Ci vuole un grande pennello o un pennello grande? Basta la Fail Group infissi di Marsciano!

Schermata 2016-07-24 alle 14.11.52Non é l’antica pubblicità dei pennelli cinghiale. Ci vuole una azienda grande o una grande azienda? La differenza é sostanziale nel secondo caso anche una piccola realtà composta da una trentina di dipendenti contro i settanta di qualche anno fa quando l’azienda intorno al 2013 era alla frutta e sembrava non esserci altra via che quella degli ammortizzatori sociali, può rigenerarsi dalle sue ceneri. La Fail viene definita l’araba fenice della media valle del Tevere proprio perché i soci dipendenti si sono auto-promossi nel momento critico da potenziali disoccupati a soci fondatori grazie alla costituzione di una cooperativa lanciata da Legacoop, sborsando in prima persona i fondi, supportati dagli enti preposti, per rilanciare una azienda che era agonizzante e destinata alla classica liquidazione da commercialisti. Sul versante risparmio energetico gli infissi della Fail sono al passo con i tempi, con collaborazioni di atenei che aiutano a cercare le migliori soluzioni acustiche e termiche in un area quella dell’ innovazione che é cruciale per la sopravvivenza delle aziende. Non basta poi produrre infissi a livello locale, occorre creare patnership anche all’ estero ed estendere il mercato con iniziative promozionali estese, negozi immagine in Francia e Svizzera oltre il Marocco per esempio. Insomma il vecchio windows 3.1 non serviva era necessario un adeguamento sostanziale a windows 10, chi non sta al passo con i tempi é destinato a fallire. Può sembrare paradossale che una azienda che ha un nome apparentemente così letale, si sia invece rilanciata con la conquista di fatturati importanti a soli due anni dalla costituzione della nuova società, che recuperava tutto un background di competenze ed esperienze che altrimenti sarebbero andate perdute e che invece hanno trovato nei 15000 metri di stabilimento a Marsciano nuova linfa vitale con attrezzature tecniche e professionalità dei soci sfruttate in pieno sulle commesse, anche qui intelligentemente diversificate e orientate anche al segmento piccola fornitura dove la qualità del made in Italy ha il sopravvento rispetto ai grandi quantitativi gratta e vinci dell’ edilizia tradizionale oggi in crisi. Per restare in piedi serve la capacità di non arretrare e contemporaneamente affinare quella vision di nuove opportunità da mettere in piedi svincolate dalla logica tradizionale old style. Per vincere oggi bisogna fare qualcosa di straordinario viaggiando di pari passo ai nuovi ritrovati tecnologici. Porte e finestre sono supportate da materiali all’ avanguardia settate con i macchinari sull’ idea di risparmio energetico, con la nuova frontiera dei vetri sottovuoto e strategie di marketing puntate verso committenti internazionali e il vantaggio di avere nella propria forza lavoro un fattore umano che fa la differenza. L’operaio è un imprenditore che deve salvaguardare il suo capitale in primo luogo secondo la nuova forma societaria strutturata a cooperativa, sa che la sua professionalità va a intaccare direttamente il fatturato il che garantisce una migliore aderenza e partecipazione ai progetti di sviluppo. Quando tradizione e modernità si incontrano anche i processi produttivi subiscono una trasformazione a vantaggio del consumatore che beneficia di trafile sempre più collaudate e affidabili. Stabilimento all’ avanguardia e macchinari ultramoderni, università a supporto dei prodotti in uscita e strategie di marketing innovative: ecco che con queste premesse una azienda morta ritorna prepotentemente in vita. Certo il mercato é una lotta quotidiana in tempi di globalizzazione defraggata e non si può parlare di vittoria e di scommessa vinta ma l’azienda c’è e si gioca la sua partita con efficacia calando carte importanti che al momento la vedono protagonista, una delle prime realtà prototipo a fornire un modello di sopravvivenza e rilancio per tutte quelle realtà barcollanti che vedono le opportunità di sviluppo restringersi. Seguiremo da una finestra tanto per restare in tema gli sviluppi di questa vicenda, sicuri che i protagonisti coinvolti direttamente in questa impresa faranno il massimo per consolidare la loro realtà e rimanere propositivi e ambiziosi. Per ora constatiamo che una azienda dal nome così apocalittico di fatto rappresenta un ossimoro vincente come eccellenza presente sul territorio.




