Progetto storico fotografico su Colle di Nocera Umbra

Stiamo allestendo un archivio documentale fotografico dotato di tutte le moderne comodità dei motori di ricerca per cercare ogni tipo di informazione su Colle di Nocera Umbra con l’idea di metterlo presto in linea: storia, location, tradizioni, curiosità, landscape, skyline, epoche vintage di come eravamo etc etc. Il progetto è open source e non ha fini di lucro se non rispondere alla domanda dantesca che Sante Cioli nel suo secondo libro su Castrum Collis pone come incipit di una avvincente narrazione storica: “chi fur li maggior tui?” . Colle appartenente alla Terre di Mezzo (meno male che non c’è Sauron..o sì?) ha dalla sua delle radici fortemente caratterizzate stigmatizzate per l’appunto dai due lavori del compianto SC, che è riuscito a vagliare una enorme quantità di materiale archivistico che consentono al collegiano di sapere tutto su chi era e dove sta andando (se mai servisse!). Il progetto è open source e non ha fini di lucro, se mai ha permesso a Umbriaway Consulting di risolvere alcuni problemi tecnici per costruire una interfaccia grafica minimale ma funzionale e precisa anche nei criteri di ricerca, nel senso che anche una semplice parola come “agricoltura” o “vintage”, può richiamare il materiale fotografico connesso, oltre naturalmente a estrapolare comodamente il materiale semplicemente selezionando dal menù a tendina per categoria. Chiunque può partecipare attivamente al progetto inviando foto o materiale che verrà catalogato con il nome imposto della sorgente. Hai una foto del paleolitico su Colle di Nocera Umbra che ci mostra come eravamo? Hai delle curiosità storiche-antropologiche da proporre con documentazioni testuali? Vuoi semplicemente valorizzare un tramonto collegiano su uno skyline che certamente non è come quello di Los Angeles ma altrettanto unico e irripetibile per un momento da cartolina? Per partecipare a questa iniziativa compilare il modulo di contatto presente all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/contatti/ sarete tempestivamente attivati! In ogni caso prossimamente il progetto verrà inizializzato con le informazioni base presenti e sarete informati sull’ indirizzo web pubblicato. Nel frattempo sono disponibili free le gallery https://www.umbriaway.it/collegallery/ e https://www.farwebdesign.com/collegallery/




