Qualche escursionista si vanta di avere visitato le terre di mezzo? Da noi ci abbiamo le terre di sopra e anche quelle di sotto: sentiero 203 Passaiole Monte Maggio, istruzioni per l’uso

Una irriducibile escursionista locale è andata oltre alle ambiguità delle terre di mezzo che non sono solo un abile artificio letterario creato da Tolkien e che a RM ricordano loschi traffici ma anche oggi da noi a PG con sanitopoli 4.0 e si é avventurata verso le terre di sotto per finire sulle terre di sopra, cancellando con una salutare scampagnata ogni traccia residua di negatività, per lasciare spazio solo a panorami suggestivi e ad aria primaverile salubre e frizzantina. E’ andata veramente così o siamo solo nell’ ambito delle leggende metropolitane? Non ci resta che ricevere la nostra testimonianza su uno dei percorsi CAI più suggestivi a livello locale dalla nostra inpavida Fabiola Bisciaio che si è inoltrata sul sentiero 203 Passaiole Monte Maggio con alcuni fedelissimi seguaci della salvaguardia naturalistica. Certi che il vero obiettivo non poteva essere la ricerca di asparagi per fagocitare qualche sughetto doc, non ci resta che studiare le caratteristiche del percorso per suggerirlo a qualche appassionato camminatore in cerca di dimensioni alternative pervase da immensa bellezza. Il sentiero 203 Passaiole Monte Maggio ha una lunghezza di otto kilometri, il tempo di percorrenza stimato è di circa tre ore in ambiente montano – roccioso – esposto e la difficolta per gli escursionisti CAI ma non solo è indicata come EEA, con tratti esposti che lo rendono sconsigliato a chi soffre di vertigini. Ovviamente nell’ ottica sicurezza conviene sempre essere accompagnati da un gruppo nutrito di scatenati naturalisti che conoscono bene le bellezze della montagna ma anche le sue insidie. Il percorso ha una sua delimitata segnaletica CAI che aiuterà il viandante verso la quadratura del cerchio o solo il raggiungimento dell’ obiettivo, quello di arrivare a Troscia Valmare. Ricordiamo che l’acronimo EEA sta per Escursionisti Esperti con Attrezzatura, quindi sempre nell’ ottica sicurezza un fisico allenato non avrà difficoltà a godersi il tragitto come suggerisce qualche aforisma famoso, cosa che però non è esclusiva di sprovveduti arrampicatori neofiti, che prima di lanciarsi verso eroiche imprese, dovrebbero prima percorrere percorsi maggiormente accessibili di tipo T, E o al limite anche EE, vedi informazioni presenti per esempio a questo indirizzo: http://www.montagnapertutti.it/pag_info/difficolta.html; tornando alla nostra telecronaca lasciamo la parola a chi questo itinerario lo ha vissuto sulla propria pelle, FB per l’appunto che non sta per qualche portentoso applicativo costruito da Mark Zuckerberg, ma per l’autrice di alcuni interessanti articoli sulla storia della ceramica presenti in questo portale:

Ancora vorrei condividere l’armonia e il benessere che si prova quando ci si accinge a fare belle passeggiate. Non è sempre necessario percorrere distanze esagerate per godere della bellezza che la natura ci offre. E’ quello che è accaduto a Valsorda, percorrendo il percorso dell’Anello di Monte Maggio. Io e i miei amici “secolari” di camminate siamo partiti da Gualdo Tadino e ci siamo inoltrati sulla strada montana che sale tra boschi di conifere e raggiunge le bellissime praterie della conca di Valsorda a circa 1000 m di quota. Tra i vari sentieri che vi sono, abbiamo percorso il sentiero 203, cioè quello delle Passaiole di Monte Maggio. Quì la scelta: Passaiole basse o quelle alte? Perchè esistono queste due opzioni per poter effettuare il giro dell’anello. Avendo percorso più volte entrambi i sentieri, posso dire, secondo il mio modesto parere, che la passaiola bassa è più impegnativa ma è molto più suggestiva..perchè cari miei signori dovete sapere che per percorrere tale giro non bisogna soffrire di vertigini!!! Infatti, in alcuni punti il sentiero è ripido con alcuni tratti esposti. Si parla di un tracciato strettissimo sulla parete rocciosa che per un buon tratto prosegue sulla parete tagliando il dirupo. Terminato questo primo pezzo un pò difficoltoso, appunto per il tracciato non tanto “tranquillo”si apre all’improvviso il panorama sulla vallata sottostante che ha dell’incredibile.
Secondo me questa è tra le più belle escursioni della zona perchè presenta un tragitto vario e variopinto. Dal primo tratto, come dicevamo quasi da” alpininisti amanti delle cordate”, si passa a grandi distese prative e ci si inoltra in un bosco: la “pineta dell’Impero”. Brevi cenni storici. Corre l’anno 1936 e si festeggia la conquista dell’Etiopia con l’impianto della Pineta dell’ Impero sulle pendici, appunto, del Monte Maggio. Si tratta di una grande pineta a forma di fascio littorio. A quei tempi l’impatto visivo doveva essere qualcosa di maestoso, che doveva perpetuare il ricordo dell’evento. Oggi..tutto è secco e brullo, forse per incendi successivi.
In seguito, dopo aver percorso un tratto ancora aperto , abbiamo raggiunto il bosco, anch’esso suggestivo e, personalmente ricorda le favole che mia madre leggeva quando ero una bambina e io fantasticavo immaginando mondi meravigliosi. A tratti forte è l’odore dell’aglio orsino,la versione selvatica del comune aglio. Sembra che l’origine del nome sia dovuto al fatto che gli orsi, concluso il periodo invernale del letargo, si nutrivano di questa piantina in modo da riprendere velocemente le proprie forze. Altre preziose informazioni sui sentieri CAI locali a Gualdo Tadino sono presenti alla pagina http://gualdotadino.infoaltaumbria.it/Index.aspx?idmenu=453

Fabiola Bisciaio, oltre ad appassionata escursionista (vedi https://www.umbriaway.eu/2019/03/14/itinerario-trekking-monte-cucco-val-di-ranco-localita-sigillo-una-avventura-di-frodo-baggins-e-della-compagnia-dell-anello-o-del-cai-di-gualdo-tadino/ per esempio) é artigiana locale. Dopo aver effettuato studi scientifici, ha iniziato la frequentazione dell’ accademia di belle arti a Perugia. Da “grande” si è avvicinata al mondo della ceramica, seguendo corsi di formazione sia a Gualdo Tadino, sia a Deruta. Dalla tradizionale maiolica, ha eseguito anche lavori con tecniche nuove come la ” cuerda seca”, di origine spagnola. FB ceramica in Umbria é presente con numerosi articoli tecnici sul portale Umbriaway ed è contattabile alla sua pagina Facebook all’indirizzo: https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia o anche all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/fabiola-bisciaio-ceramica-umbria/




Esistono gli arbitri venduti? C’è un listino prezzi ed esiste un gestionale per contattarli? Certo, da oggi puoi usufruire di venduto crud versione 1.0 di Umbriaway Consulting!

web developer umbriaCome fare quando un arbitro serve per veicolare una partita decisiva per la classifica? Chi sono quelli maggiormente corruttibili? Come li contattiamo? Ora essendo l’argomento delicatissimo ci siamo astenuti dall’ inserire nella tabella di base che abbiamo ribattezzato product in quanto seppure umanamente tangibili i venduti sono solo equiparabili alle logiche bce della globalizzazione a pozzanghere liquide, qui dati sensibili come numero di telefono, indirizzo e mail a corredo che abbiamo occultato per evitare diffamazioni. Ovviamente l’esercizio é finalizzato a sviscerare meglio il potenziale offerto da PHP come tecnologia. Quindi poche banfate e molti fatti, utilizzeremo PHP, MYSQL, CSS , HTML5 per mettere in piedi il nostro potentissimo applicativo che avrà i seguenti file a corredo:

  • index.php che é la lista di default visibile dal nostro applicativo
  • add.php che serve per aggiungere dati
  • edit.php (o se volete anche update.php) che ci servirà a modificare i dati
  • una cartella conn che al suo interno conterrà il connect.php responsabile del collegamento al DB
  • una cartella css che conterrà al suo interno tre file, ciascuno dei quali formatterà il bottone aggiungi arbitro, la tabella di base nella index o lista di nomi e i form che ci serviranno per aggiornare a aggiungere i dati.

Quello che vedi é quello che ottieni per cui iniziamo a costruire prima di tutto il nostro database che basterà importare direttamente nel nostro DB, a scelta in locale o sull’ ambiente di produzione se l’applicativo ci serve davvero! Per fare questa operazione selezioniamo il DB di interesse all’ interno di phpMyAdmin http://localhost/phpmyadmin/ e importiamo la seguente struttura della tabella product con dei dati di esempio che poi modellerempo a nostro piacimento, creando un DB demo per esempio e andando sull’ apposita linguetta SQL messa a disposizione dallo strumento:

/*

— phpMyAdmin SQL Dump
— version 4.1.14
— http://www.phpmyadmin.net

— Host: 127.0.0.1
— Generation Time: Apr 30, 2015 at 09:23 PM
— Server version: 5.6.17
— PHP Version: 5.5.12

SET SQL_MODE = “NO_AUTO_VALUE_ON_ZERO”;
SET time_zone = “+00:00”;

/*!40101 SET @OLD_CHARACTER_SET_CLIENT=@@CHARACTER_SET_CLIENT */;
/*!40101 SET @OLD_CHARACTER_SET_RESULTS=@@CHARACTER_SET_RESULTS */;
/*!40101 SET @OLD_COLLATION_CONNECTION=@@COLLATION_CONNECTION */;
/*!40101 SET NAMES utf8 */;


— Database: `demo`

— ——————————————————–


— Table structure for table `product`

CREATE TABLE IF NOT EXISTS `product` (
`id` int(11) NOT NULL AUTO_INCREMENT,
`name` varchar(250) COLLATE utf8_unicode_ci NOT NULL,
`price` decimal(10,0) NOT NULL,
`quantity` int(11) NOT NULL,
`description` text COLLATE utf8_unicode_ci NOT NULL,
PRIMARY KEY (`id`)
) ENGINE=InnoDB DEFAULT CHARSET=utf8 COLLATE=utf8_unicode_ci AUTO_INCREMENT=4 ;