Uno e trino nella moda? Adesso puoi con LEMURIA di Pietrafitta!

Schermata 2016-07-24 alle 09.55.27Non vogliamo mancare di rispetto agli enti religiosi perché l’argomento é storicamente molto delicato, ma il titolo si riferisce a una azienda di Pietrafitta che fa MODA fornendo il CD di istruzioni visto che i loro abiti hanno la particolarità fregolesca (ce lo passeranno all’ accademia della crusca? Diventeremo anche noi petulosi?) di modellarsi in varie versioni. Il progetto Lemuria coordinato da una trentina di persone guidate da Susanna Gioia e staff, spinge sul made in Italy nel mondo per la conquista del mercato globale. L’italianità dei capi Lemuria viene tutelata con cartellini certificati e l’esportazione é supportata grazie anche ai social network (ancora una volta loro!) che hanno messo in evidenza la praticità da viaggio di questi abiti. Di una certa genialità anche le campagne di marketing, gli aspetti leggeri del progetto moda Lemuria e le sue analogie con epoche lontane ma anche attuali (costumi dei paesi arabi per esempio) hanno portato questa azienda a promuovere i loro prodotti all’ interno di un museo di Roma e anche in una profumeria in Egitto a testimonianza che oggi bisogna trovare nuove strade di contaminazione per proporre cose interessanti. innovazione-digitale_L’aspetto geniale consiste nel CD di istruzioni che non é solo una trovata funzionale a corredo, in quanto dà chiare indicazioni trasformistiche di come l’abito potrebbe essere indossato in N varianti fregolesche lasciando libero l’acquirente di sperimentare altre soluzioni inedite. Innovazione applicata in maniera performante al prodotto, l’evoluzione della specie, un aspetto che Umbriaway Consulting non poteva lasciare transitare sotto i ponti senza prendere un campione vitale di benchmarketing. Una dimostrazione di come una azienda con solide basi possa consolidare il vecchio modo di fare e di vendere lanciando nell’etere qualcosa di rivoluzionario per stare al passo con tempi darwiniani! Chapeau! De che stemo a parlà? Di eccellenza umbra!




Innovazione e Olga Korbut, trova l’intruso

002L’intruso non c’e. L’attesa passiva non premia in imprenditoria. L’elemento innovativo é da inserire all’ interno di un progetto, altrimenti si rischia di fare kaizen senza personalità. L’unicità della Korbut non é minimamente messa in discussione, parliamo di una atleta che ha sviluppato la sua unicità conquistando una nicchia nel “mercato”. Un ginnasta che si limita a recitare a memoria un compitino di movimenti base alle olimpiadi senza metterci del suo e stupire la platea con qualcosa di inedito difficilmente può attirare su di se l’attenzione della giuria con un voto eccelso. A volte l’ordinario non basta, occorre fare qualcosa di straordinario. Ecco i testi biblici di una famosa canzone di Sergio Endrigo dove si evince che le cose-risultato non vengono fuori per caso:

Le cose di ogni giorno raccontano segreti
a chi le sa guardare ed ascoltare.

Per fare un tavolo ci vuole il legno
per fare il legno ci vuole l’albero
per fare l’albero ci vuole il seme
per fare il seme ci vuole il frutto
per fare il frutto ci vuole un fiore
ci vuole un fiore, ci vuole un fiore,
per fare un tavolo ci vuole un fio-o-re.