Gualdo Tadino a Fumetti: una trilogia di volumi a firma di Luigi Gaudenzi

Ogni eruzione creativa ha il suo perché e la sua genesi complicata. Persino un vulcano quando esplode non fa altro che mettere in atto in una fase di elaborazione liberatoria con tutta una serie di processi che hanno congiurato nel sottosuolo. Sei di fronte a Guernica di Picasso e pensi che quell’ immagine è solo una creazione dell’artista, invece è solo il processo finale di tutto un collage di studi preliminari e di bozze, di scelte complicate e di riflessioni sentite che hanno portato al prodotto finale, ore e ore di lavoro che in quell’ attimo in cui vedi il tutto non percepisci. Che sia un libro, un film, un fumetto, un quadro quello che sfugge a volte è tutto il lavoro che c’è dietro alla punta dell’ iceberg e di conseguenza anche la fatica che ne consegue. Ma facciamo un passo indietro e iniziamo dalla genesi di questo post. Se metti in pista un claim come “risorse da scoprire e valorizzare” il tuo lavoro diventa quello di scavare e fare il curioso, scartabellare anche dove non ti è consentito. Ora la bellezza di un locale “mangereccio” come il Grottino ( https://it-it.facebook.com/pg/ElGrottino/posts/?ref=page_internal ) consiste nel fatto che c’è una sala lettura a corredo o anche sala delle presunte attività culturali affastellata di ripiani che ospitano dei libri e anche…qualcosa di diverso tipo fumetti! Per caso, aprendo il secondo volume di una trilogia che ai tempi non conoscevo (stiamo parlando di diversi mesi fa) dal titolo Gualdo Terra de Passo, mi sono imbattuto sempre per caso in una tavola in cui veniva espressamente citato un evento di Colle di Nocera Umbra del 1656 che conoscevo perché riportato anche da Sante Cioli nel suo secondo volume in cui il parallelismo e l’esattezza della notizia rimaneva fondante rispetto alla libera interpretazione del vignettista, l’autore della trilogia Luigi Gaudenzi, non più vivente. Sempre per caso e diciamocelo, con una solenne botta di culo, si veniva a scoprire che nel gruppo di appassionati booklovers locali vi era una delle figlie che con grande cortesia ha rigirato in dono al sottoscritto addirittura l’intera triade della storia di Gualdo a fumetti! Quindi ripartiamo dall’ inizio. Che Umbriaway Consulting ancora prima di incappare in questo divertentissimo (l’aspetto ludico e il senso dell’ ironia dell’ autore aiutano a assimilare una consistente cronologia di eventi alla base che non sono date liberamente interpretate, detto in altro modo, si apprendono cose del territorio senza poderosi mal di testa) documento storico triumvirale (un neologismo per far inorridire l’accademia della crusca?) avesse in testa di approfondire la questione della storia locale lo testimonia una pagina qualsiasi del portale tipo http://www.umbriaway.eu/castrum-collis/ e che il fumetto da sempre sia un arte espressiva che non può essere trascurata lo si può evincere sempre da risorse presenti nel portale come http://www.umbriaway.eu/2017/12/31/come-possiamo-definire-la-nobile-arte-del-fumetto-risponde-agenzia-web-marketing/, semplificando se mi ritrovo la botte piena e la moglie ubriaca allora è facile che 1+1 mi possa dare come risultato anche l’uva sulla vigna, perché di fatto questi tre volumi a fumetti sula storia di Gualdo sono un autentico toccasana intellettuale non solo per la qualità del taglio vignettistico di questo portentoso affresco (tre volumi, il primo dalla genesi di Taino al rinascimento, poi ripreso per arrivare all’ unità d’Italia nel secondo volume per chiudersi con l’era moderna nel terzo volume) ma anche per i testi che lo stesso Luigi ha elaborato a sostegno per raccontare la sua visione della storia, una libera divagazione vincolata però a date solide citate da fonti sicure, come del resto la sezione bibliografia a fondo pagina in ogni volume può testimoniare. Insomma per dirlo in sintesi senza tante mezze misure, un “lavoro della madonna” che oltre ad essere utile, spassoso e divertente (perché il fumetto ha queste caratteristiche trasmissive) è didattico perché ci fa riflettere sulla storia del nostro habitat. A questo punto però bisogna resettare tutto e ripartire da capo, altrimenti non si capisce perché il vignettista in questa triade ci abbia messo passione, impegno e talento che viene percepito fino in superficie incuriosendo il lettore. Torniamo al famoso momento della famosa peste di Colle di Nocera Umbra, esplosa nel 1656 che conosco bene come evento, perché un mio lontano parente, un certo don Francesco Faraoni, era a capo della parrocchia in quel periodo, il tutto raccontato nel secondo libro sulla storia di Colle a firma di Sante Cioli, che scrive nelle sue cronache: 14 luglio 1656. Memoria del tempo che comincio la peste nel Castello di Colle, che la che la portò Giapechetto da Vergilio da le maremme per via di un napolitano per essersi accompagnato