’uomo 3) il fuoco. Queste ” terrecotte”, realizzate esclusivamente con l’argilla, non riuscivano a contenere i liquidi che vi erano posti e quindi l’esigenza di un’ invetriatura di questi oggetti per renderli impermeabili. In epoca egiFabiola Bisciaio Ceramica Umbriazia ci fu questa invetriatura della terracotta cioè la rivestivano con un vetro.In seguito in Grecia la ceramica comincia ad essere considerata non più solo come oggetto necessario alla vita quotidiana, ma una vera e propria forma d’arte. In Italia notevole pregio l’ebbe, come abbiamo detto copiosamente negli articoli precedenti, la produzione Villanoviana e soprattutto Etrusca con i suoi Buccheri. Contemporaneamente in Medio Oriente nasce quella ceramica che è a noi più affine cioè la MAIOLICA, consistente in oggetti di terracotta rivestiti da uno smalto opacizzato molto brillante. Sempre in questa area si diffonde la tecnica del “Lustro”, ossia la decorazione con ossidi o solfuri che cotti in ambienti riducenti, cioè all’interno della camera di cottura si riduce fortemente l’ossigeno, rende ai colori un particolare effetto metallico. Nell’Alto Medioevo si diffonde l’uso dell’Engobbio, cioè si applicava sull’argilla il bianchetto( una via di mezzo tra uno smalto e l’argilla bianca) e poteva essere graffito; il fondo bianco così ottenuto veniva in un secondo tempo decorato e invetriato. Successivamente si diffonde in Italia la tecnica delle decorazioni a lustri metallici, che raggiunse il massimo splendore con mastro GIORGIO da GUBBIO. Nello stesso periodo iniziarono ad apparire i primi esempi di maiolica italiana. Ma è nel ‘500, in pieno Rinascimento, che la maiolica trova la sua maggiore espressione artistica e diffusione. Centri come Faenza, Urbino, Deruta, Gubbio, Montelupo, Genova, Palermo e Caltagirone divengono noti per la produzione di bellissime maioliche policrome. Nei due secoli successivi, in età barocca, gli stili cambieranno, ma la tecnica di base rimarrà sempre la stessa: foggiatura, biscottatura, smaltatura e cottura finale.fabiola bisciaio ceramica umbria E queste fondamentalmente sono le caratteristiche della ceramica…sempre uguali, nei secoli.

Fabiola Bisciaio, artigiana locale, dopo aver effettuato studi scientifici, ha iniziato la frequentazione dell’ accademia di belle arti a Perugia. Da “grande” si è avvicinata al mondo della ceramica, seguendo corsi di formazione sia a Gualdo Tadino, sia a Deruta. Dalla tradizionale maiolica, ha eseguito anche lavori con tecniche nuove come la ” cuerda seca”, di origine spagnola. Prossima inagurazione: “Brillo Parlante” a Nocera Umbra dove sono esposte le sue opere in ceramiche sia in maiolica con la serie di “donne” e “Madonne”e sia in “cuerda seca“.