Replicabilità dei modelli di sviluppo: perchè qualche comune umbro dovrebbe ispirarsi a Castel Del Giudice (IS) per attivare circoli virtuosi e mettere in atto politiche di sviluppo sul territorio?

Spopolamento, disocuppazione, mancanza di industrializzazione, morte silenziosa da terremoto e abbandono? Se qualche comune umbro indietro nello sviluppo dei pezzi (lo sviluppo dei pezzi nella metafora scacchistica usata sta ad indicare un modo veloce ed efficace per rendere le mosse successive nel medio gioco performanti e incisive, essendo una game composta da tre fasi strategiche salienti ossia apertura, centro partita e finale) SI RICONOSCE in queste facili etichette (ma come l’occupazione non era in aumento su tutto il territorio nazionale e la regressione involutiva non era scomparsa?) forse dovrebbe imparare da chi dal silenzio delle sue ceneri è risorto come Lazzaro senza miracoli ma con fatica rimboccandosi le maniche e con atteggiamento propositivo: ci riferiamo al Comune di Castel Del Giudice (CAP 86080), situato in provincia di Isernia, al confine tra Abruzzo e Molise (c’è stato un tempo dove questa piccola area di quasi 15 km q era abruzzese), che la sua sparuta manciata di abitanti (meno di quattrocento, ma negli anni d’oro “del boom di tutto” superava di molto i mille abitanti) ha rilanciato la sua immagine a livello nazionale diventando un modello di business replicabile, soprattutto in quelle regioni che hanno caratteristiche simili per morfologia a profili collinari attraversati da montagne appenniniche e quindi soprattutto l’ Umbria. In Umbria ci sono comuni agonizzanti alla canna del gas (ma dici sul serio o è solo una forzatura per costringere all’ affabulazione il lettore?) che si trovano nella stessa condizione involutiva del borgo di Castel Del Giudice di diversi anni fa, un piccolo aggregato di case e stalle a 800 metri di altitudine abbandonate destinato a una estinzione silenziosa. Ma qualcuno da quelle parti si è alzato con l’idea di vendere cara la pelle e le stalle abbandonate oggi sono diventate un blocco di abitazioni diventate importanti per il turismo a livello nazionale (Struttura alberghiera di Borgo Tufi, sito internet https://www.borgotufi.it/borgo/), non solo nasce anche la prima struttura sanitaria in Molise per accudire anziani, una RSA in grado di creare occupazione rilanciando l’economia locale. Ovviamente non poteva bastare e così questi vulcanici abitanti molisani si sono inventati un MELETO BIOLOGICO che ha ulteriormente creato nuove opportunità di sviluppo (leggi anche posti di lavoro, vuoi vedere che riusciamo a vendere le marmellate ai tedeschi?!) e persino una cooperativa che ha dato nuove possibilità occupazionali a qualche giovane locale e immigrato da inserire nel teesuto sociale. Risultato: ATTIVAZIONE DI UN CIRCOLO VIRTUOSO che si spera contagioso e un MODELLO DI REPLICABILITA’ e un CASE HISTORY DI SUCCESSO che va vivisezionato ed analizzato per uscire invece dai CIRCOLI VIZIOSI di quei PRESUNTI comuni umbri (un esempio su tutti, quello che ospitava l’importante azienda MERLONI oggi smantellata) precipitato in una spirale decadente di perdizione sui bilanci con conseguente declino anche etico (ne vogliamo parlare ad esempio, della questione ospizio e dei suoi buchi di bilancio locali che hanno costretto all’ insurrezione popolare con i protagonisti visti come pacchi postali da spostare senza valutarne i rischi solo per risanare il deficit?). Certo a questo punto qualche facile benpensante sosterrà la tesi che a mettere d’accordo poche persone per FARLE REMARE TUTTE DALLA STESSA PARTE per risolvere problemi logistici e strutturali sia un gioco da ragazzi, ben più complicata la questione quando ci sono tante teste diverse che viaggiano ognuna per la sua traiettoria senza sintonia e armonia di intenti (sarà mica il caso da prendere come esempio per attivare circoli viziosi, senza