con lui il giorno e la notte morì il detto Napolitano; e lui lo circò e gli levò alcune robbe e i dinari”. Ora analizziamo quanto riportato da Luigi in una vignetta dove contestualmente riporta la stessa data 1656 come avvio del contagio: “…comincio la peste nel Castello di Colle che la portò Giapechetto da Vergilio da le maremme per via di un napolitano  che la notte morì e lui lo circò e gli levò le robbe e i dinari (insomma lo derubò) ”.Il libro Storia della parrocchia di San Gregorio e San Romano in Castro Collis è del 1986 mentre il secondo volume della triade di Luigi Gaudenzi è del 1996. Tradotto quando ho visto la vignetta ho pensato, però questo artista sa il fatto suo, costruisce la sua rappresentazione visiva su informazioni reali, poi ci sta che l’affabulatore ci costruisca sopra le sue libere interpretazioni, come sottolinea del resto lo stesso Luigi in tutte le copertine dei suoi tre stupendi volumi. Per la cronaca sia Cioli che Gaudenzi fanno riferimento a un documento di un prete contemporaneo locale, don Simone di Giovanni Mancia, che si è espresso come sopra attingendo ai registri parrocchiali dell’ epoca conservati negli uffici dello stato civile di Nocera, insomma per farla breve poca fuffa e tanta sostanza, in quanto la credibilità della cronologia usata per costruire le fondamenta storica della trilogia è inconfutabile. A questo punto bisognerebbe ripartire dall’ inizio e estrapolare altre cose interessanti, ma la cosa migliore è invece godersi questi tre stupendi volumi a firma del compianto Luigi Gaudenzi e divertirsi imparando un po’ di storia, magnifico espediente didattico da usare in un fumetto come filosofia trasmissiva della conoscenza in versione easy! Dulcis in fondo non poteva mancare una banalità: quando si legge della storia di Gualdo come in questo lavoro, di fatto si attinge alla storia di tutte le zone confinanti, da Perugia a Fabriano e con tutti i Papi di mezzo, per cui gli eventi che vengono narrati riguardano indirettamente anche gli stranieri di Gubbio e i bellicosi (al tempo) nocerini!




Vittorio Sgarbi a Colle di Nocera Umbra?

Glicine Consulting in collaborazione con la Apple ha recentemente lanciato sul mercato il fuffatronic 2.0 settato a Garbatella e il primo test ha fatto uscire una situazione da fantascacchi totalmente inverosimile: a Baku l’Italia vincerà le olimpiadi edizione 2016. Fantascienza? Niente affatto. Torniamo sul titolo e riflettiamo in maniera analoga:

se Vittorio Sgarbi noto critico d’arte ha curato una mostra antologica a Gualdo Tadino sulla follia e gli artisti padani perché prima o poi non dovrebbe fare un salto a Colle di Nocera Umbra cap 06025 che é distante da Gualdo sette km? Semplice direte voi, perché storicamente i due comuni sono sempre stati in guerra tra fazioni confinanti. Ma la Chiesa della SS. Trinità a Colle di Nocera Umbra, risalente all’incirca alla metà del 1500, a due passi dal castello, ha delle risorse interne che il famoso “capra” non può snobbare. Intanto la particolarità é che l’edificio poggia le sue fondamenta su pietre ancora più antiche presumibilmente romane come mostrano alcuni dettagli della gallery che ci é stata gentilmente rigirata dal sito i luoghi del silenzio solo per azioni finalizzate alla valorizzazione del territorio e per il recupero dell’ identità storica locale. A questo punto citiamo le parole performanti del sito stesso che invitano indirettamente Sgarbi a Colle di Nocera Umbra:


all’interno della chiesa SS. Trinità a Colle di Nocera Umbra sono presenti degli affreschi, qualcuno di buona mano, ma mal conservati e sbiaditi, quello dell’abside è stato in gran parte coperto da un’altro più recente e di scarsissimo valore. Da un’osservazione sommaria da quel che si vede dietro l’intonaco recente si può supporre che l’affresco originale dell’abside sia molto simile a quello presente nella chiesa di San Giovanni a Boschetto, in quanto in entrambi compare la figura dell’Eterno in alto e sotto una crocifissione; sarebbe auspicabile un intervento di restauro che riporti alla luce l’originale perché molto più interessante della sovrapposizione posticcia. Alla parete destra partendo dall’abside c’è una Madonna con Bambino molto rovinata, ma straordinaria grazia, dopodiché troviamo una piccola immagine di Sant’Orsano, Sant’Elena, un San Bernardino da Siena (?) datato 1580 e un Sant’Antonio abate con ai piedi il maialino di “Cinta senese” . Sulla parete sinistra partendo dall’abside troviamo una Madonna con Bambino datata 1550, un’immaginetta di Santa Bibiana, una Santa Lucia e un’altra Madonna con Bambino poco rifinita e che sembra un ricopiaticcio dell’immagine precedente, perché identica. Le immagini della parte destra e sinistra sono simmetriche nelle loro fattezze e speculari nelle dimensioni. Tutti i dipinti sono molto deteriorati e necessiterebbero di un sollecito intervento di restauro.

