Lo strano caso del grifone di giada, Mauro Carpa da Nocera Ombrosa colpisce ancora!

Il fascino dei Sam Spade e del suo autore Dashiell Hammett (perseguitato dal maccartismo e morto nella miseria, questo non va dimenticato, personaggio che di guerre ne aveva attraversate due da protagonista attivo) poi convertito in chiave cinematografica con il mistero del falco dove compare il prototipo di investigatore sferra pugni anni trenta Bogart con la sua sigaretta agli angoli della bocca, tutto il caos provocato dal falcone maltese pubblicato a puntate nella celebre rivista the Black Mask negli anni trenta che fece la fortuna di molti scrittori esordienti poi diventati immortali, non deve ingannare con la quinta affermazione annuale di Umbriaway Consulting che catapulta per la terza volta fuori dai confini regionali la cupa Nocera Ombrosa e il personaggio di Mauro Carpa detective privato dalla concezione nichilistica ma propositivo nel risolvere casi impossibili, notato da un concorso della Montegrappa edizioni. Così come tributo a dei giganti sulle spalle dei nani, il falcone diventa il simbolo di Perugia, il famigerato rapace grifone, ma ciò non toglie che di fatto ci sia ben poco di lineare nello svolgimento della trama, esattamente come accadeva nelle sceneggiature corpose dei primi cult movie sul genere, dove un trambusto di personaggi comparivano sulla scena per fare tanto rumore creando confusione a go go! Ecco dunque come MC risolve brillantemente “lo strano caso del grifone di Giada“, dove il crimine non è finalizzato a smascherare il colpevole con una fine indagine da intellettuali elitari, ma funzionale solo a legittimare gli sfaceli delle miserie del sistema, ovvero la globalizzazione a pozzanghere liquide bce che tanto poco piace a Carpa come modello di sviluppo:

umbrianoir

Ero felice di aver scelto quel giorno particolarmente freddo per prendere quella decisione. Il caldo mi avrebbe ottenebrato la mente. Respiravo l’aria salmastra a pieni polmoni, mentre la City Eye di Salerno ruotava placidamente sul lungomare. Girai la testa verso Vietri, invidiandola.

– Beata te che sei sempre sul mare! – pensai tristemente. Arrivò in ritardo come sempre.

– Scusami! –

– Non preoccuparti. Mi stavo godendo il panorama. Camminiamo? –

– Certo! Ma lasciati baciare! Senza di te non so proprio come avrei fatto a risolvere il caso! –

Il caso a cui si riferiva era quello del grifone di giada, un antico manufatto fatto fare in Persia intorno al 1230 da Federico II di Svevia e finito all’asta da Christie’s per la modica cifra di 15 milioni di dollari. L’acquirente, un ricco magnate indonesiano esportatore di tessuti, di cui Vietri era la referente linguistica per le transazioni e la buona riuscita del business, però non aveva mai ricevuto alcunché essendo il prezioso gioiello sparito la notte precedente alla formalizzazione giuridica del cambio di proprietà. Ovviamente “il monco” un pericoloso pregiudicato residente a Salerno, un professionista nel settore, aveva tentato di far arrivare il grifone fino in Russia dove un mercante poco avvezzo alla fatturazione elettronica, aveva già predisposto come far arrivare nelle mani giuste l’oggetto a un misterioso collezionista. A mettere le mani sul monco ero stato io, ma la domanda che tutti a questo punto farebbero a Vietri potrebbe essere “spiegami perché tu e il monco siete nati entrambi a Salerno pur facendo attività diametralmente opposte, il criminale di rango lui e la traduttrice di lingue te medesima”, invece dissi soltanto:

– Ho portato i documenti da dare al tuo cliente, così può legittimare il passaggio di proprietà del grifone, qui trovi la copia del verbale dell’interrogatorio, dove il monco confessa di aver prelevato il prezioso cimelio e anche le testimonianze incrociate degli intermediari che hanno partecipato al colpo, manca solo il nome del committente, ma il monco è stato chiaro in proposito, dal suo punto di vista semplicemente non ci sono mandatari e ha agito da solo ma io non gli credo –