fare nomi, quello del CAP 06025? Invitiamo il lettore, che è già smaliziato e scaltro di suo e non ha bisogno certo di consigli, a procurarsi da solo le informazioni tramite fonti certificate e credibili per convalidare o smentire le tesi presenti in questo articolo!). Come dicono a Roma “poessevero“, ma è un fatto che a Castel Del Giudice le persone come dicono sempre a Roma “sesocapitedasole“, tanto è che grazie anche a qualche piccolo colpo di fortuna (che però aiuta non a caso sempre gli audaci e ci sarà un perchè), tipo l’imprenditore del nord originario dei luoghi, che fornisce cospicue risorse al tessuto imprenditoriale locale in secca e che grazie a questo coinvolgimento attivo in prima persona abbia contribuito in TEAM a risollevare le sorti di un destino che sembrava ineluttabile. C’è un campo pieno di rovi, inutilizzato e con l’erba alta? Perché non raccogliere frutti di boschi e farci delle belle marmellate e poi sopra anche qualche laboratorio didattico? C’è un bellissimo ammasso di pietre che un tempo servivano agli animali da pascolo per abberverarsi? Bè quelli di Castel del Giudice la prima cosa che pensano (e hanno pensato) è come reintegrare quel rudere all’ interno delle strategie di sviluppo per il rilancio dell’ occupazione (e se diventasse una bellissima doppia matrimoniale per offrire soggiorno ai turisti? IMMAGINA PUOI recita qualche spot pubblicitario tendenzioso). Forse qualche comune tipo il CAP 06025 qualche domanda alla Marzullo (si faccia una domanda e si dia una risposta!) se la dovrebbe porre, se non altro per invertire il trend di tendenza tra i due blocchi “circolo vizioso e circolo virtuoso”. E poi diciamocelo questi di Castel Del Giudice stanno troppo avanti nel senso che hanno coniugato le eccellenze gastronomiche locali con quelle intellettuali di una terra di prossimità che a qualche km sconfinante ha dato i natali direttamente e indirettamente a gente del calibro di Fante e Silone. Le parole COLTURA e CULTURA per quelli di Castel del Giudice non sono così blasfeme come accostamento, anzi, è un ulteriore conferma che si VALORIZZA TUTTO A LIVELLO GLOBALE, senza buttare via niente, per restare in tema di animali cari alla tavola dell’ Italia centrale ma non solo, appunto colture e culture, meleti e cervelli. C’è persino chi ha avuto la fortuna di essere insignito a Castel del Giudice di un premio letterario che certamente non è equiparabile al Bancarella, ma la cui ascesa sul gradino più basso del podio anche se non equiparabile al Nobel oggi inflazionato, ha rivitalizzato lo stato di declino del famoso CAP sopra ripetutamente menzionato, essendo la residenza fausta ed infausta dell’ autore gratificata dal premio HOMBRES ITINERANTE, un riconoscimento sicuramente importante per il FAMOSO SCRITTORE (ah ah!) della CLEMENZA DEL DRAGO (siamo a un altro livello rispetto al famoso CAGNOLINO RISE del celebre autore americano JOHN FANTE, il cui padre era emigrante ai primi del ‘900 era originario di Torricella Peligna che sta poco distante dal Molise, solo 37 km da CDG) per contenuti e tematiche scomode affrontate, che però trovano inquetanti analogie e parallelismi tra il mondo reale dei comuni sopra menzionati e quello della FINZIONE di una località fatasma battezzata NOCERA OMBROSA, la cui denominazione fantasy “separladasola” come continuano a dire a Roma. Nella trama di questa sublime opera d’arte, il DRAGO rappresenta una bestia simbolica che si riferisce al terremoto che fa da sfondo alla vita di due ragazzi che vorrebbero sposarsi, ma che non possono perché mobbizzati dalle angherie della società moderna BCE strutturata a pozzanghere liquide (cit filosofo BAUMAN). Ora parlare di questi contenuti scabrosi che gettano cupe ombre su una località che è già ombrosa di suo, come espresso dal nome, dove queste storie del DRAGO sono ambientate è prematuro. Quello che l’articolo vuole evidenziare è la