Ancora una volta notizie importanti e dettagliatamente precise che ci arrivano insieme alle foto dal sito web i luoghi del silenzio curato da Raimondo Fugnoli. Per quanto riguarda Sgarbi siamo sicuri che tra una puntatina e l’altra al museo del Louvre per dialogare con la Gioconda e riportarla a casa seguendo innovative strategie di marketing, troverà sicuramente il modo -inevitabilmente contagiato e incuriosito- di visitare la chiesa della della SS. Trinità a Colle di Nocera Umbra, anche se il cap non ha niente a che fare con Gualdo Tadino!




Castello di Colle di Nocera Umbra ha una profonda tradizione storica medioevale. Quindi? Gubbio 4-9 ottobre 2016!

Il Castello di Nocera Umbra é anche l’oggetto di tesi di Francesco Sorbelli nel bel sito sulla valorizzazione del territorio di Raimondo Fugnoli. C’è una relazione con la seconda edizione che si terrà a Gubbio il 4 e 9 ottobre 2016 con una grande manifestazione patrocinata anche da Rai e tanti altri enti istituzionali? Be si! L’imperiodo Giglio di Firenze inciso su una dei vetusti archi del castello di Colle di Nocera Umbra ha molto da dire in proposito quindi é d’obbligo partecipare alla manifestazione eugubina dalle ambizioni centometriste: il grande racconto della storia. Non ci sono altri festival culturali in Italia sul MEDIOEVO. Ci saranno incontri con autori e storici qualificati, eventi come la fiera del libro medioevale, miniatori del mondo, mercati, mostre, spettacoli, musica e teatro, manifestazioni tematiche per bambini, giochi laboratori e letture! All’ indirizzo www.festivaldelmedioevo.it si possono reperire tutte le informazioni per non avere alibi: a questa roba qui si deve proprio partecipare! castello di colle di nocera umbraLe foto in gallery sul castello di Colle di Nocera Umbra sono di proprietà intellettuale del sito I luoghi del silenzio e di Francesco Sorbelli e rigirate a Umbriaway solo con intenzioni finalizzate alla valorizzazione del territorio che coincide con la mission principale anche del nostro portale. Grazie ancora a Fugnoli-Sorbelli per la gentile concessione ma un sito così ricco di preziose informazioni storiche e di ricerca sull’ identità di molteplici frazioni non può che ritornare periodicamente in risalto sulle nostre pagine, tante sonbo le cose da scoprire e amplificare, vere chicche che gli autori del sito i luoghi del Silenzio hanno saputo mettere in rilievo.




Castrum Collis Project, il sito delle pietre della memoria

A prposito del recupero della storicità dei luoghi: in rete su Colle di Nocera Umbra e sul progetto Castrum Collis si trova materiale decisamente interessante. Ad esempio il progetto http://www.pietredellamemoria.it e in particolare ovviamente riferito al Castrum Collis Project http://www.pietredellamemoria.it/pietre/lastra-ai-caduti-di-colle-di-nocera-umbra-nella-grande-guerra/ mostra una lapide ricca di informazioni relativamente al segno che la grande stroia imprime sulla piccola storia delle comunità locali. Periodo prima guerra mondiale nello specifico, nei prossimi post Umbriaway Consulting approfondirà il tema, per ora vuole citare l’importanza del progetto in rete legato al sito web delle pietre parlanti citato sopra che valorizza l’identità dei luoghi e riempe di contenuti il Castrum Collis Project.




Castello di Colle di Nocera Umbra e il sito web i luoghi del silenzio.

castello di ColleMa il progetto Castrum Collis per la valorizzazione locale e il recupero delle identità storiche nella zona tra i CAP 06025 e 06030 va avanti o si é incagliato? Per la verità ci pensa la rete a valorizzare il territorio, tra le tante piacevoli scoperte fatte da Umbriaway Consulting vi é quella del sito progetto i luoghi del silenzio che fornisce un interessante documentazione inedita: http://www.iluoghidelsilenzio.it/castello-di-colle-nocera-umbra-pg/. Ora al di là del castello di Colle non possiamo che spendere parole positive su questo sito progetto firmato Raimondo Fugnoli al quale vanno entusiastici complimenti per il lavoro organizzativo svolto per valorizzare la storia dei luoghi umbri ma non solo. Scrive Raimondo Fugnoli sul sito i luoghi del silenzio, http://www.iluoghidelsilenzio.it/chi-siamo/: “la mia speranza è di poter dare il mio umile contributo alla conservazione lanciando una sfida attraverso la conoscenza”. Direi che per il nostro portale che esalta il claim risorse da scoprire e valorizzare l’obiettivo proposto non é assolutamente fuori portata ma realizzabile! Fugnoli ha strutturato un lavoro su castelli, chiese, abbazie ed eremi suddiviso per regioni, anche sconfinando in zone limitrofe come le Marche. luoghi _silenzio1Veramente notevole la mole di informazioni trattate, non solo sul castello di Colle di Nocera Umbra, che formano un plasma conoscitivo che copre vaste regioni dell’ entroterra Italia centrale, assolutamente da visitare per abbeverarsi e cogliere quell’ ideale di salvaguardia e di tutela dei beni locali che portano con se una ricchezza inesauribile di prana vitale, complimenti ancora all’ autore del sito i Luoghi del silenzio e anche all’ articolo dedicato al Castello di Colle di Nocera Umbra!




