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Tecniche di lavorazione e produzione della ceramica: il RAKU

Riassunto delle puntate precedenti di FABILANDIA topic ceramica umbria:

1 – genesi antidiluviana: https://www.umbriaway.eu/2019/03/03/al-brillo-parlante-con-la-ceramica-di-fabiola-bisciaio-brevi-cenni-storici-sulla-ceramica/

2 – ceramica villanoviana: https://www.umbriaway.eu/2019/02/23/la-ceramica-questa-sconosciuta-3-ceramica-villanoviana/

3 – bucchero etrusco: https://www.umbriaway.eu/2019/01/07/la-ceramica-questa-sconosciuta-2-il-bucchero/

4 – tecnica decorativa della corda secca: https://www.umbriaway.eu/2018/09/29/la-ceramica-questa-sconosciuta-1-la-tecnica-decorativa-della-corda-secca/

5 – tecniche di lavorazione e produzione della ceramica, foggiatura e biscottatura: https://www.umbriaway.eu/2019/04/05/la-ceramica-questa-sconosciuta-5-parliamo-di-foggiatura-e-biscottatura/

6 – tecniche di lavorazione e produzione della ceramica, smaltatura: https://www.umbriaway.eu/2019/05/11/tecniche-della-ceramica-la-smaltatura/

7 – tecniche di lavorazione e produzione della ceramica, la decorazione: https://www.umbriaway.eu/2019/06/26/il-mondo-della-ceramica-di-fabilandia-la-decorazione/

Questo è l’ ultimo appuntamento con la ceramica e vorrei parlarvi di una tecnica sempre più diffusa nel mondo occidentale: il Raku. L’ origine del Raku è legata alla filosofia Zen e all’ influenza che il buddismo ha avuto nella cultura giapponese. Anche se sembra strano, possiamo dire che l’ origine della ceramica Raku proviene dalla creazione di una tazza per la cerimonia del tè, intorno al XVI sec. RIKYU , era il nome del maestro della cerimonia del tè vissuto in Giappone proprio nel secolo sopra citato. Dobbiamo sapere che la cerimonia del tè era importantissima; infatti il tè che si credeva avere virtù medicinali, era molto raro e veniva usato dai monaci buddisti per vegliare durante le meditazioni: si trattava di offrire una ciotola di tè ( prima solo monaci, poi d’ uso comune tra nobili, mercanti,militari). Questa offerta è considerata simbolo di raggiungimento di un’ armonica bellezza, pace e tranquillità tra l’ ospite e il padrone di casa. Sotto questa ottica acquistano importanza tutti gli utensili usati per la cerimonia. Si crea tutto un artigianato per la produzione di queste ciotole per il tè. La famiglia RAKU è la prima che ebbe la concessione feudale per la produzione di utensili per cerimonie; famiglia che tramanda questa tecnica da padre in figlio.Sempre in questo periodo (XVI sec.) un ceramista di Kyoto usò per produrre ciotole, la stessa tecnica che usava per produrre tegole e cioè ARGILLA ricca di SABBIA SILICEA: ARGILLA REFRATTARIA e un nuovo tipo di forno:PICCOLO FORNO PER UNA COTTURA RAPIDA. Dalla combinazione di queste novità si arriva alla possibilità di ESTRARRE I PEZZI INCANDESCENTI dal forno. Durante il nostro secolo c’ è stata la diffusione del Raku in occidente e a questo punto avviene la differenziazione della ceramica Raku dal tipo giapponese a quello occidentale Raku giapponese: realizzazione del pezzo, con le procedure già viste negli articoli precedenti ( biscottatura, smaltatura), cottura veloce, estrazione e raffreddamento all’ aria Raku occidentale: realizzazione pezzo, biscottatura, smaltatura, cottura veloce, estrazione ed eventuale ossidazione (in questo caso si ottengono pezzi con screpolature) o riduzione( qui si creano lustri e riflessi), raffreddamento in acqua. La cottura va ad una temperatura di 980°C.