FORMULA ALCHEMICA SEGRETA trovata dal Comune di Castel Del Giudice per affrontare la crisi e trovare in essa una opportunità DI REDENZIONE, trasformando le disfunzioni in cose che girano e vanno replicate in quelle località afflitte da problemi simili attraverso formule chimiche riproducibili. A questo punto segue una lunga lista dove si evince che questo comune molisano in provincia di Isernia va studiato in un ottica da KAIZEN GIAPPONESE, per entrare in un ciclo di POLITICHE ATTIVE basate du un MIGLIORAMENTO CONTINUO finalizzato a uscire dalle SABBIE MOBILI della regressione economica. MISSION IMPOSSIBLE? La grande notizia è che il sindaco LINO GENTILE DI CDG (di che colore è il suo brand non ce ne può fregare di meno in quanto è palese che con un approccio di tipo guelfi e ghibellini, che permane ancora in qualche zona sottosviluppata della penisola, non si può andare da nessuna parte) è riuscito coinvolgendo i suoi compaesani e non ad ATTIVARE UN CICLO RIGENERATIVO lì dove il malato era ormai dato per MORTO e SEPOLTO e se non altro a dimostrare che Restare A GALLA, RIMANENDO COMPETITIVI RILANCIANDO BRAND ED ECONOMIA LOCALE è possibile a condizione di sfruttare tutto il POTENZIALE messo a disposizione dalla fertilità della terra e delle idee che poi hanno trovato CONCRETA REALIZZAZIONE grazie a impegno e applicazione costante. Tutte le crisi di qualsiasi tipo hanno proprio questa come caratteristica: quando non vengono risolte subiscono una involuzione. Chissà che qualche COMUNE UMBRO, magari simile come BORGO a CASTEL DEL GIUDICE, non abbia voglia di studiare seriamente il MODELLO DI SVILUPPO PROPOSTO per uscire dalla crisi, senza additare o citare LOCALITA’ FANTASMA come NOCERA OMBROSA, che vive solo nella finzione letteraria (ah ah ma davvero?). A questo punto non ci resta che verificare se davvero l’erba del vicino è sempre più verde visitando siti istituzionali come quello del comune di Castel del Giudice, http://comune.casteldelgiudice.is.it/, o articoli tematici come https://www.corriere.it/buone-notizie/17_settembre_22/castel-giudice-come-rinasce-piccolo-borgo-senza-abitanti-2ef6d24c-9fa1-11e7-b69e-b086f39fca24.shtml?refresh_ce-cp o ancora consultando WIKIPEDIA o pagine specifiche come http://comune.casteldelgiudice.is.it/index.php?id=14&oggetto=36. L’unica certezza che abbiamo rispetto ai temi della COLTURA E della CULTURA sollevati da questo comune e dal premio HOMBRES ITINERANTE, la cui quattordicesima edizione è dedicata a Lina Pietravalle, http://www.premiohombres.com/ , che esalta quest’ anno la potenza di un DRAGO che unisce sia il CAP 06025 al luogo della premiazione, appunto Castel Del Giudice, è quella che potrebbe esserci del marcio a NOCERA OMBROSA. Ma come non era riferito alla Danimarca? In ogni caso MAURO CARPA professione detective privato, con lo studio investigativo sito a frazione COLLEMOSSO, si trova a districare convulse matasse per stabilire se gli abitanto locali siano sintonizzati su comportamenti centrati su circoli virtuosi piuttosto che focalizzati su quelli viziosi. Ma questa è un altra storia perchè come ben sa chi ha avuto a che fare con il Drago nascosto sotto i Monti Sibillini, che nel suo massimo vigore muovendo la coda incautamente scuote le case come foglie autunnali instillando un terrore ancestrale, niente è statico e permanente in questa presuna valle di lacrime, ma tutto va interpretato in maniera dinamica. Persino la presunta crisi che angustia i nostri tempi moderni. L’importante da buoni occidentali è trasformare un problema in opportunità, i difetti e le criticità in ECONOMIC RECOVERY! Quelli di Castel Del Giudice hanno dimostrato di avere spirito di iniziativa e istinto di sopravvivenza. C’è da chiedersi allora nella FINCTION della CLEMENZA DEL DRAGO come si evolverà Nocera Ombrosa nel prossimo decennio. Positività saltaci addosso e dacci la formula chimica di CDG! Amen!