Per fare un fiore ci vuole un ramo
per fare il ramo ci vuole l’albero
per fare l’albero ci vuole il bosco
per fare il bosco ci vuole il monte
per fare il monte ci vuol la terra
per far la terra vi Vuole un fiore
per fare tutto ci vuole un fio-r-e

Per fare un tavolo ci vuole il legno
per fare il legno ci vuole l’albero
per fare l’albero ci vuole il seme
per fare il seme ci vuole il frutto
per fare il frutto ci vuole il fiore
ci vuole il fiore, ci vuole il fiore,
per fare tutto ci vuole un fio-o-re.

Per fare un imprenditore vincente serve una strategia di innovazione al passo con i tempi. Per fare la storia della ginnastica occorre la KORBUT: https://umbriawaydesign.wordpress.com/2016/07/24/un-angelo-caduto-dal-cielo-innovazione-e-magia-con-olga-korbut/




Un video esclusivo su Antonio Ligabue, parliamo della mostra gualdese sulla follia!

ligabueaLa follia questa sconosciuta come se il nostro universo non ne fosse già stracolma soprattutto in questo momento storico. Perché devo andare a Gualdo Tadino e vedermi la mostra su Ligabue e Ghizzardi mica sono un alienato! Solo perché Sgarbi ne ha curato allestimento e inaugurazione? In una visione panteista forse faremmo bene a non dimenticare che il tutto é in noi e che ci piaccia o no quella follia che sembra così oggettivamente lontana come una frontiera in movimento alla Buzzati, in realtà é a due passi dalla nostra possibile comprensione. Ovviamente non basterà vedere questa mostrà per accendere tutte le lampadine di Edison, ma sicuramente procedendo al risparmio energetico con una filosofia LED potremmo progressivamente impadronirci dell’ argomento soprattutto se così abbondanti risorse ci vengono elargite praticamente sotto casa. Una importante iniziativa che deve stimolare e incuriosire, per i dettagli tecnici sul perché e il per come questo post è stato scritto, consultare il seguente portale di umbriaway che concentra il focus sullo sviluppo di varie discipline.




Premio letterario Rocca Flea prorogata la scadenza al 20 Agosto 2016

Ci sarà tempo fino al 20 Agosto per elaborare le proprie idee creative su una idea di futuro prossimo venturo. Originariamente il concorso scadeva il 15 luglio ma come vediamo anche dagli orpelli fotografici su questo post c’è ancora tempo per creare e dare il proprio contributo che non é solo finalizzato alla psicoespressione ad effetto ma anche a guadagnarsi l’attenzione magari per vincere succulenti premi messi in palio da un indotto di associazioni che vogliono rivitalizzare le bellezze turistiche locali. Il tema é quello del futuro, riusciamo ad avere una visione del domani e riusciremo a superare il momento di difficoltà storica a pozzanghera come lo ha definito il filosofo contemporaneo Bauman? Tutte le informazioni supplementari per la partecipazione si possono trovare a questo indirizzo, buona partecipazione al concorso!




Ma come parlano questi selvaggi?

Il titolo é volutamente provocatorio serve solo a incuriosire ma se prendiamo ad esempio i CAP 06023 e 06025, l’area appenninica che collega Nocera Umbra a Gualdo Tadino e ascoltiamo termini come:

sciamannone

lasciaggi

petriola

marampido

greppo

scine

none

scino?