Personalmente ho assistito a questo meraviglioso fenomeno della cottura della ceramica Raku…in più occasioni e vi assicuro che suscita emozioni forti e rimani folgorato da questa tecnica che produce pezzi di originale e formidabile bellezza.In Settembre scorso ho partecipato a un corso a Montecastrilli (TR) e ho scattato alcune foto di cui vi voglio far partecipi. Nella gallery si vede il pezzo finale nella prima foto poi in sequenza abbiamo estrazione dei pezzi incandescenti, il pezzo viene fatto rotolare e raffreddare sulla sabbia, pulitura e pezzo finale

Fabilandia è contattabile in rete all’ indirizzo https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia oppure informazioni sono reperibili all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/fabilandia_ceramic_history/ oppure https://www.umbriaway.eu/fabiola-bisciaio-ceramica-umbria/




Tecniche della ceramica: la SMALTATURA

Riassunto delle puntate precedenti di fabilandia topic ceramica umbria:

1 – genesi antidiluviana: https://www.umbriaway.eu/2019/03/03/al-brillo-parlante-con-la-ceramica-di-fabiola-bisciaio-brevi-cenni-storici-sulla-ceramica/

2 – ceramica villanoviana: https://www.umbriaway.eu/2019/02/23/la-ceramica-questa-sconosciuta-3-ceramica-villanoviana/

3 – bucchero etrusco: https://www.umbriaway.eu/2019/01/07/la-ceramica-questa-sconosciuta-2-il-bucchero/

4 – tecnica decorativa della corda secca: https://www.umbriaway.eu/2018/09/29/la-ceramica-questa-sconosciuta-1-la-tecnica-decorativa-della-corda-secca/

5 – tecniche di lavorazione e produzione della ceramica, foggiatura e biscottatura: https://www.umbriaway.eu/2019/04/05/la-ceramica-questa-sconosciuta-5-parliamo-di-foggiatura-e-biscottatura/

fabiola bisciaio ceramica umbriaRiprendiamo l’argomento dalla tecnica di base della ceramica che è sempre quella da secoli, cioè: foggiatura, biscottatura, smaltatura, decorazione e cottura finale. Nel precedente articolo si è parlato della FOGGIATURA e della BISCOTTATURA. Oggi vorrei vedere insieme a voi la SMALTATURA.

La SMALTATURA è la fase successiva alla BISCOTTATURA e per questa si intende l’applicazione di una cristallina o uno smalto su di un oggetto di biscotto. E’ molto importante prima di iniziare a smaltare, analizzare il biscotto. Infatti, l’oggetto deve essere accuratamente spolverato e deve essere controllato che non ci siano rotture, scheggiature o altri difetti. Questa fase è molto importante perchè la polvere è una causa di difetti e va tolta con una pistola ad aria compressa o con pennelli e spazzole, poi eventualmente spugnarlo con una spugna leggermente umida.

CRISTALLINA

Per cristallina si intende un rivestimento vetroso trasparente che, venduto in polvere o liquido, viene applicato all’oggetto in biscotto optando per queste tre metodologie: 1) o ad immersione (in un apposito contenitore) 2) o a pennello (solo per le cristalline liquide e si stendono con una pennellessa di bue) 3)o a spruzzo con l’aerografo. Le cristalline si dividono per trasparenti lucide, trasparenti satinate, craquelè, colorate. Le temperature di cottura vanno dai 920° ai 980°.