— Dumping data for table `product`

INSERT INTO `product` (`id`, `name`, `price`, `quantity`, `description`) VALUES
(1, ‘Name 1’, ‘1000’, 2, ‘good’),
(2, ‘Name 2’, ‘2000’, 3, ‘good’),
(3, ‘Name 3’, ‘3000’, 4, ‘good’);

/*!40101 SET CHARACTER_SET_CLIENT=@OLD_CHARACTER_SET_CLIENT */;
/*!40101 SET CHARACTER_SET_RESULTS=@OLD_CHARACTER_SET_RESULTS */;
/*!40101 SET COLLATION_CONNECTION=@OLD_COLLATION_CONNECTION */;

*/

fatta questa operazione, eseguendo il tutto con l’IMPORT, andremo a creare all’ interno della cartella conn (potete chiamarla come volete, anche connessione, l’idea é quella di usare nomi congruenti identificativi che spiegano da sole il contenuto solo leggendole) un file che chiameremo connect,php che conterrà al suo interno il seguente codice PHP:

/*
<?php
$con = mysqli_connect(‘localhost’, ”, ”, ‘demo’);
?>
*/

web developer umbriadove demo é il nostro DB che ospita la tabella e tutta la stringa non fa altro che sfruttare con un semplice cavo (se vogliamo usare metafore visuali) il collegamento con il core del nostro gestionale tramite la funzione mysqli_connect che accetta come si può osservare quattro parametri o argomenti tra le parentesi per cui abbiamo la macchina server dove puntare, negli ambienti di produzione si utilizzano gli indirizzi IP, il nome utente e la pwd e il nome del DB. In genere in locale spesso il nome utente e la pwd sono in bianco, come nel caso sopra indicato. A questo punto prima di passare ai file diamo un occhiata alla cartella CSS che conterrà come detto tre file, form.css, table.css, button.css che parlano da soli come funzionalità, in pratica ci serviranno per abbellire il nostro applicativo e rendere responsive anche la nostra tabella. Quindi diamo un occhiata a table.css che andrà copiato integralmente senza i /* e */ nel file vuoto menzionato e che qui servono solo ad ingannare wordpress:

/*
table {

border-collapse: collapse;
border-spacing: 0;
width: 100%;
border: 1px solid #ddd;
}

th, td {
text-align: left;
padding: 8px;
}

tr:nth-child(even){background-color: #f2f2f2}
*/

Tralasciamo per ora spiegazioni approfondite su questo codice in quanto il CSS esula al momento dall’ obiettivo che ci siamo posti, ossia mettere in piedi il nostro applicativo. A questo punto vediamo il contenuto del button.css. per farlo abbiamo utilizzato uno dei tanti tools presenti in rete digitando css button tools e nello specifico: https://toolset.mrwebmaster.it/css/button-generator.html che ha generato il seguente codice da incollare dentro il file vuoto menzionato, sempre senza i riferimenti ai commenti:

/*
.btn-toolset {
display: inline-block;
text-align: center;
white-space: nowrap;
color: #FFFFFF;
text-decoration: none;
line-height: 1.2;
font-weight: normal;

font-size: 18px;
background-color: #007BFF;
border-radius: 16px;
padding: 6px 20px;
border: 1px solid #004996;
cursor: pointer;
}
.btn-toolset:hover {
background-color: #0063CC;
border-color: #0056B3;
}
.btn-toolset > strong {
font-size: 24px;
}
*/

ricordiamoci che .btn-toolset come classe dovrà essere aggiunto al nostro bottone che ci consentirà di aggiungere un nuovo arbitro. A questo punto diamo un occhiata anche alla stilizzazione del file form.css:

/*

* {
box-sizing: border-box;
}

input[type=text], select, textarea {
width: 100%;
padding: 12px;
border: 1px solid #ccc;
border-radius: 4px;
resize: vertical;
}

label {
padding: 12px 12px 12px 0;
display: inline-block;
}

input[type=submit] {
background-color: #4CAF50;
color: white;
padding: 12px 20px;
border: none;
border-radius: 4px;
cursor: pointer;
float: right;
}

input[type=submit]:hover {
background-color: #45a049;
}

.container {
border-radius: 5px;
background-color: #f2f2f2;
padding: 20px;
}

.col-25 {
float: left;
width: 25%;
margin-top: 6px;
}

.col-75 {
float: left;
width: 75%;
margin-top: 6px;
}

/* Clear floats after the columns */
.row:after {
content: “”;
display: table;
clear: both;
}

/* Responsive layout – when the screen is less than 600px wide, make the two columns stack on top of each other instead of next to each other */
@media screen and (max-width: 600px) {
.col-25, .col-75, input[type=submit] {
width: 100%;
margin-top: 0;
}
}

*/

dopo aver mostrato il contenuto delle due cartelle css e conn nonc i resta che costruire i tre file menzionati, con index.php come priorità, collegando tutti i file esterni appena creati, compresa la stringa di connessione e gli stili, cosa che possiamo osservare nelle prime quattro righe di testo:

/*
<link rel=”stylesheet” href=”css/table.css”>
<link rel=”stylesheet” href=”css/button.css”>
<?php
require ‘conn/connect.php’;

if(isset($_GET[‘action’])){
$id = $_GET[‘id’];
mysqli_query($con, ‘delete from product where id=’.$id);
}
?>
<a href=”add.php” class=”btn-toolset”>Add arbitro</a>
<br>
In questa tabella sono presenti i nominativi degli arbitri che si offrono per prestazioni varie alle squadre più vincenti d’Italia. Non potendo più usufruire di vetture per il loro rientro a casa si limitano solo a richieste ufficiose sul codice IBAN.
<table cellpadding=”2″ cellspacing=”2″ border=”1″>
<tr>
<th>Id</th>
<th>Name</th>
<th>description</th>
<th>quantity</th>
<th>Price</th>
<th>Option</th>
</tr>
<?php
$result = mysqli_query($con, ‘select * from product’);
while($product = mysqli_fetch_object($result)){
?>
<tr>
<td><?php echo $product->id; ?></td>
<td><?php echo $product->name; ?></td>
<td><?php echo $product->description; ?></td>
<td><?php echo $product->quantity; ?></td>
<td><?php echo $product->price; ?></td>
<td align=”center”><a
href=”index.php?id=<?php echo $product->id; ?>&action=delete”
onclick=”return confirm(‘Are you sure?’)”>Delete</a> |
<a href=”edit.php?id=<?php echo $product->id; ?>”>Edit</a>
</td>
</tr>
<?php } ?>
</table>
*/

In questa pagina ci sono molte cose interessanti dal punto di vista didattico da spiegare, ma per ora limitiamoci a riportare il codice per ogni singolo file, a questo punto possiamo creare il nostro add.php che non sarà altro che un semplice form con la query insert:

/*
<link rel=”stylesheet” href=”css/form.css”>
<?php
require ‘conn/connect.php’;
if(isset($_POST[‘submitSave’])){
$name = $_POST[‘name’];
$price = $_POST[‘price’];
$quantity = $_POST[‘quantity’];
$description = $_POST[‘description’];
mysqli_query($con, ‘insert into product(name, price, quantity, description) values(“‘.$name.'”,’.$price.’,’.$quantity.’,”‘.$description.'”)’);
header(‘Location: index.php’);
}
?>
<form method=”post”>
<table cellpadding=”2″ cellspacing=”2″>
<tr>
<td>Name</td>
<td><input type=”text” name=”name”></td>
</tr>
<tr>
<td>Price</td>
<td><input type=”text” name=”price”></td>
</tr>
<tr>
<td>Quantity</td>
<td><input type=”text” name=”quantity”></td>
</tr>
<tr>
<td>Description</td>
<td><textarea rows=”5″ cols=”20″ name=”description”></textarea></td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td><input type=”submit” name=”submitSave” value=”Save”></td>
</tr>
</table>
</form>
*/

mentre per la pagina di aggiornamento che contiene la query update, ossia edit.php avremo:

/*
<link rel=”stylesheet” href=”css/form.css”>
<?php
require ‘conn/connect.php’;
if(isset($_GET[‘id’])){
$result = mysqli_query($con, ‘select * from product where id=’.$_GET[‘id’]);
$product = mysqli_fetch_object($result);
}
if(isset($_POST[‘submitSave’])){
$id = $_POST[‘id’];
$name = $_POST[‘name’];
$price = $_POST[‘price’];
$quantity = $_POST[‘quantity’];
$description = $_POST[‘description’];
mysqli_query($con, ‘update product set name=”‘.$name.'”, price=’.$price.’, quantity=’.$quantity.’, description=”‘.$description.'” where id=’.$id);
header(‘Location: index.php’);
}
?>
<form method=”post”>
<table cellpadding=”2″ cellspacing=”2″>
<tr>
<td>Id</td>
<td><?php echo $product->id; ?> <input type=”hidden” name=”id”
value=”<?php echo $product->id; ?>”></td>
</tr>
<tr>
<td>Name</td>
<td><input type=”text” name=”name”
value=”<?php echo $product->name; ?>”></td>
</tr>
<tr>
<td>Price</td>
<td><input type=”text” name=”price”
value=”<?php echo $product->price; ?>”></td>
</tr>
<tr>
<td>Quantity</td>
<td><input type=”text” name=”quantity”
value=”<?php echo $product->quantity; ?>”></td>
</tr>
<tr>
<td>Description</td>
<td><textarea rows=”5″ cols=”20″ name=”description”><?php echo $product->description; ?></textarea></td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td><input type=”submit” name=”submitSave” value=”Save”></td>
</tr>
</table>
</form>
*/

A questo punto non ci resta che modellare i nostri dati nel DB per avere il nostro DB pronto all’ uso e aiutare qualche squadra blasonata a caccia del triplete per migliorare la sua classifica. Ma prima dobbiamo soffermarci su tutta una serie di istruzioni base presente in questo potentissimo applicativo:

  • la presenza dell’ istruzione require ‘conn/connect.php’; tra tag dedicati indica alla pagina di andarsi a connettere con i dati presenti nel file connect.php
  • i link <link rel=”stylesheet” href=”css/form.css”> vanno a vestire in modo stiloso le nostre parti grezze HTML

Analisi del meccanismo di cancellazione, se diamo un occhiata a questo codice della index:

/*
<?php
if(isset($_GET[‘action’])){
$id = $_GET[‘id’];
mysqli_query($con, ‘delete from product where id=’.$id);
}
?>

e la successiva parte finale della sezione option del link di cancellazione:

<td align=”center”>
<a href=”index.php?id=<?php echo $product->id; ?>&action=delete”
onclick=”return confirm(‘Are you sure?’)”>Delete</a> |
<a href=”edit.php?id=<?php echo $product->id; ?>”>Edit</a>
</td>

/*

ci accorgiamo che schiacciando il link verrà inviata una richiesta GET a inizio pagina che catturerà il parametro ID del record da cancellare più l’azione fisica dell’ eliminazione che passa tramite un metodo java script con loggetto CONFIRM che aprirà una finestra diu dialogo che ci chiederà di pensarci bene prima di continuare, in quanto stiamo per togliere un record. Come sappiamo CRUD in PHP sta per create, read, update, delete quindi non ci resta che dare un occhiata alla query che nella index ci fa fare la letura READ:

/*
<?php
$result = mysqli_query($con, ‘select * from product’);
while($product = mysqli_fetch_object($result)){
?>
*/

Per aggiungere e creare tramite add.php abbiamo la seguente query:

/*
<?php
require ‘conn/connect.php’;
if(isset($_POST[‘submitSave’])){
$name = $_POST[‘name’];
$price = $_POST[‘price’];
$quantity = $_POST[‘quantity’];
$description = $_POST[‘description’];
mysqli_query($con, ‘insert into product(name, price, quantity, description) values(“‘.$name.'”,’.$price.’,’.$quantity.’,”‘.$description.'”)’);
header(‘Location: index.php’);
}
?>
*/

mentre per il nostro aggiornamento dati UPDATE la pagina edit.php conterrà:

/*
<?php
if(isset($_POST[‘submitSave’])){
$id = $_POST[‘id’];
$name = $_POST[‘name’];
$price = $_POST[‘price’];
$quantity = $_POST[‘quantity’];
$description = $_POST[‘description’];
mysqli_query($con, ‘update product set name=”‘.$name.'”, price=’.$price.’, quantity=’.$quantity.’, description=”‘.$description.'” where id=’.$id);
header(‘Location: index.php’);
}
?>
*/

web developer umbriaA questo punto abbiamo ottenuto qualcosa che già funziona, e che potremmo abbellire in seguito magari usando bootstrap, per esempio inserendo una barra superiore con dei menù, ma per ora abbiamo centrato l’obiettivo: se qualche squadra zebrata avrà bisogno di una direzione di gioco molto flessibile per non dire altro, potrà consultare il database e aggiornarlo e anche cancellare quei nominativi che nel frattempo dopo un lungo periodo di psicoanalisi sono tornati sulla retta via e non potranno prendere decisioni discutibili durante la partita! Al prossimo applicativo con il codice spiegato passo passo con Umbriaway Consulting! Importante: essendo alcuni campi settati per ospitare numeri interi, non potranno funzionare nell’ inserimento o nell’ aggiornamento dei dati se abbiamo la pessima idea di inserire delle stringhe! Da notare che avendo insrito nella struttura del DB anche la codifica dei caratteri UTF-8 anche gli apostrofi che in genere creano problemi con PHP sono permessi. Per girare in locale il gestionale arbitri venduti avrà bisogno di un applicativo come XAMPP da scaricare dalla rete. See you later con il prossimo applicativo




La ceramica questa sconosciuta 5: parliamo di FOGGIATURA E BISCOTTATURA

fabiola bisciaio ceramica umbria

Nei 3 primi appuntamenti si è parlato della tecnica della “cuerda seca“, del bucchero etrusco e della ceramica villanoviana. Nel precedente articolo https://www.umbriaway.eu/2019/03/03/al-brillo-parlante-con-la-ceramica-di-fabiola-bisciaio-brevi-cenni-storici-sulla-ceramica/ , quarto appuntamento con una veloce storia della ceramica, si è detto che la tecnica di base della ceramica è sempre quella da secoli e cioè: foggiatura, biscottatura, smaltatura, decorazione e cottura finale. Quinto appuntamento quindi con Fabiola Bisciaio!

Cercherò di spiegare in 3 appuntamenti differenti, ognuna di queste fasi. In questo nostro 5° step, parlerò della FOGGIATURA E BISCOTTATURA. La FOGGIATURA è la modellazione dell’argilla. Esistono diversi metodi di foggiatura:

1)TORNIO

2)CALCO

3)LASTRA

4)MODINE

5)COLOMBINO.

 

 

fabiola bisciaio ceramica Umbria

TORNIO
La foggiatura al tornio è il metodo più classico e diffuso per la realizzazione di pezzi in ceramica. La prima operazione, fondamentale per la riuscita del lavoro, è la centratura della palla d’argilla sul piatto rotante del tornio; il passaggio successivo è la sfondatura al centro della palla d’argilla, in modo di iniziare a tirare su i bordi dell’oggetto e determinare lo spessore del fondo.Da quì si inizia a sollevare le pareti del vaso e centrare, oltre al piede, anche la bocca dello stesso. Ora si infila una mano all’interno del vaso e si spinge fino a crearne la pancia, tenendo sempre sotto controllo gli spessori della parete.Una volta effettuati questi processi si rifinisce il vaso a piacimento e lo si stacca dal piatto del tornio con cavetto tagliargilla.

CALCO
Dentro forme di gesso, preventivamente preparate, si pigia l’argilla all’interno cercando di mantenere lo spessore dell’argilla più uniforme possibile. Dopo la pulitura del bordo, bisogna attendere, per un certo periodo, che il gesso della stampa assorba acqua dall’argilla in modo che l’oggetto si stacchi facilmente.

LASTRA
Il sistema è praticamente identico al precedente, solamente che l’argilla da applicare sulla forma in gesso sarà costituita da una lastra ottenuta da una sfoglia fatta con un mattarello e degli spessori oppure con un roller.

MODINE
E’ un metodo usato per la produzione di PIATTI, soprattutto quelli di grande diametro. Innanzitutto è necessaria una forma in gesso del piatto sopra il quale viene posta una lastra di argilla, dopodichè si inizia a far aderire la lastra alla stampa, per passare poi alla calibratura con una apposita sagoma, che corrisponde alla sottostante stampa. Ovviamente, l’ oggetto deve esser poi ripulito delle sbavature e rifinito con la spugna.

COLOMBINO
Questa è una tecnica antichissima perchè consiste nella lavorazione a mano degli oggetti. Oggi, consiste nell’applicazione di più bigoli d’argilla, realizzati a mano o con le trafile. Tutti gli oggetti realizzati andranno fatti essiccare lentamente, meglio se coperti da una pellicola trasparente, e mai esposti direttamente alla luce del sole. Prima che l’essiccazione sia completa gli oggetti andranno ulteriormente rifiniti con l’aiuto di apposite stecche.

BISCOTTATURA O PRIMA COTTURA
La prima cottura dell’argilla è importantantissima perchè serve a ripulirla da impurità e a renderla biscottata e porosa , adatta all’assorbimento degli smalti successivi. Quindi queste sono le fasi: PRERISCALDAMENTO del forno, da 0°C a circa 300°C, in questa fase c’è la completa fuoriuscita dell’acqua residua all’interno degli oggetti;

COTTURA vera e propria che prosegue fino alla temperatura massima che si intende raggiungere e RAFFREDDAMENTOè di notevole importanza durante la discesa di temperature perchè se scende troppo rapidamente ci può essere come conseguenza la rottura degli oggetti in cottura.

Ora l’oggetto è pronto per essere smaltato, decorato e portato alla 2°o 3° cottura finale!

Fabiola Bisciaio, artigiana locale, dopo aver effettuato studi scientifici, ha iniziato la frequentazione dell’ accademia di belle arti a Perugia. Da “grande” si è avvicinata al mondo della ceramica, seguendo corsi di formazione sia a Gualdo Tadino, sia a Deruta. Dalla tradizionale maiolica, ha eseguito anche lavori con tecniche nuove come la ” cuerda seca”, di origine spagnola. FB ceramica in Umbria é presente con numerosi articoli tecnici sul portale Umbriaway ed è contattabile alla sua pagina Facebook all’indirizzo: https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia o anche all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/fabiola-bisciaio-ceramica-umbria/




Come si costruisce un tema WordPress? Chiedilo a un albero!

Che cos’è un ambiente di sviluppo per wordpress?

