NODE, javascript lato server, istruzioni per l’uso

Se c’è qualcosa di interessante in questa epoca che stiamo vivendo è che la distribuzione della conoscenza non è più esclusiva di scienziati, prelati o uomini di armi come nel medioevo di Leonardo Da Vinci per esempio, che avrebbero avuto da perderci nei loro profitti favorendo i loro bellicosi competitors, oggi una quantità inesauribile di tecnologie per costruire web app sono a disposizione di tutti per favorire sviluppo e innovazione tecnologica. Javascript lato server è una tecnologia ormai di ampia diffusione e Node, https://nodejs.org/en/, in quanto runtime JavaScript guidato da eventi asincroni, il software è progettato per creare applicazioni di rete scalabili. Per seguire questo post è sufficiente avere un minimo di base con JS tradizionale e HTML, nulla di trascendentale. Rispetto alla programmazione classica dove il web developer deve costruire i suoi mattoni uno per uno a livello fisico con tanto di tocco di mouse, qui abbiamo il vantaggio di passare a una programmazione velocizzata grazie all’ uso dei comandi che DOBBIAMO eseguire da terminale, operazione un pò ostica all’ inizio se non si è abituati a un simile approccio. Nel seguente esempio “ciao mondo”, molte connessioni possono essere gestite contemporaneamente. Ad ogni connessione viene attivato il callback, ma se non c’è lavoro da fare, js asincrono dormirà, per usare una metafora letteraria. Ciò è in contrasto con il modello di concorrenza più comune di oggi in cui vengono utilizzati i thread del sistema operativo. Il networking basato su thread è relativamente inefficiente e molto difficile da utilizzare. Inoltre, gli utenti di Node sono liberi da preoccupazioni di blocco permanente del processo, poiché non ci sono blocchi. Quasi nessuna funzione in Node esegue direttamente I / O, quindi il processo non blocca mai. Perché nulla blocca, i sistemi scalabili sono molto ragionevoli da sviluppare in Node. Il nodo è simile nel design e influenzato da sistemi come Ruby’s Event Machine o Python’s Twisted. Nodo prende un po ‘più in basso il modello di evento. Presenta un ciclo di eventi come un costrutto di runtime invece che come una libreria. In altri sistemi c’è sempre una chiamata di blocco per avviare il ciclo degli eventi. In genere il comportamento è definito tramite callback all’inizio di uno script e alla fine avvia un server attraverso una chiamata di blocco come EventMachine :: run (). In node non esiste una tale chiamata di ciclo di avvio-evento. Il nodo entra semplicemente nel ciclo degli eventi dopo aver eseguito lo script di input. Node esce dal ciclo degli eventi quando non ci sono più callback da eseguire. Questo comportamento è simile al browser JavaScript: il ciclo degli eventi è nascosto all’utente. HTTP è un cittadino di prima classe in Node, progettato pensando allo streaming e alla latenza bassa. Ciò rende Node adatto alla fondazione di una libreria o di un framework web. Solo perché il nodo è progettato senza thread, non significa che non è possibile sfruttare i core multipli nel proprio ambiente. I processi figlio possono essere generati utilizzando la nostra API child_process.fork () e sono progettati per essere facili da comunicare. Costruito sulla stessa interfaccia è il modulo cluster, che consente di condividere i socket tra i processi per consentire il bilanciamento del carico sui core. Per lavorare con Node è sufficiente un editor performante tipo https://code.visualstudio.com/ per esempio o anche Sublime Text, Brackets o Atom. Il framework che lavora con Node è https://expressjs.com/it/ , libreria web veloce, non categorica e minimalista per Node.js installabile con una semplice riga di comando: $ npm install express –save dove per npm si intende il gestore dei moduli a disposizione per lo sviluppatore. Npm che gestisce le dipendenze modulari è fornito automaticamente al momento dell’ istallazione di Node, ulteriori informazioni sono reperibili anche all’ indirizzo https://www.npmjs.com/. Il comando npm-init create a package.json file ad esempio il comando $ npm init react-app ./my-react-app crea un nuovo progetto basato su React usando create-react-app. il comando npm i npm aggiorna alla versione più recente. Con il comando node posso entrare nella console di programmazione dove posso dire ad esempio che a = 1 e digitando a invio mi verrà restituito 1 e ancora digitando a = 2 posso cambiare il valore della variabile. Posso anche definire una costante con global.a = 3 per esempio; con il comando .exit ritorno alla root utente. Ora proviamo a creare un file con estensione JS nella stessa cartella dove abbiamo creato il JSON ad esempio module1.js e all’ interno scriviamo le seguenti righe di codice:

consol.log(“ciao”);
a = 2;
console.log(a);

quale sarà il risultato lanciando da console con il comando node module1.js il file creato? Vedremo esattamente prima il ciao stampato a video e successivamente nella riga successiva l’esecuzione della istruzione che viene dopo quindi un due. web developer umbriaNelle architetture basate su richiesta risposta nel processo tradizionale io ho una partita a tennis dove il lato client del browser interroga il lato server, con Node abbiamo già detto che questo meccanismo non corre il rischio di interruzioni in quanto il processo è asincrono. Ora nella stessa cartella test creata prima creiamo il file server.js e creiamo un localserver sulla porta 3000 come quello che mette a disposizione xampp per esempio. Nel file server.js scriveremo:

var http = require(‘http’);
var server = http.createServer(function(req, res) {
console.log(‘inizia la richiesta!’);
res.write(‘ho ottenuto la tua richiesta’);
res.end();
});
server.listen(3000);

lanciando il file con il solito comando node server.js (anche senza estensione) e aprendo la pagina 127.0.0.1:3000 o anche localhost:3000, vedremo come si comporta esattamente lo script dalla finestra terminale non appena avrò digitato a video il mio URL. Ovviamente con Node abbiamo il vantaggio di usare EXPRESS Server. Con il comando npm i express –save posso installare il mio pacchetto modulo all’ interno della cartella node_modules. Ora posso fare lo stesso rispetto alla creazione di un localserver, quindi creo il file serverex.js e dentro scriverò le seguenti istruzioni, precedendo questa operazione dalla creazione del famoso file index.html che si trova nella root che andremo a inserire dentro la famosa cartella PUBLIC tipica dell’ architettura da erigere per una web app, ossia l’area dove saranno visibili le parti interattive con l’utente a video. Quindi:

var express = require(‘express’);
var app = express();
var server = app.listen(3000, listening);
function listening() {
console.log(“sono in ascolto”);
}
app.use(express.static(‘public’));

web developer umbriaA questo punto lanciando il comando node serverex.js il terminale si metterà in ascolto e lanciando il nostro localhost noteremo che automaticamente il contenuto della nostra cartella PUBLIC verrà mostrato all’ utente. Riassumento in questo post abbiamo visto che javascript lato server o NODE è facilmente installabile sul nostro computer. Abbiamo anche visto come installare il modulo EXPRESS o il server dedicato che ha i suoi comandi per il restart o lo spegnimento. Abbiamo visto la semplicità di alcuni comandi (ma non tutti, ad esempio il parametro -g alla fine di una stringa viene usato per le installazione GLOBALI sulla propria macchina) per iniziare ad entrare nella shell di programmazione o per installare o lanciare eseguibili. Abbiamo anche dato una occhiata all’ architettura di base capito l’importanza di alcune cartrelle funzionali come PUBLIC o la cartella NODE_MODULES, oltre a padroneggiare a livello base alcuni strumenti legati al browser come la web.consol o gli editor di testo per gestire il codice. Come primo approccio può bastare, in uno dei prossimi appuntamenti entreremo nella progettazione vera e propria di una WEB APP con NODE!