SMALTO

Per smalto si intende un rivestimento vetroso coprente ( normalmente una cristallina, base per tutti gli smalti, opacizzata). Anche gli smalti come le cristalline si dividono in lucidi, satinati e craquelè. Esistono poi gli smalti particolari come il rosso selenio, gialli cadmio o smalti metalizzati.fabiola-bisciaio-ceramica-umbria
Preparazione dello smalto: si inizia versando l’acqua in un recipiente, si versa poi lo smalto in polvere, si lascia”macerare” e si aiuta la mescolanza con una pala di legno. Quando lo smalto è ben mescolato si procede con la setacciatura per togliere eventuali residui e impurità. Dopo la setacciatura lo smalto va lasciato sedimentare e sulla sua superficie si crea uno strato d’acqua sporca…quest’acqua va tolta e si rimescola il tutto per valutare la densità per la smaltatura.
Densità: questo è un fattore molto importante sia per lo smalto che per le cristalline. Per densità si intende la percentuale di acqua da aggiungere alla polvere. Non è possibile stabilire a priori quanta acqua aggiungere. In genere le cristalline possono essere date più liquide degli smalti. Comunque la densità può essere controllata con il densimetro, cioè una specie di termometro che va immerso nello smalto e galleggia dando la densità del liquido.
fabiola bisciaio ceramica umbriaAnche gli smalti, come le cristalline possono essere applicati 1) o a immersione 2) o a pennello 3) o a spruzzo con l’aerografo. Le temperature di cottura vanno dai 920° ai 980°.
Dato che si è parlato di smalti e cristalline…diamo brevi cenni sulla decorazione( argomento che tratterò più copiosamente nel prossimo articolo) perchè i due tipi principali di decorazione sono quella Sottocristallina e quella Soprasmalto o Maiolica.
Decorazione sottocristallina si decora il biscotto, generalmente quello bianco, ricoprendolo poi con uno strato di cristallina( a immersione,o a pennello o a spruzzo).
Decorazione soprasmalto si decora sopra l’oggetto smaltato.
I colori usati per la decorazione sottocristallina ( CAV, serie 2000 o i CSC) sono a basso contenuto di fondente in quanto la lucentezza sarà garantita dalla successiva applicazione della cristallina, mentre i colori soprasmalto (CAV serie 12000 o i CSM)hanno un contenuto di fondente maggiore perchè dovranno lucidare sopra lo smalto( in questo caso difficilmente si ripassa sopra la cristallina).
Esistono oggi anche dei Gessetti e matite sottocristallina. Il loro utilizzo è consigliato su biscotto bianco e per questo motivo è necessaria la stesura della cristallina prima della cottura.

fabiola bisciaio ceramica umbriaMi rendo conto che questa parte tecnica (come la precedente) può risultare noiosa..ma per un ceramista o un semplice appassionato di ceramica è indispensabile sapere come nasce la ceramica ..perchè esiste un motivo se da piccoli pezzi di argilla nascono, a volte, dei capolavori; è giusto sapere che dietro a lavori di elevato artigianato si nasconde una grande lavorazione..che io, a grandi linee,umilmente, spero di aver spiegato!! Al prossimo articolo…dove completerò con la decorazione e la cottura finale le fasi tecniche della ceramica.

Fabilandia è contattabile in rete all’ indirizzo https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia oppure informazioni sono reperibili all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/fabilandia_ceramic_history/ oppure https://www.umbriaway.eu/fabiola-bisciaio-ceramica-umbria/




La ceramica questa sconosciuta 5: parliamo di FOGGIATURA E BISCOTTATURA

fabiola bisciaio ceramica umbria

Nei 3 primi appuntamenti si è parlato della tecnica della “cuerda seca“, del bucchero etrusco e della ceramica villanoviana. Nel precedente articolo https://www.umbriaway.eu/2019/03/03/al-brillo-parlante-con-la-ceramica-di-fabiola-bisciaio-brevi-cenni-storici-sulla-ceramica/ , quarto appuntamento con una veloce storia della ceramica, si è detto che la tecnica di base della ceramica è sempre quella da secoli e cioè: foggiatura, biscottatura, smaltatura, decorazione e cottura finale. Quinto appuntamento quindi con Fabiola Bisciaio!

Cercherò di spiegare in 3 appuntamenti differenti, ognuna di queste fasi. In questo nostro 5° step, parlerò della FOGGIATURA E BISCOTTATURA. La FOGGIATURA è la modellazione dell’argilla. Esistono diversi metodi di foggiatura:

1)TORNIO

2)CALCO

3)LASTRA

4)MODINE

5)COLOMBINO.