Per un albero un ambiente di sviluppo é un luogo ottimale dove crescere sano e quindi una location approvvigionata da aria, acqua, sole e sostanze nutritive che gli arrivano dalla terra. Anche per WordPress l’ambiente di sviluppo per un aspirante developer ha queste caratteristiche. Si lavora localmente e solo dopo si finisce nell’ ambiente di produzione, i vantaggi sono evidenti, nell’ ambiente pubblico tutto deve essere funzionale per l’utente mentre localmente andando a sviluppare funzionalità che non sono complete le cose sono volatili e temporanee. In locale lavoriamo sul nostro computer non sul cloud. Un server lontano 400 km non è il nostro computer locale, semmai solo il computer ufficiale che ospiterà il nostro ambiente di produzione, attivo 24 ore al giorno, che ospiterà fisicamente i nostri files fisici. Lavorando in locale non ho necessità di una connessione internet per esempio. Il tuo progetto in locale quindi sarà visibile solo da te, questo per accendere la luce sulle differenze sostanziali tra l’ambiente di sviluppo e quello di produzione. E’ buona prassi salvare localmente e lavorare solo al di fuori dell’ ambiente di produzione perchè i refusi sono visibili solo a noi stessi e non ho la necessità ogni volta di fare il famoso FTP per trasferire i dati. Quindi la domanda adesso é wordpress di che risorse ha bisogno per funzionare, esattamente come un albero che attinge alla luce del sole e alle risorse idriche del terreno? Un server Apache su cui fare girare PHP e un database in genere MySql. Localmente ci sono vari tools che assolvono a questa mission come xampp per esempio o l’interessante strumento di configurazione https://localbyflywheel.com/ che guida velocemente l’utente per mettere insieme le funzionalità base. Il download non é immediato ma la procedura guidata poi aiuta avviando l’eseguibile dalla cartella di download. Avvierà virtual box e i servizi di hosting in locale, dopo la configurazione verrà richiesto di settare i parametri di collegamento, con utente, pwd e mail, dopodiché verranno importati i file del nostro progetto in locale nel percorso c:/utenti/nomeutente/local sites. A questo punto abbiamo dato all’ albero tutta la linfa vitale per iniziare le modalità di sviluppo e nutrirlo e non ci resta che sperimentare con una prima pagina in php la correttezza del nostro setup di configurazione. Dentro la cartella Local Sites avrò una cartella di progetto che conterrà APP che aperta presenterà una cartella PUBLIC, ed é qui dove risiede come si dice in gergo tutto l’ambaradan per lo sviluppo. Procuriamoci quindi un editor per creare e modificare codice come Atom, SUblime Text o Visual Studio Code per esempio. Dopodiché creiamo un file vuoto con estensione php e possiamo fare i nostri esperimenti, tipo settare una variabile, stamparla a video tra blocchi di codice html o compiere semplici operazioni matematiche di prova per visualizzarle nel sito. Ora che sappiamo dove si trovano tutti i file dell’ applicazione non sarà certo un problema mettere in piedi questo file vuoto nella root del nostro progetto e visualizzarlo nella url del sito sleshato con il nome del file appena creato, dopo aver attivato il nostro server in locale, questo solo per capire il funzionamento di base di come php svolge le sue mansioni all’ interno di un server apache attivo e funzionale con tanto di db per il proseguo. Tutto ciò ci permetterà di familiarizzare con la struttura delle directory e con il funzionamento di base di tutto il nostro wordpress in locale che presenta tutta una serie di potenzialità di personalizzazione, tali da consentirci di mettere in piedi progetti complessi. PHP come linguaggio di programmazione lato server porta già una bellissima notizia: trattasi di una serie di istruzioni non tipicizzate, ossia senza l’obbligo di dichiarare il tipo di variabili, in quanto il sistema le riconosce in automatico. Posso mescolare php direttamente nell’ html , l’importante è che ciò avvenga all’ interno di pagine con estensione php, in modo da imporre delle direttive di comportamento al mio wordpress e indurlo a fare quello che noi vogliamo che faccia. A questo punto il passo successivo é quello di creare il nostro vestito wordpress il cosidetto tema. Niente paura, è meno complicato di quello che sembra perché la famosa cartella wp-content dove sono presenti tutti i temi di configurazione è facile da trovare dalla root del nostro progetto. All’ interno troviamo Themes e qui dentro creeremo una cartella con il nostro tema specifico che verrà visto in automatico nella dashboard. All’ interno di questo vestito metteremo in piedi due file, il classico index.php e lo style.css; nel primo ho il tema da visualizzare e nel secondo tramite la sintassi /* e */ posso inserire le informazioni generali del tema come la versione o il nome dell’ autore per la dashboard, semplificando il file style.css contiene, oltre alle informazioni del tema, anche il codice css che ne gestisce l’aspetto, per esempio la parte visibile nella dashboard:

/*
Theme Name: Guercio-demo
Theme URI: http://www.guercio.com/guercio
Author: Guercio author
Author URI: http://www.guercio.com
Description: Guercio, un progetto didattico che sviscera il potenziale wordpress
Version: 1.0.5
License: GNU General Public License v2 or later
License URI: http://www.gnu.org/licenses/gpl-2.0.html
Tags: white, two-columns, right-sidebar, responsive-layout, flexible-header, custom-header, custom-menu, editor-style, featured-images, post-formats, sticky-post, translation-ready, custom-background
Text Domain: guercio
*/

attivando il tema si vedrà il contenuto della nostra pagina index.php e nella dashboard nel menù apparence-themes si vedrà anche l’icona del tema di selezione se nella cartella predefinita per il nostro vestito abbiamo inserito il nostro screenshot.pgn, che verrà rilevato in automatico nella modalità di visualizzazione e scelta presente dopo il login da url http://nomeprogetto.local/wp-admin

A questo punto abbiamo familiarizzato con il nostro primo tema, non ci resta che fare un passo ulteriori verso le funzioni di wordpress prima notiamo che cancellando le directory con i temi che non mi servono da file system, in automatico scompariranno dal menù apparence-themes del pannello di controllo di wordpress. Andando sul pannello di controllo, voce di menù generali, abbiamo delle voci tipo il TITLE e il TAG che corrispondono a funzioni predefinite di wordpress che estrapolano e stampano sulla pagina il valore del NOME e della nostra DESCRIPTION come argomenti della funzione bloginfo() nella nostra pagina, è proprio qui che risiede la forza del cms, nel fatto che non devo creare funzioni generali che sono già incluse per tutti i nostri usi, pronte per la riusabilità. Oltre a lavorare con le funzioni lavoriamo anche con gli array, grandi armadi pieni di cassetti che raccolgono informazioni coerenti e raggruppate per categoria da memorizzare e richiamare all’ occorrenza. Lavorare con gli array, collection di oggetti, è fondamentale per cui non ci resta che dare un occhiata a questo aspetto. Gli array possono contenere anche altri array e possono anche essere multidimensionali (molto complessi) e associativi, quando andiamo all’ ikea abbiamo come scelta diversi tipi di armadio da acquistare, ognuno con le sue caratteristiche e il proprio uso. Torniamo però a wordpress che hai dei post e quindi dei contenuti da ciclare al posto di numeri e nomi. Da qui l’importanza dei loop nello scorrimento degli array, cosa che si ottiene per esempio come mostrato in figura con un ciclo while, più prezioso del marmo di Carrara. Sicuramente questo è un argomento cruciale da affrontare, ma prima di andare avanti con una analisi generica sulle potenzialità di wordpress per gli sviluppatori, dobbiamo parlare degli editor di testo in wordpress e in particolare del rilascio delle ultime versioni che aggiornano il front end della compilazione del testo. Per tornare all’ interfaccia classico molto più immediato e incisivo come fare quindi? Si addiziona il plug-in CLASSIC EDITOR, cercandolo dai tools messi a disposizione da wordpress, niente di complicato quindi. La particolarità di questo plug-in é che si porta dietro direttamente dal team di sviluppo dieci anni di consolidamenti rispetto alla nuova versione 5 proposta nel dicembre 2018, è chiaro che gli utenti forse potranno trovarsi meglio con questa interfaccia, trovandosi disorientati con i nuovi pannelloni di testo proposti nelle ultime versioni. Non a caso la discussione su questo nuovo editor é molto accesa e più di un milioni di utenti preferiscono non stravolgere nulla tornando all’ antico anche se c’è da precisare che tutte le funzionalità del nuovo non intaccano nulla della vecchia rappresentazione. E’ bene chiarire subito che WP utilizza una sua ricerca redefinita sulle pagine, nel senso che deve avere nella root del tema pagine come single.php o page.php oltre alla index che farà ruotare i post con il link di approfondimento, che una volta eseguito porterà sulla pagina dei contenuti senza ulteriori link. Nella index tra i tag php di apertura e chiusura del codice, scriveremo (senza i commenti) con il ciclo while segmentato intorno all’ HTML:

/*
<?php

get_header();

while(have_posts()) {
the_post(); ?>
<h2><a href=”<?php the_permalink(); ?>”><?php the_title(); ?></a></h2>
<?php the_content(); ?>
<hr>
<?php }

get_footer();

?>
*/

e qui abbiamo un sacco di funzioni predefinite di WP come get_header(); o get_footer(); o have_posts() o anche the_permalink(); e ancora the_title(); e the_content();. Va da se proprio l’utilità di funzioni già incorporate che assolvono al compito imposto senza dover riscrivere nulla. Dalla index si passerà quindi per il criterio di ricerca sulle pagine alla single.php che avrà questo contenuto:

/*

<?php

get_header();

while(have_posts()) {
the_post(); ?>
<h2><?php the_title(); ?></h2>
<?php the_content(); ?>

<?php }

get_footer();

?>

*/

che é come la precedente ma senza la funzione the_permalink(); che fa esplodere i dettagli della notizia. Il get_header(); rimanda a questo contenuto con la funzione di richiamo wp_head():

/*

<!DOCTYPE html>
<html>
<head>
<?php wp_head(); ?>
</head>
<body>
<h1>Guercio University</h1>

*/

mentre il get_footer(); avrà la sua bella funzione incorporata wp_footer():

/*

<p>Greetings from footer.php</p>

<?php wp_footer(); ?>
</body>
</html>

*/

Da notare come sono stati modellati i tag body per raccogliere i contenuti delle pagine nel corpo del documento sia nell’ header che nel footer. Ovviamente tutto ciò serve a cambiare rapidamente una sola volta l’area del header o del footer senza riscrivere tutto per mille pagine e avremo la certezza che il nostro intero sito sarà aggiornato. A questo punto abbiamo il problema di incorporare il nostro foglio stile nel tema come fare? Dobbiamo creare un file function.php e scrivere al suo interno:

/*

<?php

function university_files() {
wp_enqueue_style(‘university_main_styles’, get_stylesheet_uri());
}

add_action(‘wp_enqueue_scripts’, ‘university_files’);

?>

*/

le funzioni vanno richiamate ma qui tramite l’istruzione add_action dico che WP deve caricare la funzione university_files senza bisogno di invocarla. Ovviamente adesso la modellazione della pagina CSS dovrà assorbire la nostra prossima azione. Qui possiamo solo concludere che nella funzione sopra university_main_styles e university_files che é anche il nome della funzione sono nomi arbitrari tutto il resto richiama dei comandi specifici di WP.