Le mie parole crearono una sacca di vuoto e tensione sulla sabbia che a quell’ora era poeticamente gremita da gabbiani in transito che ricordavano felici di correre nel cielo liberi e senza inganni, quanto poteva essere bella e semplice la vita. Vietri mi guardò sorridendo e io mi sciolsi come sempre quando lei entrava in modalità “io sono bellissima e tu sei mio, sia per avere quello che mi serve o anche per completare altro”. A quell’altro io non ci ero mai arrivato, anche se lo avevo sognato. La ragazza sui trenta era nel pieno della maturità di donna, con tutte le curve nel posto giusto e due stupendi occhi verdi fiammeggianti in risalto su una carnagione abbronzata impreziositi da superbi capelli corvini da strawamp. Avrebbe potuto fare qualsiasi cosa nella vita, soprattutto la modella, invece aveva scelto di essere soltanto una esperta linguistica per traduzioni internazionali e missioni specialistiche per le transazioni di affari. Qualsiasi tipo di affare. Anche quelli che sconfinavano nel campo delle intermediazioni su oggetti antichi di rilevanza storica planetaria. Mi parlò mentre prendeva i documenti che io gli porgevo:

– Allora vuol dire semplicemente che il Monco dice quello che dice e che non ci sono mandatari, sentenziò lei e comunque non ti ringrazierò mai abbastanza per quello che hai fatto, hai districato una bella matassa, ma come hai fatto ad arrivare al Monco e a recuperare l’oggetto? –

– Bè se ti sei rivolta alla Mauro Carpa investigazioni è perché non avevi dubbi sulla buona riuscita dell’operazione, altrimenti avresti il tuo cliente avrebbe ripiegato su una seconda scelta. Ti dico dopo, adesso accompagnami fino al parcheggio e godiamoci questo stupendo anfratto di città, da noi in Umbria abbiamo solo versanti appenninici intrisi di verde e anche agitati da insani tremori di sottofondo –, conclusi abbacinato da così tanta bellezza non certo riferita al paesaggio.

umbrianoirConoscevo Vietri dai tempi dell’università, l’avevo conosciuta in un campus e seppure ai tempi stessi cavalcando un onda completamente diversa dalla sua, con i miei studi in psicologia, il suo dialetto meridionale e garbato che la relegava a salernitana doc, aveva fatto breccia nel mio cuore e sulla mia rubrica telefonica, evidentemente anche per lei, perché dopo qualche anno mi aveva cercato per risolvere un problema non da poco. La spiaggia salernitana ci camminava a fianco sorniona ricca di aspettative. Il tramonto era uno spettacolo esclusivo da non perdere per chi sapeva decodificare la bellezza di esistere. Mancava poco al parcheggio, incominciai a preparare il gran finale.

– Certo che dal Monco non me lo aspettavo! Come supporto logistico per smaterializzare l’urna da Christie’s è andato a scegliere un ragazzino appena assunto come guardiano, prendendo in ostaggio la sorella. A farli parlare é stato un attimo anche se erano terrorizzati per le conseguenze, il Monco li aveva proprio spaventati a dovere. E comunque il lavoro sporco lo hanno fatto una ciurma di rumeni poco affidabili, con dei tatuaggi sul collo fin troppo riconoscibili, da lì incrociando con l’interpool il database dei criminali in attività siamo risaliti alla banda, che però era stata contattata solo con una transazione via internet. Insomma una missione suicida piena di pecche, alla fine uno dei rumeni scaltro nel campo della sicurezza informatica è entrato nel computer del geometra Carletto Sinagra, in arte il Monco, raffinatissimo fuorilegge noto per il suo codice etico, con residenza a Salerno e lo abbiamo costretto a spifferare. Ma soprattutto abbiamo recuperato il “pacco” sulle sponde del Danubio prima che scomparisse per sempre. Ma ancora qualche conticino non torna…-

Nel frattempo eravamo arrivati al parcheggio e lei mi consegnò la busta con i diecimila euro concordati in pezzi da 500 come parcella per il lavoro eseguito in tempi ultrabrevi, avevamo concluso l’inchiesta in meno di un mese. Chi l’aveva mai visti pezzi di filigrana così corposi in termini di valore? Di questi due terzi se ne erano andati solo per le spese vive, per lubrificazione di ingranaggi e conoscenze specialistiche e costi di viaggio. Pazienza quello che rimaneva era una miseria, ma la mia azione di attacco alla giugolare di Vietri non era finita:

-Vedi c’è proprio una cosa che non mi va giù, questa cosa del tassello finale, manca la supermente criminale che ha messo in piedi questo business!-, dissi giunto ormai a ridosso della mia scassatissima seicento grigia, che avevo trascinato fino a Salerno partendo da Nocera Ombrosa.