 

 

fabiola bisciaio ceramica Umbria

TORNIO
La foggiatura al tornio è il metodo più classico e diffuso per la realizzazione di pezzi in ceramica. La prima operazione, fondamentale per la riuscita del lavoro, è la centratura della palla d’argilla sul piatto rotante del tornio; il passaggio successivo è la sfondatura al centro della palla d’argilla, in modo di iniziare a tirare su i bordi dell’oggetto e determinare lo spessore del fondo.Da quì si inizia a sollevare le pareti del vaso e centrare, oltre al piede, anche la bocca dello stesso. Ora si infila una mano all’interno del vaso e si spinge fino a crearne la pancia, tenendo sempre sotto controllo gli spessori della parete.Una volta effettuati questi processi si rifinisce il vaso a piacimento e lo si stacca dal piatto del tornio con cavetto tagliargilla.

CALCO
Dentro forme di gesso, preventivamente preparate, si pigia l’argilla all’interno cercando di mantenere lo spessore dell’argilla più uniforme possibile. Dopo la pulitura del bordo, bisogna attendere, per un certo periodo, che il gesso della stampa assorba acqua dall’argilla in modo che l’oggetto si stacchi facilmente.

LASTRA
Il sistema è praticamente identico al precedente, solamente che l’argilla da applicare sulla forma in gesso sarà costituita da una lastra ottenuta da una sfoglia fatta con un mattarello e degli spessori oppure con un roller.

MODINE
E’ un metodo usato per la produzione di PIATTI, soprattutto quelli di grande diametro. Innanzitutto è necessaria una forma in gesso del piatto sopra il quale viene posta una lastra di argilla, dopodichè si inizia a far aderire la lastra alla stampa, per passare poi alla calibratura con una apposita sagoma, che corrisponde alla sottostante stampa. Ovviamente, l’ oggetto deve esser poi ripulito delle sbavature e rifinito con la spugna.

COLOMBINO
Questa è una tecnica antichissima perchè consiste nella lavorazione a mano degli oggetti. Oggi, consiste nell’applicazione di più bigoli d’argilla, realizzati a mano o con le trafile. Tutti gli oggetti realizzati andranno fatti essiccare lentamente, meglio se coperti da una pellicola trasparente, e mai esposti direttamente alla luce del sole. Prima che l’essiccazione sia completa gli oggetti andranno ulteriormente rifiniti con l’aiuto di apposite stecche.

BISCOTTATURA O PRIMA COTTURA
La prima cottura dell’argilla è importantantissima perchè serve a ripulirla da impurità e a renderla biscottata e porosa , adatta all’assorbimento degli smalti successivi. Quindi queste sono le fasi: PRERISCALDAMENTO del forno, da 0°C a circa 300°C, in questa fase c’è la completa fuoriuscita dell’acqua residua all’interno degli oggetti;

COTTURA vera e propria che prosegue fino alla temperatura massima che si intende raggiungere e RAFFREDDAMENTOè di notevole importanza durante la discesa di temperature perchè se scende troppo rapidamente ci può essere come conseguenza la rottura degli oggetti in cottura.

Ora l’oggetto è pronto per essere smaltato, decorato e portato alla 2°o 3° cottura finale!

Fabiola Bisciaio, artigiana locale, dopo aver effettuato studi scientifici, ha iniziato la frequentazione dell’ accademia di belle arti a Perugia. Da “grande” si è avvicinata al mondo della ceramica, seguendo corsi di formazione sia a Gualdo Tadino, sia a Deruta. Dalla tradizionale maiolica, ha eseguito anche lavori con tecniche nuove come la ” cuerda seca”, di origine spagnola. FB ceramica in Umbria é presente con numerosi articoli tecnici sul portale Umbriaway ed è contattabile alla sua pagina Facebook all’indirizzo: https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia o anche all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/fabiola-bisciaio-ceramica-umbria/




Al BRILLO PARLANTE con la ceramica di Fabiola Bisciaio: brevi cenni storici sulla ceramica