Terremoto in Italia Centrale: la minaccia é più forte dell’ esecuzione

Schermata 2016-08-24 alle 08.42.23Nel 1997 una scossa sismica di circa magnitudo 6.0 con epicentro a Colfiorito mise in ginocchio l’entroterra umbro. Chi ha vissuto quei momenti conosce e forse ha vissuto gli interminabili attimi di stanotte delle 3 e 36 con meno apprensione e con inevitabile rassegnazione, privo di finto allarmismo non realizzando che i muri venivano scossi da fremiti improvvisi, incapace di correre e catapultarsi fuori saltando le scale, paralizzato forse dallo stupore o dalla paura o magari da un malsano improvviso disorientamento. Tecnicamente io c’ero in quel lontano 1997 ma anche prima con le stesse modalità di propagazione del terrore (ma questo non é un racconto horror sulla natura infuriata di Arthur Machen, qui si sta geologicamente come d’Autunno sugli alberi le foglie sul serio), nei ricordi di infanzia la prassi imponeva in situazioni analoghe delle uscite fuori programma alle quattro del mattino verso quell’ area definita nei centri agricoli “l’aia”, magari per dormire in macchina o nei garagi adiacenti. E questa mattina mentre la doccia tentava di eliminare quel terrore compresso, ma anche lobotomizzato da esperienze traumatiche antiche, da orrendi dejà vu, l’apprensione sospesa per un nuovo attacco si propagava simile allo stesso sisma dal sistema nervoso centrale verso tutte le zone periferiche del corpo umano, lasciando lessato il soggetto di questa non calcolata demenziale telecronaca. Ora sappiamo perché uno degli aforismi più tremendi negli scacchi coniato da Tartakower recita “la minaccia é più forte dell’ esecuzione”. Ma quali sono gli effetti nefasti di un terremoto dal punto di vista psicologico che anche stanotte ha mietuto vittime con epicentro Rieti ma toccando la fascia Lazio, Umbria, Abruzzo, Marche? I modi di reagire possono essere molteplici. Stanotte come allora, l’uscita di rito sull’ aia c’e stata per constatare nell’ esorcismo dei rituali di gruppo e nella sbollitura adrenalica di tossine letali che ero in buona compagnia e che stranamente le macchine facevano su e giù sulla strada principale, in questa localita di Colle di Nocera  che conserva per ora intatte le sue caratteristiche di vocabolo stile far west. Sul sito della protezione civile si trova materiale importante sull’ argomento ma sostanzialmente possiamo parlare di un terrore vissuto sul momento e magari associato a una notte buia nera interminabile e l’ulteriore sincopata psicopatologia dell’ attacco imminente che si é in procinto di subire alla Tartakower di nuovo, magari la volta dopo con una devastante portata. Questa notte le scosse che ho percepito forti sono state tre, la prima letale in termini di durata ipnotica (3.37/ 4.30 circa e dopo le 5) ma ho il sospetto che lo sciame sismico abbia pulsato la sua fase di assestamento per tutta la notte. Chi abita da queste parti deve abituarsi all’ idea dell’ incertezza geologica ma non solo, ma Colle di Nocera Umbra ha avuto nella disgrazia la fortuna in quel lontano 1997 di testare la sua capacità di resistere agli urti sostituendo case vecchie con case nuove che hanno dato maggiore compattezza al cemento sulla resistenza agli urti. Purtroppo tutti i sindaci del centro Italia devono fare i conti con questo imprevedibile fenomeno che sfibra i muscoli e snerva la tenuta psicologica: lungo l’appennino umbro ci sono tensioni sottocutanee e cambiamenti dinamici morfologici nella materia solida che con cinica regolarità (più di 300 morti all’ Acquila nel 2009) ricordano al piccolo essere che non é il protagonista del film Marvel l’uomo d’acciaio dove Supermen getta la spugna solo a contatto con la criptonite. Per ritornare ai traumi provocati da qualsiasi terremoto su qualsiasi psiche umana vediamo una rapida sintesi di quello che viene proposto in rete. In un precedente articolo legato al progetto Castrum Collis ne avevamo già viste delle belle, anche con foto locali, di quel lontano 1997 si fa per dire e sicuramente di meno bello ci accingiamo a vederne da ora in poi nel prosieguo visto che per intensità siamo alla pari con le scosse di Colfiorito e l’Aquila e che il numero di morti del 1997 nella situazione del folignate e zone annesse come epicentro é stato purtroppo al momento tristemente superato. La repubblica sintetizza così l’evento notturno in questa notte turbolenta: una forte scossa di terremoto di magnitudo 6,0, ha colpito nella notte l’Italia centrale provocando morti e feriti. L’epicentro è nei pressi di Accumoli, in provincia di Rieti, nel Lazio, a soli 4 chilometri di profondità. La prima scossa, violentissima, alle 3.36 del mattino è stata sentita da Rimini a Napoli. E proprio ad Accumoli, dove ci sarebbero sei morti, e nella vicina Amatrice si registrano i danni più gravi. “Il paese non c’è più. C’è gente sotto le macerie”: è la prima, drammatica, testimonianza del sindaco di Amatrice. Tornando agli aspetti di propagazione del terrore, questi eventi lasciano il segno. Forse essendo stato asfaltato come gatto Silvestro da un bulldozer in passato in sequenze da cartone animato, la mia esperienza notturna e la reazione vissuta dal sottoscritto é stata simile a quella descritta da Camus nel romanzo lo straniero, una finta indifferenza patologica! Ma adesso in mattinata pesa la minaccia latente di Tartakower, un nuovo potenziale attacco da subire cruento per ritornare al tema del post ossia, analisi delle ripercussioni psicologiche in un soggetto coinvolto in traumi sismici. I traumi vanno elaborati ed esorcizzati forse questo post rappresenta anche una sdrammatizzazione emotiva per scaricare le tensioni accumulate dalle 3 e 37 in poi (sono antropologicamente di parte, nel senso che l’autore avendo vissuto dall’ interno le situazioni che descrive, non é in grado di assicurare obiettività di giudizio esterno durante la trattazione). Le fonti accademiche per entrare nel vivo dell’ argomento non mancano nel nostro amato cloud: il concetto di trauma che nella Psicologia viene usato e declinato in svariate accezioni, in questo contesto, denominato “PSICOLOGIA DELL’ EMERGENZA”, assume un significato specifico e ben incasellato. Il sito web Human Trainer continua in modo illuminante: il significato della parola trauma – dal latino Tràuma, dal greco Trayma -, ferita o lesione del corpo prodotta da cause esterne sia taglienti o laceranti sia contundenti, ci introduce al concetto di qualcosa che lede l’integrità della persona, sia a livello fisico che psicologico, e che ne altera lo stato. Il trauma che un terremoto crea intacca qualcosa di profondo, qualcosa che è legato all’identità delle persone e dei popoli, alle certezze di una vita, a una quotidianità che non esiste più, all’incertezza sul futuro. LE CREPE nelle case e negli edifici hanno moltissime similitudini con le crepe create all’interno delle persone. L’articolo rimanda a riflessioni ulteriormente incisive: in questo tipo di situazione, la risposta a un evento traumatico è di ENORME STRESS (la minaccia é più forte dell’ esecuzione); l’individuo si trova a dover fronteggiare una situazione inattesa, dolorosa, faticosa e drammaticamente nuova, senza essere preparato e con tutte le difficoltà intrinseche in una condizione NON VOLUTA. Savielly_Tartakower_and_Edward_LaskerOk una pista su cui lavorare ce l’abbiamo nel frattempo la terapia migliore per non subire passivamente cose non volute sarebbe magari quella di cimentarsi nell’ agonismo scacchistico e simulare la strategia della grande divinità che minaccia di minacciare senza minacciare? Materiale a quella disciplina scientifica definita psicologia dell’ emergenza non manca, l’unico reato comesso dall’ autore della trattazione è stato quello di suggerire una scherzosa relazione tra situazioni anomale come post traumatico da stress con gli aforismi di Tartakower che rimandano agli scacchi, ma serviva un finale roboante e ironicamente grottesco come le brutte ore in vissute in notturno che si portano dietro strascichi irriverenti. Tutto ciò fa venire in mente la terribile sequenza finale di Blade Runner dove il replicante che potrebbe stritolare il piccolo umano fa capire che é devastante vivere con addosso una minaccia latente. Scossa dopo scossa, trauma dopo trauma, prima o poi ci si abitua ma questo non é un film di Ridely Scott. Poi. Per adesso teniamoci la minaccia psicologica dell’ ex campione di scacchi Laker che appoggiando il sigaro sul tavolo é come se volesse dire al suo avversario: “non lo fumo ora, tranquillo, ma decido io quando“. Per l’appunto la minaccia latente fa più danni di quella reale. Se vogliamo portare un contributo letterario alla questione, possiamo citare il punto di vista dello scrittore Pino De Renzi: terremoto è quando si verifica uno degli eventi più traumatici che possono colpire la vita delle persone. Non a caso ci sono espressioni come : ‘la terra che trema sotto i piedi’ e ‘vedersi crollare tutto addosso’. Sono espressioni che riguardano anche l’intimo delle persone, ma con il terremoto sono dannatamene reali. Il terremoto ci sovrasta e ci demolisce. Distrugge ogni nostra convinzione, oltre che le nostre vite e quelle di coloro che amiamo. Dovremmo imparare dai terremoti. Dovremmo imparare a essere meno vanitosi, ma anche a saper cambiare e a ricostruire. Dovremmo imparare a non farci demolire, ma anche a saper cambiare casa. Volendo dare un contributo anche alle scienze sociali constatiamo amaramente come l’evento di un terremoto cruento porti con se una scia di frammentazione non solo edile: a morire non é solo il blocco di case e la gente  ma viene smembrata una intera comunità.