Il seicento di Don Giovanni Cantoni e l’Italia in decadenza

Don Giovanni Cantoni il parroco che gestisce Collemosso nella prima metà del seicento in Umbria, con una Italia di sfondo che sembra equiparata a una sorta di bella addormentata nel bosco, ha ormai acquisito credibilità sul campo e legittimazione ad esistere dopo tre riconoscimenti ufficiali che lo vedono pubblicato a destra e a manca su alcune antologie nazionali nati da concorsi letterari. Ma chi è questo personaggio e come si inquadra nel periodo storico? Chi fa sport sa bene che il modo migliore di utilizzare il tempo quando l’atleta non ha prestazioni dirette da offrire sul campo è quello di prepararsi per la gara successiva, magari usando il tempo passivo per un lavoro di revisione critica o di conoscenza sugli avversari o programmando una tabella di marcia per i prossimi impegni. Anche l’aspirante campione che si cimenta nella letteratura condominiale ha gli stessi obblighi, nel senso che se ha in progetto di scrivere di storia, può usare la crisi cosiddettà delle terre di mezzo (mancanza di scintille creative e materiale fluente che abbia senso compiuto sulla carta) per ricaricare il fucile e acquisire competenza sul periodo storico in esame, per esempio. Don Giovanni Cantoni è un criminale travestito da prete sottomesso che ridistribuisce la ricchezza accumulata con la coercizione e il plagio dai suoi stessi governanti in favore dei compaesani e del popolo e questo lo può fare dopo che nei suoi trascorsi passati vi è stata una esperienza unica di addestramento come sicario alla tana degli assassini, un progetto finanziato dal duca di Urbino ma gestito da strane cariche al soldo del Papa, una località segreta orientativamente ubicata nel confine umbro marchigiano in un terreno boscoso caratterizzato da anfratti cavernosi lungo l’appennino, questo ai primi del seicento. Ma quello che accade a Collemosso non è altro che specchio di un gioco più grande che fa girare i suoi giganteschi ingranaggi nella grande storia, che malgrado tutto finisce per influenzare le beghe dei piccoli umani anche a livello locale. Allora come è questo seicento buio dove vengono consumati trucidi delitti legalizzati (vedi la morte di Bruno inizio secolo per esempio)? Salta subito all’ occhio il restringimento dell’ Italia come blasone internazionale, anche se solo la famosa banca di Genova amplificherà ancora per poco le sue gesta, dal momento che i prestiti agli spagnoli padroni non verranno onorati: questo perchè il rinascimento e i suoi riverberi sono alla frutta, perchè la scoperta dell’ America ha portato al declino delle repubbliche marinare che non possono competere con le grandi flotte commerciali di paesi come Olanda, Inghilterra e Spagna in rotta verso l’Atlantico e il Nuovo Mondo brulicante di ricchezze, un crollo prodotto da una Spagna che governa gran parte del territorio e che essendo egli stessa sommersa dai debiti e al declino nella sua classe dirigente ancora centrata su una fiducia da rigido feudalesimo che tramanda le sue cariche in virtù di logiche clientelari, non è in grado di portare innovazione e sviluppo sulla penisola a causa della sua politica vessatoria indotta sui popoli sottomessi per pagare il peso di guerre europee molto dispendiose. Il restringimento delle città marinare che dominavano l’Europa come Venezia per esempio, porta anche al restringimento del business come quello dei tessuti per citarne uno, in quanto non è più l’italia al centro del business, ma il mondo. Come se non bastasse lo stesso Manzoni parla di una famosa peste nel suo romanzo storico i promessi sposi (anni trenta) e anche le cronache locali riportano un terribile flagello nell’ indotto di Collemosso (Colle di Nocera Umbra nella realtà) e dintorni (anni cinquanta) che decimerà la popolazione mentre un parroco locale morirà nel tentativo di arginarne i suoi effetti nefasti (nella storia reale è Don Francesco Faraoni, ma nel mio filone rivoluzionario non è altro che Don Giovanni Cantoni che si pone alla stregua di un novello John Connor della saga di Terminator per organizzare una resisteza ideologica e culturale che web developer umbriadovrà servire come leva per rimuovere i regimi autoritari centrati sull’ oppressione e il controllo delle genti gravate da dazi e tasse insostenibili. Per compiere questa operazione deve educare le masse in gran segreto e accumulare libri strategici che la chiesa sta bandendo al rogo come quelli di Keplero, Galileo, Copernico ma anche quelli che inneggiano alla ribellione e alla rivoluzione, come la città del sole di un Campanella sopravvissuto solo per astuzia all’ inquisizione fingendosi pazzo e che abolisce il concetto tanto caro alla chiesa come quello di proprietà senza autorizzazione. Quindi se da un lato il personaggio fa buon viso con il vescovo che gli impone vincoli e restrizioni, dall’ altro fa cattivo gioco capeggiando egli stesso assalti guidati con i suoi briganti nascosti sulle falde del Monte Merlana per sottrarre alla chiesa in transito verso i porti marchigiani impegnati con una potenziale lotta contro le mire espansionistiche dell’ impero ottomano, ciò che ella stessa ruba senza rispettare le leggi. Gli scenari sono abbastanza contorti nel seicento ma quando pensiamo all’ arte di Caravaggio e alla rivoluzione etsetica del Bernini che ci mostra la persuasiva bellezza del declino nel settore artistico o nomi come quelli di Bacone e la sua filosofia naturalistica in Inghilterra, alla Francia e alla rivoluzione operata da Cartesio, alle indicazioni sconvolgenti di Keplero in campo astronomico e tutto quello che abbiamo contemporaneamente in Italia (appunto vedi intellettuali finiti abbrustoliti ma anche gente come Galileo o Campanella), possiamo pensare a un secolo che trasforma radicalmente il mondo antico per plasmarlo in un incubatore di quello moderno. Il seicento con i suoi laghi di sangue delle guerre anche religiose non è solo un ponte verso la costruzione della società moderna ma un sistema dove le rivolte ideologiche e culturali e militari vengono fomentate e messe in atto per liberare il popolo dall’ oppressore. Il tema della giustizia sociale che caratterizza anche la nostra epoca è centrale nel seicento così come quello del conflitto permanente tra le parti offese dal sistema e quelle invece che cercano di assicurarsi l’immobilità del tessuto sociale per meglio controllare e dissanguare. In questo quadro poco idilliaco dove per strada potevi essere sbranato da lupi armati di spade e archibugi solo in una stregua lotta per la sopravvivenza, trova fertile comparsa la figura di DGC che ha una personalità bipolare scissa tra il suo passato sanguinario che lo ha visto sopravvivere a esercitazioni crudeli e il suo bisogno di giustizia e di contemplazione della bellezza che gli fa ammirare anche le opere dei suoi contemporanei. Uno spirito nobile plagiato da istinti animali efferati che però vengono messi al servizio della comunità, con azioni silenziose che sfuggono alla tracciatura del vescovo Fiodenzi. Indubbiamente i moti di vitalità in tutta Europa che si spostano dal sud verso il nord, alimentati anche dal diffondersi da nuovi movimenti protestanti che lasciano l’Italia ancora scombussolata dagli echi del concilio di Trento, tolgono credibilità internazionale alla penisola, anche perchè le spinte nazionalistiche indotte dalle posizioni religiose provocano terremoti bellici di sanguinosa portata nel continente (guerra dei trenta anni a partire dal 1618). Il seicento è un secolo nero come la profondità del cosmo senza stelle e senza dio, come una statua di ebanite senza linee, come un quadro pervaso da una miriade di demoni affamati brulicanti di pece che emergono dalla tela per sostenere la cruenta lotta per la sopravvivenza. La sensazione è che DGC si trova a suo agio a combattere i campioni della prepotenza mentre molto meno può fare e ne esce sconfitto quando di fronte ha le estreme unzioni da consumare causate dalle carestie inaccettabili prodotte dall’ uomo, contro la fame indotta dall’ ingiustizia sociale DGC diventa in gergo inglese un powerless e il suo sguardo di parrocco ne esce impotente dopo l’ennesima morte di un popolano perso nella miseria che non è solo quella materiale o quella di un bambino ucciso prematuramente dalle malattie. Il seicento è un secolo dannato per definizione, pieno di squarci di luce ma anche di torrenti di sangue e ha anche inquietanti analogie con il mondo attuale, fortunatamente con alcune brutali malattie definitivamente sconfitte. Che sia anche il nostro tempo solo un trampolino di lancio verso la costruzione di società migliori prive del servilismo e dai comportamenti indotti dalla logica del denaro nel modello globalizzato? Se la risposta è si, allora anche in questa era esistono dei supereroi che stanno combattendo di nascosto per rivendicare equilibrio ed equità sociale? Ce lo auspichiamo in termini di prospettivee di crescita evolutiva e non implosiva, non lo sappiamo. L’unica cosa certa è che DGC è riuscito a mettere le mani su un altri libro eretico da sistemare nella sua biblioteca maledetta prima che venga bruciato dai suoi nemici che egli stesso serve: https://umbriawaynoir.wordpress.com/2019/06/05/triplete-con-don-giovanni-cantoni-coppa-italia-scudetto-e-champions-league-nella-letteratura-condominiale/




