Fu vera crisi?

Una certa propositività e un atteggiamento ottimista é d’obbligo quando si parla di imprenditoria nel senso che se vuoi incendiare la foresta devi prima avere una torcia accesa in mano (se vuoi avere successo nella tua azione di crescita imprenditoriale), é difficile riuscire in un progetto imprenditoriale se si pensa in anticipo che qualcosa andrà a frantumare i nostri sogni di riuscita, pessimismo e vittimismo e alibi tipo ce sta la crisi sono letali quando si inizia a costruire qualcosa e la vision del progetto in cui si é coinvolti viene contaminata da queste interferenze nefaste. E’ anche vero che il mondo é dominato dai numeri quindi questo alibi fantasioso che é la crisi forse esiste davvero a detta del Corriere dell’Umbria che riporta i dati della società SOGEA Centro Studi che parla di un totale parziale di 174 strutture turistiche in Italia che attualmente sono finite in procedura di fallimento d’Asta. Sembra che ci sia un rallentamento nel trend ma nove di queste strutture sono ubicate in Umbria, il 5,03 % del totale. Rispetto al 3,35 della Lombardia, al 3,91 dell’Emilia Romagna e al 5,03 della Puglia il dato non é idilliaco se pensiamo ad estensioni territoriali moltiplicate per cinque. L’Umbria é una regione prevalentemente turistica e forse le strutture che rivitalizzano il territorio vanno a saturare un po’ la domanda. Come sottolinea Il Corriere con precisione chirurgica queste nove strutture si trovano in provincia di Perugia mentre per ora la provincia di Terni é incolume al martirio. In Calabria solo per capire l’entità di questo numero, il nove che sembra in questo contesto molto piccolo, non ci sono procedimenti di aste giudiziarie. Certo anche la Toscana (22), il Lazio (19) Campania (16) e l’Abruzzo (10) per esempio hanno le loro macerie e ci dicono qualcosa a livello di comportamento e di cifre che gli italiani possono spendere come budget per fare turismo, evidentemente meno che in passato. Quindi tornando alla domanda che si pone come incipit il corriere e cioè: “la crisi é finita” ognuno può applicare la sua soggettività e dare un responso. Certamente senza avere in mano la fiaccola del credo che ce la posso fare e quindi posso ottenere risultati la partita é persa in partenza, ciò non toglie che bisogna imparare a camminare non più su strade ben asfaltate e lineari ma sopra a pozzanghere malsane da driblare saltellando per far piacere al filosofo Bauman. Le vecchie abilità per sopravvivere non bastano più, bisogna ingegnarsi alla Edison per trovare la combustione ideale per far accendere la lampadina dei miracoli? E per quanto riguarda la risposta alla domanda topica del Corriere dell’ Umbria aspettiamo altri numeri a corredo!




Edward Smith e le decision making complicate

neuromarketingI processi decisionali in psicologia hanno un ampia letteratura ma altrettanto materiale possiamo trovare anche nel settore manageriale visto che i capitani devono prendere decisioni difficili per traghettare la loro nave verso lidi sicuri. Purtroppo per Edward Smith la valutazione della posizione é andata male e il suo Titanic non fece una bella fine. Anche se non sappiamo se il vero motivo della tragedia fu una questione pubblicitaria (i motori furono spinti per arrivare  forse prima all’ appuntamento con la storia dei giornalisti americani che attendevano trepidanti l’arrivo della Grande Nave?) rimangono sospese tutta una serie di domande: come prendiamo decisioni, come valutiamo la scacchiera e il quadro generale. Un post che approfondisce questa riflessione in pillole si trova all’ indirizzo DECISION MAKER! Buona lettura!




Centro soggiorno La Salette a Colle di Nocera Umbra, un luogo per ritrovare se stessi!

Stanco della vita frenetica di tutti i giorni? Hai bisogno di staccare la spina per ricompattare coesione e ritrovare energie senza preoccuparti di agenti esterni non ben definiti? Il Santuario é dei missionari della Salette è quello che fa per te! Situato vicino a vocabolo Colle di Nocera Umbra e immerso nel verde delle colline umbre si trova il santuario di Salmata, sito web http://www.lasalettesantuariodisalmata.it, luogo di grande spiritualità Mariana. Accoglie chi nella natura e nella serena atmosfera vuole trascorrere momenti di raccoglimento interiore, riposo e pace. La struttura alberghiera luogo ideale per confortevolezza e praticità, offre un ottimo rapporto qualità prezzo. Accoglienza ottima con wi-fi e bar con maxi schermo, auditorium e sala congressi, cucina che recupera le tradizioni locali. Ricordiamo che la zona é strategicamente molto vicina a posti turisticamente accattivanti e da vedere almeno una volta nella vita tipo Gualdo Tadino km 11, Gubbio km 32, Nocera Umbra a 5 km, Assisi  km 35, Perugia Km 45, Cascia km 90, Spello Km 28 e Spoleto km 55. Per contatti centro soggiorno LA SALETTE via FANO 40 – 06025 Nocera Umbra (PG) telefono 075-9697521 o 0742-810270, mail: salette.salmata@gmail.com




Problemi con l’ottimizzazione web?