Strategia Facebook Gualdo Tadino lo strano caso della francese consulting e Vaganian ceo dell’ azienda!

strategia-facebook-gualdo-tadinoSe giochi a scacchi e hai ambizione di diventare supergrandemaestrocaposupremodell’universoconeloupoltrei4000 sappi che sviluppare una cereta cultura di conoscenza sull’ argomento è quanto meno indispensabili, lo afferma strategia facebook Gualdo Tadino. Semplificando senza farla troppo lunga alla Fonzie significa che i classici li devi conoscere, e se non hai mai visto la Reshevsky – Vaganian una stupenda francese dovestrategia-facebook-gualdo-tadino il nero per adescare il re nemico che in apertura si posiziona in g3 credendo di aver raggiunto la pensione sacrifica anche l’anima per non dire cose sacrileghe. Strategia facebook Gualdo Tadino evidenzia come la francese tatticamente sia una stupenda difesa ma per esserne davvero convinti occorre andare a recuperare questa prestazione del nero avvenuta nel 1976 a Skopje. Si tratta di una miniatura in meno di trenta mosse che va inserita come cultura base per chi aspira superjedy spaziale. Fine della dissertazione scacchistica adesso andiamo ad analizzare il caso della francese consulting (non a caso fa notare strategia facebook Gualdo Tadino) dove siamo alle prese con una azienda che distribusice i suoi frullatori ai ristoranti con una filosofia business to business. La crescente focalizzazione dell’ azienda sul target consumer porta l’azienda a inventarsi un claim sonoramente roboante che recita: che persona sei se non frulli mai? Questo slogan che fa presa sul pubblico va amplificato tramite tutti gli strumenti a disposizione giornali tv radio per il marketing classico ma anche la parte di YT per la parte video digitale della rete con un approccio mixato. Il claim si presta a video divertenti dove le persone partecipando a un contest possono vincere dei frullatori spaziali! Quindi intrattenere e divertere come strategia facebook Gualdo Tadino ma non solo. E se volessimo prendere in giro il grande cinema e i generi cinematografici con scene drammatiche oppure hard boiled oppure thriller c on Jack Norris che rimane KO durante l’uso di un frullatore? Ricordate piccoli costi grandi risultati! Fai dei video brevi e graziosi che fanno sorridere questo é il segreto del graal! Il cxoncept visto qui ha avuto così tanta risonanza in rete che il titolare della francese consulting ha dovuto anche produrre video e magliette a tema. In uno dei prossimi articoli affronteremo la spinosa questione di come produrre fisicamente i nostri video senza pagare non parola di lupetti ma di strategia facebook Gualdo Tadino!




La gatta frettolosa fece i gattini ciechi, una segnalazione da parte di Costa web design su Lamborghini rosso vino!