Progetto storico fotografico su Colle di Nocera Umbra

Stiamo allestendo un archivio documentale fotografico dotato di tutte le moderne comodità dei motori di ricerca per cercare ogni tipo di informazione su Colle di Nocera Umbra con l’idea di metterlo presto in linea: storia, location, tradizioni, curiosità, landscape, skyline, epoche vintage di come eravamo etc etc. Il progetto è open source e non ha fini di lucro se non rispondere alla domanda dantesca che Sante Cioli nel suo secondo libro su Castrum Collis pone come incipit di una avvincente narrazione storica: “chi fur li maggior tui?” . Colle appartenente alla Terre di Mezzo (meno male che non c’è Sauron..o sì?) ha dalla sua delle radici fortemente caratterizzate stigmatizzate per l’appunto dai due lavori del compianto SC, che è riuscito a vagliare una enorme quantità di materiale archivistico che consentono al collegiano di sapere tutto su chi era e dove sta andando (se mai servisse!). Il progetto è open source e non ha fini di lucro, se mai ha permesso a Umbriaway Consulting di risolvere alcuni problemi tecnici per costruire una interfaccia grafica minimale ma funzionale e precisa anche nei criteri di ricerca, nel senso che anche una semplice parola come “agricoltura” o “vintage”, può richiamare il materiale fotografico connesso, oltre naturalmente a estrapolare comodamente il materiale semplicemente selezionando dal menù a tendina per categoria. Chiunque può partecipare attivamente al progetto inviando foto o materiale che verrà catalogato con il nome imposto della sorgente. Hai una foto del paleolitico su Colle di Nocera Umbra che ci mostra come eravamo? Hai delle curiosità storiche-antropologiche da proporre con documentazioni testuali? Vuoi semplicemente valorizzare un tramonto collegiano su uno skyline che certamente non è come quello di Los Angeles ma altrettanto unico e irripetibile per un momento da cartolina? Per partecipare a questa iniziativa compilare il modulo di contatto presente all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/contatti/ sarete tempestivamente attivati! In ogni caso prossimamente il progetto verrà inizializzato con le informazioni base presenti e sarete informati sull’ indirizzo web pubblicato. Nel frattempo sono disponibili free le gallery https://www.umbriaway.it/collegallery/ e https://www.farwebdesign.com/collegallery/




Tecniche della ceramica: la SMALTATURA

Riassunto delle puntate precedenti di fabilandia topic ceramica umbria:

1 – genesi antidiluviana: https://www.umbriaway.eu/2019/03/03/al-brillo-parlante-con-la-ceramica-di-fabiola-bisciaio-brevi-cenni-storici-sulla-ceramica/

2 – ceramica villanoviana: https://www.umbriaway.eu/2019/02/23/la-ceramica-questa-sconosciuta-3-ceramica-villanoviana/

3 – bucchero etrusco: https://www.umbriaway.eu/2019/01/07/la-ceramica-questa-sconosciuta-2-il-bucchero/

4 – tecnica decorativa della corda secca: https://www.umbriaway.eu/2018/09/29/la-ceramica-questa-sconosciuta-1-la-tecnica-decorativa-della-corda-secca/

5 – tecniche di lavorazione e produzione della ceramica, foggiatura e biscottatura: https://www.umbriaway.eu/2019/04/05/la-ceramica-questa-sconosciuta-5-parliamo-di-foggiatura-e-biscottatura/

fabiola bisciaio ceramica umbriaRiprendiamo l’argomento dalla tecnica di base della ceramica che è sempre quella da secoli, cioè: foggiatura, biscottatura, smaltatura, decorazione e cottura finale. Nel precedente articolo si è parlato della FOGGIATURA e della BISCOTTATURA. Oggi vorrei vedere insieme a voi la SMALTATURA.

La SMALTATURA è la fase successiva alla BISCOTTATURA e per questa si intende l’applicazione di una cristallina o uno smalto su di un oggetto di biscotto. E’ molto importante prima di iniziare a smaltare, analizzare il biscotto. Infatti, l’oggetto deve essere accuratamente spolverato e deve essere controllato che non ci siano rotture, scheggiature o altri difetti. Questa fase è molto importante perchè la polvere è una causa di difetti e va tolta con una pistola ad aria compressa o con pennelli e spazzole, poi eventualmente spugnarlo con una spugna leggermente umida.

CRISTALLINA

Per cristallina si intende un rivestimento vetroso trasparente che, venduto in polvere o liquido, viene applicato all’oggetto in biscotto optando per queste tre metodologie: 1) o ad immersione (in un apposito contenitore) 2) o a pennello (solo per le cristalline liquide e si stendono con una pennellessa di bue) 3)o a spruzzo con l’aerografo. Le cristalline si dividono per trasparenti lucide, trasparenti satinate, craquelè, colorate. Le temperature di cottura vanno dai 920° ai 980°.

SMALTO

Per smalto si intende un rivestimento vetroso coprente ( normalmente una cristallina, base per tutti gli smalti, opacizzata). Anche gli smalti come le cristalline si dividono in lucidi, satinati e craquelè. Esistono poi gli smalti particolari come il rosso selenio, gialli cadmio o smalti metalizzati.fabiola-bisciaio-ceramica-umbria
Preparazione dello smalto: si inizia versando l’acqua in un recipiente, si versa poi lo smalto in polvere, si lascia”macerare” e si aiuta la mescolanza con una pala di legno. Quando lo smalto è ben mescolato si procede con la setacciatura per togliere eventuali residui e impurità. Dopo la setacciatura lo smalto va lasciato sedimentare e sulla sua superficie si crea uno strato d’acqua sporca…quest’acqua va tolta e si rimescola il tutto per valutare la densità per la smaltatura.
Densità: questo è un fattore molto importante sia per lo smalto che per le cristalline. Per densità si intende la percentuale di acqua da aggiungere alla polvere. Non è possibile stabilire a priori quanta acqua aggiungere. In genere le cristalline possono essere date più liquide degli smalti. Comunque la densità può essere controllata con il densimetro, cioè una specie di termometro che va immerso nello smalto e galleggia dando la densità del liquido.
fabiola bisciaio ceramica umbriaAnche gli smalti, come le cristalline possono essere applicati 1) o a immersione 2) o a pennello 3) o a spruzzo con l’aerografo. Le temperature di cottura vanno dai 920° ai 980°.
Dato che si è parlato di smalti e cristalline…diamo brevi cenni sulla decorazione( argomento che tratterò più copiosamente nel prossimo articolo) perchè i due tipi principali di decorazione sono quella Sottocristallina e quella Soprasmalto o Maiolica.
Decorazione sottocristallina si decora il biscotto, generalmente quello bianco, ricoprendolo poi con uno strato di cristallina( a immersione,o a pennello o a spruzzo).
Decorazione soprasmalto si decora sopra l’oggetto smaltato.
I colori usati per la decorazione sottocristallina ( CAV, serie 2000 o i CSC) sono a basso contenuto di fondente in quanto la lucentezza sarà garantita dalla successiva applicazione della cristallina, mentre i colori soprasmalto (CAV serie 12000 o i CSM)hanno un contenuto di fondente maggiore perchè dovranno lucidare sopra lo smalto( in questo caso difficilmente si ripassa sopra la cristallina).
Esistono oggi anche dei Gessetti e matite sottocristallina. Il loro utilizzo è consigliato su biscotto bianco e per questo motivo è necessaria la stesura della cristallina prima della cottura.

fabiola bisciaio ceramica umbriaMi rendo conto che questa parte tecnica (come la precedente) può risultare noiosa..ma per un ceramista o un semplice appassionato di ceramica è indispensabile sapere come nasce la ceramica ..perchè esiste un motivo se da piccoli pezzi di argilla nascono, a volte, dei capolavori; è giusto sapere che dietro a lavori di elevato artigianato si nasconde una grande lavorazione..che io, a grandi linee,umilmente, spero di aver spiegato!! Al prossimo articolo…dove completerò con la decorazione e la cottura finale le fasi tecniche della ceramica.

Fabilandia è contattabile in rete all’ indirizzo https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia oppure informazioni sono reperibili all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/fabilandia_ceramic_history/ oppure https://www.umbriaway.eu/fabiola-bisciaio-ceramica-umbria/




Medioevo fossetano, la XXIV festa degli Statuti

 

Ma sto Facebook eroga solo notizie fake sui terrapiattisti complottisti che hanno trovato le prove per convalidare le loro teorie o propone anche qualcosa di interessante? Basta dell’ ennesima rissa tra onnivori e vegani, siamo stanco della ennesima diatriba tra quelli che votano pdf (acronimo di portable document format che non ha niente a che vedere con i potenziali scandali della sanità pubblica) e quelli che sostengono il M7L (il movimento sette litri) scopriamo per esempio alla pagina FB indirizzo https://www.facebook.com/events/628073684310202/ che tra poche c’è un evento locale a Fossato di Vico che non può essere ignorato, la XXIV Festa degli Statuti manifestazione organizzata dall’ Associazione Medioevo Fossatano, indirizzo internet https://www.medioevofossatano.it/. Come recita la stessa pagina, diamo una sbirciatina ai contenuti della manifestazione:medioevo fossetano

La Festa degli Statuti Fossatani, giunta alla sua XXIV edizione, intende rievocare la pubblicazione degli antichi Statuti Medievali, avvenuta la domenica del 13 maggio 1386 in “Logia habitationis” del Vicario di Fossato. Gli Statuti Fossatani regolamentarono per circa cinquecento anni la vita all’interno del Castello, sopravvivendo fino all’epoca napoleonica. La Festa si propone di rappresentare il clima e l’atmosfera di quel lontano 1386 tramite la ricostruzione di scene di vita quotidiana, con l’utilizzo di scenografie e la partecipazione di diversi figuranti in costume a rappresentare le quattro Porte cittadine. Vie, piazze e taverne si vestono a festa, diventando i luoghi ideali e caratteristici per riassaporare i gusti e i profumi del periodo. I Portaioli vi trascineranno in un’atmosfera unica, autentica tra sfide, ricostruzioni di antichi mestieri e cortei che culmineranno con l’assegnazione del Palio! LASCIATI ANDARE… SEI NELLA STORIA!!