Le immagini ti dicono qualcosa ma non spiegano nulla? Sei un aspirante web developer che studia la SEO? Niente paura perché anche se Umbriaway non é un network potente come quello di Cairo Comunication in uno dei tanti portali sparsi per la rete del network é possibile reperire informazioni importanti su questo tema, dove? Magari su questa antenna amplificatrice che non ti fa nemmeno pagare il canone RAI eh! Buona ottimizzazione web 3.0 e buon divertimento!




Quando la macchina da cucire racconta la storia: Singer etrusca 48 K

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Il tredici gennaio del 2016 alla trasmissione Rai i Fatti Vostri condotta da Magalli si presenta un signore imprenditore che risponde al nome di Angelo Rampi che negli studi di via Teulada a Roma porta una raccolta davvero insolita ed inedita: macchine da cucire antiche che coprono un periodo che va dai primi dell’ ottocento fino alla viglia della seconda guerra mondiale. Studiare la storia degli esseri umani attraverso la storia degli oggetti  che ne hanno accompagnato il cammino non é cosa da poco tanto che lo stesso sindaco di Città di Castello che é la città del Sig. Rampi si é mosso per studiare una sistemazione logistica di sede a questa straordinaria raccolta. Anche gli astucci recuperati da questo signore nel corso degli anni sono una testimonianza dell’ enorme cura manufatturiera con cui gli artigiani dell’ epoca forgiavano artisticamente le loro opere. Schermata 2016-07-17 alle 20.06.18Le macchine provengono dalle tre principali e storiche case produttrici del settore, quelle fondate da Walter Hunt, da Elias Howe e da Isaac Singer e sono tutte perfettamente funzionanti e accompagnate dalla specifica custodia in legno o in ferro. Il valore aggiunto portato da questi oggetti non si discute: queste macchine ci danno precise indicazioni di chi siamo e di cosa eravamo. Ora anche noi di vocabolo Colle abbiamo nel nostro piccolo un nostro signor Rampi mimetizzato per la situazione nelle vesti di cugino Umbriaway e corrispondente estero, il quale accompagnando le foto dela gallery provenienti dal Piemonte in zona Chieri ci scrive:

……ti ho riassunto un po’ di storia della Singer dalla sua fondazione avvenuta nel 1851 fino agli inizi del 1900 periodo in cui è stata prodotta la macchina da cucire di bisnonna. La macchina, come vedi dalle foto, non presenta etichette se non quella del numero di serie punzonato su targa metallica e navigando in internet, dall’archivio ISMAC (International Sewing Machine Collectors’ Society), ho scoperto che il numero stampato “S520496” corrisponderebbe al modello 48K, prodotto in circa 40000 esemplari nel primo semestre del 1906. Non si capisce dove sia stata prodotta, nel 1906 gli stabilimenti Europei erano in Scozia, Austria e Russia mentre in Italia lo stabilimento di Monza è stato inaugurato soltanto nel 1935. Potrebbe essere probabile che sia stata fabbricata in uno stabilimento Statunitense e pertanto la macchina della trisavola dovrebbe arrivare da oltre oceano, forse spedita da qualche parente emigrato….

La Storia della Società (fonte Wikipedia)

Nel 1850 a Pittstown – New York dopo 11 giorni di tentativi e 40 dollari spesi, il trentanovenne Isaac Merrit Singer rivoluzionando il sistema di cucitura delle macchine industriali Lerow & Blodgett brevetta una cucitrice che presenta una navetta trasversale, un braccio sospeso, un ago diritto che compie un movimento verticale su-giù, un piano su cui appoggiare il tessuto ed un piedino per trattenerlo ed evitare che venga trascinato in alto dal moto dell’ago. Nel 1851 nasce la “I.M. Singer & Company” per poi diventare nel 1853 la “Singer Manufacturing Company” ed in questo biennio la Singer diventa la macchina da cucire più venduta negli USA. Le macchine che escono dal nuovo stabilimento produttivo di New York sono vendute al prezzo di 100 dollari l’una. Presto il successo negli USA si replica a livello mondiale e nel 1855 e la Singer diventa la più grande azienda mondiale nel settore, dopo aver vinto il primo premio alla fiera mondiale di Parigi la Singer apre una filiale a Glasgow in Scozia e nel 1861 le vendite di macchine da cucire all’estero superano quelle del mercato interno Statunitense. Nel 1867 apre il primo stabilimento produttivo fuori dagli USA e più precisamente a Glasgow seguito nel 1871 da quello di Brighton sempre in UK. Nel 1875 muore Isaac Merrit Singer ma la politica di espansione viene portata avanti dal cofondatore Edward Clark che apre stabilimenti produttivi in Canda e Austria e di nuovo in Scozia a Kibowie che per l’epoca è la più grande fabbrica di macchine da cucire al mondo, impiegando 12000 lavoratori e nota per la sua torre dell’orologio alta 60 metri (la seconda al mondo per altezza). Nei primi anni del 1900 la Singer occupa l’80% dell’intero mercato mondiale delle macchine da cucire vendendo 1 milione di macchine l’anno che raggiungeranno i 3 milioni di pezzi nel 1913.