ceramica umbriaNei 3 precedenti appuntamenti si è parlato della tecnica della “cuerda seca“, del bucchero etrusco e della ceramica villanoviana. Presa dall’entusiasmo dato dalla partecipazione a questi corsi, non ho seguito un ordine logico e cronologico. E’ ora di fare ordine!!!! Comininciamo ” dall’inizio”e quindi dall’origine della ceramica. L’argilla, la terra modellata dalle mani dei primi uomini, fatta seccare al sole e cotta in rudimentali fuochi, è il primo esempio di quella che sarà chiamata ceramica( Keramos è il termine ellenistico). Quindi per la ceramica sono necessari questi 3 elementi: 1) la terra 2) l’arte dell’uomo 3) il fuoco. Queste ” terrecotte”, realizzate esclusivamente con l’argilla, non riuscivano a contenere i liquidi che vi erano posti e quindi l’esigenza di un’ invetriatura di questi oggetti per renderli impermeabili. In epoca egiFabiola Bisciaio Ceramica Umbriazia ci fu questa invetriatura della terracotta cioè la rivestivano con un vetro.In seguito in Grecia la ceramica comincia ad essere considerata non più solo come oggetto necessario alla vita quotidiana, ma una vera e propria forma d’arte. In Italia notevole pregio l’ebbe, come abbiamo detto copiosamente negli articoli precedenti, la produzione Villanoviana e soprattutto Etrusca con i suoi Buccheri. Contemporaneamente in Medio Oriente nasce quella ceramica che è a noi più affine cioè la MAIOLICA, consistente in oggetti di terracotta rivestiti da uno smalto opacizzato molto brillante. Sempre in questa area si diffonde la tecnica del “Lustro”, ossia la decorazione con ossidi o solfuri che cotti in ambienti riducenti, cioè all’interno della camera di cottura si riduce fortemente l’ossigeno, rende ai colori un particolare effetto metallico. Nell’Alto Medioevo si diffonde l’uso dell’Engobbio, cioè si applicava sull’argilla il bianchetto( una via di mezzo tra uno smalto e l’argilla bianca) e poteva essere graffito; il fondo bianco così ottenuto veniva in un secondo tempo decorato e invetriato. Successivamente si diffonde in Italia la tecnica delle decorazioni a lustri metallici, che raggiunse il massimo splendore con mastro GIORGIO da GUBBIO. Nello stesso periodo iniziarono ad apparire i primi esempi di maiolica italiana. Ma è nel ‘500, in pieno Rinascimento, che la maiolica trova la sua maggiore espressione artistica e diffusione. Centri come Faenza, Urbino, Deruta, Gubbio, Montelupo, Genova, Palermo e Caltagirone divengono noti per la produzione di bellissime maioliche policrome. Nei due secoli successivi, in età barocca, gli stili cambieranno, ma la tecnica di base rimarrà sempre la stessa: foggiatura, biscottatura, smaltatura e cottura finale.fabiola bisciaio ceramica umbria E queste fondamentalmente sono le caratteristiche della ceramica…sempre uguali, nei secoli.

Fabiola Bisciaio, artigiana locale, dopo aver effettuato studi scientifici, ha iniziato la frequentazione dell’ accademia di belle arti a Perugia. Da “grande” si è avvicinata al mondo della ceramica, seguendo corsi di formazione sia a Gualdo Tadino, sia a Deruta. Dalla tradizionale maiolica, ha eseguito anche lavori con tecniche nuove come la ” cuerda seca”, di origine spagnola. Prossima inagurazione: “Brillo Parlante” a Nocera Umbra dove sono esposte le sue opere in ceramiche sia in maiolica con la serie di “donne” e “Madonne”e sia in “cuerda seca“.




La ceramica questa sconosciuta 3: CERAMICA VILLANOVIANA

ceramica umbria

Precedentemente si è parlato con la nostra esperta di settore Fabiola Bisciaio, degli etruschi e nello specifico del BUCCHERO tipica ceramica di questa civiltà, indirizzo internet https://www.umbriaway.eu/2019/01/07/la-ceramica-questa-sconosciuta-2-il-bucchero/ e all’ inizio di questo excursus abbiamo visto la tecnica della corda secca: https://www.umbriaway.eu/2018/09/29/la-ceramica-questa-sconosciuta-1-la-tecnica-decorativa-della-corda-secca/. Ora facciamo cronologicamente un passo indietro e parliamo dell’arte villanoviana. I villanoviani furono un popolo pre-etrusco vissuto dal IX al VIII sec. A.C. Molto probabilmente , considerando che in nessuna città etrusca si constata uno sconvolgimento, un cambiamento improvviso o una frattura, si pensa che la civiltà villanoviana possa considerarsi come la prima fase di quella etrusca. Una delle principali caratteristiche della civiltà villanoviana è l’uso quasi esclusivo( almeno nei primi secoli) nei riti funerari della cremazione, a differenza dei successori ( gli Etruschi) che inumavano i corpi dei defunti. Come ricordato nella precedente puntata sul bucchero è proprio nei corredi delle tombe che si trovano reperti artistici e..per quello che interessa a noi ceramici. I villanoviani utilizzavano un vaso biconico come contenitore delle ceneri. Il vocabolo “Villanoviano”venne coniato alla fine dell’800 quando vennero fatti dei ritrovamenti archeologici nei pressi Villanova di Castenaso in provincia di Bologna.