Perbacco, ma allora ce sta roba buona anche su FB, ma quale eventi ci si appresta a vivere? Ecco il programma completo della manifestazione:

Venerdì 10 maggio
Ore 19:00 Cena medievale (Ex Carceri)
Ore 20:45 Arenga (Piazza San Sebastiano)
Ore 21:30 Gara di tiro con l’arco (Lastrico solare)
Ore 22:30 Focaraccio (Piazza Umberto I)
A seguire spettacolo dei Tamburini di Fossato di Vico e apertura taverne

Sabato 11 maggio
Ore 16:00 – 19:00 Rievocazione antichi mestieri e scene di vita nel Medioevo
• Ore 16:00 – 17:30 Porta Portella e Porta del Serrone
• Ore 17:30 – 19:00 Porta Nova e Porta del Castello
Spettacoli itineranti a cura di musici, saltimbanchi e giocolieri
Ore 19:00 Cena medievale (Ex Carceri)
Ore 21:00 Spettacolo “Babele” a cura degli Acrobati del Borgo (Piazza Umberto I)
Ore 21:30 Corteo storico
A seguire spettacoli itineranti dei Giullari di Spade

Domenica 12 maggio
Ore 11:15 Messa in latino e laudi medievali a cura della Corale Santa Cecilia di Fossato di Vico (Chiesa San Pietro)
Ore 12:45 Pranzo medievale del Portaiolo su prenotazione (Via Simone Calandrini)
Ore 15:30 Gara della Ciurumella (Giardini di San Benedetto)
Ore 16:30 Spettacolo d’arme del Gruppo Storico Spadaccini di Assisi (Piazza Garibaldi)
Ore 17:00 Esibizione Balestrieri Waldum (Lastrico solare)
Ore 17:30 Spettacolo di giocoleria degli Acrobati del Borgo (Piazza Umberto I)
Ore 18:30 Corteo storico
Ore 19:30 Cena Medievale (Ex Carceri)
Ore 21:00 Spettacolo di fuoco dei Giullari di Spade (Piazza San Sebastiano)
Ore 21:30 Publicatio Statutorum e assegnazione Palio (Piazza San Sebastiano)
La serata si concluderà nelle taverne

Servizio navetta disponibile nelle giornate di Sabato 12 e Domenica 13 maggio con partenza dal piazzale Ever Green di Osteria del Gatto. Servizio offerto dalla ditta “Cotrape”

ASSOCIAZIONE MEDIOEVO FOSSATANO
foto presenti nel post di G Berettini esclusiva del sito www.medioevofossatano.it




Colle Search, il traduttore delle terre di mezzo!

web designer umbriaScine, none, damme la petriola, te dò una rocciata giù le gambe, che te sei nuggita e via cantando. Ma perchè sulla dorsale Gualdo Tadino Nocera Umbra parlano cuscine? Cuscine che significa cuscino? Se uno arriva da Oxford e legge il bollettino che fanno al Grottino ci ha bisogno di un traduttore dei termini dialettali? Niente paura Umbriaway Consulting sensibile a tutte le forme di erudizione ha messo in moto un progetto di decriptazione semantica per tradurre i geroglifici di Champollion con un semplice tocco del mouse. Basta recarsi all’ indirizzo: https://www.umbriaway.eu/collesearch/ e digitare il termine delle terre di mezzo (Colle del resto si trova a metà strada tra Nocera e Gualdo a cavallo tra i CAP 06025 e 06023) da tradurre in presunto italiano e il gioco è fatto, al momento l’ufficio tecnico ha inserito solo lo scine, il none, marraccione e la famosa rocciata a scopo dimostrativo ma c’è da giurare che qualche simpatica storpiatura borderline dei parlanti locali, invidiata persino dall’ accademia della crusca, finirà presto vivisezionata nel DB Colle Search! Google Search ce spiccia casa quando c’è da imprimere qualche lieve storpiatura agli avverbi comuni ma non solo quelli! Al di là degli aspetti ironici che non mancano sarebbe interessante capire come nascono certe espressioni idilliache locali, non sarà stato mica Dante quando bazzicava per l’Umbria che ha seminato proseliti dotati linguisticamente rifacendo il verso a Gengis Kahn nelle steppe asiatiche solo per fagocitare l’incremento demografico in volgare?! Mah! Comunque se non sai che cosa indicano i parlanti locali con l’espressione “sei proprio un marraccione” don’t worry! Oggi c’è il traduttore universale delle terre di mezzo di Umbriaway Consulting, consultabile all’ indirizzo: https://www.umbriaway.eu/collesearch/ !




L’umbria e il ritratto di Dorian Gray: trova le le differenze

web developer umbriaChe la principale filiera di business in Umbria sia il turismo non ci piove, il territorio propone un mix vincente di situazioni variegate che spaziano dai percorsi naturalistici, alle ricerche storiche, allo sport a contatto con l’aria aperta, alla buona gastronomia rustica locale per abbracciare tutti gli interessi più free salutistici, il tutto accompagnato da tradizione ed eventi, senza trascurare le esigenze del mare che è raggiungibile a pochi minuti di macchina superando i confini della regione. Ma de che stemo a parlà dicono qua vicino i parenti di quelli che hanno costruito la Flaminia. Di una regione autoreferenziale incapace di uscire dal riflesso di uno specchio dorato che se parla da solo tanto per restare in tema di dialetto romano? O di autentiche bellezze del paesaggio fuori dal tempo? Che ci sia un pò di massoneria ereditata da una lunga tradizione storica se ne sente parlare, ma rimane il fatto che tolti gli uomini e le loro macchinazioni nell’ amministrazione pubblica (se ce ne sono), l’Umbria se parla davvero da sola, ecco una breve sintesi fotografica del vasto campionario di reale bellezza che può offrire: https://www.umbriaway.eu/umbria_show/ , buona visione!




La taverna de Cinicchia: chi, come, dove, quando e perché

Come, con la macchina preferibilmente. Chi, da soli o in compagnia. Dove, sul monte Alago a Nocera Umbra, quando a seconda delle esigenze! Perché vogliamo passare una bella giornata! Risposto ai quesiti delle 5 W inglese, capisaldo della letteratura giornalistica universale, facciamo un passo indietro e ricominciamo da capo. Quante volte nelle zone contrassegnate dal CAP 06025 si sente spesso dire in declinazione romanesca: “aho m’hai smerigliato i faraglioni più de Cinicchia” oppure “ma calmate un attimo ne combini sempre una in più de Cinicchia” o frasi analoghe? Mai? Se abiti nell’ hinterland di Nocera Umbra anche se nessuno ti ha mai detto “hao ma se proprio un cinicchioso” per indicare che sei un piantagrane spocchioso (per fare la rima), di sicuro il nome CINICCHIA rievoca più di una idea.

Nella seconda metà dell’ ottocento infatti il soggetto recidivo era una sorta di pseudo delinquente, se tagliamo pseudo non facciamo certo danni, che consumava anche donne altrui malgrado il divieto dei comandamenti, oltre a seguire i dettami di ogni sorta di reato. Personaggio avvolto da leggendarie dicerie che equiparano ancora oggi la sua personalità a una sorta di magnanimo Robin Hood simile a quello della foresta di Sherwood che rubava ai ricchi per donare ai poveri, bisognerebbe mandare Giacobbo o Alberto Angela sulle tracce di questo ambiguo brigante che a quanto dicono le cronache locali ne combinava di tutti i colori, in tempi dove ricordiamo non vi erano gli smarphone a riempire i vuoti di una esistenza che coincideva direttamente con i vuoti dello stomaco; non a caso il brigantaggio vede la sua massima espansione proprio in quel periodo, in epoche dove l’attività primaria non era spedire una mail, ma mettere qualcosa sotto i denti se si trovava. E se non si trovava bisognava ingegnarsi a trovarlo, da qui professioni roboanti come quella di Cinicchia per l’appunto, la cui biografia rimandiamo con articoli e approfondimenti presenti in rete tipo https://www.ilmessaggero.it/umbria/umbria_perugia_rapina_omicidio_brigante_cinicchia_processo-235304.html.