Schermata 2016-07-23 alle 10.56.26che cosa dovremmo pensare che hai a che fare davvero a un incontro antropologico alla Claude Levi-Strauss con una popolazione tribale corredato da una autentica immersione partecipativa! Cerchiamo di districare la matassa. Gli umbri avevano già di suo una forte personalità come linguaggio prima dell’avvento rivoluzionario del latino, la successiva amalgamazione  ha portato alla creazione di una inestricabile torre di Babele tra dialetti locali che cambiano anche a distanza di pochi chilometri e geograficamente subiscono una totale frammentazione. Molti hanno provato a circoscrivere influenze e contaminazioni dalle regioni vicine, tipo Toscana a nord, Marche ad est etc, ma un lavoro di catalogazione a tavolino come quello seguito da Perugia Today di fatto non rende giustizia alle particolarità delle regioni vivisezionate. Gli studi hanno circoscritto tredici aree linguistiche in Umbria: in Alto Tevere sono tre i ceppi distintivi  (Umbertidese, Tifernate e Borghese), uno unico per l’Alto Chiascio (l’eugubino), poi c’è il folignate, lo spoletino, l’orvietano, il ternano, il nursino, il novertino, il narnese, il tuderte. Al dialetto Perugino “il donca” vengono assegnati anche i territori di Assisi-Bastia e parte del Lago Trasimeno. getmediaQuesta la teoria ma la pratica é un altra cosa, vero é che l’umbro ha le sue particolarità linguistiche abbastanza aggrovigliate, seguiamo ad esempio la dimostrazione video a seguire di stampo umoristico da You Tube, dove gli annunci di Treniitalia vengono stravolti in dialetto locale e vedete voi l’effetto che fa! Tecnicamente il termine Sciamannone deriva etimologicamente da sciamannare, persona abitualmente sciamannata, disordinata, fuffarola, confusionaria. Petriola sembrerebbe essere ereditato da influenze marchigiane in zona Chiaravalle e significa imbuto. Per greppo si intende il bordo strada mentre Scine e None si commentano da soli si e no che si raddoppiano! Il più bello fra tutti questi termini é marampido che significa ignorante, grezzo, volgare, trucido, selvaggio appunto! E non poteva mancare l’ossimoro sino? che sta a significare ma certo é palesemente evidente che me lo chiedi a fare é un si di default, il no rafforzativo dopo sta a significare proprio polemicamente che la domanda non doveva nemmeno essere posta! E per quanto riguarda lasciaggi che sembrerebbe un termine etnico gualdese sta a significare quello che esprime ma lascia perdere! Concludiamo con un quiz: Marvò,  argìne e non àrgine, ce ne argemo,  tarvai: ehhhhhh???? De che stemo a parà? Se traduci la stele vinci un viaggio premio in Egitto! Ora tutti questi termini a Colle di Nocera Umbra  compaiono anche se alcune espressioni sono rivendicate altrove.




Il corso di scacchi di Umbriaway Consulting, lez 1, diventa Grande Maestro in sette giorni!

scacchiSegnaliamo la prima interessantissima lezione del corso di scacchi firmato Umbriaway Consulting che facilita per l’iniziato disposto a scalare le vette eccelse di questa disciplina passando da bruco a farfalla ossia dalla categoria NC (inclassificato) a quella di GM (Grande Maestro) in sette giorni tanto per essere provocatori. All’ indirizzo Umbriaway Cultura uno dei tanti portali del nostro network é disponibile una introduzione sulla scacchiera con rapida disquisizione geografica per capire il contesto delimitato della lotta. Gli scacchi dal punto di vista della ricchezza di risorse che propongono sono onnicomprensivi e hanno acceso l’immaginazione di molti. Possiamo prendere a caso un anedoto citato nel libro di Carlo Bolmida Scacchi a Colazione edito da Messaggerie Scacchistiche: gli scacchi sono una fiaba [A. Law]




Un bravo gommista in zona Rigali cap 06023? Ce sta!

40_nImmaginate di essere in Transilvania, pardon, a frazione RIGALI nel comune di Gualdo Tadino in un notte buia e tempestosa e tra squarci di fulmine degni del miglior film Horror bucate all’ improvviso 4 gomme in una località dove intorno sembra esserci il niente assoluto, non una ma ben 4 pneumatici, mentre suoni sinistri e ancestrali pervadono le tenebre. Niente paura proprio lì nei paraggi c’è un bravo gommista e anche se non é aperto di notte sapete già che la vostra vettura andrà a finire in buone mani, a professionisti esperti e capaci se sarete bravi a proteggervi fino all’ arrivo della luce del sole! rinaldiniOk abbiamo scherzato ma in tutta questa storia degna del migliore scrittore gotico c’è un fondo di verità: il bravo gommista esiste sul serio noi di Umbriaway lo abbiamo testato sul campo e siamo rimasti soddisfatti! Il Centro Revisioni e Pneumatici Rinaldini é situato nella zona industriale sud di Gualdo Tadino 06023 e offre soluzioni performanti per ogni problema. Se non ci credete abbiate l’accortezza di visitarlo per chiedere consulenza e assistenza ma fatelo ovviamente di giorno o perlomeno anche al buio ma fino alle ore 19.00!