Ringraziamo il nostro corrispondente estero di oggetti vintage per l’ottimo lavoro archeologico svolto e speriamo (o forse si?) che il signor Rampi non venga a curiosare dalle parti di vocabolo Colle 06025 per scoprire che un pezzo pregiato é a piede libero e lontano dalla sua prestigiosa collection!

 

 




Social media manager, web content manager, web marketing strategy, digital marketing specialist: ma de che stemo a parla?

Quante sono le aziende che non contemplano l’uso di una strategia Internet social da integrare nella cultura aziendale e nella vendita tradizionale centrata su un vecchio marketing datato? Non si sa ma il potenziale di sviluppo é enorme non solo in Umbria! Tutti devono avere il televisore! Tutti devono avere almeno un elettrodomestico in casa, tutti devono avere l’utilitaria: girava l’economia negli anni sessanta eh! E si imponesse il vincolo di strategie social SEO SEM per tutte le aziende in rete quanto sviluppo e crescita verrebbe fuori con dei ritorni misurabili eh? Ma queste figure professionali che caratteristiche devono avere? Elo Social media manager che mestiere fa? Il web content manager come se la sbriga? Quali sono le conoscenze da acquisire nello skill di un perfetto web marketing strategy?  Il digital Marketing specialist sa fare qualcosa?

capacità di gestire piani editoriali digitali
capacità di elaborare piani strategici SEM multipiattaforma
ottimizzazione social, individuare nuove opportunità di crescita
monitoraggio e produzione report sui feedback delle campagne social
conoscenza di Google Analytics e Facebook Insights
Web Content al top: scrittura creativa ai massimi livelli
esperienza nella promozione di profili su social network, di campagne Facebook ADS
Studio del modo più efficace per elaborare mails, così da interessare il possibile acquirente.
Gestione newsletters.
Gestione del cliente durante la prima visita-preventivo.
Acquisizione (sign-off) dell’ordine.
SEO Conoscenza posizionamento sui motori di ricerca (SEO), con tutte le problematiche per uscire sulle prime pagine di Google.
Capacità di analizzare dati afflusso su sito (Google Analytics)
Utilizzo Google webmaster tools
Registrazione domini e gestione hosting su servers
Creazione sitemaps e file robots
Iscrizione motori di ricerca Campagne pubblicitarie Google Adwords
Indicizzazione sito per parole chiave.
Analisi delle parole chiave (Google Adwords) e scelta delle migliori con analisi del miglior dominio in riferimento alle esigenze del cliente
Pianificare e gestire campagne SEM, social e email
Gestire e sviluppare un piano editoriale SEO oriented
Definire e implementare una strategia social per generare lead
Pianificare e gestire campagne basate sulle tecniche di influencer marketing
Pianificare e gestire campagne di video marketing
Misurare le prestazioni di tutte le campagne digital tramite l’analisi di ROI e KPI (Key Performance Indicator)
Identificare le tendenze e ottimizzare le campagne sulla base degli insights
Ideare nuove strategie creative
Pianificare, eseguire e misurare A/B test finalizzati alle conversion.
Collaborare con il resto del team nello sviluppo delle landing pages e nell’ottimizzazione della user experience

Non vi resta che migliorare le vs skills!




Gli etruschi questi sconosciuti, ma non fatevi ingannare! Partecipa al recupero dei reperti vintage a vocabolo Colle!

Cinerario_con_elmo_di_copertura_da_tarquinia,_IX_secolo_acVaso  in bronzo con elmo risalente al IX secolo a.C., oggi conservato al Museo archeologico nazionale di Firenze.

« È in verità impressionante il constatare che, per due volte nel VII secolo a.C. e nel XV d.C., pressoché la stessa regione dell’Italia centrale, l’Etruria antica e la Toscana moderna, sia stata il focolaio determinante della civiltà Italiana. »
(Jacques Heurgon, Vita quotidiana degli etruschi, 1967, p. 23.)

Lasciamo recitare Wikipedia sugli etruschi:

Gli Etruschi furono un popolo dell’Italia antica, di lingua non indoeuropea e di origine incerta, affermatosi in un’area denominata Etruria, corrispondente all’incirca alla Toscana, all’Umbria fino al fiume Tevere e al Lazio settentrionale. Successivamente si espansero a nord nella zona padana (attuali Emilia-Romagna, Lombardia sud-orientale e parte del Veneto meridionale) e a sud fino in Campania. La civiltà etrusca ebbe una profonda influenza sulla civiltà romana, fondendosi successivamente con essa al termine del I secolo a.C. Questo lungo processo di conquista e assimilazione culturale ebbe inizio con la data tradizionale della conquista di Veio da parte dei romani nel 396 a.C.