ceramica umbriaCERAMICA: La ceramica mostra forme molto varie, con le pareti spesse (per cui è necessaria una cottura ad alte temperature, che comporta una specializzazione artigianale accentuata).Il termine giusto per indicare i loro manufatti ceramici sarebbe “oggetti d’impasto”perchè venivano prodotti con terra argillosa presa dai campi. La decorazione è incisa, spesso con uno strumento a più punte, e i motivi sono prevalentemente geometrici. La bellezza di questa tecnica consiste nella COTTURA dei pezzi; infatti il prodotto finale è di colore bruno/marrone con sfumature e macchie . HO PARTECIPATO A LEZIONI CHE HANNO PERCORSO FASE PER FASE L’ESECUZIONE DI UN MANUFATTO “VILLANOVIANO”, vi assicuro che è stata un’esperienza bellissima e costruttiva; il momento più emozionante è stato quando hanno tolto i pezzi dal forno (a gas) INCANDESCENTI e rotolati su un misto di sabbia e segatura. Tutto ciò ha come risultato finale dei manufatti “macchiati” dalle affumicature che riprende gli effetti dati dal fumo nei bracieri delle tipiche cotture della civiltà villanoviana. Oggi abbiamo i forni per cuocere …ma come facevano i villanoviani? Loro cuocevano a “cielo aperto” cioè scavavano una fossa nel campo e ponevano sopra un piano di oggetti in argilla.Dopo una prima fase di pre-riscaldamento, accendevano vicino alla fossa un fuoco e avvicinavano piano, piano le braci all’argilla. Il tutto veniva coperto con delle fascine di legno, che dovevano essere fini perchè dovevano produrre la fiamma. La lenta cottura poteva dirsi ultimata quando i pezzi in argilla diventavano rossi.

Si è accennato prima che dopo i villanoviani ci furono gli etruschi. La loro produzione artistica va dal VII al I sec. A.C. e proprio nel primo secolo A.C. la ceramica a vernice nera ( tipica etrusca) fu soppiantata dalla TERRA SIGILLATA. Ebbe origine nel Medio Oriente e si diffuse poi in Italia , trovando il suo centro migliore di produzione ad AREZZO.Questo tipo di vasellame era destinato ad essere utilizzato come servizio da tavola. La sua caratteristica principale è una vernice rossa e la decorazione a rilievo; alcuni esemplari riportano impressi dei bolli ceramici o “sigilli”…da qui la derivazione del nome. La cosiddetta vernice si realizza attraverso la decantazione dell’argilla in acqua a cui viene aggiunto un elemento fluidificante che facilita la precipitazione del calcare sul fondo e la sospensione delle particelle di feldspato che costituiscono l’elemento vetrificante dell’ argilla e quindi ..essendo una ceramica “vetrificata” può essere usata a fine da mensa. Ricordiamo che in Italia ebbe il suo centro fiorente ad Arezzo( ceramica aretina) dalla metà del I sec A.C. alla metà del I sec D.C. Nel corso del II sec D. C. questo tipo di ceramica fu soppiantata dalle fabbriche nord africane ( terra sigillata chiare o africane) di colore rosso-arancio o rosso-bruno prive di decorazioni.

A presto con le prossime curiosità sulla ceramica con https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia !!!!