Itinerario trekking Monte Cucco, Val di Ranco, località Sigillo: una avventura di Frodo Baggins e della compagnia dell’ anello o del CAI di Gualdo Tadino?

a cura di Fabiola Bisciaio

fabiola bisciaio ceramica umbria

Nessun percorso accidentale verso il monte Fato o battaglie cruente con il terribile Sauron per fortuna ma solo un senso di benessere e tranquillità che si ha quando ci si immerge nella natura…sensazione rigenerativa indescrivibile! Questi non sono i viaggi spaziali della famosa Ncc1701A di startrekkiana memoria ma le scorribande picaresche della appassionata di TREKKING Fabiola B! Ma lasciamo parlare la diretta interessata: la sensazione di ricarica batterie che si ha a contatto con la natura é ciò che accade quando mi spingo là, dove molti sono giunti prima! (cit riveduta e corretta da Star Trek, ndr). Oggi vi racconto la mia”passeggiata” a Monte Cucco (parco sito nel comune di Sigillo, in provincia di Perugia). fabiola bisciaio ceramica umbriaCol mio “pandino” nero ho raggiunto Val di Ranco (quota 1050 m). Come recita wikipedia, la Val di Ranco è una località turistica che si trova in Umbria, nel comune di Sigillo, nella provincia di Perugia e si trova al confine con le Marche dove sorge l’area protetta dell’ Parco nazionale del Monte Cucco, meta di molti escursionisti. Da alcuni anni si tiene il torneo nazionale del deltaplano che richiama molti appassionati da tutto il mondo. Ho iniziato il percorso attraverso sentieri che si inoltrano tra vasti boschi di faggi plurisecolari. Stupendo è il bosco denominato la MADRE DEI FAGGI. Da lì, con alcuni amici, siamo arrivati ….sempre attraverso sentieri magici e misteriosi, alla CROCE DEI FOSSI, cioè un incrocio tra il fosso proveniente dal Val di Ranco con il RIO FREDDO, che nasce nella valle di San Pietro. Costeggiare e guadare, in alcuni tratti,questo corso di fiume, è stata un’esperienza divertente e avventurosa; infatti il letto del fiume, quasi asciutto in questo periodo dell’anno, era quasi totalmente ricoperto da fogliame che rendeva piuttosto”pericoloso” il percorso. fabiola bisciaio ceramica umbriaComunque…bastava alzare gli occhi e vedere questi faggi, alcune macchie di agrifoglio e di tasso, per abbandonare la paura e riprendere l’armonia del cammino. Risalendo siamo arrivati a PASSO PORRAIA, una radura sassosa e molto ventosa. Questo luogo ospita la tomba di Don Erminio Petruio. Mi sono documentata e qest’uomo fu molto amato dalla gente locale. Fu insegnante di matematica e partecipò alla seconda guerra mondiale; fu partigiano e fu molto attivo nelle attività sportive, scalando montagne e prendendo parte a spedizioni speleologiche all’interno di Monte Cucco. fabiola bisciaio ceramica umbriaPasso Porraia è famoso anche per i fossili antiche che si incontrano scavando nel terreno. Siamo ritornati indietro e percorso a ritroso il tragitto già fatto..con una piccola deviazione: siamo giunti alla FONTE ACQUA FREDDA, congiunzione tra il sentiero 229 e il sentiero 225, terreno pietroso e accidentato solcato da uno dei tanti affluenti del Rio Freddo. Eccoci di nuovo al parcheggio! Stanca…ma già desiderosa di intraprendere un nuovo cammino!!! Il trekking è una mia grande passione insieme alla ceramica. Per questo motivo, occasionalmente, mi accingo a unire le due passioni creando piccoli gadget simpatici e creativi! Bè dovrei aggiungere un lungo sermone appassionato sul monte Cucco ma Wiki come al solito é generosa: Il monte Cucco (1.566 m s.l.m.) è una montagna situata in Umbria, lungo l’Appennino Umbro-Marchigiano, nell’area dell’eugubino, compreso nel territorio dei comuni di Costacciaro, Scheggia e Pascelupo, Fossato di Vico e Sigillo. fabiola bisciaio ceramica umbriaDal 1995 è divenuta area protetta con il nome di Parco del Monte Cucco, famoso per molte delle sue caratteristiche morfologiche. Il massiccio del Monte Cucco, composto quasi interamente da calcare massiccio, in passato fu interessato da grandi fenomeni di carsismo sia per infiltrazione di acque superficiali, sia soprattutto per risalita di acque sulfuree che hanno creato centinaia di grotte e cavità.La più grande e famosa è la Grotta di Monte Cucco, che con i suoi circa 35km di sviluppo e -922 metri di profondità, è una delle grotte più grandi d’Italia. La presenza di questa grotta è conosciuta da secoli, in quanto l’ingresso est è ben visibile dalla vallata sottostante. See you soon dear friends! Al prossimo itinerario, segnalando http://www.caigualdotadino.it

Fabiola Bisciaio, artigiana locale, dopo aver effettuato studi scientifici, ha iniziato la frequentazione dell’ accademia di belle arti a Perugia. Da “grande” si è avvicinata al mondo della ceramica, seguendo corsi di formazione sia a Gualdo Tadino, sia a Deruta. Dalla tradizionale maiolica, ha eseguito anche lavori con tecniche nuove come la ” cuerda seca”, di origine spagnola. Fabiola Bisciaio ceramica in Umbria é presente con numerosi articoli tecnici sul portale Umbriaway ed è contattabile alla sua pagina Facebook all’indirizzo: https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia o anche all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/fabiola-bisciaio-ceramica-umbria/!




Al BRILLO PARLANTE con la ceramica di Fabiola Bisciaio: brevi cenni storici sulla ceramica

ceramica umbriaNei 3 precedenti appuntamenti si è parlato della tecnica della “cuerda seca“, del bucchero etrusco e della ceramica villanoviana. Presa dall’entusiasmo dato dalla partecipazione a questi corsi, non ho seguito un ordine logico e cronologico. E’ ora di fare ordine!!!! Comininciamo ” dall’inizio”e quindi dall’origine della ceramica. L’argilla, la terra modellata dalle mani dei primi uomini, fatta seccare al sole e cotta in rudimentali fuochi, è il primo esempio di quella che sarà chiamata ceramica( Keramos è il termine ellenistico). Quindi per la ceramica sono necessari questi 3 elementi: 1) la terra 2) l’arte dell’uomo 3) il fuoco. Queste ” terrecotte”, realizzate esclusivamente con l’argilla, non riuscivano a contenere i liquidi che vi erano posti e quindi l’esigenza di un’ invetriatura di questi oggetti per renderli impermeabili. In epoca egiFabiola Bisciaio Ceramica Umbriazia ci fu questa invetriatura della terracotta cioè la rivestivano con un vetro.In seguito in Grecia la ceramica comincia ad essere considerata non più solo come oggetto necessario alla vita quotidiana, ma una vera e propria forma d’arte. In Italia notevole pregio l’ebbe, come abbiamo detto copiosamente negli articoli precedenti, la produzione Villanoviana e soprattutto Etrusca con i suoi Buccheri. Contemporaneamente in Medio Oriente nasce quella ceramica che è a noi più affine cioè la MAIOLICA, consistente in oggetti di terracotta rivestiti da uno smalto opacizzato molto brillante. Sempre in questa area si diffonde la tecnica del “Lustro”, ossia la decorazione con ossidi o solfuri che cotti in ambienti riducenti, cioè all’interno della camera di cottura si riduce fortemente l’ossigeno, rende ai colori un particolare effetto metallico. Nell’Alto Medioevo si diffonde l’uso dell’Engobbio, cioè si applicava sull’argilla il bianchetto( una via di mezzo tra uno smalto e l’argilla bianca) e poteva essere graffito; il fondo bianco così ottenuto veniva in un secondo tempo decorato e invetriato. Successivamente si diffonde in Italia la tecnica delle decorazioni a lustri metallici, che raggiunse il massimo splendore con mastro GIORGIO da GUBBIO. Nello stesso periodo iniziarono ad apparire i primi esempi di maiolica italiana. Ma è nel ‘500, in pieno Rinascimento, che la maiolica trova la sua maggiore espressione artistica e diffusione. Centri come Faenza, Urbino, Deruta, Gubbio, Montelupo, Genova, Palermo e Caltagirone divengono noti per la produzione di bellissime maioliche policrome. Nei due secoli successivi, in età barocca, gli stili cambieranno, ma la tecnica di base rimarrà sempre la stessa: foggiatura, biscottatura, smaltatura e cottura finale.fabiola bisciaio ceramica umbria E queste fondamentalmente sono le caratteristiche della ceramica…sempre uguali, nei secoli.

Fabiola Bisciaio, artigiana locale, dopo aver effettuato studi scientifici, ha iniziato la frequentazione dell’ accademia di belle arti a Perugia. Da “grande” si è avvicinata al mondo della ceramica, seguendo corsi di formazione sia a Gualdo Tadino, sia a Deruta. Dalla tradizionale maiolica, ha eseguito anche lavori con tecniche nuove come la ” cuerda seca”, di origine spagnola. Prossima inagurazione: “Brillo Parlante” a Nocera Umbra dove sono esposte le sue opere in ceramiche sia in maiolica con la serie di “donne” e “Madonne”e sia in “cuerda seca“.