Ora rivediamo un attimno lo scopo del progetto Castrum Collis: recuperare la fondatezza antropologica della propria identità storica, recuperare tradizioni ed eventi che hanno determinato l’attuale dorsale appenninica da Nocera Umbra a Gualdo Tadino fino ad arrivare al Monte Penna e oltre. oggettoetruscoNell’ ottica di un recupero vintage sono stati fatti degli scavi nella sede di Umbriaway Consulting e per restare in tema é stato riabilitato il seguente oggetto che non ha una sua denominazione. O ce l’ha? Che cosa é una teiera etrusca risalente al IX secolo a.c.? Un contenitore prototipo di un antico abitante dell’ Etruria che aveva in testa di fondare una moderna Ikea d’avanguardia per i tempi? Un dispositivo di difesa bellica da riempire con olio bollente in caso di imprevedibili assalti? Sfatiamo subito un altarino e cioé che questo oggetto sia un cimelio etrusco altrimenti Umbriaway Consulting avrebbe l’ente per il recupero dei beni storici deufradati qui attivo sotto casa a citofonare sanzioni. Questo é sicuramente un oggetto antico risalente al novecento che aveva una sua precisa funzione, si suppone quello di scaldare liquidi. Ora sempre nella vision del progetto che é quella di recuperare informazioni antropologiche dei tempi anche analizzando reperti ed oggetti categoria VINTAGE come questi , ci chiediamo: avete altri oggetti simili che testimoniano i fasti di un era locale ormai perduta? Registratevi dal menù di destra e segnalateli visto che stiamo parlando di un recupero delle tradizioni e di un progetto aperto open space e partecipa al quiz: de che stemo a parlà? Degli etruschi? Certo che no! Sicuramente di un oggetto più vicino al museo dell’ emigrazione di Gualdo Tadino per esempio, ma le indagini sono solo agli inizi. Attendiamo con ansia i vostri oggetti vintage per una comparazione antropologica esplorativa sul territorio!




La magia del fare, non é mago Merlino ma l’ANAS

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A Foligno c’è un simpatico circolo di scacchi che si chiama DIAMOCI UNA MOSSA, un nome propositivo ed efficace che piace molto a Umbriaway Consulting! L’umbria che é una regione che esalta il turismo a livello di viabilità ha qualche buca da risanare, lo sa bene ad esempio chi andando verso Perugia da Fano decide di transitare all’ altezza di Foligno Nord per esempio. Di sicuro i sopravvisuti magari possessori di piccole utilitarie oggi possono raccontare di spari e mitragliatrici che sono reali solo per gli ammortizzatori costretti a sobbarcarsi il peso di incresciuosi luna park. Ora sembrerebbe che 15 miliori di euro nei prossimi tre anni siano stati stanziati in Umbria per risanare queste esperienze belliche traumatiche e sembrerebbe (un pò di cautela con il condizionale é d’obbligo) anche che quel pezzo di strada che gravita verso Foligno nord (statale 75) ha i giorni contati per le sue dune da fuori strada in quanto a breve é previsto un intervento risolutore. Ovviamente sono una miriade i tratti di strada impervi in questa regione ma nell’ ottica di una sana crescita la filosofia del diamoci una mossa per abbellire e costruire strade confortevoli e sicure per la viabilità va apprezzata e valorizzata, #risanarelebucheinumbria!