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Il titolo la dice lunga sull’ azienda storica Lamborghini di Panicale. Che cosa ha di particolare questa azioenda? Che ha rispettato tutto l’iter di successo di un brand che sa aspettare pazientemente prima di raccogliere il frutto del proprio lavoro. Che passa dal rosso di una celebre vettura a quello di una magnifica bottiglia. Ma chi era Ferruccio Lamborghini il mito che inizò la sua traversata esistenziale in Emilia per finire in Umbria? Era una persona umile, figlio di agricoltori che amava così tanto la passione rappresentata dai motori e il senso di liberta di quei rombi che riuscì a fondare una officina per trattori a Renazzo, in proivincia di Ferrara, dopo la guerra. Costa web design sottolinea che quello era il punto di ebollizione che andava cercando perché presto la massa liquida esplose e il trattore divenne qualcosa di più concreto, appunto la Lamborghini trattori. Ma le automobili sono il pallino fisso di Ferruccio e nel 1963 fonda la Lamborghini Auto che finisce per piazzare un colpo vincente al salone di Ginevra nei successivi anni: con la Miura l’azienda viene consacrata sul mercato. bottiglia_guidaNegli ultimi anni della sua vita Ferruccio si incunea vicino al Trasimento a ridosso con la Toscana e si stanzia a Panicale. Il rosso Lamborghini divenne rosso di Miura su 100 ettari che dopo la morte di Ferruccio nel 1993 a Perugia inaugurò anche un importante campo da golf, circondato da boschi e vigneti su 45 ettari. Non solo vino ma anche agriturismo con dodici appartamenti che guardano verso il lago. Coraggio tradizione e amore ereditati dalla gestione Patrizia, figlia di Ferruccio. Il vino Campoleone prodotto da Lamborghini é un brand importante per gli appassionati enologhi e ovviamente quote di mercato importanti sono rivolte verso l’estero. Un accostamento vincente quello tra motori e vino, soprattutto quando c’è il rosso di mezzo, parola di Costa web design!




Ricette tradizionali radicate sul territorio, lo strano caso di successo del Forno di Pioppi di Mantignana

ricette tradizionali

Sembra facile per ricette tradizionali Forno di Pioppi dimostrare la crescita di una attività nata nel 1966 dai fratelli Sestili e Bruno Pioppi che avevano fatto gavetta nel settore in una panetteria del centro di Perugia. Ecco da fuori verrebbe da dire: visto si sono passati il testimone! Vero come inconfutabile é il fatto che il figlio Fabio di Sestilio oggi ha ampliato l’azienda in tempi sospetti di crisi superando le quindici unità ampliando i 18 metri quadri degli anni novanta ai 160 con l’aggiunta di altri mille metri quadri tra laboratorio e magazzino anche per i tre figli di “pippo” subentrati nella gestione per gestire 23 mila consegne circa anno. Perché funziona questa azienda? Il forno é una autorità storica da sempre, le città con un forno disfunzionale sono fortemente penalizzate, vedi anche la storia narrata da Sante Cioli nei libri cronologici su Colle di Nocera Umbra dove appunto spesso compare la complicazione del forno per i comuni di Gualdo e Nocera, con particolare riferimento all’ abitato di Boschetto per esempio. Ma il topic forno da solo non basta, per garantire investimenti nelle risorse umane interne e assicurare nuove assunzioni servono altri fattori di successo: ecco che alla tradizione che vede coagularsi le popolazioni locali intorno al forno per l’appunto, si aggiunge l’innovazione di nuovi prodotti, tanto che a Mantignana la Pasqua sembra strana senza la torta del forno di Pioppi. L’interazione con la comunità di appartenenza non garantisce da sola un risultato premiante: servono anche prodotti di qualità e rivisitazioni dalla tradizione inedite. Poi serve anche il talento imprenditoriale perché scommettere sulla piccola e media distribuzione alla fine degli settanta non era un fatto scontato e sempre foriero di numerose incognite. Ricette tradizionali condite con passione e impegno: certo parliamo di entità che ti rubano il palato e di appagamento di bisogni primari, il settore prelibatezze ha un alta percentuale di concretezza, leccornie che però senza macchinari e attrezzature specialistiche da sole non fiorirebbero! ricette tradizionaliEcco il valore aggiunto dell’ azienda: nata infarinata ma poi costretta ad adeguarsi alla tecnologia per essere competitiva! Pane, pizza, pasticceria e il must della torta di Pasqua, ricette tradizionali spacca sul serio nell’ indotto Umbro, Perugia, Assisi, Todi e Magione solo per citare alcune zone servite ne sanno qualcosa, dieci quintali di farina lavorati e 13 quintali di pane sfornato al giorno dicono i dati di un anno fa. Sulla pizza pasquale ci sarebbe da scrivere un romanzo anche sul modo in cui viene lavorata e l’evoluzione che ha subito nel tempo ma Umbriaway Consulting ha focalizzato alcuni punti chiave parlando di ricette tradizionali: interazione con il territorio, tradizione ma anche tecnologia e sviluppo imprenditoriale con una distribuzione strategica avveduta. Mantignana al Top con il Forno di Pioppi che ogni anno fomenta e alimenta anche iniziative di sponsorizzazione sportiva ma non solo. Una storia poi di passaggio del testimone coinvolgente ma l’arte del time management suggerisce voli pindarici verso nuove eccellenze umbre!