-Semplicemente non c’è quindi non ci pensare goditi il tuo meritato compenso!-, disse lei ammiccando ma inaspettatamente giunse a interrompere il siparietto una gazzella dei carabinieri dal quale scese un signore alto gentile che si presento come capitano Minniti. Vidi Vietri sbiancare mentre lui articolava la logica conclusione di quel dramma teatrale:

-Adele Vietri? Cortesemente dovrebbe seguirci in caserma, abbiamo recuperato il vero grifone di Giada in una cassetta di sicurezza a Bucarest intestata alla signora Cezarina Ionesco, abbiamo recuperato anche i video dei sistemi di sicurezza, seppure leggermente ritoccata e con i capelli biondi e occhiali scuri abbiamo l’assoluta certezza che lei la scorsa settimana aveva predisposto uno scambio tra grifoni in zona Danubio, con modalità che adesso ci spiegherà meglio in questura –.

La vita può essere crudele a volte, lei continuava ad essere bellissima anche da criminale e anche se ostentava adesso delle emozioni di odio istintive nei miei confronti con il suo grazioso musetto, io non ero turbato, ma nel mio lavoro non sopporto di essere raggirato. E comunque Salerno continuava ad essere stupenda, malgrado tutto.




Tecniche di lavorazione e produzione della ceramica: il RAKU

Riassunto delle puntate precedenti di FABILANDIA topic ceramica umbria:

1 – genesi antidiluviana: https://www.umbriaway.eu/2019/03/03/al-brillo-parlante-con-la-ceramica-di-fabiola-bisciaio-brevi-cenni-storici-sulla-ceramica/

2 – ceramica villanoviana: https://www.umbriaway.eu/2019/02/23/la-ceramica-questa-sconosciuta-3-ceramica-villanoviana/

3 – bucchero etrusco: https://www.umbriaway.eu/2019/01/07/la-ceramica-questa-sconosciuta-2-il-bucchero/

4 – tecnica decorativa della corda secca: https://www.umbriaway.eu/2018/09/29/la-ceramica-questa-sconosciuta-1-la-tecnica-decorativa-della-corda-secca/

5 – tecniche di lavorazione e produzione della ceramica, foggiatura e biscottatura: https://www.umbriaway.eu/2019/04/05/la-ceramica-questa-sconosciuta-5-parliamo-di-foggiatura-e-biscottatura/

6 – tecniche di lavorazione e produzione della ceramica, smaltatura: https://www.umbriaway.eu/2019/05/11/tecniche-della-ceramica-la-smaltatura/

7 – tecniche di lavorazione e produzione della ceramica, la decorazione: https://www.umbriaway.eu/2019/06/26/il-mondo-della-ceramica-di-fabilandia-la-decorazione/

Questo è l’ ultimo appuntamento con la ceramica e vorrei parlarvi di una tecnica sempre più diffusa nel mondo occidentale: il Raku. L’ origine del Raku è legata alla filosofia Zen e all’ influenza che il buddismo ha avuto nella cultura giapponese. Anche se sembra strano, possiamo dire che l’ origine della ceramica Raku proviene dalla creazione di una tazza per la cerimonia del tè, intorno al XVI sec. RIKYU , era il nome del maestro della cerimonia del tè vissuto in Giappone proprio nel secolo sopra citato. Dobbiamo sapere che la cerimonia del tè era importantissima; infatti il tè che si credeva avere virtù medicinali, era molto raro e veniva usato dai monaci buddisti per vegliare durante le meditazioni: si trattava di offrire una ciotola di tè ( prima solo monaci, poi d’ uso comune tra nobili, mercanti,militari). Questa offerta è considerata simbolo di raggiungimento di un’ armonica bellezza, pace e tranquillità tra l’ ospite e il padrone di casa. Sotto questa ottica acquistano importanza tutti gli utensili usati per la cerimonia. Si crea tutto un artigianato per la produzione di queste ciotole per il tè. La famiglia RAKU è la prima che ebbe la concessione feudale per la produzione di utensili per cerimonie; famiglia che tramanda questa tecnica da padre in figlio.Sempre in questo periodo (XVI sec.) un ceramista di Kyoto usò per produrre ciotole, la stessa tecnica che usava per produrre tegole e cioè ARGILLA ricca di SABBIA SILICEA: ARGILLA REFRATTARIA e un nuovo tipo di forno:PICCOLO FORNO PER UNA COTTURA RAPIDA. Dalla combinazione di queste novità si arriva alla possibilità di ESTRARRE I PEZZI INCANDESCENTI dal forno. Durante il nostro secolo c’ è stata la diffusione del Raku in occidente e a questo punto avviene la differenziazione della ceramica Raku dal tipo giapponese a quello occidentale Raku giapponese: realizzazione del pezzo, con le procedure già viste negli articoli precedenti ( biscottatura, smaltatura), cottura veloce, estrazione e raffreddamento all’ aria Raku occidentale: realizzazione pezzo, biscottatura, smaltatura, cottura veloce, estrazione ed eventuale ossidazione (in questo caso si ottengono pezzi con screpolature) o riduzione( qui si creano lustri e riflessi), raffreddamento in acqua. La cottura va ad una temperatura di 980°C.