Problem Solving Creativo: come posso peggiorare la situazione?

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Problem Solving Creativo a sentire le info sul mercato locale ce ne sarebbe bisogno ma in generale si preferisce aspettare che il Titanic affondi anche se prima dello schianto c’è tempo per modificare la rotta. A volte le prospettive normali non bastano per risolvere un problema ed occorrono risorse nuove fresche e paradossali: si chiama pensiero laterale. Come fare per raddrizzare la torre di Pisa? E’ un caso limite ma con la tecnica del “come posso fare per peggiorare la situazione” si va davvero controcorrente come un vero spacca ghiaccio krasiniano e si miagola nel buio. A questo punto siete sufficientemente incuriositi per leggere un interessante articolo di approfondimento sui nostri portali di valorizzazione del brand. Buon divertimento!




Operazione recupero oggetti antichi come eravamo: ecco a voi uno spremi uva manuale del mesozoico!

IMG-20160720-WA0003All’ iniziativa di Umbriaway segnala un oggetto antico vintage un gruppo di nutriti appassionati ha risposto con entusiasmo segnalando oggetti che hanno fatto la storia delle popolazioni locali con epicentro vocabolo Colle di Nocera Umbra. La prima fase per fare il vino si chiama vendemmia che ha le sue particolarità e necessita di molta cura e attenzione, in quanto già due mesi prima vengono cessati tutti i trattamenti alle viti per consentire una ripulitura di eventuali sostanze in eccesso nel mese di Agosto con qualche sporadica pioggia estiva. La fase successiva alla raccolta viene definità PIGIATURA che dà avvio al processo di VINIFICAZIONE che si concluderà con la FERMENTAZIONE ALCOLICA ossia quel processo biochimico che trasforma gli zuccheri e l’acqua dell’acino in alcol e anidride carbonica. Per pigiare l’uva un tempo c’erano i macina uva manuali contro quelli motorizzati di oggi con cinghie trasmissive detti anche pigiadiraspatrici, lo scopo di queste macchine era di operare una prima suddivisione tra raspi e acini e foglie in modo da evitare il grado di acidità dei liquidi e trasmettere un fastidioso sapore legnoso al futuro vino. IMG-20160720-WA0005Nelle società rurali questi macina uva a manovella erano vitali più di un IPHONE 6 per un manager di oggi e la regione é sicuramente ricca di questi oggetti sulla via dell’estinzione, immaginiamo già sulla Rai del futuro innumerevoli serie televisive con il figlio del Dr. Giacobbo a Voyager sottotitolo “come eravamo”. In alto nella gallery vediamo macina uva manuali con rulli datati mentre qui all’ interno dell’ articolo vediamo un fantastico Macina Uva Collegiano risalente alla prima metà del novecento ristrutturato con vernice più moderna e che sicuramente ha superato indenne la seconda guerra mondiale visto che nei ricordi di infanzia di Umbriaway compare spesso questo oggetto portentoso che piacerebbe molto con i suoi rulli macina tutto a uno scrittore prolifico come Stephen King per esempio. Non abbiamo l’intenzione di datare con il radiocarbonio e con perizie da RIS di Modena l’oggetto per inserirlo in una data precisa ma parliamo comunque di una roba che ha sfiorato la seconda guerra mondiale, ares02certamente relativamente giovane ma pur sempre VINTAGE! Per concludere inseriamo come ultima foto una macchina moderna a testimonianza di come cambiano velocemente le epoche storiche modificando anche le esigenze del collettivo sempre di più occupato a salvaguardare tempistiche e qualità del prodotto finale e supportato dalla tecnologia. Ringraziamo il nostro corrispondente estero per la segnalazione del macina uva datato!