La ceramica questa sconosciuta 2: il bucchero

Esploriamo il vasto mondo della ceramica con
Fabiola Bisciaio

All’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/2018/09/29/la-ceramica-questa-sconosciuta-1-la-tecnica-decorativa-della-corda-secca/ abbiamo intrapreso un percorso conoscitivo sulle tecniche di lavorazione della ceramica con Fabiola Bisciaio. In questo primo articolo abbiamo visto in che cosa consiste la tecnica decorativa della corda secca di origine spagnola.

In questo secondo intermezzo lasciamo parlare direttamente l’interessata con una nuova esplorazione, il bucchero che tanto per citare wikipedia sinteticamente rappresenta un tipo di ceramica nera e lucida, spesso fine e leggerissima, prodotta dagli etruschi per realizzare vasi. La integrale monocromia nera è la caratteristica più evidente di questa tipologia di ceramica e la colorazione veniva ottenuta mediante una cottura particolare. Ma vediamo in dettaglio dalla diretta interessata, da notare che i disegni visibili in questo paragrafo sono studi preparatori dell’ autrice ispirati direttamente all’ arte etrusca e quindi indirettamente a quella greca.

Si continua il viaggio nel mondo della ceramica. Oggi vorrei parlarvi del BUCCHERO.

La caratteristica del bucchero è che tutto l’impasto compreso l’interno…è nero. Quindi si tratta di un tipo di ceramica dove predomina questa colorazione.

Naturalmente esiste una motivazione che la dobbiamo cercare sia dal tipo di argilla, ma soprattutto dalla tipologia di cottura…ma di questo ve ne parlerò dopo.

È importante sapere che il bucchero è la tipica ceramica etrusca anche se l’etimologia della parola risale al 1700 / 1800 cioè al periodo in cui erano diffuse le ceramiche di provenienza del sud america appunto il”Bucaro”; che erano molto simili a quelle estrusche, diffuse al momento delle prime ricerche archeologiche in Italia.

LAVORAZIONE DELLA CERAMICA

 

Gli Etruschi lavoravano principalmente l’argilla a mano cioè a COLOMBINA O LUCIGNOLO anche se avevano iniziato a lavorare il tornio per dare maggiore perfezione agli oggetti.

L’argilla usata era ricca di materiale organico e di ossido ferrico rosso.

La decorazione: Principalmente troviamo la decorazione a “IMPRESSIONE” cioè a timbratura. Come veniva eseguita? Si usavano rotelle di argilla con diversi disegni, per lo più geometrici che venivano fatti rotolare nel pezzo fino a che non veniva inciso il disegno.

Esisteva anche la decorazione “excisione” cioè a scarto: con chiodi o piccole sgorbie venivano incisi i pezzi e poi scavati per formare il disegno desiderato.

Steccatura: Dopo l’essiccazione dell’oggetto creato in argilla, questo veniva “steccato” cioè levigato con una stecca di legno (oggi si usa la pietra AGATA)  per chiudere e levigare tutti i pori dell’argilla e per lucidare il pezzo.

E passiamo finalmente alla COTTURA che è l’aspetto fondamentale di questo tipo di ceramica perché la colorazione nera non è nient’altro che l’affumicazione dell’argilla.

Gli Etruschi cuocevano i loro pezzi nelle fornaci con secchi di terracotta (MUFFOLE) a 700/750 gradi. Questi secchi erano chiusi ermeticamente per creare la riduzione dell’ossigeno. Quindi in questa atmosfera fortemente riducente, l’ossido ferrico rosso presente nell’argilla, si trasformava in combinazione con l’ossido di carbonio, presente all’interno della camera di cottura e nel corpo dell’argilla, in ossido ferroso nero. Per questo motivo il bucchero è nero.

Fondamentalmente l’arte etrusca riprende e ricopia l’arte greca, che raggiunge il suo massimo splendore nel V sec A.C.

Nell’arte etrusca la ceramica più raffinata e lavorata si trova nei corredi delle tombe, vere e proprie camere piene di oggetti.

 

Fabiola Bisciaio ceramica in Umbria è contattabile alla sua pagina Facebook all’indirizzo: https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia. Ringraziamola per questa tecnica dissertazione tecnica sul “bucchero” e attendiamo sviluppi sull’esplorazione di qualche altra tecnica rocambolesca che riguarda il vasto universo della ceramica. See you later!