A.A.A. Ancillotto cercasi: da che parte sta andando la vendita tradizionale

Forse sarà capitato anche a voi di vedere un film di Borman degli anni ottanta sulle gesta mitiche di Re Artù dove possiamo assistere a un mago Merlino in ottima forma. In genere il Re (nella nostra metafora l’imprenditore locale che aspira a fare soldi che é una espressione impropria vedremo dopo le implicazioni) mette un annuncio di lavoro in una delle tante bacheche di Internet e una volta gettata l’esca ecco abboccare tanti aspiranti pretendenti bisognosi di arricchire invece in un punto di vista diametralmente opposto le loro tasche o perlomeno anche (parliamo ovviamente dell’invincibile Ancillotto). Ora lasciando da parte la fedeltà atavica di Ginevra e il suo burrascoso cammino interiore (anche nel mondo reale succedono cose simile basta studiare le gesta della nota attrice italiana Claudia Koll che nel corso del suo viaggio da Crisalide a Farfalla ha trovato il modo di sistemarsi professionalmente sotto l’ala protettiva della curia con attività di formazione artistica), tralasciando tutta la parte caotica sesso amore e sentimenti possiamo concentrarci sul quesito fondamentale quello che non ci fa perdere tempo: l’aspirante pretendente che lavorerà a corte del signore locale sarà un vero l’Ancillotto o sarà solo un agglomerato fuffogeno di abilità che durante il colloquio verranno percepite concrete? A ben guardare anche nel calcio si assiste a curioso fenomeno: spesso gli allenatori più bravi sono quelli che in passato hanno giocato al calcio e che conoscono dall’ interno le dinamiche di una squadra che per ottenere risultati deve remare tutta da una stessa parte. La sensazione che si ha studiando il tessuto imprenditoriale umbro ma non solo é quella di assistere a volta all’ ennesimo imprenditore scaltro ma contemporaneamente sprovveduto, il che é un totale ossimoro. La figura del venditore é spesso bistrattata, in genere un disoccupato cronico per necessità non avendo più nulla da perdere si getta con animata passione e con ardore nella vendita ma spesso lo fa anche controvoglia solo per istinto di sopravvivenza anche se non dichiara questa scabrosa confessione a se stesso. Si associa a questa figura l’idea di un improvvisato presidente del consiglio condominiale che va a suonare campanelli che ovviamente é riduttiva visto che dentro questa professione ci sono un mare di risorse da plasmare prima di raccogliere un risultato tangibile privo di un mindset adeguato e forgiato. Ora quello che c’è da sapere é che la figura del venditore rientra in tutte quelle attività che si chiamano dispendio energetico da professionisti e quindi “lavoro” cosa che spesso sfugge all’ imprenditore locale che con inscritta nella pupilla la famosa S dollaro di Paperone non si preoccupa minimamente del contesto generale che é molto complesso. Il desiderio del Re Artù locale é quello di incontrare un mercenario meraviglioso (anche qui ci sarebbe molto da dire visto che può anche capitare che un venditore possa ottenere risultati importanti, ma spesso per varie componenti queste prestazioni finiscano per diventare irripetibili in perfetto stile bolla speculativa da new economy, con conseguenze che si possono facilmente immaginare, ad esempio lì dove non esiste un rimborso benzina il campione delle vendite si preoccuperà di vendere e scappare una volta verificato che il suo portafoglio non ha sufficienti compensazioni anche se le provvigioni sono state super, lasciando i clienti di quella azienda disorientati perché dopo un po’ di tempo vedranno passare un altro referente di zona e dopo ancora un altro ancora che é totalmente svalutante per il Brand che gestisce una situazione del genere) che vinca a spada tratta tutte le negoziazioni e le trattative e che non muoia mai anche quando viene ferito perchè finalmente é entrato nel team l’ultimo immortale, un Higlander che farà diventare tutti ricchi che come già detto é una espressione intrisa di anomalie. Del resto mica ti viene dato uno stipendio quando fai il venditore. Però il venditore dirà e farà lo stesso, del resto mica sono tuo figlio o la spada nella roccia che si gioca solo con le regole che decidi tu visto che dimostri fin da subito con la tua ricerca di personale di non prestare nessuna qualità e attenzione ai componenti che vorresti integrare in squadra. Se tu mi paghi solo su provvigioni se non riesci a vendere ghiaccio agli eschimesi le trasferte fino in Islanda diventano costose e dopo due mesi tutti hanno perso tempo, il venditore che ha dentro si sé si il campione che potrebbe essere scatenato come un drago se opportunamente coadiuvato in un gioco di squadra dice con la stessa schiettezza e franchezza é stato un piacere, ma per capire meglio quali sono le dinamiche della vendita forse bisognerebbe sciogliere meglio questo ossimoro iniziale: cosa c’è di sbagliato se Re Artù si muove per fare soldi? Immaginate Borman cambiare la sceneggiatura e anziché mostrare nella sua pellicola un signore che garantisce giustizia a tutti i villani se ne va in giro a depredare e fare razzie alla Gengis Kan per avere più beni terreni. Le conseguenze sono facilmente intuibili, guerre e carestie lascerebbero presto il posto a verdi colline soleggiate frequentate da celestiali volatili cinguettanti. La vendita oggi ha bisogno di un valore aggiunto importante: si vende per offrire un prodotto e servizio che risolve un problema che colma una esigenza o necessità se lo spirito é quello della firma fine a se stessa senza pensare a consulenza e fidelizzazione vai e vendi, dopo due mesi Re Artù rimetterà lo stesso annuncio con una credibilità che scemerà via via con il tempo e una consistenza sul brand che perderà impercettibilmente coesione. Intanto i venditori sono esseri umani e proprio perché di mestiere fanno quelli che vanno a suonare i campanelli devono essere maggiormente tutelati e difesi da chi invece pensa comodamente seduto su una scrivania con i piedi incrociati alla Marlowe di aspettare solo che la gallina dalle uova d’oro porti a casa frutti miracolosi magari trascurando che un attaccante gioca comunque in una squadra dove i palloni in avanti vanno riforniti e la presenza dell’ azienda deve farsi sentire a livello di supporto organizzativo. Va bene inizia ad avere una tua macchina aziendale e inizia a darla come servizio nel contratto iniziale al povero Ancillotto che non sa ancora di essere un fenomeno. Non lo fai? Va bene potrebbe essere non determinante. Oppure stiamo parlando di un Re Artu’ che ha acquistato il suo castello con i suoi soldi che la risorsa quando entrerà potrà farlo dal ponte levatoio dietro consenso esplicito?! Questa é la mia Ferrari e la guidi solo se sarai stato meritevole nel frattempo zitto e muto gira tra il tuo portafoglio clienti perché ho bisogno di incrementare il mio volume di affari appropriandomi dei tuoi nominativi. Eh??? Potrebbe replicare l’aspirante l’ Ancillotto. Io mi sbatto tutto il giorno e quindi a fine mese indipendentemente dal volume di affari ho diritto e devo essere allineato a chi deve passare e ripassare dal cliente per informarlo e accudirlo prima della firma in un processo preliminare che non é mai diretto dove si entra in una attività e si porta a casa il contratto in un’ora la prima volta che si entra. Il mondo delle vendite per dirla alla Bauman é lastricato da una serie di pozzanghere liquide e in questo settore che tu sia Re o Soldato i problemi da affrontare sono per tutti a zig zag molto complessi e mai lineari. Ecco la sensazione che si ha è quella di un imprenditore feudale che deve ancora entrare nell’ottica di una rivalutazione della figura cercata e che userebbe solo come un piede di porco letteralmente nel testo per scardinare i suoi target di fatturato senza valutare al meglio le conseguenze. Se l’aspirante campione che farà trenta goal all’ anno (anche se non lo sa) ha la percezione di essere acquistato da una squadra dove ogni volta che tocca palla deve chiedere permesso scusa il pallone é tuo lo sto utilizzando io le dinamiche di collaborazione non arrivano a un’ ora trascorsa insieme. Vendere é un investimento per entrambi front end e back end spesso Re Artù si dimentica del suo lato e delega al campione guerrafondaio da cui ci si aspetta sempre un miracolo inaspettato che presumibilmente non arriverà mai con premesse sbagliate tutto il peso dell’ investimento iniziale: vai in giro per me e vendi, poi ti rimborso. Ovviamente capita anche di non essere rimborsati una volta constatato che non c’era nulla da vendere in quella zona per la crisi o per l’infondatezza di un progetto con la conseguenza che sempre di più i venditori scompariranno dal pianeta Terra per trasferirsi in blocco su Altair 4 nella lontana nebulosa di Orione e con il mercato sputtanato in secca (basterebbe citare il famoso case history seat-italiaonline molto attuale dove c’è molto da imparare). Non é il caso di ricordare che la parte commerciale per una azienda é quella fondamentale, senza il volgare venditore vengono a cadere tutte le premesse da bella scrivania al calduccio dove le grandi pianificazioni non hanno senso di esistere se non c’è nessuno che mandi la palla in rete, quindi totale a massimo rispetto per questa figura volgarizzata (é bello e nobile offrire un lavoro che di fatto non offre un bel nulla perché l’imprenditore non esborsa un centesimo e non rischia nulla nell’ immediato se il soldatino che si sporca le mani con il fango non ha una contropartita adeguata: vai in giro per me e vendi é un distico destinato a sparire in futuro). Si può tirare fuori il potenziale anche da attaccanti apparentemente senza nessun particolare talento a condizione di modificare la linea di approccio del Re che vuole assoldare il mercenario solo per vincere la battaglia di domani mentre l’obbiettivo non é la singola tappa ma la vittoria definitiva. Magari una revisione critica della propria strategia da Re non sarebbe male così come qualche domanda dovrebbero farsela anche i venditori senza attribuire i loro risultati mancati ad alibi molto fantasiosi (“ho visto Ginevra che faceva il bagno denudandosi giù al fiume e sono rimasto più che basito, brasato”) e affronteremo questo tema prossimamente. In questo campo tutti fanno errori indipendentemente dal vestito di scena indossato, ad esempio sempre per restare in tema di campioni della vendita che hanno un potenziale inespresso in uno dei prossimo articoli prenderemo in esame il famoso distico oscuro di mago Merlino sulla magia del fare: analnatrac utvasbeethod dokiel dienvè!