Web marketing fu vera gloria?!

web marketing umbriaQuanti proclami leggiamo su Internet relativamente ai miracoli del web marketing che è buona norma mescolare al marketing tradizionale?! Di guru altisonanti che promettono mari e monti con lo spettacolare funning marketing di intercettazione é pieno il mondo e gli slogan ricordano un pò le vecchie formule speculative da cinema umoristico tipo sette kg in sette giorni, presupponendo un numero elevato di clienti solo dando adesione all’ ennesimo messia nato dal nulla. Al di là delle finte religioni che emergono creando confusione, la domanda sorge spontanea: ma il web marketing funziona, ha un suo fondamento, come districarsi in mezzo a tanta fuffa gliticinosa (neologismo per l’accademia della crusca)? Partendo da questa criptica domanda la confcommercio umbra, indirizzo internet http://www.confcommercio.umbria.it/, ha organizzato un incontro per il terziario ma non solo finalizzato a informare e adivulgare conoscenza. Prima di avventurarci in questo complesso labirinto rappresentato dalle nuove tecnologie diamo un occhiata anche al content management dell’ associazione http://www.associaticonfcommercio.it/ che é una mescolanza metaforica di cinque linee di metropolitane: 1 canale istituzionale, 2 consulenza e gestione aziendale, 3 capitale umano e formazione, 4 finanziamenti e contributi, start up e innovazione. Da questa mappa l’aspirante imprenditore ma anche chi ha già una sua ragione sociale può trarre grandi benefici. Ma veniamo al topic dell’ incontro: gli step per sviluppare una strategia di web marketing di successo, è il tema del primo incontro #Crescimpresa 2019, l’appuntamento con Confcommercio per scoprire come migliorare la tua azienda, aumentare la clientela e incrementare i tuoi guadagni. Social media? Newsletter? Sito web? Scopri tutti i segreti del web marketing con il corso gratuito in programma il 28 febbraio 2019, dalle ore 14:00 alle ore 16:00, a Foligno: Albergo Casa Mancia, in Via dei Trinci, n. 44! E con questo abbiamo anche risposto al WHERE focale degli inglesi freschi di partecipazione e di itinerari riflessivi. Ma visto che siamo in thema con le famose W dei giornalisti tutte di estrazione inglese ce ne sono tre centrali che dobbiamo ben memorizzare per scivolare nel vivo dell’ argomento: WHAT, WHO, WHY! Ora di questo bersaglio da centrare con ideali freccette dobbiamo mettere al centro il PERCHE’ che é l’anello centrale più simile all’ essenza dell’ elettrone rispetto allo schema circolare generale. Il WHY é legato a una idea di valore aggiunto. Pensiamo agli spot della coca cola, una sostanza che semplificata potremmo relagare a banale acqua zuccherata.

Può fare forse leva questa grande multinazionale sull’ anello due del HOW, del COME? No deve lavorare sul senso di aggregazione che la fatidica sostanza genera tra i suoi consumatori lieti di abbeverarsi con le bollicine in compagnia. E a parità di COSA (di cosa offro sul mercato) chi vince quando le modalità di estrazione del profotto sono le stesse? Il prezzo! Per questo la superficialità cinese ha il sopravvento sui mercati, perché il suo cosa, costa poco. E allora come possiamo differenziarci e far scoprire il nostro valore aggiunto? Lavorando sul perché! Pensiamo a un lavoro che sta per scomparire come l’artigiana di cesti in vimini. Come pubblicizzare un simile business? Valorizzando gli intrecci culturali edi tradizione storica legati al territorio, aspetti che sono anche in sintonia con la filiera del turismo che caratterizza l’Umbria come business primario. Con http://www.confcommercio.umbria.it/pagine/crescimpresa si è fatta chiarezza poi su questa idea di intercettazione e di misurazione che il marketing tradizionale dei cartelloni pubblicitari non può offrire. Mentre il famoso Milton Model spara nel mucchio a caso, con l’imbuto rovesciato abbiamo una individuazione dei bacini di nicchia specialistica che ci mettono in contatto con il nostro target di riferimento. Già questa risulta essere una idea rivoluzionaria che risponde da sola positivamente alla domanda iniziale che ci siamo posti all’ inizio del nostro viaggio. E’ chiaro che in poco tempo alcuni aspetti come i social e il calendario editoriale, piuttosto che il retargeting con le opzioni messe a disposizione da FB per esempio per collegare gli utenti del nostro sito al nostro canale social, le opzioni di misurazione con analiytics sono state fortemente penalizzate, ma l’incontro aveva solo l’obiettivo di offrire un quadro generale per aprire delle finestre sul cortile, parafrasando un famoso film di tensione e l’incontro ha assolto a questa funziona cercando di accendere qualche interruttore e lampadina. Una giornata ideale per far incontrare le esigenze del saper con quelle del saper fare. web marketing umbriaCon http://www.advertoitalia.com/ infine il team di docenti ha lasciato un utile esercizio di chiarificazione per arricchiere di frecce la propria faretra creativa, appunto un figlio dove il what come cerchio esterno si accompagna con quello intermedio del how per chiudersi intorno al nucelo centrale anello numero tre del why, tutti spazi bianchi da riempire e stratificare con lampi di consapevolezza. Di che cosa ti occupi? Come lo fai? Perché dovrebbe importarmi, cosa voglio trasmettere, comunicare? Come intendo dare credibilità al mio brand? Quale impatto comunicativo ha ora la mia azienda?! Come posso migliorare in working progress? Certo é che aziende come https://www.agrieuro.com/ hanno fortemente incrementato il fatturato in pochi mesi con la formula dell’ e-commerce per esempio, ma analoghi benefici li ha ottenuti il settori automotive per esempio con aziende tipo https://www.perugiamotori.it/ in certi casi addirittura oltre le più rosee aspettative. E quindi? Niente giornata ricca di riflessioni per l’aspirante imprenditore che ha mire bellicose in fatto di business ma non solo, niente impedisce l’idealista già ricco di suo a sfruttare le tecniche sopra descritte per valorizzare il territorio e le risorse eccellenti che ogni tanto emergono per diventare un modello di sviluppo, per esempio. A questo punto possiamo rispondere con chiarezza alla domanda e dire risoluti che il web marketing se vengono generati contenuti di qualità ad orientamento seo non sta per niente agonizzando raschiando il fondo del barile, anzi, basta studiare i numeri, senza dare per buone fasmagoriche tesi speculative.




La ceramica questa sconosciuta 3: CERAMICA VILLANOVIANA

ceramica umbria

Precedentemente si è parlato con la nostra esperta di settore Fabiola Bisciaio, degli etruschi e nello specifico del BUCCHERO tipica ceramica di questa civiltà, indirizzo internet https://www.umbriaway.eu/2019/01/07/la-ceramica-questa-sconosciuta-2-il-bucchero/ e all’ inizio di questo excursus abbiamo visto la tecnica della corda secca: https://www.umbriaway.eu/2018/09/29/la-ceramica-questa-sconosciuta-1-la-tecnica-decorativa-della-corda-secca/. Ora facciamo cronologicamente un passo indietro e parliamo dell’arte villanoviana. I villanoviani furono un popolo pre-etrusco vissuto dal IX al VIII sec. A.C. Molto probabilmente , considerando che in nessuna città etrusca si constata uno sconvolgimento, un cambiamento improvviso o una frattura, si pensa che la civiltà villanoviana possa considerarsi come la prima fase di quella etrusca. Una delle principali caratteristiche della civiltà villanoviana è l’uso quasi esclusivo( almeno nei primi secoli) nei riti funerari della cremazione, a differenza dei successori ( gli Etruschi) che inumavano i corpi dei defunti. Come ricordato nella precedente puntata sul bucchero è proprio nei corredi delle tombe che si trovano reperti artistici e..per quello che interessa a noi ceramici. I villanoviani utilizzavano un vaso biconico come contenitore delle ceneri. Il vocabolo “Villanoviano”venne coniato alla fine dell’800 quando vennero fatti dei ritrovamenti archeologici nei pressi Villanova di Castenaso in provincia di Bologna.

ceramica umbriaCERAMICA: La ceramica mostra forme molto varie, con le pareti spesse (per cui è necessaria una cottura ad alte temperature, che comporta una specializzazione artigianale accentuata).Il termine giusto per indicare i loro manufatti ceramici sarebbe “oggetti d’impasto”perchè venivano prodotti con terra argillosa presa dai campi. La decorazione è incisa, spesso con uno strumento a più punte, e i motivi sono prevalentemente geometrici. La bellezza di questa tecnica consiste nella COTTURA dei pezzi; infatti il prodotto finale è di colore bruno/marrone con sfumature e macchie . HO PARTECIPATO A LEZIONI CHE HANNO PERCORSO FASE PER FASE L’ESECUZIONE DI UN MANUFATTO “VILLANOVIANO”, vi assicuro che è stata un’esperienza bellissima e costruttiva; il momento più emozionante è stato quando hanno tolto i pezzi dal forno (a gas) INCANDESCENTI e rotolati su un misto di sabbia e segatura. Tutto ciò ha come risultato finale dei manufatti “macchiati” dalle affumicature che riprende gli effetti dati dal fumo nei bracieri delle tipiche cotture della civiltà villanoviana. Oggi abbiamo i forni per cuocere …ma come facevano i villanoviani? Loro cuocevano a “cielo aperto” cioè scavavano una fossa nel campo e ponevano sopra un piano di oggetti in argilla.Dopo una prima fase di pre-riscaldamento, accendevano vicino alla fossa un fuoco e avvicinavano piano, piano le braci all’argilla. Il tutto veniva coperto con delle fascine di legno, che dovevano essere fini perchè dovevano produrre la fiamma. La lenta cottura poteva dirsi ultimata quando i pezzi in argilla diventavano rossi.

Si è accennato prima che dopo i villanoviani ci furono gli etruschi. La loro produzione artistica va dal VII al I sec. A.C. e proprio nel primo secolo A.C. la ceramica a vernice nera ( tipica etrusca) fu soppiantata dalla TERRA SIGILLATA. Ebbe origine nel Medio Oriente e si diffuse poi in Italia , trovando il suo centro migliore di produzione ad AREZZO.Questo tipo di vasellame era destinato ad essere utilizzato come servizio da tavola. La sua caratteristica principale è una vernice rossa e la decorazione a rilievo; alcuni esemplari riportano impressi dei bolli ceramici o “sigilli”…da qui la derivazione del nome. La cosiddetta vernice si realizza attraverso la decantazione dell’argilla in acqua a cui viene aggiunto un elemento fluidificante che facilita la precipitazione del calcare sul fondo e la sospensione delle particelle di feldspato che costituiscono l’elemento vetrificante dell’ argilla e quindi ..essendo una ceramica “vetrificata” può essere usata a fine da mensa. Ricordiamo che in Italia ebbe il suo centro fiorente ad Arezzo( ceramica aretina) dalla metà del I sec A.C. alla metà del I sec D.C. Nel corso del II sec D. C. questo tipo di ceramica fu soppiantata dalle fabbriche nord africane ( terra sigillata chiare o africane) di colore rosso-arancio o rosso-bruno prive di decorazioni.