Ma oggi come oggi l’unica evocazione che emana il personaggio é quello relativo a un ristorante noto che prende per l’appunto il suo nome, la taverna de Cinicchia, località Monte Alago, all’ incirca intorno ai mille metri di quota, indirizzo internet http://www.ristorantelatavernadecinicchia.com/ . Ora come cambia la prospettiva semantica del nome solo a pronunciarlo, per l’appunto CINICCHIA, ve lo lasciamo immaginare soprattutto in un giorno di festa come quello di oggi, anno 2019, dove il locale è affollato di affamati cultori del brigantaggio gastronomico. Si tratta di un ristorante dalla cucina rustica e casereccia che garantisce sicura soddisfazione, anche grazie a personale qualificato e gentile che ci supporta e ci sopporta! Certo se definire cortesi gli inservienti serve solo a nascondere il fatto che quando chiedi quei meravigliosi strani ravioli a forma di gnocchi sul piatto appena svuotato per una seconda ripassata per esempio, loro non ti dicono mai di no, così son buoni tutti! E che dire di quella meravigliosa pasta fatta in casa aromatizzata con un sugo inedito della zona che lascia piacevolmente sorpresi per una nuova richiesta di bis da inoltrare al cameriere di turno? E quel dolce meraviglioso che scivola giù che è un piacere? Insomma il posto oltre ad essere bello dal punto di vista naturalistico, soprattutto d’estate, quando l’aria non è frizzantina come in questo periodo, è davvero indicato per ottenere in cambio di un onorario competitivo in termini di qualità/prezzo tutto quello che ti necessita per passare una bella giornata in famiglia o con gli amici durante una festività ma anche no, a contatto con delle vallate che si fanno sentire con il loro silenzio increscioso e che reclamano le sostre camminate per smaltire le abbuffate! L’ideale è toccare con mano la veridicità delle tesi sostenute, ossia che alla Taverna de Cinicchia si mangia bene e ci si rigenera anche con una aria da record di atletica, anche se non parliamo delle altitudini di città del Messico! E per trovare il posto come si fa? La “Taverna de Cinicchia” è situato nelle vicinanze di Nocera Umbra, sul monte Alago a 1100 metri con una vista sull’appennino umbro-marchigiano, con prospettive da mozzare il fiato! A questo punto risolto il mistero del perchè il posto merita anche più di una visita non rimane che cercare di svelare la fine storica del brigante Cinicchia vissuto in tempi da far west dove l’illegalità era di casa. E’ davvero fuggito nei paesi sudamericani come dicono? Oppure qualche marito geloso lo ha fatto sparire dentro qualche casolare prima di appiccare il fuoco?! O davvero ha scontato una pena esemplare? Non si sa! L’unica certezza che rimane è il ricordo di quel meraviglioso gnocco gigante farcito come un raviolo che si impasta sul palato al ritmo di un vinello di accompagnamento proveniente da Montefalco! Per la cronaca attendiamo la convalida da parte dell’accademia della crusca per convalidare il neologismo “cinicchioso”, per indicare scomodo, spocchioso, burbero, scontroso e similari!




Quando un uomo con la Nikon incontra un consociato, quello con la raccomandazione da vendere è un uomo morto

Diciamocelo, ci sono luoghi dove potrebbe imperversare l’ombra di un sospetto quando si fanno i concorsi pubblici ma a noi le questioni complottistiche sulla massoneria e sulla terra piatta non ci turbano, perché di fatto quando impugni una bella macchina fotografica come la D 7200 della Nikon al posto di una 44 Magnum o una penna, tutto quello che cogli dal territorio e una accentuata bellezza, eterna ed estranea alle inutili beghe degli umani. Uno scatto prolunga la salute, come si dice in gergo, meglio poi se effettuato dalle sommita del Serrasanta e dalla ridente valle Valsorda che proprio con i suoi problemi di udito di consociativismo locale non vuole (e non può per origine semantica) sentire parlare. Quindi sfruttiamo la presenza turistica di un aspirante fotografo armato per l’appunto di Nikon D 7200, Alessio Migliore, indirizzo FB, https://www.facebook.com/alebestshots/ , di estrazione torinese in visita dalle terre nordiche in location umbre, per cogliere quelle che sono le caratteristiche di una vallata che smacchia da ogni turbamento prodotto dai nostri politici locali e rigenera tempra e spirito. Del resto anche da articoli come https://www.umbriaway.eu/2019/04/14/qualche-escursionista-si-vanta-di-avere-visitato-le-terre-di-mezzo-da-noi-ci-abbiamo-le-terre-di-sopra-e-anche-quelle-di-sotto-sentiero-203-passaiole-monte-maggio-istruzioni-per-luso/ presenti nel portale abbiamo notato come l’unico problema che potresti avere ad avventurarti sulle sommità della valle più famosa di Gualdo Tadino sia una mancanza di rispetto per la valle stessa, scegliendo percorsi avventati che se non sei esperto escursionista non puoi permetterti quando sei novizio di passeggiate nel verde e a digiuno di arrampicate tortuose. Ma fortunatamente il Serrasanta si raggiunge comodamente anche in macchina, a circa 1200 metri di quota, così tutto quello che resta è ammirare il paesaggio e lasciarsi ispirare dalle prospettive audaci della natura, che propone un vasto assortimento di angoli inediti di osservazione per un fotografo che sa cogliere un prisma sfaccettato multicolore. E’ il caso del nostro Alessio che mette a disposizione i suoi scatti per un libero free download per sostituire il desktop del proprio computer, dove la foto con l’ex governatrice che si dimette in conferenza stampa per lasciare spazio al nuovo che avanza, verrà sostituita dalle bellezze del CAP 06023. Ma sentiamo il suo punto di vista sulla macchina che usa come l’ispettore Harry Callaghan per catturare frammenti di eternità dalle nostre montagne: “La Nikon D7200 è una fotocamera reflex con sensore APS-C (1.5x) da 24.2 megapixels prodotta dal 2015 al 2017 (fuori produzione). La gamma di sensibilità, inclusa estensione, è 100 – 25600 ISO e può scattare a raffica di 6 FPS x 18 RAW, 100 JPEG.“; ok ci verrebbe da dire, ma adesso che abbiamo questo prodigioso strumento per le mani che ci produce materiale fotografico di ampie dimensioni come risoluzione come convertiamo i file con estensione punto NEF che sono particolarmente pesanti e viaggiano sull’ ordine di decine di MB? Niente paura anche il web designer meno avvezzo cercando in rete può trovare strumenti utili come https://www.iloveimg.com/it/convertire-in-jpg/raw-in-jpg/nef-in-jpg che possono prendere le foto della D 7200 (recuperabile dal mercato spendendo meno di mille euro con tanto di orpelli opzionali per zoom performanti) per lavorarle e convertirle nel giro di pochi minuti, in fondo parliamo di risuluzioni che superano i seimila pixel di ampiezza! Forti di uno spaccato rigenerante di location suggestive che ricoprono la catena appennica umbro marchigiana, Umbriaway e l’aspirante fotografo si sono mossi verso Corridonia, sconfinando nelle Marche, dove Alessio impavidamente ignorava l’ora abbondante di macchina per raggiungere una località altrettanto suggestiva, dove gli appassionati di un concorso fotografico tematico si stanno radunando per affrontare un contest che ricorda una sceneggiatura della RAI: chi riuscirà a cogliere gli aspetti minimalisti più incisivi nel casolare dalla porta rossa meta di tanti appassionati creativi? Lo scopriremo magari in una prossima puntata, al momento godiamoci i desktop gratuiti messi a disposizione dal nostro digital bookmaker!




Qualche escursionista si vanta di avere visitato le terre di mezzo? Da noi ci abbiamo le terre di sopra e anche quelle di sotto: sentiero 203 Passaiole Monte Maggio, istruzioni per l’uso

Una irriducibile escursionista locale è andata oltre alle ambiguità delle terre di mezzo che non sono solo un abile artificio letterario creato da Tolkien e che a RM ricordano loschi traffici ma anche oggi da noi a PG con sanitopoli 4.0 e si é avventurata verso le terre di sotto per finire sulle terre di sopra, cancellando con una salutare scampagnata ogni traccia residua di negatività, per lasciare spazio solo a panorami suggestivi e ad aria primaverile salubre e frizzantina. E’ andata veramente così o siamo solo nell’ ambito delle leggende metropolitane? Non ci resta che ricevere la nostra testimonianza su uno dei percorsi CAI più suggestivi a livello locale dalla nostra inpavida Fabiola Bisciaio che si è inoltrata sul sentiero 203 Passaiole Monte Maggio con alcuni fedelissimi seguaci della salvaguardia naturalistica. Certi che il vero obiettivo non poteva essere la ricerca di asparagi per fagocitare qualche sughetto doc, non ci resta che studiare le caratteristiche del percorso per suggerirlo a qualche appassionato camminatore in cerca di dimensioni alternative pervase da immensa bellezza. Il sentiero 203 Passaiole Monte Maggio ha una lunghezza di otto kilometri, il tempo di percorrenza stimato è di circa tre ore in ambiente montano – roccioso – esposto e la difficolta per gli escursionisti CAI ma non solo è indicata come EEA, con tratti esposti che lo rendono sconsigliato a chi soffre di vertigini. Ovviamente nell’ ottica sicurezza conviene sempre essere accompagnati da un gruppo nutrito di scatenati naturalisti che conoscono bene le bellezze della montagna ma anche le sue insidie. Il percorso ha una sua delimitata segnaletica CAI che aiuterà il viandante verso la quadratura del cerchio o solo il raggiungimento dell’ obiettivo, quello di arrivare a Troscia Valmare. Ricordiamo che l’acronimo EEA sta per Escursionisti Esperti con Attrezzatura, quindi sempre nell’ ottica sicurezza un fisico allenato non avrà difficoltà a godersi il tragitto come suggerisce qualche aforisma famoso, cosa che però non è esclusiva di sprovveduti arrampicatori neofiti, che prima di lanciarsi verso eroiche imprese, dovrebbero prima percorrere percorsi maggiormente accessibili di tipo T, E o al limite anche EE, vedi informazioni presenti per esempio a questo indirizzo: http://www.montagnapertutti.it/pag_info/difficolta.html; tornando alla nostra telecronaca lasciamo la parola a chi questo itinerario lo ha vissuto sulla propria pelle, FB per l’appunto che non sta per qualche portentoso applicativo costruito da Mark Zuckerberg, ma per l’autrice di alcuni interessanti articoli sulla storia della ceramica presenti in questo portale:

Ancora vorrei condividere l’armonia e il benessere che si prova quando ci si accinge a fare belle passeggiate. Non è sempre necessario percorrere distanze esagerate per godere della bellezza che la natura ci offre. E’ quello che è accaduto a Valsorda, percorrendo il percorso dell’Anello di Monte Maggio. Io e i miei amici “secolari” di camminate siamo partiti da Gualdo Tadino e ci siamo inoltrati sulla strada montana che sale tra boschi di conifere e raggiunge le bellissime praterie della conca di Valsorda a circa 1000 m di quota. Tra i vari sentieri che vi sono, abbiamo percorso il sentiero 203, cioè quello delle Passaiole di Monte Maggio. Quì la scelta: Passaiole basse o quelle alte? Perchè esistono queste due opzioni per poter effettuare il giro dell’anello. Avendo percorso più volte entrambi i sentieri, posso dire, secondo il mio modesto parere, che la passaiola bassa è più impegnativa ma è molto più suggestiva..perchè cari miei signori dovete sapere che per percorrere tale giro non bisogna soffrire di vertigini!!! Infatti, in alcuni punti il sentiero è ripido con alcuni tratti esposti. Si parla di un tracciato strettissimo sulla parete rocciosa che per un buon tratto prosegue sulla parete tagliando il dirupo. Terminato questo primo pezzo un pò difficoltoso, appunto per il tracciato non tanto “tranquillo”si apre all’improvviso il panorama sulla vallata sottostante che ha dell’incredibile.
Secondo me questa è tra le più belle escursioni della zona perchè presenta un tragitto vario e variopinto. Dal primo tratto, come dicevamo quasi da” alpininisti amanti delle cordate”, si passa a grandi distese prative e ci si inoltra in un bosco: la “pineta dell’Impero”. Brevi cenni storici. Corre l’anno 1936 e si festeggia la conquista dell’Etiopia con l’impianto della Pineta dell’ Impero sulle pendici, appunto, del Monte Maggio. Si tratta di una grande pineta a forma di fascio littorio. A quei tempi l’impatto visivo doveva essere qualcosa di maestoso, che doveva perpetuare il ricordo dell’evento. Oggi..tutto è secco e brullo, forse per incendi successivi.
In seguito, dopo aver percorso un tratto ancora aperto , abbiamo raggiunto il bosco, anch’esso suggestivo e, personalmente ricorda le favole che mia madre leggeva quando ero una bambina e io fantasticavo immaginando mondi meravigliosi. A tratti forte è l’odore dell’aglio orsino,la versione selvatica del comune aglio. Sembra che l’origine del nome sia dovuto al fatto che gli orsi, concluso il periodo invernale del letargo, si nutrivano di questa piantina in modo da riprendere velocemente le proprie forze. Altre preziose informazioni sui sentieri CAI locali a Gualdo Tadino sono presenti alla pagina http://gualdotadino.infoaltaumbria.it/Index.aspx?idmenu=453

Fabiola Bisciaio, oltre ad appassionata escursionista (vedi https://www.umbriaway.eu/2019/03/14/itinerario-trekking-monte-cucco-val-di-ranco-localita-sigillo-una-avventura-di-frodo-baggins-e-della-compagnia-dell-anello-o-del-cai-di-gualdo-tadino/ per esempio) é artigiana locale. Dopo aver effettuato studi scientifici, ha iniziato la frequentazione dell’ accademia di belle arti a Perugia. Da “grande” si è avvicinata al mondo della ceramica, seguendo corsi di formazione sia a Gualdo Tadino, sia a Deruta. Dalla tradizionale maiolica, ha eseguito anche lavori con tecniche nuove come la ” cuerda seca”, di origine spagnola. FB ceramica in Umbria é presente con numerosi articoli tecnici sul portale Umbriaway ed è contattabile alla sua pagina Facebook all’indirizzo: https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia o anche all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/fabiola-bisciaio-ceramica-umbria/




Esistono gli arbitri venduti? C’è un listino prezzi ed esiste un gestionale per contattarli? Certo, da oggi puoi usufruire di venduto crud versione 1.0 di Umbriaway Consulting!

web developer umbriaCome fare quando un arbitro serve per veicolare una partita decisiva per la classifica? Chi sono quelli maggiormente corruttibili? Come li contattiamo? Ora essendo l’argomento delicatissimo ci siamo astenuti dall’ inserire nella tabella di base che abbiamo ribattezzato product in quanto seppure umanamente tangibili i venduti sono solo equiparabili alle logiche bce della globalizzazione a pozzanghere liquide, qui dati sensibili come numero di telefono, indirizzo e mail a corredo che abbiamo occultato per evitare diffamazioni. Ovviamente l’esercizio é finalizzato a sviscerare meglio il potenziale offerto da PHP come tecnologia. Quindi poche banfate e molti fatti, utilizzeremo PHP, MYSQL, CSS , HTML5 per mettere in piedi il nostro potentissimo applicativo che avrà i seguenti file a corredo:

  • index.php che é la lista di default visibile dal nostro applicativo
  • add.php che serve per aggiungere dati
  • edit.php (o se volete anche update.php) che ci servirà a modificare i dati
  • una cartella conn che al suo interno conterrà il connect.php responsabile del collegamento al DB
  • una cartella css che conterrà al suo interno tre file, ciascuno dei quali formatterà il bottone aggiungi arbitro, la tabella di base nella index o lista di nomi e i form che ci serviranno per aggiornare a aggiungere i dati.

Quello che vedi é quello che ottieni per cui iniziamo a costruire prima di tutto il nostro database che basterà importare direttamente nel nostro DB, a scelta in locale o sull’ ambiente di produzione se l’applicativo ci serve davvero! Per fare questa operazione selezioniamo il DB di interesse all’ interno di phpMyAdmin http://localhost/phpmyadmin/ e importiamo la seguente struttura della tabella product con dei dati di esempio che poi modellerempo a nostro piacimento, creando un DB demo per esempio e andando sull’ apposita linguetta SQL messa a disposizione dallo strumento:

/*

— phpMyAdmin SQL Dump
— version 4.1.14
— http://www.phpmyadmin.net

— Host: 127.0.0.1
— Generation Time: Apr 30, 2015 at 09:23 PM
— Server version: 5.6.17
— PHP Version: 5.5.12

SET SQL_MODE = “NO_AUTO_VALUE_ON_ZERO”;
SET time_zone = “+00:00”;

/*!40101 SET @OLD_CHARACTER_SET_CLIENT=@@CHARACTER_SET_CLIENT */;
/*!40101 SET @OLD_CHARACTER_SET_RESULTS=@@CHARACTER_SET_RESULTS */;
/*!40101 SET @OLD_COLLATION_CONNECTION=@@COLLATION_CONNECTION */;
/*!40101 SET NAMES utf8 */;


— Database: `demo`

— ——————————————————–


— Table structure for table `product`

CREATE TABLE IF NOT EXISTS `product` (
`id` int(11) NOT NULL AUTO_INCREMENT,
`name` varchar(250) COLLATE utf8_unicode_ci NOT NULL,
`price` decimal(10,0) NOT NULL,
`quantity` int(11) NOT NULL,
`description` text COLLATE utf8_unicode_ci NOT NULL,
PRIMARY KEY (`id`)
) ENGINE=InnoDB DEFAULT CHARSET=utf8 COLLATE=utf8_unicode_ci AUTO_INCREMENT=4 ;


— Dumping data for table `product`

INSERT INTO `product` (`id`, `name`, `price`, `quantity`, `description`) VALUES
(1, ‘Name 1’, ‘1000’, 2, ‘good’),
(2, ‘Name 2’, ‘2000’, 3, ‘good’),
(3, ‘Name 3’, ‘3000’, 4, ‘good’);

/*!40101 SET CHARACTER_SET_CLIENT=@OLD_CHARACTER_SET_CLIENT */;
/*!40101 SET CHARACTER_SET_RESULTS=@OLD_CHARACTER_SET_RESULTS */;
/*!40101 SET COLLATION_CONNECTION=@OLD_COLLATION_CONNECTION */;