 




Fu vera crisi?

Una certa propositività e un atteggiamento ottimista é d’obbligo quando si parla di imprenditoria nel senso che se vuoi incendiare la foresta devi prima avere una torcia accesa in mano (se vuoi avere successo nella tua azione di crescita imprenditoriale), é difficile riuscire in un progetto imprenditoriale se si pensa in anticipo che qualcosa andrà a frantumare i nostri sogni di riuscita, pessimismo e vittimismo e alibi tipo ce sta la crisi sono letali quando si inizia a costruire qualcosa e la vision del progetto in cui si é coinvolti viene contaminata da queste interferenze nefaste. E’ anche vero che il mondo é dominato dai numeri quindi questo alibi fantasioso che é la crisi forse esiste davvero a detta del Corriere dell’Umbria che riporta i dati della società SOGEA Centro Studi che parla di un totale parziale di 174 strutture turistiche in Italia che attualmente sono finite in procedura di fallimento d’Asta. Sembra che ci sia un rallentamento nel trend ma nove di queste strutture sono ubicate in Umbria, il 5,03 % del totale. Rispetto al 3,35 della Lombardia, al 3,91 dell’Emilia Romagna e al 5,03 della Puglia il dato non é idilliaco se pensiamo ad estensioni territoriali moltiplicate per cinque. L’Umbria é una regione prevalentemente turistica e forse le strutture che rivitalizzano il territorio vanno a saturare un po’ la domanda. Come sottolinea Il Corriere con precisione chirurgica queste nove strutture si trovano in provincia di Perugia mentre per ora la provincia di Terni é incolume al martirio. In Calabria solo per capire l’entità di questo numero, il nove che sembra in questo contesto molto piccolo, non ci sono procedimenti di aste giudiziarie. Certo anche la Toscana (22), il Lazio (19) Campania (16) e l’Abruzzo (10) per esempio hanno le loro macerie e ci dicono qualcosa a livello di comportamento e di cifre che gli italiani possono spendere come budget per fare turismo, evidentemente meno che in passato. Quindi tornando alla domanda che si pone come incipit il corriere e cioè: “la crisi é finita” ognuno può applicare la sua soggettività e dare un responso. Certamente senza avere in mano la fiaccola del credo che ce la posso fare e quindi posso ottenere risultati la partita é persa in partenza, ciò non toglie che bisogna imparare a camminare non più su strade ben asfaltate e lineari ma sopra a pozzanghere malsane da driblare saltellando per far piacere al filosofo Bauman. Le vecchie abilità per sopravvivere non bastano più, bisogna ingegnarsi alla Edison per trovare la combustione ideale per far accendere la lampadina dei miracoli? E per quanto riguarda la risposta alla domanda topica del Corriere dell’ Umbria aspettiamo altri numeri a corredo!




Edward Smith e le decision making complicate

neuromarketingI processi decisionali in psicologia hanno un ampia letteratura ma altrettanto materiale possiamo trovare anche nel settore manageriale visto che i capitani devono prendere decisioni difficili per traghettare la loro nave verso lidi sicuri. Purtroppo per Edward Smith la valutazione della posizione é andata male e il suo Titanic non fece una bella fine. Anche se non sappiamo se il vero motivo della tragedia fu una questione pubblicitaria (i motori furono spinti per arrivare  forse prima all’ appuntamento con la storia dei giornalisti americani che attendevano trepidanti l’arrivo della Grande Nave?) rimangono sospese tutta una serie di domande: come prendiamo decisioni, come valutiamo la scacchiera e il quadro generale. Un post che approfondisce questa riflessione in pillole si trova all’ indirizzo DECISION MAKER! Buona lettura!