A presto con le prossime curiosità sulla ceramica con https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia !!!!




La ceramica questa sconosciuta 2: il bucchero

Esploriamo il vasto mondo della ceramica con
Fabiola Bisciaio

All’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/2018/09/29/la-ceramica-questa-sconosciuta-1-la-tecnica-decorativa-della-corda-secca/ abbiamo intrapreso un percorso conoscitivo sulle tecniche di lavorazione della ceramica con Fabiola Bisciaio. In questo primo articolo abbiamo visto in che cosa consiste la tecnica decorativa della corda secca di origine spagnola.

In questo secondo intermezzo lasciamo parlare direttamente l’interessata con una nuova esplorazione, il bucchero che tanto per citare wikipedia sinteticamente rappresenta un tipo di ceramica nera e lucida, spesso fine e leggerissima, prodotta dagli etruschi per realizzare vasi. La integrale monocromia nera è la caratteristica più evidente di questa tipologia di ceramica e la colorazione veniva ottenuta mediante una cottura particolare. Ma vediamo in dettaglio dalla diretta interessata, da notare che i disegni visibili in questo paragrafo sono studi preparatori dell’ autrice ispirati direttamente all’ arte etrusca e quindi indirettamente a quella greca.

Si continua il viaggio nel mondo della ceramica. Oggi vorrei parlarvi del BUCCHERO.

La caratteristica del bucchero è che tutto l’impasto compreso l’interno…è nero. Quindi si tratta di un tipo di ceramica dove predomina questa colorazione.

Naturalmente esiste una motivazione che la dobbiamo cercare sia dal tipo di argilla, ma soprattutto dalla tipologia di cottura…ma di questo ve ne parlerò dopo.

È importante sapere che il bucchero è la tipica ceramica etrusca anche se l’etimologia della parola risale al 1700 / 1800 cioè al periodo in cui erano diffuse le ceramiche di provenienza del sud america appunto il”Bucaro”; che erano molto simili a quelle estrusche, diffuse al momento delle prime ricerche archeologiche in Italia.

LAVORAZIONE DELLA CERAMICA

 

Gli Etruschi lavoravano principalmente l’argilla a mano cioè a COLOMBINA O LUCIGNOLO anche se avevano iniziato a lavorare il tornio per dare maggiore perfezione agli oggetti.

L’argilla usata era ricca di materiale organico e di ossido ferrico rosso.

La decorazione: Principalmente troviamo la decorazione a “IMPRESSIONE” cioè a timbratura. Come veniva eseguita? Si usavano rotelle di argilla con diversi disegni, per lo più geometrici che venivano fatti rotolare nel pezzo fino a che non veniva inciso il disegno.

Esisteva anche la decorazione “excisione” cioè a scarto: con chiodi o piccole sgorbie venivano incisi i pezzi e poi scavati per formare il disegno desiderato.

Steccatura: Dopo l’essiccazione dell’oggetto creato in argilla, questo veniva “steccato” cioè levigato con una stecca di legno (oggi si usa la pietra AGATA)  per chiudere e levigare tutti i pori dell’argilla e per lucidare il pezzo.

E passiamo finalmente alla COTTURA che è l’aspetto fondamentale di questo tipo di ceramica perché la colorazione nera non è nient’altro che l’affumicazione dell’argilla.

Gli Etruschi cuocevano i loro pezzi nelle fornaci con secchi di terracotta (MUFFOLE) a 700/750 gradi. Questi secchi erano chiusi ermeticamente per creare la riduzione dell’ossigeno. Quindi in questa atmosfera fortemente riducente, l’ossido ferrico rosso presente nell’argilla, si trasformava in combinazione con l’ossido di carbonio, presente all’interno della camera di cottura e nel corpo dell’argilla, in ossido ferroso nero. Per questo motivo il bucchero è nero.

Fondamentalmente l’arte etrusca riprende e ricopia l’arte greca, che raggiunge il suo massimo splendore nel V sec A.C.

Nell’arte etrusca la ceramica più raffinata e lavorata si trova nei corredi delle tombe, vere e proprie camere piene di oggetti.

 

Fabiola Bisciaio ceramica in Umbria è contattabile alla sua pagina Facebook all’indirizzo: https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia. Ringraziamola per questa tecnica dissertazione tecnica sul “bucchero” e attendiamo sviluppi sull’esplorazione di qualche altra tecnica rocambolesca che riguarda il vasto universo della ceramica. See you later!




La ceramica questa sconosciuta 1: la tecnica decorativa della corda secca.

Fabiola Bisciaio Ceramica UmbriaEsploriamo il vasto mondo della ceramica con

Fabiola Bisciaio

In Umbria la produzione della ceramica ha 4 centri sensibili di antica tradizione storica: Deruta, Gualdo Tadino, Gubbio e Orvieto ma l’arte dell’antica terracotta è una caratteristica saliente di tutta la regione che ha come peculiarità geografica la produzione di un terreno fertile e argilloso, ideale per la modellazione della terracotta, grazie anche alla facile reperibilità di materiale legnoso necessario per l’alimentazione dei forni produttivi. Dal punto di vista della storia abbiamo numerosi reperti di terracotta che testimoniano di antichissimi insediamenti sulle rive di fiumi nevralgici, come può essere ad esempio la zona dell’Alto Tevere (antichi Umbri ed etruschi), che raccontano di una lavorazione della ceramica che va avanti dalla notte dei tempi.

Fabiola Bisciaio ceramica in Umbria

Lo sviluppo dell’artigianato tematico in questo settore si autoalimenta senza soste nell’Italia Centrale, plasmando una corporazione di professionisti che migliorano la loro arte amanuense implementando nelle loro lavorazioni nuove soluzioni e idee che attingono a una preziosa tradizione.

Umbriaway ringrazia nello specifico Fabiola Bisciaio, una artista competente nel settore della ceramica che ha il suo avamposto logistico creativo in vocabolo Gaifana, che ci mostra uno spaccato inedito di questo universo complesso dove per restare competitivi è necessaria un’ auto-formazione continua.

Ma lasciamo parlare la diretta interessata con questa prima puntata dedicata a una tecnica particolare, quella della “corda secca”.

Tecnica della CUERDA SECA

Fabiola Bisciaio ceramica UmbriaIl mondo della ceramica..è un mondo vasto, pieno di sorprese con le sue innumerevoli tecniche di lavorazione e di cottura. Oggi vorrei parlarvi di un tipo di lavorazione, anzi di decorazione: la “CUERDA SECA“.

La cuerda è di origine spagnola. Il nome, in italiano corda secca, deriva dall’utilizzo di una corda impregnata di grasso con la quale veniva eseguito il disegno sul supporto di lavoro e gli spazi vuoti creati dalla corda venivano riempiti con smalti colorati.

Una volta asciugato il lavoro veniva cotto (seconda cottura) e durante questo processo la corda bruciava, lasciando il tratto nero.

Dopo questi brevi cenni storici vorrei vedere con voi passo, dopo passo, l’esecuzione di questa decorazione diffusa nel settore della ceramica in Umbria, tecnica “most importantly!”

Fasi di lavorazione:


1) Con l’argilla si crea l’oggetto desiderato e si porta in prima cottura. Il prodotto si chiama ” biscotto” o “semilavorato”.

2) Si passa alla decorazione; innanzitutto bisogna preparare la cuerda( anche se trovate il preparato ” bello e pronto” nei negozi specifici) Per la preparazione della cuerda occorre ossido di manganese + fondente. La polvere così ottenuta si diluisce con olio di oliva e il medium universale. Ora si procede con il disegno; scegliete il soggetto che più vi appaga e con un pennello a serbatoio eseguitelo.

3) Con gli smalti andate a riempire gli spazi delimitati dalla cuerda creando gli effetti cromatici desiderati.

4) Portare in cottura ( seconda cottura) il prodotto …et voilà!!! La vostra creazione è pronta. Alcuni dei miei lavori in cuerda…potete sbizzarrirvi e creare tante “chicche”!!!

Fabiola Bisciaio ceramica in Umbria è contattabile alla sua pagina Facebook all’indirizzo: https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia . Ringraziamola per questa chicca decorativa sulla “corda secca” e attendiamo sviluppi sull’esplorazione di qualche altra tecnica fascinosa che riguarda il vasto universo della ceramica. See you later!