Ristorante il MOLINO a Carticina

Ipotizziamo l’Umbria del futuro. La tecnologia sempre più invasiva si integrerà con le esigenze turistiche e paesaggistiche consentendoci esperienze multimediali sempre più ricche anche nei numerosi itinerari escursionisti presenti nelle realtà locali. Cultura, bellezza paesaggistica ed eccellenze locali si mescoleranno a formare una unica esperienza sensoriale dove verranno recuperati sapori antichi e rispolverate tradizioni locali portando alla ribalta storia e cultura locale. Ora senza fare voli pindarici alla Jules Verne (in fondo abbiamo solo sognato una politica di sviluppo armonica che indirizzerà tutte le risorse unite e compatte  verso un unico obiettivo, quello della valorizzazione dei luoghi e del recupero delle realtà locali) basta comunque fare una passeggiata intorno a Colle di Nocera Umbra per scoprire fra i tanti itinerari possibili che uno di questi porta in prossimità del MOLINO un ristorante che non vi deluderà nell’ottica del recupero degli antichi sapori. Anche se privi di teletrasporto di sicuro alcune cose vi salteranno subito all’ occhio: la pace dei sensi e la forza prorompente della natura primordiale tutte componenti che hanno fatto del famoso Francesco un santo. Ora anche se non aspirate a un ideale di canonizzazione ma siete solo turisti affamati e famelici di cultura locale, al Molino di sicuro farete tappa. Attività imprenditoriale valorizzata dal capitano di Nave Bisciaio Paola & C la località permette anche di soggiornare oltre a recuperare le forze. Abbiamo già menzionato altre eccellenze analoghe intorno a questa località Colle e di sicuro tutti i luoghi e le eccellenze imprenditoriali qui menzionate hanno una particolarità: mettono in evidenza l’unicità del territorio una brand identity che non può che marchiare positivamente e lasciare il segno in termini di vissuto. Comprare beni é lecito ma comprare esperienze lascia ricordi indelebili: che decidiate di soggiornare indifferentemente in uno dei tanti B & B della zona é irrilevante perché tutti portatori di qualità e accoglienza, di sicuro al Molino troverete cortesia e affabilità, un luogo che naturalmente potete e dovete utilizzare anche come trampolino di lancio per soggiornare in una delle tante località turistiche presenti in loco: Assisi, Gubbio, Perugia, Spoleto etc solo per citarne alcune. Per informazioni 0742.810261