Colle di Nocera Umbra cronologia storica degli avvenimenti

Come ormai tutti sanno Colle di Nocera Umbra é una ottima locazione turistica in Umbria grazie alla sua posizione strategica con località salvaguardate dall’ Unesco, Assisi, Spoleto, Gubbio per non parlare del resto. Poiché la parrocchia sarà al centro della trattazione, prenderemo in esame i confini. Ad oriente il territorio é delimitato dallo spartiacque appenninico e confina con la parrocchia di Ville S.Lucia-Molinaccio. Il lato meridionale é delimitato da una rientranza del terreno, detta Torrente della Valle di Merlana, che partendo dai “prata della valle” di Merlana scende verso la via Flaminia; questo torrente che a livello dei “trucchi della Piana”, per le peculiarità del terreno acquista anche il nome di Fosso Rosso, proseguendo il suo corso, proseguendo il suo corso interseca la via Flaminia in corrispondenza del km 180,250 e subito dopo si immette del “Pinagliale” di Colle il quale diventa confine fino al punto in cui interseca la strada che da Cordaia va a Pascigliano. La parrocchia confinante é quella di Costa-Salmata.Ad occidente i confini vengono dati dalla strada che unisce Pascigliano con Cordaia e Molina fino al quadrivio posto sulla strada di Montecchio: il confine poi segue per un breve tratto questo’ ultima strada fino a un ponte posto nei pressi di una casa detta “Moscamora”; da detto ponte il confine risale il corso d’acqua fino al punto in cui incrocia una strada proveniente da Carnicina. Le parrocchie confinanti sono quelle di Parrano e Maccantone. A settentrione il confine parte dal trivio di Luticchio, ubicato sullo spartiacque appenninico, sale fino al vertice del monte Cervaia, taglia a metà circa la pineta e si immette nella rientranza del terreno che le attuali piante topografiche e catastali chiamano “fosso le Roi” e che nei documenti del XV secolo, abbiamo trovato e descritto come il “fosso delle rane”. Detto fosso termina in corrispondenza della strada vicinaia, a metà percorso tra Colle e Col Sant’Angelo, ma il confine prosegue diritto per la strada che conduce alla Flaminia e ricalcando una stradina campestre, raggiunge e oltrepassa Carnicina. La parrocchia confinante di Colle di Nocera Umbra é quella di Boschetto. Da quanto descritto la parrocchia sembra adagiata quindi su un area di 15 kmq, con una lunghezza media di 6,4 e una larghezza di Km 2,3. La parrocchia così delimitata fu creata giuridicamente nel 1610 dal vescovo Florenzi che soppresse due millenarie chiese benedettine per unirle in un solo ente giuridico, ma di fatto fu creata nel 1592 quando il Vescovo Pierbenedetti affidò al Rettore di S. Gregorio de Colleriche la giurisdizione sul territorio di S.Romano. Tutto ciò era stato in ottemperanza alle direttive del Concilio di Trento, che imponeva l’obbligo della residenza ai Parroci dalle indicazioni di un Visitatore Apostolico Mons. Camagliani Vescovo deL’Aquila, inviato dalla S.Sede in Diocesi nel 1573. Mons. Camagliani aveva espressamente indicato le fusioni ritenute necessarie e tra queste erano state indicate le due chiese collegiale. La giuridicità della fusione fu ufficializzata poi dal Vescovo Florenzi dopo 3 riunioni avvenute nel 1605 con gli uomini del Castello di Colle i quali si impegnarono ad erigere a loro spese un nuovo tempio nel centro storico dell’ abitato di Colle. La nuova chiesa risultò anche come scrisse lo Jacobelli la più fornita della diocesi, dopo la cattedrale di Nocera, di sacre reliquie. I lavori di costruzione iniziarono subito dopo l’atto giuridico, furono eseguiti dai parrocchiani a loro spese e due anni dopo come risulta dai registri dell’ epoca, fu celebrato il primo matrimonio nella nuova chiesa. (fonte Sante Cioli, Storia della Parrocchia dei S.S. Gregorio e Romano in Castro Collis, Roma 1986 pag 10-11). Segue la successione dei parroci collegiali dalla fondazione della parrocchia sempre estrapolati dal lavoro articolato e preciso di Sante Cioli.

1610-1619: Don Fiorentino Bertoni
1619-1650: Don Acquilante Mancia
1650-1656: Don Francesco Faraoni
1656-1692: Don Antonio Pulcinella
1691-1730: Don Gerolamo Mancia
1730-1773: Don Giovanni Maria Fancella
1773-1795: Don Sante Rambotti
1795-1837: Don Giovanni Battista Rambotti
1836-1848: Don Antonio Angeli
1837-1853: Don Luigi Angeli
1853-1884: Don Luigi Pierantoni
1884-1918: Don Luigi Bravetti
1921-1951: Don Raffaele Fabbri
1952-1962: Don Ermete Scatoloni
1962-1973: Don Mario Gramaccia

Nell’ ottica del recupero dell’ identità locale e della storia dei luogi Umbriaway Consulting continuerà a sviscerare nei prossimi interventi altre importanti info, legate soprattutto alla storia moderna!




Colle di Nocera Umbra ma non é la serie Voyager di Giacobbo, é web marketing Umbria che si domanda romanescamente dechestemoaparlà?

Web Marketing Umbria

web marketing Umbriasocietà al Top nel posizionamento organico delle keywords nell’ ottiuca di un progetto di valorizzazione del territorio denominato Castrum Collis, inizia ad approfondire nei dettagli il vocabolo Colle che decontestualizzato come lemma potrebbe essere qualsiasi cosa, persino una piramide Incas per fare felice Giacobbo. Colle di Nocera Umbra é una delle tante attrazioni turistiche paradossalmente più interessanti (non solo a detta di web marketing Umbria) presenti in Centro Italia e si trova in posizione strategica rispetto a molteplici altre località da visitare in questo vasto territorio ma non solo. Se per Foligno vale il motto “é qui il centro del mondo” per la località Colle o il vocabolo Colle potrebbe valere il motto “noi siamo il centro periferico per eccellenza!”. A grandi linee con 50 Km circa si giunge in prestigiose località com Foligno, Assisi, Gubbio ma anche Fabriano per le Marche e con 100 km da percorrere in un ora si giunge verso Peerugia e Terni e altre bellissime località, senza contare che con 180 Km si giunge a Roma, con 120 si va al Mare a Fano e con 150 si giunge ad Arezzo. Perché un viandante alla Herman Hesse dovrebbe soggiornare a Colle di Nocera Umbra? Semplicemente perché a una distanza accettabile ogni giorno potrebbe visitare una località diversa non solo in Umbria ma anche nelle Marche (vedi ad esempio monti Sibillini o grotte di Frasassi). Colle di Nocera Umbra, un luogo dove vivere in simbiosi con la natura!