La ceramica questa sconosciuta 1: la tecnica decorativa della corda secca.

Fabiola Bisciaio Ceramica UmbriaEsploriamo il vasto mondo della ceramica con

Fabiola Bisciaio

In Umbria la produzione della ceramica ha 4 centri sensibili di antica tradizione storica: Deruta, Gualdo Tadino, Gubbio e Orvieto ma l’arte dell’antica terracotta è una caratteristica saliente di tutta la regione che ha come peculiarità geografica la produzione di un terreno fertile e argilloso, ideale per la modellazione della terracotta, grazie anche alla facile reperibilità di materiale legnoso necessario per l’alimentazione dei forni produttivi. Dal punto di vista della storia abbiamo numerosi reperti di terracotta che testimoniano di antichissimi insediamenti sulle rive di fiumi nevralgici, come può essere ad esempio la zona dell’Alto Tevere (antichi Umbri ed etruschi), che raccontano di una lavorazione della ceramica che va avanti dalla notte dei tempi.

Fabiola Bisciaio ceramica in Umbria

Lo sviluppo dell’artigianato tematico in questo settore si autoalimenta senza soste nell’Italia Centrale, plasmando una corporazione di professionisti che migliorano la loro arte amanuense implementando nelle loro lavorazioni nuove soluzioni e idee che attingono a una preziosa tradizione.

Umbriaway ringrazia nello specifico Fabiola Bisciaio, una artista competente nel settore della ceramica che ha il suo avamposto logistico creativo in vocabolo Gaifana, che ci mostra uno spaccato inedito di questo universo complesso dove per restare competitivi è necessaria un’ auto-formazione continua.

Ma lasciamo parlare la diretta interessata con questa prima puntata dedicata a una tecnica particolare, quella della “corda secca”.

Tecnica della CUERDA SECA

Fabiola Bisciaio ceramica UmbriaIl mondo della ceramica..è un mondo vasto, pieno di sorprese con le sue innumerevoli tecniche di lavorazione e di cottura. Oggi vorrei parlarvi di un tipo di lavorazione, anzi di decorazione: la “CUERDA SECA“.

La cuerda è di origine spagnola. Il nome, in italiano corda secca, deriva dall’utilizzo di una corda impregnata di grasso con la quale veniva eseguito il disegno sul supporto di lavoro e gli spazi vuoti creati dalla corda venivano riempiti con smalti colorati.

Una volta asciugato il lavoro veniva cotto (seconda cottura) e durante questo processo la corda bruciava, lasciando il tratto nero.

Dopo questi brevi cenni storici vorrei vedere con voi passo, dopo passo, l’esecuzione di questa decorazione diffusa nel settore della ceramica in Umbria, tecnica “most importantly!”

Fasi di lavorazione:


1) Con l’argilla si crea l’oggetto desiderato e si porta in prima cottura. Il prodotto si chiama ” biscotto” o “semilavorato”.

2) Si passa alla decorazione; innanzitutto bisogna preparare la cuerda( anche se trovate il preparato ” bello e pronto” nei negozi specifici) Per la preparazione della cuerda occorre ossido di manganese + fondente. La polvere così ottenuta si diluisce con olio di oliva e il medium universale. Ora si procede con il disegno; scegliete il soggetto che più vi appaga e con un pennello a serbatoio eseguitelo.

3) Con gli smalti andate a riempire gli spazi delimitati dalla cuerda creando gli effetti cromatici desiderati.

4) Portare in cottura ( seconda cottura) il prodotto …et voilà!!! La vostra creazione è pronta. Alcuni dei miei lavori in cuerda…potete sbizzarrirvi e creare tante “chicche”!!!

Fabiola Bisciaio ceramica in Umbria è contattabile alla sua pagina Facebook all’indirizzo: https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia . Ringraziamola per questa chicca decorativa sulla “corda secca” e attendiamo sviluppi sull’esplorazione di qualche altra tecnica fascinosa che riguarda il vasto universo della ceramica. See you later!