Jules Verne e l’isola misteriosa insegnamenti inediti di macroeconomia etica e solidale

Umbriaway Consulting é da sempre attenta ai temi dello sviluppo e della formazione e soprattutto all’ idea di superamento dei propri limiti alla ricerca della performances ottimale a livello individuale e di azienda, ma se da un lato c’è tanta roba buona in giro, con professionisti in gamba e preparati che possono fornire ottime soluzioni per risolvere problemi di qualsiasi tipo, per dare credito al concetto di antimateria dobbiamo dire che contemporaneamente il mercato offre anche tanta fuffa. Ci riferiamo in particolare a tutti quei veggenti, visionari, coach, mental coach e novelli nostradamus armati di pendolino o senza che durante la presentazione della loro immagine finalizzata a vendere i loro servizi di prestidigitazione ad effetto tirano fuori a un certo punto le fatidiche frasi da fuoco di artificio:

durante i miei viaggi in America mi sono reso conto che…
sono andato a studiare le migliori tecniche di marketing in America e poi sono rientrato in Italia per consegnare queste inedite conoscenze a voi…avevo 75 mila euro di debiti ma anziché curarmi di risanare il bilancio sono andato a studiare le migliori tecniche di comunicazione in America dove vengono gestite le migliori società di valorizzazione del BRAND….

A seguire tutti questi personaggi che fanno grossi danni a discipline che avevano e hanno un fondamento importante nelle neuroscienze e banalizzano anche dottrine che un tempo avevano una importanza scientifica che oggi non hanno più grazie al loro mercanteggiare cialtronesco c’è da rimanere brasati e non basiti per metterla sull’ ironico ma attenzione a non rimanere rasati e a bersi sempre passivamente tutte le strozzate che in maniera meccanica vengono ripetute e propinate senza nessun filtro etico e morale da questi pseudofuffarolidallostile80eurosevotime: é palesemente evidente che l’aspirante Cagliostro che vuole avere migliaia di seguaci che seguono il suo verbo e la sua evangelizzazione dice qualcosa che ripete freddamente a pappagallo dopo averlo sentito decine e decine di volte dai suoi simili di corporazione sperando forse che utente medio non sposti le sue conoscenze un pochino più in là dell’orticello che li vede un po’ creduloni e grillini per usare una espressione da riduzionismo becero e volgare che caratterizza il populismo in oggetto. Basta uscire invece dai confini coglioneschi che vengono attribuiti alla categoria per capire i rischi collegati a queste sciorinate radioattive evangeliche da questi NUOVI GURU della formazione umanistica e messianica che ti fanno guadagnare più soldi con il sistema ricco subito con il glicinefuffasterolo in compresse, preti che evidentemente hanno una grave lacuna nel loro curriculum che forse difettano un pò di trasparenza. Se avessero letto un libro più sacro del vangelo e cioé l’isola misteriosa di Jules Verne forse certe manifestazioni comunicative ed effusioni finalizzate a rendere tutto ammiccante al fulmicotone sarebbe privo di strafalcioni. Ora anche i grillini più beceri e NON sono abituati a comparare e confrontare i dati per fare il matching tra le varie fonti e fare parallelismi logici basati sul buon senso, non si può sempre credere alla strega con la scopa che disegna scie chimiche nel cielo. Basta! Eppure i vari pinko e pallino & soci insistono: dopo un viaggio in America ho capito che! Tornato dall’America il mio buco in bilancio é stato risanato velocemente grazie alle conoscenze acquisite in stage con le amiche di Clinton! Ho iniziato a offrire performances efficaci solo dopo un mio viaggio in America! Ma che birillo ha sta America di così avanzato e civile e ultraperformante da diventare tolomeicamente il centro dell’ universo? Il nulla! Vendono armi e ancora hanno problemi tra strisce bianche e strisce nere neanche uno avesse a che fare con la Juventus. Gli americani sono proprio l’ultimo modello performante da prendere come riferimento se si ha a cuore uno sviluppo armonico umanistico e non uno sviluppo in stile globalizzazione pozzanghera baumaniana. Allora aspiranti Cagliostro de che stemo a parla eh? Se non viene perseguito un ideale di economia etica difficilmente si verrà a capo del rebus insito nella matrice matrixiana del nostro tessuto economico. Vuoi esplodere con risultati performanti? Continua a seguire questi luminari che ogni tanto liberano qualche perla di saggezza che non stanno in piedi e che a te sembrano tanto credibili. Fidati di loro e magari scoprirai che altrettanto velocemente con i loro metodi dopo aver seguito i loro corsi costosi potrai crearti da solo quel buco in bilancio da 150 mila euro, come fuffa qualcuno in video pubblici di cui farsi vanto. Forse il capitan Nemo di Verneriana memoria avrebbe molto da insegnare a tutti noi. Chi dispone di tecniche taumaturgiche che risanano i morti e li ridestano in tre giorni dovrebbe elargire gratis questi doni e non lucrare in maniera palesemente esagerata promettendo mare e monti o vendendo fumo. Insomma il mercato dei coach a tutti i livelli é fatto in linea di massima di persone capaci, professionisti seri e bravi nella maggior parte dei casi, che hanno dimostrato di aver fatto ottime consulenze finalizzate a risultati brillantemente ottenuti grazie alle loro strategie. Ma attenzione all’ antimateria e soprattutto se qualcuno vi dice che “dopo essere rientrato in Italia perché prima era in America e lì ha visto Carpatù una divinità sfolgorante che ha illuminato le sue conoscenze“, così tanto da ridare la vista a tutte le persone che beneficiano di un contatto diretto con l’aspirante Cagliostro, un pensiero fatevelo. Domandatevi con un briciolo di buon senso se avete voglia di bervi sempre tutte le cazzate che vi vengono distillate. Non vi basta la politica economica italiana dal dopo guerra ai giorni nostri? E comunque la sintesi di tutto questo sproloquio é che l’isola misteriosa di Verne ha al suo interno una serie di suggerimenti di macroeconomia permeati di una visionarietà innovativa ed inedita e questa volta si davvero propositiva! Guardatevi dai falsi profeti e dai finti guru della psicologia performante e del coaching! Un modo per riconoscerli potrebbe essere quello di ascoltare con attenzione il loro verbo: se a un certo punto compare la fatidica frase “quando rientrai dal’ America” sappiate che siete fottuti, amen dal vangelo di Carpatù.