4 PLAN web marketing innovativo in Umbria

Schermata 2016-06-22 alle 07.02.55Tra le tante aziende di web marketing una in particolare si sta mettendo in evidenza in Umbria per il suo modo di approcciare il cliente. Attenta a dati e numeri e misurazioni la 4 PLAN di ASSISI ha una sola mission: dimostrare sul campo che la sua metodologia modellata sul cliente ha un ritorno in termini di risultati. Questo per inciso é anche l’approccio utilizzato da UmbriaWay per la sua anlisi imprenditoriale sul territorio umbro, perché alcune aziende funzionano meglio di altre? E’ questione di allenatore, di terzini, serve un attaccante da comprare in sudamerica? Ora al di là delle metafore clacistiche legate agli europei quello che ci preme sottolineare in questo articolo é il TEAM di 4 PLAN composto da pochi ma buoni, ragazzi giovani e dinamici che hanno voglia di sbattersi sul versante innovazione. Passione che va a tutto vantaggio del cliente che viene seguito e accudito, rivitalizzato e valorizzato. Schermata 2016-06-22 alle 07.11.54Non stiamo parlando della classica web agency che fa il sito web ma piuttosto di una piattaforma di LEAD GENERATION e di investimenti mirati all’ incremento di clienti e fatturato. Amplificare il BRAND in termini di competività di qualità e prezzo, sarebbe riduttivo liquidare la faccenda in questi termini con la 4 PLAN. Il modo migliore per testare questa forza giovane imprenditoriale é misurare sul campo la loro creatività e professionalità.