Personalmente ho assistito a questo meraviglioso fenomeno della cottura della ceramica Raku…in più occasioni e vi assicuro che suscita emozioni forti e rimani folgorato da questa tecnica che produce pezzi di originale e formidabile bellezza.In Settembre scorso ho partecipato a un corso a Montecastrilli (TR) e ho scattato alcune foto di cui vi voglio far partecipi. Nella gallery si vede il pezzo finale nella prima foto poi in sequenza abbiamo estrazione dei pezzi incandescenti, il pezzo viene fatto rotolare e raffreddare sulla sabbia, pulitura e pezzo finale

Fabilandia è contattabile in rete all’ indirizzo https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia oppure informazioni sono reperibili all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/fabilandia_ceramic_history/ oppure https://www.umbriaway.eu/fabiola-bisciaio-ceramica-umbria/




Da vedere a Gubbio Guerre Stellari Temporary Museum

Ti serve un consulto con Yoda per risolvere un problema irrisolvibile che necessità di interventi zen miracolosi? A Gubbio cercano di imbrigliare la Forza materializzata sui grandi schermi da George Lucas per piegarla a iniziative proattive. Guerre Stellari Temporary Museum 2019 è una mostra da vedere attiva fino a Settembre, per ulteriori ragguagli sulla sede e contenuti espositivi che comprendono pezzi privati di collezionisti che hanno ispirato un universo multidisciplinare vedere http://www.guerrestellarigubbio.it/ . In Italia Guerre Stellari arrivò il 20 ottobre 1977, il suo successo fu immediato, restò in testa ai botteghini per quasi un anno. Negli Stati Uniti era il 25 maggio 1977, quando Star Wars uscì nelle sale cinematografiche dove arrivò a incassare 461 milioni di dollari. In Italia la pellicola arrivò il 20 ottobre dello stesso anno quando il film uscì, inizialmente solo in alcune città, con il titolo di Guerre Stellari. Il successo fu immediato: restò in testa ai botteghini per quasi un anno. La saga cinematografica creata da Lucas è tutt’ora in continua evoluzione, ma quella originale ha avuto più riscontri di pubblico di tutte. La storia racconta le avventure dle giovane Skywalker durante il dominio dell’ Impero Galattico. Da sapere che il Maestro del consiglio dei Jedi ha anche un primo nome. Infatti Yoda doveva chiamarsi Minch Yoda, ma George Lucas, autore della saga, decise di lasciare solo il cognome per avvolgere il personaggio in un alone di mistero. Altre curiosità interessano il Gran Maestro. Infatti, questo in principio doveva assomigliare a una scimmia. Successivamente l’idea fu abbandonata e per i lineamenti del personaggio ci si ispirò a quelli di Albert Einstein. Altri personaggi come Han Solo, Luke e la Forza erano stati immaginati in modo totalmente diverso da come li conosciamo. Il primo doveva essere un alieno, Luke una ragazza e la forza un grande cristallo. Una battuta frquente è la frase “ho un brutto presentimento” che è un marchio di fabbrica ripetuto in vari episodi della saga. Altri personaggi simbolo del cult movie sono gli ewoks che parlano un mix di tibetano e napalese. In origine gli abitanti della luna boscosa di Enor avrebbero dovuto parlare un dialetto zulu contraffatto. Il designer del suono Ben Burtt decise invece di ispirarsi ad un documentario della BBC sul napalese e le lingue calmucche, dando origine al linguaggio degli ewoks. Sul termine Jedi c’è molto da dire, pare infatti che deriverebbe dal giapponese. Lucas si ispirò alla parola “Jidaigeki” che indica i cosiddetti “period drama”, diretti dal regista giapponese Akira Kurosawa, punto di riferimento di George Lucas. Molti “reperti” della mostra arrivano dalla collezione privata la bettola di Yoda, indirizzo internet https://www.facebook.com/bettoladiyoda. Mostra da vedere se non altro per rispondere alla domanda base come nasce un mito come Guerre Stellari partorito da Lucas che ha forgiato migliaia di appassionati sostenitori a livello mondiale. Come sostiene Yoda visitando il museo farai il primo ingresso verso un mondo più vasto, sentirai la forza scorrere fluida intorno a te!