Social Media Marketing: Twitter overview

Tra i social media https://twitter.com/ è sicuramente il servizio meno indicato per influenzare una propria autopromozione intensiva, anche se in una strategia di 100 comunicazioni stringate da 140 caratteri, dieci twitt (questo termine per inciso che combatte con il famoso tweet è preferibile secondo gli esperti rispetto al suo antagonista troppo “dolce sintatticamente” per la sua volontà di anonimato, coerente con il medium analizzato) dedicati alla promozione di se stessi sono tollerabili. Pensiamo solo a come le notizie arrivino prima su Twitter e poi sui media tradizionali, televisioni e radio. Pensiamo ai politici che fanno dichiarazioni ufficiali a caldo sfruttando questo canale o agli sportivi che plasmano la loro comunicazione con battute efficaci su questo media. Ma di che cosa stiamo parlando esattamente? Lo strumento di marketing nasce nel 2006 ed è famoso per il suo cinguettio dal verbo inglese to tweet, Nell’ ottobre del 2017 è stata messa in piedi una sperimentazione ufficiale per prolungare la stringa di caratteri a 280, raddoppiando il setting di default. Sicuramente twitter è un canale più idoneo per professionisti che intendono allacciare relazioni con settori nevralgici o migliorare la comunicazione con i loro clienti. In questo senso bisogna sapersi destreggiare dentro questo immenso labirinto per coglierne tutte le potenzialità proposte, in modo da capire bene che cosa si intende per follower, per followers o per il famoso simbolo #hashtag. E per ritwittare cosa si intende? Andiamo con ordine. Twitter è quindi una piattaforma ideale per chi vuole tenersi aggiornato prima degli altri, a questo proposito è bene dire che essendo le API pubbliche sono utilizzate da terze parti per arricchire il servizio con applicativi molto utili, tipo dashboard personalizzate dove è possibile monitorare diversi contenuti provenienti da diversi social media. Certamente valorizza il brand della propria azienda anche se il tutto deve avvenire senza politiche di spam ma semplicemente limitandosi ad essere se stessi come individui unici che partecipano a discussioni pubbliche portando il loro contributo di contenuti. Aumenttando la nostra credibilità di interlocutori siamo così in grado di reclutare automaticamente FOLLOWER (coloro che mi seguono) svincolandomi dalla logica del FOLLOWING (cioè coloro che sto seguendo). Mentre il famoso simbolo # indica per l’appunto l’HASHTAG, un tipo di etichetta che ci consentirà di “taggare” le parole chiave più appropriate e performanti per arricchire il bacino relativo a quel topic. Per esempio l’hashtag #smm sta ad indicare la parola chiave social media marketing dove confluiranno tutti i nostri contenuti creati come tipologia di argomento. Come piattaforma veloce che nel giugno del 2017 contava circa 328 milioni di utenti, ne consegue che i TWITT, i famosi cinguettii, hanno vita breve rispetto ad altri social, per cui si ha a che fare con una maggiore frequenza di pubblicazione, essendo per caratteristica i post lunghi per l’appunto solo 140 caratteri. Dalle aziende viene spesso usato come strumento provocatorio per stimolare risposte da parte degli utenti, in modo da avere un feedback tematico. Ovviamente esistono anche servizi a pagamento, tipo i famosi twitt ads, dove i parametri in gioco sono i click, i retwitt e le risposte. La piattaforma si contraddistingue anche per la presenza di aziende pubbliche che devono fornire comunicazioni ufficiali al cittadino in tempi celeri, pertanto parliamo di uno strumento decisamente più professionale rispetto a un FB per esempio, dove le interferenze fake e i filtraggi sulla credibilità della fonte sono spesso viziati da difetti di forma. Certamente si possono ottenere grandi risultati du Twitter, in primis essendo semplicemente se stessi, mostrando la propria credibilità da professionisti così come é nel mondo reale e in secondo luogo alimentando strategie di circolo vizioso basate sulla pianificazione degli obbiettivi, l’ascolto dell’ “audience“, passando per una fase di networking in cui le ralazioni anche peer to peer vanno alimentate, per approdare alla fine al Tweet vero e proprio e all’ analisi dei risultati, strumento essenziale messo a disposizione dalla piattaforma per monitorare le proprie influenze in rete e migliorarle. Per fare la differenza si tratta in ultima analisi di fornire valore aggiunto nella condivisione, cosa che automaticamente porta benefici sul proprio vessillo sventolato nel profilo, che deve essere completo ed aggiornato. Essendo Umbriaway Consulting attenta alla formazione e al digital divide, la cosa migliore è sfruttare come al solito le potenzialità della rete per usufruire di servizi di formazione appropriati, anche su Twitter GRATUITI, passando per UDEMY per esempio, indirizzo internet https://www.udemy.com/ , come per esempio l’ottima esposizione proposta da https://www.udemy.com/come-ottenere-il-massimo-da-twitter/ . Twitter dopo aver svolto il corso non avrà più segreti e la tua presenza in rete verrà amplificata.




Gualdo Tadino a Fumetti: una trilogia di volumi a firma di Luigi Gaudenzi

Ogni eruzione creativa ha il suo perché e la sua genesi complicata. Persino un vulcano quando esplode non fa altro che mettere in atto in una fase di elaborazione liberatoria con tutta una serie di processi che hanno congiurato nel sottosuolo. Sei di fronte a Guernica di Picasso e pensi che quell’ immagine è solo una creazione dell’artista, invece è solo il processo finale di tutto un collage di studi preliminari e di bozze, di scelte complicate e di riflessioni sentite che hanno portato al prodotto finale, ore e ore di lavoro che in quell’ attimo in cui vedi il tutto non percepisci. Che sia un libro, un film, un fumetto, un quadro quello che sfugge a volte è tutto il lavoro che c’è dietro alla punta dell’ iceberg e di conseguenza anche la fatica che ne consegue. Ma facciamo un passo indietro e iniziamo dalla genesi di questo post. Se metti in pista un claim come “risorse da scoprire e valorizzare” il tuo lavoro diventa quello di scavare e fare il curioso, scartabellare anche dove non ti è consentito. Ora la bellezza di un locale “mangereccio” come il Grottino ( https://it-it.facebook.com/pg/ElGrottino/posts/?ref=page_internal ) consiste nel fatto che c’è una sala lettura a corredo o anche sala delle presunte attività culturali affastellata di ripiani che ospitano dei libri e anche…qualcosa di diverso tipo fumetti! Per caso, aprendo il secondo volume di una trilogia che ai tempi non conoscevo (stiamo parlando di diversi mesi fa) dal titolo Gualdo Terra de Passo, mi sono imbattuto sempre per caso in una tavola in cui veniva espressamente citato un evento di Colle di Nocera Umbra del 1656 che conoscevo perché riportato anche da Sante Cioli nel suo secondo volume in cui il parallelismo e l’esattezza della notizia rimaneva fondante rispetto alla libera interpretazione del vignettista, l’autore della trilogia Luigi Gaudenzi, non più vivente. Sempre per caso e diciamocelo, con una solenne botta di culo, si veniva a scoprire che nel gruppo di appassionati booklovers locali vi era una delle figlie che con grande cortesia ha rigirato in dono al sottoscritto addirittura l’intera triade della storia di Gualdo a fumetti! Quindi ripartiamo dall’ inizio. Che Umbriaway Consulting ancora prima di incappare in questo divertentissimo (l’aspetto ludico e il senso dell’ ironia dell’ autore aiutano a assimilare una consistente cronologia di eventi alla base che non sono date liberamente interpretate, detto in altro modo, si apprendono cose del territorio senza poderosi mal di testa) documento storico triumvirale (un neologismo per far inorridire l’accademia della crusca?) avesse in testa di approfondire la questione della storia locale lo testimonia una pagina qualsiasi del portale tipo http://www.umbriaway.eu/castrum-collis/ e che il fumetto da sempre sia un arte espressiva che non può essere trascurata lo si può evincere sempre da risorse presenti nel portale come http://www.umbriaway.eu/2017/12/31/come-possiamo-definire-la-nobile-arte-del-fumetto-risponde-agenzia-web-marketing/, semplificando se mi ritrovo la botte piena e la moglie ubriaca allora è facile che 1+1 mi possa dare come risultato anche l’uva sulla vigna, perché di fatto questi tre volumi a fumetti sula storia di Gualdo sono un autentico toccasana intellettuale non solo per la qualità del taglio vignettistico di questo portentoso affresco (tre volumi, il primo dalla genesi di Taino al rinascimento, poi ripreso per arrivare all’ unità d’Italia nel secondo volume per chiudersi con l’era moderna nel terzo volume) ma anche per i testi che lo stesso Luigi ha elaborato a sostegno per raccontare la sua visione della storia, una libera divagazione vincolata però a date solide citate da fonti sicure, come del resto la sezione bibliografia a fondo pagina in ogni volume può testimoniare. Insomma per dirlo in sintesi senza tante mezze misure, un “lavoro della madonna” che oltre ad essere utile, spassoso e divertente (perché il fumetto ha queste caratteristiche trasmissive) è didattico perché ci fa riflettere sulla storia del nostro habitat. A questo punto però bisogna resettare tutto e ripartire da capo, altrimenti non si capisce perché il vignettista in questa triade ci abbia messo passione, impegno e talento che viene percepito fino in superficie incuriosendo il lettore. Torniamo al famoso momento della famosa peste di Colle di Nocera Umbra, esplosa nel 1656 che conosco bene come evento, perché un mio lontano parente, un certo don Francesco Faraoni, era a capo della parrocchia in quel periodo, il tutto raccontato nel secondo libro sulla storia di Colle a firma di Sante Cioli, che scrive nelle sue cronache: 14 luglio 1656. Memoria del tempo che comincio la peste nel Castello di Colle, che la che la portò Giapechetto da Vergilio da le maremme per via di un napolitano per essersi accompagnato con lui il giorno e la notte morì il detto Napolitano; e lui lo circò e gli levò alcune robbe e i dinari”. Ora analizziamo quanto riportato da Luigi in una vignetta dove contestualmente riporta la stessa data 1656 come avvio del contagio: “…comincio la peste nel Castello di Colle che la portò Giapechetto da Vergilio da le maremme per via di un napolitano  che la notte morì e lui lo circò e gli levò le robbe e i dinari (insomma lo derubò) ”.Il libro Storia della parrocchia di San Gregorio e San Romano in Castro Collis è del 1986 mentre il secondo volume della triade di Luigi Gaudenzi è del 1996. Tradotto quando ho visto la vignetta ho pensato, però questo artista sa il fatto suo, costruisce la sua rappresentazione visiva su informazioni reali, poi ci sta che l’affabulatore ci costruisca sopra le sue libere interpretazioni, come sottolinea del resto lo stesso Luigi in tutte le copertine dei suoi tre stupendi volumi. Per la cronaca sia Cioli che Gaudenzi fanno riferimento a un documento di un prete contemporaneo locale, don Simone di Giovanni Mancia, che si è espresso come sopra attingendo ai registri parrocchiali dell’ epoca conservati negli uffici dello stato civile di Nocera, insomma per farla breve poca fuffa e tanta sostanza, in quanto la credibilità della cronologia usata per costruire le fondamenta storica della trilogia è inconfutabile. A questo punto bisognerebbe ripartire dall’ inizio e estrapolare altre cose interessanti, ma la cosa migliore è invece godersi questi tre stupendi volumi a firma del compianto Luigi Gaudenzi e divertirsi imparando un po’ di storia, magnifico espediente didattico da usare in un fumetto come filosofia trasmissiva della conoscenza in versione easy! Dulcis in fondo non poteva mancare una banalità: quando si legge della storia di Gualdo come in questo lavoro, di fatto si attinge alla storia di tutte le zone confinanti, da Perugia a Fabriano e con tutti i Papi di mezzo, per cui gli eventi che vengono narrati riguardano indirettamente anche gli stranieri di Gubbio e i bellicosi (al tempo) nocerini!