Meccanica di precisione nel settore aerospaziale nell’indotto di Foligno

Schermata 2016-05-12 alle 09.36.11Tra le aziende che continuano ad assumere con prospettiva di crescita di fatturato nel medio e lungo termine e ingenti partecipazioni sulla ricerca anche da parte della Regione che ha interesse a favorire una crescita occupazionale vi sono ad esempio nomi fiore all’ occhiello dell’Umbria come la OMA Tonti e la UMBRA GROUP http://www.umbragroup.it/it/ che rappresentano per il territorio una vera iniezione salvifica di fiducia. Queste citate sono aziende che non si limitano solo ad eseguire commesse da parte di committenti internazionali che impartiscono loro delle specifiche, ma che grazie al supporto con università e figure altamente specializzate cercano soluzioni sempre più innovative guardando le cose con occhi nuovi dove il pensare differente è finalizzato non a voli pindarici ma a soluzioni concrete sul campo. Umbra Group ad esempio fa della meccanica di precisione rivolta al settore aerospaziale il suo punto di forza con collaudate certificazioni e sistemi anti-corrosione delle sue componenti che la rendono competitiva a livello mondiale mentre la OMA http://www.omafoligno.it/ continua a pianificare una crescita esponenziale nella sua forza lavoro grazie alle commesse nei comparti aerei civili e militari. Quando la politica incontra la necessità di creare occupazione e sposa una idea di benessere a sostegno dei cittadini ecco che possono crescere nell’indotto tecnologico di Foligno ma non solo realtà industriali che offrono nuove soluzioni tecnologiche a committenti internazionali.Schermata 2016-05-12 alle 09.39.02 Gli amministratori delegati della OMA prevedono il passaggio entro due anni a circa 750 unità contro le 620 attuali mentre la Umbra Group ha superato le 900 unità a fronte di un fatturato quasi doppio rispetto ai 70 milioni di euro ufficializzati dalla OMA che nata negli anni ’50 si é specializzata solo nel comparto aerospaziale civile e militare al contrario della Umbra Group che diversifica la sua produzione in vari comparti. E’ abbastanza raro trovare in Umbria aziende come queste due che continuano a crescere come numero di dipendenti stimolate anche da politiche locali, ma non é un caso che entrambe queste due realtà (ma non solo) puntano sulla ricerca tecnologica per essere sempre più competitive sul mercato mondiale.



Mosse vincenti alla Terex di Umbertide con il progetto S.A.F.F.U.

Schermata 2016-05-11 alle 17.33.28Forse tutti noi rimpiangiamo i tempi d’oro dell’ Adriano Olivetti gentiluomo che dal’ alto della sua cultura umanistica e visionarietà creava intorno al dipendente un mondo buono che portava la sua forza lavoro a liberare il massimo del potenziale in azienda. Umbriaway a caccia di eccellenze non poteva sorvolare su una azienda di Umbertide http://www.terex.com/it/, la Terex appunto, che oltre a costruire macchinari grazie al progetto SAFFU ha pensato bene di fornire alle sue dipendenti una serie di strumenti a supporto per migliorare eventuali problematiche. In collaborazione con la cooperativa Asad il progetto S.A.F.F.U é l’acronimo di “soluzioni aziendali family friendly” che parla da solo come intenzionalità di progetto: fornire strumenti evoluti per esigenze di crescita individuali moderne! Servizi di logistica e trasporto, supporto baby sitter e agevolazioni per la prevenzione sulla salute e la generazione di benessere psicofisico. L’azienda che ha 50 sedi e circa 18000 dipendenti in tutto il mondo si muove con un preciso intento “olivettiamo” e cioè quello di generare un clima confortevole intorno al dipendente che deve sobbarcarsi dei carichi di lavoro. Un atteggiamento decisamente in controtendenza rispetto a quella generazione di profitto fine a se stessa che non può portare risultati duraturi nel lungo periodo come piano di gioco e strategia gratta e vinci. L’idea di recuperare dei valori “ivreiani” merita tutta l’attenzione e il plauso della redazione di Umbriaway: bravi questi della TEREX di Umbertide che promuovono un economia collaborativa e solidale valorizzando la figura femminile!



SMRE di Umbertide, metafore da SUPERGM!