Agriturismo il Sole Nascente

Ok l’Umbria é da visitare ma tutti i posti dove ho cercato soggiorno sono occupati dove vado a dormire e mangiare felicemente appagato? Niente paura ci corre in aiuto L’agriturismo il sole nascente


L’Agriturismo Sole Nascente è collocato vicino al Castello di Colle e vicino a  Nocera Umbra , dove sono presenti tutti i servizi tra cui : banche , ufficio postale , supermercati , ristoranti , pizzerie , bar , farmacie , negozi di qualsiasi genere . Lasciamo parlare il loro sito Internet:

La Cucina
Il Ristorante propone Cucina tipica Umbra , specialità al Tartufo , funghi Porcini , Cinghiale , carne di Produzione Propria , allevata in Azienda . Pane casareccio e Crescia al testo prodotti da noi e Pasta Fresca fatta a mano .

Le Camere
L’agriturismo dispone di 4 camere suddivise in 2 Triple e 2 Matrimoniali arredate in stile arte povera con possibile utilizzo come Singole. Sono dotate di riscaldamento centralizzato, bagno indipendente, TV DTT. Sono inoltre adeguate ad ospitare persone disabili. Si ricorda inoltre che si puo’ usufruire di opzione con sola prima colazione , pranzo e cena nel nostro Ristorante.

I Dintorni
La posizione permette di scegliere tra innumerevoli opportunità di relax, cultura, percorsi enogastronomici e di essere anche un punto di partenza ideale per chi vuole visitare le città d’arte come “Gualdo Tadino”, città della Ceramica, “Spello”(20”), “Assisi”(20”), “Perugia”(50”), “Montefalco”(15”), “Trevi”(15”), le incantevoli “Fonti del Clitunno”(25”), “Spoleto”(30”), la Valnerina con alcuni suoi luoghi sacri come “Cascia” e la città dai mille profumi “Norcia” e numerosi altri borghi medioevali di grande interesse storico, culturale e artistico.

Contatti
Srada SS3 uscita GAIFANA
Loc. Cartecina – Nocera Umbra (PG)

Info e prenotazioni:
+39.347.6104029 cell
+39.0742.810428 fax
email: solenascente2009@libero.it

Percorrendo la variante SS3 Foligno-Gualdo Tadino , uscire al cartello di indicazione per GAIFANA , fare l’anello e proseguire per 150mt. dopo il passaggio sotto la variante e troverete sulla sinistra ben visibile dalla strada l’agriturismo Sole Nascente.