Colle fa parte del comune di Nocera Umbra, in provincia di Perugia, nella regione Umbria. La frazione o località di Colle dista 6,33 chilometri dal medesimo comune di Nocera Umbra (cap 06025) di cui essa fa parte.

web-marketing-umbria-1Del comune di Nocera Umbra fanno parte anche le frazioni o località di Acciano (3,86 km), Acciano – Fossaccio (4,31 km), Africa (1,27 km), Aggi (5,42 km), Bagnara (7,38 km), Bagni (0,12 km), Bagni Stravignano (4,18 km), Bandita (7,08 km), Boschetto (7,80 km), Campodarco (2,24 km), Capanne (3,72 km), Casaluna (9,16 km), Case (0,12 km), Case Basse (2,32 km), Case sparse (– km), Castiglioni (6,58 km), Castrucciano (4,55 km), Cellerano (11,89 km), Ceresole (5,26 km), Collecroce (8,54 km), Colsaino (5,66 km), Colsantangelo (7,19 km), Costa (5,33 km), Gaifana (6,91 km), Gaifana – Colle (6,63 km), Grillo (2,64 km), Isola (4,28 km), La Costa (5,39 km), Lanciano (7,16 km), Largnano (1,76 km), Le Case (0,37 km), Le Cese (3,24 km), Le Prata (5,94 km), Maccantone (7,35 km), Mascionchie (2,43 km), Molina (5,34 km), Molinaccio (13,51 km), Montecchio (9,03 km), Mosciano (7,26 km), Mugnano (0,79 km), Nocera Scalo (2,55 km), Palazzo (1,45 km), Pascigliano (5,00 km), Pertana (6,07 km), Pettinara (2,57 km), Ponte Parrano (2,94 km), Salmata (4,33 km), Schiagni (3,36 km), Serre Mosciano (6,46 km), Serre Parrano (4,24 km), Sorifa (5,28 km), Torre (13,17 km), Trombone (9,72 km), Villa di Postignano (3,93 km), Villa Postignano (3,74 km), Ville Santa Lucia (11,37 km), Vittiano (3,80 km).

Come evidenzia web marketing Umbria, Il numero in parentesi che segue ciascuna frazione o località indica la distanza in chilometri tra la stessa e il comune di Nocera Umbra.




Progetto Castrum Collis, contributo fotografico da Terni

Colle_di_Nocera_Umbra_foto_01Il progetto Castrum Collis open source finalizzato al recupero dell’ identità storica dei luoghi si avvale di un interessante contributo fotografico da Terni, che ci induce ad approfondire e rivivere i fatti spiacevoli e noti del 1997. Il centro Italia a causa delle sue dorsali appenniniche ha sempre avuto un occhio di riguardo per le popolazioni locali (si fa per dire). Ricordiamo tristemente i recenti terremoti in Emilia e in Abruzzo. Di sicuro queste scosse sismiche ragguardevoli non hanno mai fatto mancare nulla a livello di terrore e tensione emotiva a partire fin dall’Impero Romano d’Occidente che intorno al 442 a.c. fece crollare statue e portici nuovi, totale distruzione della città di Roma che persiste anche anche nel catastrofico evento del 476 a.c. La musica in Umbria inizia intorno al 30 Aprile del 801 d.C. tra Spoleto e Perugia con un burrascoso evento che a Roma fece crollare persino i tetti di San Paolo Apostolo. Senza rivivere tutte le immani tragedie da quella data ai giorni nostri non resta che evidenziare per la comunità di Colle di Nocera Umbra e per tutta l’Umbria in generale il 1997 come anno tremendo che da Aprile generò instabilità e paura fino al culmine del 26 Settembre giorno in cui due scosse intorno ai sei gradi della scala Ritcher provocarono 11 morti e la devastazione di numerose frazioni intorno a Foligno e altri centri, tra cui anche la distruzione parziale di Colle di Nocera Umbra. imagesMemorabile é il crollo della basilica superiore della chiesa di San Francesco di Assisi che ancora rimane vivido nella nostra memoria attraverso i telegiornali dell’epoca. Certo é che la psicologia degli abitanti locali ne é segnata: chi ha vissuto questi eventi ricorderà situazioni di emergenza dove per dormire si sono usate macchine e garage improvvisati a camere da letto fortuite. La condizione di chi vive nella paura, nell’ instabilità e nel senso di disorientamento che deriva dall’assunzione cruenta e non voluta di queste traumatiche vicende é qualcosa che marca duramente la tempra dell’abitante locale costretto come Sisifo a dover riportare la sua pietra in cima alla montagna per ricostruire ed espiare chissà quali colpe inferte dalle circostanze. Convivere con sofferenza e paura: fatto, direbbe il manager locale che cerca di andare avanti superando le sfide più impervie, proprio sulla falsa riga del LUCTOR SED EMERGO di ispirazione latina che infervora chi avendo attraversato mille intemperie non molla e risorge dalle ceneri come nel mito dell’araba fenice. Pale,_edificio_teremotato_03Le foto collegiane presenti in questa sezione sono un contributo portato dal Dott. Maggiolino di Terni che ringraziamo e che partecipa attivamente al progetto di una ideale ricostruzione sociologica-antropologica dei luoghi coadiuvato dall’importante supporto della famiglia Cioli, che attraverso il compianto Sante e due libri importantissimi per la ricostruzione della comunità attuale, fornisce ulteriore linfa vitale per il riassemblaggio di una identità storica (parliamo in generale della dorsale di sviluppo che collega il cap 06025 con lo 06023) che sembra aver perso coesione dispersa in una frantumazione molecolare, anche a causa della non certo ideale congiuntura storica economica, presunta disgregazione sociale provocata anche dalle burrascose vicende inferte dai sanguinosi fatti del ’97. Le domande sorgono spontanee indipendentemente dai luoghi e dal tipo di circostanza: che impatto può avere un terremoto nefasto per la vita di una comunità? Quali processi genera, quali effetti determina nei processi di sviluppo e come viene superato l’inevitabile rallentamento evolutivo in divenire? In attesa di formulare non facili risposte invitiamo chiunque a partecipare a questa raccolta di documentazione inedita sui luoghi tramite foto, video o altro!




Ma come parlano questi selvaggi?

Il titolo é volutamente provocatorio serve solo a incuriosire ma se prendiamo ad esempio i CAP 06023 e 06025, l’area appenninica che collega Nocera Umbra a Gualdo Tadino e ascoltiamo termini come:

sciamannone

lasciaggi

petriola

marampido

greppo

scine

none

scino?