*/

fatta questa operazione, eseguendo il tutto con l’IMPORT, andremo a creare all’ interno della cartella conn (potete chiamarla come volete, anche connessione, l’idea é quella di usare nomi congruenti identificativi che spiegano da sole il contenuto solo leggendole) un file che chiameremo connect,php che conterrà al suo interno il seguente codice PHP:

/*
<?php
$con = mysqli_connect(‘localhost’, ”, ”, ‘demo’);
?>
*/

web developer umbriadove demo é il nostro DB che ospita la tabella e tutta la stringa non fa altro che sfruttare con un semplice cavo (se vogliamo usare metafore visuali) il collegamento con il core del nostro gestionale tramite la funzione mysqli_connect che accetta come si può osservare quattro parametri o argomenti tra le parentesi per cui abbiamo la macchina server dove puntare, negli ambienti di produzione si utilizzano gli indirizzi IP, il nome utente e la pwd e il nome del DB. In genere in locale spesso il nome utente e la pwd sono in bianco, come nel caso sopra indicato. A questo punto prima di passare ai file diamo un occhiata alla cartella CSS che conterrà come detto tre file, form.css, table.css, button.css che parlano da soli come funzionalità, in pratica ci serviranno per abbellire il nostro applicativo e rendere responsive anche la nostra tabella. Quindi diamo un occhiata a table.css che andrà copiato integralmente senza i /* e */ nel file vuoto menzionato e che qui servono solo ad ingannare wordpress:

/*
table {

border-collapse: collapse;
border-spacing: 0;
width: 100%;
border: 1px solid #ddd;
}

th, td {
text-align: left;
padding: 8px;
}

tr:nth-child(even){background-color: #f2f2f2}
*/

Tralasciamo per ora spiegazioni approfondite su questo codice in quanto il CSS esula al momento dall’ obiettivo che ci siamo posti, ossia mettere in piedi il nostro applicativo. A questo punto vediamo il contenuto del button.css. per farlo abbiamo utilizzato uno dei tanti tools presenti in rete digitando css button tools e nello specifico: https://toolset.mrwebmaster.it/css/button-generator.html che ha generato il seguente codice da incollare dentro il file vuoto menzionato, sempre senza i riferimenti ai commenti:

/*
.btn-toolset {
display: inline-block;
text-align: center;
white-space: nowrap;
color: #FFFFFF;
text-decoration: none;
line-height: 1.2;
font-weight: normal;

font-size: 18px;
background-color: #007BFF;
border-radius: 16px;
padding: 6px 20px;
border: 1px solid #004996;
cursor: pointer;
}
.btn-toolset:hover {
background-color: #0063CC;
border-color: #0056B3;
}
.btn-toolset > strong {
font-size: 24px;
}
*/

ricordiamoci che .btn-toolset come classe dovrà essere aggiunto al nostro bottone che ci consentirà di aggiungere un nuovo arbitro. A questo punto diamo un occhiata anche alla stilizzazione del file form.css:

/*

* {
box-sizing: border-box;
}

input[type=text], select, textarea {
width: 100%;
padding: 12px;
border: 1px solid #ccc;
border-radius: 4px;
resize: vertical;
}

label {
padding: 12px 12px 12px 0;
display: inline-block;
}

input[type=submit] {
background-color: #4CAF50;
color: white;
padding: 12px 20px;
border: none;
border-radius: 4px;
cursor: pointer;
float: right;
}

input[type=submit]:hover {
background-color: #45a049;
}

.container {
border-radius: 5px;
background-color: #f2f2f2;
padding: 20px;
}

.col-25 {
float: left;
width: 25%;
margin-top: 6px;
}

.col-75 {
float: left;
width: 75%;
margin-top: 6px;
}

/* Clear floats after the columns */
.row:after {
content: “”;
display: table;
clear: both;
}

/* Responsive layout – when the screen is less than 600px wide, make the two columns stack on top of each other instead of next to each other */
@media screen and (max-width: 600px) {
.col-25, .col-75, input[type=submit] {
width: 100%;
margin-top: 0;
}
}

*/

dopo aver mostrato il contenuto delle due cartelle css e conn nonc i resta che costruire i tre file menzionati, con index.php come priorità, collegando tutti i file esterni appena creati, compresa la stringa di connessione e gli stili, cosa che possiamo osservare nelle prime quattro righe di testo:

/*
<link rel=”stylesheet” href=”css/table.css”>
<link rel=”stylesheet” href=”css/button.css”>
<?php
require ‘conn/connect.php’;

if(isset($_GET[‘action’])){
$id = $_GET[‘id’];
mysqli_query($con, ‘delete from product where id=’.$id);
}
?>
<a href=”add.php” class=”btn-toolset”>Add arbitro</a>
<br>
In questa tabella sono presenti i nominativi degli arbitri che si offrono per prestazioni varie alle squadre più vincenti d’Italia. Non potendo più usufruire di vetture per il loro rientro a casa si limitano solo a richieste ufficiose sul codice IBAN.
<table cellpadding=”2″ cellspacing=”2″ border=”1″>
<tr>
<th>Id</th>
<th>Name</th>
<th>description</th>
<th>quantity</th>
<th>Price</th>
<th>Option</th>
</tr>
<?php
$result = mysqli_query($con, ‘select * from product’);
while($product = mysqli_fetch_object($result)){
?>
<tr>
<td><?php echo $product->id; ?></td>
<td><?php echo $product->name; ?></td>
<td><?php echo $product->description; ?></td>
<td><?php echo $product->quantity; ?></td>
<td><?php echo $product->price; ?></td>
<td align=”center”><a
href=”index.php?id=<?php echo $product->id; ?>&action=delete”
onclick=”return confirm(‘Are you sure?’)”>Delete</a> |
<a href=”edit.php?id=<?php echo $product->id; ?>”>Edit</a>
</td>
</tr>
<?php } ?>
</table>
*/

In questa pagina ci sono molte cose interessanti dal punto di vista didattico da spiegare, ma per ora limitiamoci a riportare il codice per ogni singolo file, a questo punto possiamo creare il nostro add.php che non sarà altro che un semplice form con la query insert:

/*
<link rel=”stylesheet” href=”css/form.css”>
<?php
require ‘conn/connect.php’;
if(isset($_POST[‘submitSave’])){
$name = $_POST[‘name’];
$price = $_POST[‘price’];
$quantity = $_POST[‘quantity’];
$description = $_POST[‘description’];
mysqli_query($con, ‘insert into product(name, price, quantity, description) values(“‘.$name.'”,’.$price.’,’.$quantity.’,”‘.$description.'”)’);
header(‘Location: index.php’);
}
?>
<form method=”post”>
<table cellpadding=”2″ cellspacing=”2″>
<tr>
<td>Name</td>
<td><input type=”text” name=”name”></td>
</tr>
<tr>
<td>Price</td>
<td><input type=”text” name=”price”></td>
</tr>
<tr>
<td>Quantity</td>
<td><input type=”text” name=”quantity”></td>
</tr>
<tr>
<td>Description</td>
<td><textarea rows=”5″ cols=”20″ name=”description”></textarea></td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td><input type=”submit” name=”submitSave” value=”Save”></td>
</tr>
</table>
</form>
*/

mentre per la pagina di aggiornamento che contiene la query update, ossia edit.php avremo:

/*
<link rel=”stylesheet” href=”css/form.css”>
<?php
require ‘conn/connect.php’;
if(isset($_GET[‘id’])){
$result = mysqli_query($con, ‘select * from product where id=’.$_GET[‘id’]);
$product = mysqli_fetch_object($result);
}
if(isset($_POST[‘submitSave’])){
$id = $_POST[‘id’];
$name = $_POST[‘name’];
$price = $_POST[‘price’];
$quantity = $_POST[‘quantity’];
$description = $_POST[‘description’];
mysqli_query($con, ‘update product set name=”‘.$name.'”, price=’.$price.’, quantity=’.$quantity.’, description=”‘.$description.'” where id=’.$id);
header(‘Location: index.php’);
}
?>
<form method=”post”>
<table cellpadding=”2″ cellspacing=”2″>
<tr>
<td>Id</td>
<td><?php echo $product->id; ?> <input type=”hidden” name=”id”
value=”<?php echo $product->id; ?>”></td>
</tr>
<tr>
<td>Name</td>
<td><input type=”text” name=”name”
value=”<?php echo $product->name; ?>”></td>
</tr>
<tr>
<td>Price</td>
<td><input type=”text” name=”price”
value=”<?php echo $product->price; ?>”></td>
</tr>
<tr>
<td>Quantity</td>
<td><input type=”text” name=”quantity”
value=”<?php echo $product->quantity; ?>”></td>
</tr>
<tr>
<td>Description</td>
<td><textarea rows=”5″ cols=”20″ name=”description”><?php echo $product->description; ?></textarea></td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td><input type=”submit” name=”submitSave” value=”Save”></td>
</tr>
</table>
</form>
*/