Schermata 2016-05-11 alle 16.27.04Se vogliamo parlare di crescita progressiva in termini di dipendenti e fatturato e di innovazione non possiamo che avvicinarci allo studio di  http://www.smre.it, quella della SMRE di Umbertide è un case history di successo culminato con la quotatura ufficiale sul mercato azionario AIM. Il CEO Samuele Mazzini nel 1999 si alza con una fertile intuizione: visto che ho consolidato una sostanziale esperienza nella progettazione di macchine industriali perché non mettersi in proprio per dare risposte sempre più performanti al mercato che richiede costantemente l’elaborazione di nuove soluzioni sempre rispettando in primis l’ambiente? Attualmente l’azienda installa macchine su tutti e cinque continenti e nel 2014 ha dovuto costruire una seconda sede strategica a Montecastelli di Umbertide per ovviare e potenziare le criticità logistiche di una produzione sempre in trend positivo come numeri e fatturato. L’azienda sostiene l’eco-compatibilità dell’ innovazione, ricerca con partner qualitativi soluzioni sempre all’ avanguardia e risponde alle esigenze degli investitori mettendo in gioco anche valori importanti come energia, intuizione, integrità, passione, eccellenza e qualità. Sempre attenta a sviluppare tutto il potenziale latente dei suoi dipendenti, l’azienda é molto attenta a curare il suo network di relazioni per offrire sempre la migliore soluzione per generare valore condiviso e concentrando il focus sull’ obiettivo primario: generare sempre la migliore performances. foto_umbertide_02A 15 anni dalla sua fondazione l’azienda é dal punto di vista tecnologico leader in Italia e nel mondo per la costruzione di macchine industriali ad altissimo valore tecnologico che ha portato SMRE ad aprire anche uno stabilimento americano visti i stretti rapporti commerciali intercorsi. Potenziati soprattutto i comparti elettronica e software per assolvere a esigenze sempre più incombenti. Sarebbe interessante entrare nel campionario strategico del CEO Samuele Mazzini per chiedergli utilizzando una metafora scacchistica come ha fatto a portare il grafico della progressione ELO FIDE così in alto in un arco di vita tutto sommato veloce. Al momento UmbriaWay ha subodorato che dietro a questa azienda ci sono tattiche interessanti da replicare in termini di risultati eccellenti!



Ci vuole un grande pennello per dipingere una parete grande? O basta la Ige Impianti dell’ indotto di città di Castello per far gridare al miracolo?

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Miracolo Leicester con Ranieri che simile al Foscolo lontano dalla sua patria natia che lo marchia come “uomo mai vincente” che esule da Zante sbanca i botteghini dei scommettitori vincendo il campionato e mettendo in moto un tripudio di massa a livello di mass-media. Ma  UmbriaWay si occupa prima di tutto di casi di successo per l’economia umbra e traslitterando ci chiediamo quindi se questa metafora-favola calcistica sia applicabile anche per il tessuto imprenditoriale locale. La risposta é sì! C’è una azienda nell’indotto di Città di Castello che  pur non essendo una grande multinazionale (tanto per proseguire nella metafora calcistica non é la Juventus con cospicue risorse finanziarie a corredo) che ha triplicato il fatturato dal 2014! Il punto esclamativo sta a significare per la IGE Impianti la marchiatura dell’ eccellenza da Leicester anche se non sappiamo se l’amministratore unico Amberto Comanducci deve sentirsi come CEO simile a Ranieri in questo periodo. Quello che sappiamo studiando questo caso di eccellenza é che ciascuno dei 23 dipendenti ha portato a casa un premio di 2500 euri a corredo, grazie a una filosofia aziendale che propone costi accessibili fornendo in cambio qualità e rispetto per le tempistiche di consegna. E siccome in questo sito si studia l’eccellenza le cronache danno come elemento significativo il passaggio da una dimensione di commesse locali a una promozione su progettualità più ampie e pubbliche a un livello nazionale che appunto dal 2014 al 2016 ha permesso di triplicare il fatturato, che ha permesso all’ azienda di crescere in termini anche di investimento per formare e puntare su un personale altamente specializzato in termini di competenze e valore aggiunto. Una bella favola della regione in un momento in cui una involuzione economica pesante  sembra stritolare le ambizioni e i sogni dell’ occupazione riarsa locale. Complimenti alla Ige Impianti che grazie a una ottimizzazione e riqualificazione del personale interno ha alleggerito la zavorra consentendo al dirigibile di innalzarsi in volo. Un occhio di riguardo all’ organizzazione interna e alle maestranze coinvolte in questo case history di successo nel cocktail del risultato vincente, ma anche volontà e impegno nel voler perseguire obiettivi sempre più ambiziosi e importanti. Ovviamente c’è molto da imparare da questo esempio di eccellenza umbra.