Schermata 2016-07-23 alle 10.56.26che cosa dovremmo pensare che hai a che fare davvero a un incontro antropologico alla Claude Levi-Strauss con una popolazione tribale corredato da una autentica immersione partecipativa! Cerchiamo di districare la matassa. Gli umbri avevano già di suo una forte personalità come linguaggio prima dell’avvento rivoluzionario del latino, la successiva amalgamazione  ha portato alla creazione di una inestricabile torre di Babele tra dialetti locali che cambiano anche a distanza di pochi chilometri e geograficamente subiscono una totale frammentazione. Molti hanno provato a circoscrivere influenze e contaminazioni dalle regioni vicine, tipo Toscana a nord, Marche ad est etc, ma un lavoro di catalogazione a tavolino come quello seguito da Perugia Today di fatto non rende giustizia alle particolarità delle regioni vivisezionate. Gli studi hanno circoscritto tredici aree linguistiche in Umbria: in Alto Tevere sono tre i ceppi distintivi  (Umbertidese, Tifernate e Borghese), uno unico per l’Alto Chiascio (l’eugubino), poi c’è il folignate, lo spoletino, l’orvietano, il ternano, il nursino, il novertino, il narnese, il tuderte. Al dialetto Perugino “il donca” vengono assegnati anche i territori di Assisi-Bastia e parte del Lago Trasimeno. getmediaQuesta la teoria ma la pratica é un altra cosa, vero é che l’umbro ha le sue particolarità linguistiche abbastanza aggrovigliate, seguiamo ad esempio la dimostrazione video a seguire di stampo umoristico da You Tube, dove gli annunci di Treniitalia vengono stravolti in dialetto locale e vedete voi l’effetto che fa! Tecnicamente il termine Sciamannone deriva etimologicamente da sciamannare, persona abitualmente sciamannata, disordinata, fuffarola, confusionaria. Petriola sembrerebbe essere ereditato da influenze marchigiane in zona Chiaravalle e significa imbuto. Per greppo si intende il bordo strada mentre Scine e None si commentano da soli si e no che si raddoppiano! Il più bello fra tutti questi termini é marampido che significa ignorante, grezzo, volgare, trucido, selvaggio appunto! E non poteva mancare l’ossimoro sino? che sta a significare ma certo é palesemente evidente che me lo chiedi a fare é un si di default, il no rafforzativo dopo sta a significare proprio polemicamente che la domanda non doveva nemmeno essere posta! E per quanto riguarda lasciaggi che sembrerebbe un termine etnico gualdese sta a significare quello che esprime ma lascia perdere! Concludiamo con un quiz: Marvò,  argìne e non àrgine, ce ne argemo,  tarvai: ehhhhhh???? De che stemo a parà? Se traduci la stele vinci un viaggio premio in Egitto! Ora tutti questi termini a Colle di Nocera Umbra  compaiono anche se alcune espressioni sono rivendicate altrove.




Operazione recupero oggetti antichi come eravamo: ecco a voi uno spremi uva manuale del mesozoico!

IMG-20160720-WA0003All’ iniziativa di Umbriaway segnala un oggetto antico vintage un gruppo di nutriti appassionati ha risposto con entusiasmo segnalando oggetti che hanno fatto la storia delle popolazioni locali con epicentro vocabolo Colle di Nocera Umbra. La prima fase per fare il vino si chiama vendemmia che ha le sue particolarità e necessita di molta cura e attenzione, in quanto già due mesi prima vengono cessati tutti i trattamenti alle viti per consentire una ripulitura di eventuali sostanze in eccesso nel mese di Agosto con qualche sporadica pioggia estiva. La fase successiva alla raccolta viene definità PIGIATURA che dà avvio al processo di VINIFICAZIONE che si concluderà con la FERMENTAZIONE ALCOLICA ossia quel processo biochimico che trasforma gli zuccheri e l’acqua dell’acino in alcol e anidride carbonica. Per pigiare l’uva un tempo c’erano i macina uva manuali contro quelli motorizzati di oggi con cinghie trasmissive detti anche pigiadiraspatrici, lo scopo di queste macchine era di operare una prima suddivisione tra raspi e acini e foglie in modo da evitare il grado di acidità dei liquidi e trasmettere un fastidioso sapore legnoso al futuro vino. IMG-20160720-WA0005Nelle società rurali questi macina uva a manovella erano vitali più di un IPHONE 6 per un manager di oggi e la regione é sicuramente ricca di questi oggetti sulla via dell’estinzione, immaginiamo già sulla Rai del futuro innumerevoli serie televisive con il figlio del Dr. Giacobbo a Voyager sottotitolo “come eravamo”. In alto nella gallery vediamo macina uva manuali con rulli datati mentre qui all’ interno dell’ articolo vediamo un fantastico Macina Uva Collegiano risalente alla prima metà del novecento ristrutturato con vernice più moderna e che sicuramente ha superato indenne la seconda guerra mondiale visto che nei ricordi di infanzia di Umbriaway compare spesso questo oggetto portentoso che piacerebbe molto con i suoi rulli macina tutto a uno scrittore prolifico come Stephen King per esempio. Non abbiamo l’intenzione di datare con il radiocarbonio e con perizie da RIS di Modena l’oggetto per inserirlo in una data precisa ma parliamo comunque di una roba che ha sfiorato la seconda guerra mondiale, ares02certamente relativamente giovane ma pur sempre VINTAGE! Per concludere inseriamo come ultima foto una macchina moderna a testimonianza di come cambiano velocemente le epoche storiche modificando anche le esigenze del collettivo sempre di più occupato a salvaguardare tempistiche e qualità del prodotto finale e supportato dalla tecnologia. Ringraziamo il nostro corrispondente estero per la segnalazione del macina uva datato!