A questo punto non ci resta che modellare i nostri dati nel DB per avere il nostro DB pronto all’ uso e aiutare qualche squadra blasonata a caccia del triplete per migliorare la sua classifica. Ma prima dobbiamo soffermarci su tutta una serie di istruzioni base presente in questo potentissimo applicativo:

  • la presenza dell’ istruzione require ‘conn/connect.php’; tra tag dedicati indica alla pagina di andarsi a connettere con i dati presenti nel file connect.php
  • i link <link rel=”stylesheet” href=”css/form.css”> vanno a vestire in modo stiloso le nostre parti grezze HTML

Analisi del meccanismo di cancellazione, se diamo un occhiata a questo codice della index:

/*
<?php
if(isset($_GET[‘action’])){
$id = $_GET[‘id’];
mysqli_query($con, ‘delete from product where id=’.$id);
}
?>

e la successiva parte finale della sezione option del link di cancellazione:

<td align=”center”>
<a href=”index.php?id=<?php echo $product->id; ?>&action=delete”
onclick=”return confirm(‘Are you sure?’)”>Delete</a> |
<a href=”edit.php?id=<?php echo $product->id; ?>”>Edit</a>
</td>

/*

ci accorgiamo che schiacciando il link verrà inviata una richiesta GET a inizio pagina che catturerà il parametro ID del record da cancellare più l’azione fisica dell’ eliminazione che passa tramite un metodo java script con loggetto CONFIRM che aprirà una finestra diu dialogo che ci chiederà di pensarci bene prima di continuare, in quanto stiamo per togliere un record. Come sappiamo CRUD in PHP sta per create, read, update, delete quindi non ci resta che dare un occhiata alla query che nella index ci fa fare la letura READ:

/*
<?php
$result = mysqli_query($con, ‘select * from product’);
while($product = mysqli_fetch_object($result)){
?>
*/

Per aggiungere e creare tramite add.php abbiamo la seguente query:

/*
<?php
require ‘conn/connect.php’;
if(isset($_POST[‘submitSave’])){
$name = $_POST[‘name’];
$price = $_POST[‘price’];
$quantity = $_POST[‘quantity’];
$description = $_POST[‘description’];
mysqli_query($con, ‘insert into product(name, price, quantity, description) values(“‘.$name.'”,’.$price.’,’.$quantity.’,”‘.$description.'”)’);
header(‘Location: index.php’);
}
?>
*/

mentre per il nostro aggiornamento dati UPDATE la pagina edit.php conterrà:

/*
<?php
if(isset($_POST[‘submitSave’])){
$id = $_POST[‘id’];
$name = $_POST[‘name’];
$price = $_POST[‘price’];
$quantity = $_POST[‘quantity’];
$description = $_POST[‘description’];
mysqli_query($con, ‘update product set name=”‘.$name.'”, price=’.$price.’, quantity=’.$quantity.’, description=”‘.$description.'” where id=’.$id);
header(‘Location: index.php’);
}
?>
*/

web developer umbriaA questo punto abbiamo ottenuto qualcosa che già funziona, e che potremmo abbellire in seguito magari usando bootstrap, per esempio inserendo una barra superiore con dei menù, ma per ora abbiamo centrato l’obiettivo: se qualche squadra zebrata avrà bisogno di una direzione di gioco molto flessibile per non dire altro, potrà consultare il database e aggiornarlo e anche cancellare quei nominativi che nel frattempo dopo un lungo periodo di psicoanalisi sono tornati sulla retta via e non potranno prendere decisioni discutibili durante la partita! Al prossimo applicativo con il codice spiegato passo passo con Umbriaway Consulting! Importante: essendo alcuni campi settati per ospitare numeri interi, non potranno funzionare nell’ inserimento o nell’ aggiornamento dei dati se abbiamo la pessima idea di inserire delle stringhe! Da notare che avendo insrito nella struttura del DB anche la codifica dei caratteri UTF-8 anche gli apostrofi che in genere creano problemi con PHP sono permessi. Per girare in locale il gestionale arbitri venduti avrà bisogno di un applicativo come XAMPP da scaricare dalla rete. See you later con il prossimo applicativo




La ceramica questa sconosciuta 5: parliamo di FOGGIATURA E BISCOTTATURA

fabiola bisciaio ceramica umbria

Nei 3 primi appuntamenti si è parlato della tecnica della “cuerda seca“, del bucchero etrusco e della ceramica villanoviana. Nel precedente articolo https://www.umbriaway.eu/2019/03/03/al-brillo-parlante-con-la-ceramica-di-fabiola-bisciaio-brevi-cenni-storici-sulla-ceramica/ , quarto appuntamento con una veloce storia della ceramica, si è detto che la tecnica di base della ceramica è sempre quella da secoli e cioè: foggiatura, biscottatura, smaltatura, decorazione e cottura finale. Quinto appuntamento quindi con Fabiola Bisciaio!

Cercherò di spiegare in 3 appuntamenti differenti, ognuna di queste fasi. In questo nostro 5° step, parlerò della FOGGIATURA E BISCOTTATURA. La FOGGIATURA è la modellazione dell’argilla. Esistono diversi metodi di foggiatura:

1)TORNIO

2)CALCO

3)LASTRA

4)MODINE

5)COLOMBINO.

 

 

fabiola bisciaio ceramica Umbria

TORNIO
La foggiatura al tornio è il metodo più classico e diffuso per la realizzazione di pezzi in ceramica. La prima operazione, fondamentale per la riuscita del lavoro, è la centratura della palla d’argilla sul piatto rotante del tornio; il passaggio successivo è la sfondatura al centro della palla d’argilla, in modo di iniziare a tirare su i bordi dell’oggetto e determinare lo spessore del fondo.Da quì si inizia a sollevare le pareti del vaso e centrare, oltre al piede, anche la bocca dello stesso. Ora si infila una mano all’interno del vaso e si spinge fino a crearne la pancia, tenendo sempre sotto controllo gli spessori della parete.Una volta effettuati questi processi si rifinisce il vaso a piacimento e lo si stacca dal piatto del tornio con cavetto tagliargilla.

CALCO
Dentro forme di gesso, preventivamente preparate, si pigia l’argilla all’interno cercando di mantenere lo spessore dell’argilla più uniforme possibile. Dopo la pulitura del bordo, bisogna attendere, per un certo periodo, che il gesso della stampa assorba acqua dall’argilla in modo che l’oggetto si stacchi facilmente.

LASTRA
Il sistema è praticamente identico al precedente, solamente che l’argilla da applicare sulla forma in gesso sarà costituita da una lastra ottenuta da una sfoglia fatta con un mattarello e degli spessori oppure con un roller.

MODINE
E’ un metodo usato per la produzione di PIATTI, soprattutto quelli di grande diametro. Innanzitutto è necessaria una forma in gesso del piatto sopra il quale viene posta una lastra di argilla, dopodichè si inizia a far aderire la lastra alla stampa, per passare poi alla calibratura con una apposita sagoma, che corrisponde alla sottostante stampa. Ovviamente, l’ oggetto deve esser poi ripulito delle sbavature e rifinito con la spugna.

COLOMBINO
Questa è una tecnica antichissima perchè consiste nella lavorazione a mano degli oggetti. Oggi, consiste nell’applicazione di più bigoli d’argilla, realizzati a mano o con le trafile. Tutti gli oggetti realizzati andranno fatti essiccare lentamente, meglio se coperti da una pellicola trasparente, e mai esposti direttamente alla luce del sole. Prima che l’essiccazione sia completa gli oggetti andranno ulteriormente rifiniti con l’aiuto di apposite stecche.

BISCOTTATURA O PRIMA COTTURA
La prima cottura dell’argilla è importantantissima perchè serve a ripulirla da impurità e a renderla biscottata e porosa , adatta all’assorbimento degli smalti successivi. Quindi queste sono le fasi: PRERISCALDAMENTO del forno, da 0°C a circa 300°C, in questa fase c’è la completa fuoriuscita dell’acqua residua all’interno degli oggetti;

COTTURA vera e propria che prosegue fino alla temperatura massima che si intende raggiungere e RAFFREDDAMENTOè di notevole importanza durante la discesa di temperature perchè se scende troppo rapidamente ci può essere come conseguenza la rottura degli oggetti in cottura.

Ora l’oggetto è pronto per essere smaltato, decorato e portato alla 2°o 3° cottura finale!

Fabiola Bisciaio, artigiana locale, dopo aver effettuato studi scientifici, ha iniziato la frequentazione dell’ accademia di belle arti a Perugia. Da “grande” si è avvicinata al mondo della ceramica, seguendo corsi di formazione sia a Gualdo Tadino, sia a Deruta. Dalla tradizionale maiolica, ha eseguito anche lavori con tecniche nuove come la ” cuerda seca”, di origine spagnola. FB ceramica in Umbria é presente con numerosi articoli tecnici sul portale Umbriaway ed è contattabile alla sua pagina Facebook all’indirizzo: https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia o anche all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/fabiola-bisciaio-ceramica-umbria/