Progettare Web App con Angular 8

Vediamo con un approccio pratico come funziona il framework JS più famoso e richiesto dal mercato in questo momento, Angular, indirizzo https://angular.io. Wikipedia semplifica in questo modo: è un framework per applicazioni web open source, principalmente sviluppato da Google e dalla comunità di sviluppatori individuali, nato per affrontare le molte difficoltà incontrate nello sviluppo di applicazioni su singola pagina. Ha l’obiettivo di semplificare lo sviluppo e il test di questa tipologia di applicazioni fornendo un framework lato client con architettura MVC (Model View Controller). Il framework lavora leggendo prima la pagina HTML, che ha incapsulati degli attributi personalizzati addizionali (esempio: ng-controller), interpretando questi attributi come delle direttive (comandi) per legare le parti di ingresso e uscita della pagina al modello che è rappresentato da variabili standard JavaScript. Il valore di queste variabili può essere impostato manualmente nel codice o recuperato da risorse JSON statiche o dinamiche. E ora tuffiamoci nella parte pratica applicando poche parole ma comandi diretti. E’ bene ricordare che la shell per i comandi di riga in windows si richiamano con cmd da striscia di comando esegui mentre in linux rispetto ai comandi sotto elencati si precede il tutto con la formula “sudo“. Con il comando npm install -g @angular/cli si sfrutta la potenza del modulo di gestione moduli di node (NPM) per installare l’ultima versione di Angular. E’ probabile che alla fine dell’ installazione npm proponga un auto aggiornamento con il comando: “npm i npm“. A questo punto creo una cartella per i miei progetti in una posizione specifica e dopo essermi posizionato su di essa, darò il comando ng new my-dream-app. Se arriva l’avviso che node è da aggiornare andare nella root precedente sotto utente e dare il comando per la compatibilità di node con angular: npm install -g update-node; se persiste lo stesso messaggio andare su https://nodejs.org/en/ e installare the last versions! A questo punto il comando che crea l’APP funziona e inizierà a chiedere se vogliamo integrare il modulo routing e che tipologia di CSS vogliamo inserire, noi diciamo no alla prima opzione e lasciamo di default CSS. Il processo di installazione durerà un pò perchè è necessario creare tutta una serie di dipendenze e di moduli per far funzionare il tutto. Alla fine di tutto il software dirà: added 1078 packages from 1045 contributors and audited 17111 packages in 241.028s, found 0 vulnerabilities. A questo punto mi posiziono dentro la cartella e darò il comando: ng serve che inizializzerà la mia app alla visualizzazione su browser tramite localhost, infatti alla fine del comando mi verrà restituito il messaggio: angular Live Development Server is listening on localhost:4200, open your browser on http://localhost:4200/ e alla fine ci troviamo a rispondere positivamente anche alla domanda critica se esistono le gioie per gli sviluppatori, certo ecco infatti che cosa abbiamo ottenuto alla fine di tutto questo burrascoso processo, fatto di ostacoli e di aggiornamenti, sovrascritture e dipendenze modulari:

A questo punto il passo successivo è procurarsi un buon editor per modellare il codice tipo web storm o visual studio code, però nel frattempo diamo un occhiata anche alla parte fisica pragmatica creata dopo una serie di comandi se vogliamo astratti e surreali, infatti posizionandoci all’ interno della cartella creata vedremo il seguente schema, dove naturalmente all’ interno della cartella node_modules si vedrà aprirsi un mondo:

Ora dobbiamo capire la struttura e le dipendenze presenti nei file package.json ma la nostra APP si può modellare nel suo SRC (source) e APP dove abbiamo file critici come app.component.html che intuitivamente ci dice a cosa serve: se infatti da localhost:4200 proviamo a modificare il testo della pagina e dell’ HTML precedendo con un ciao i messaggi standard e salvando, scopriremo che la pagina si aggiorna automaticamente con il nuovo contenuto:

In app.component.ts ho anche la possibilità di modificare il contenuto della variabile {{title}} per esempio ma anche di vedere la collocazione delle directory correnti che ospitano i file critici per le modifiche come quello HTML visto precedentemente, ma anche il CSS per esempio. A questo punto è utile vedere come differisce il sorgente rispetto a una pagina HTML tradizionale:

Da notare i marcatori tipo <app-root></app-root> per esempio e le numerose librerie js linkate per rendere eseguibile l’applicazione a runtime. Se andiamo sul nostro codice alal voce app.component.ts scopriremo che la voce è settata nella riga selector: ‘app-root’, ovviamente nella root del folder nel file index.html mi ritroverò la dicitura <app-root></app-root> come da visualizzazione del codice sorgente. A questo punto cimentiamoci in una cosa apparentemente molto complicata, voglio creare una casella di testo che nella parte inferiore nella prima fase mi farà vedere il contenuto della variabile nome settata in app.component.ts (basterà modificare il title in nome e assegnare un valore). Ovviamente non è questo che vogliamo, perchè dinamicamente abbiamo bisogno che prima la casella di testo abbia un contenuto per poter essere catturato poi nella parte inferiore, vediamo quindi come fare per la prima parte. Il file app.component.html si trasformerà in:

<input type=”text”>
<p>{{nome}}</p>

Così però mi ritrovo una situazione statica dove non riesco a catturare dinamicamente il contenuto della casella di testo, quindi dovrò fare delle operazioni preliminari come aggiungere la direttiva che introduce questa opzione che però va prima aggiunto al componente modulo, quindi nello specifico app.component.html diventa:

<input type=”text” [(ngModel)]=”nome”>
<p>{{nome}}</p>

Ovviamente se scriverò un nome nella casella di testo non succederà nulla in quanto adesso dovrò lavorare sul file app.module.ts e in particolare includendo le righe di codice per rendere la direttiva eseguibile, quindi le righe:

import { FormsModule } from ‘@angular/forms’;

e FormsModule sempre nel file app.module.ts:

imports: [
BrowserModule,
FormsModule
],

A questo punto la casella di testo di default prende il valore predefinito ma cambiando il contenuto della casella di testo ci accorgiamo che dinamicamente il tutto sarà aggiornato in tempo reale. Come primo approccio ad Angular può bastare, è sufficiente far quadrare il cerchio con le istruzioni sopra elencate e con i mini obiettivi raggiungibili tramite schermate.

 




Il mondo della ceramica di Fabilandia: la decorazione

Riassunto delle puntate precedenti di  FABILANDIA topic ceramica umbria:

1 – genesi antidiluviana: https://www.umbriaway.eu/2019/03/03/al-brillo-parlante-con-la-ceramica-di-fabiola-bisciaio-brevi-cenni-storici-sulla-ceramica/

2 – ceramica villanoviana: https://www.umbriaway.eu/2019/02/23/la-ceramica-questa-sconosciuta-3-ceramica-villanoviana/

3 – bucchero etrusco: https://www.umbriaway.eu/2019/01/07/la-ceramica-questa-sconosciuta-2-il-bucchero/

4 – tecnica decorativa della corda secca: https://www.umbriaway.eu/2018/09/29/la-ceramica-questa-sconosciuta-1-la-tecnica-decorativa-della-corda-secca/

5 – tecniche di lavorazione e produzione della ceramica, foggiatura e biscottatura: https://www.umbriaway.eu/2019/04/05/la-ceramica-questa-sconosciuta-5-parliamo-di-foggiatura-e-biscottatura/

6 – tecniche di lavorazione e produzione della ceramica, smaltatura: https://www.umbriaway.eu/2019/05/11/tecniche-della-ceramica-la-smaltatura/

Salve a tutti!!!

Siamo alla fase conclusiva della parte tecnica della ceramica. Come già accennato nel precedente articolo https://www.umbriaway.eu/2019/05/11/tecniche-della-ceramica-la-smaltatura/ questa è la parte più noiosa, ma necessaria se si vuole entrare e capire il vastissimo mondo della ceramica.

Parliamo della DECORAZIONE.

Precedentemente si è parlato della decorazione sottocristallina, cioè il biscotto viene dipinto e poi ricoperto con uno strato di cristallina e della decorazione soprasmalto, cioè l’oggetto smaltato viene decorato e non è necessaria la copertura con cristallina.

Ma come si decora un pezzo di ceramica?

Principalmente in due modi: 1) a mano libera 2) a spolvero.

Nel caso che decoriamo a mano libera, si deve usare una matita morbida, 6b o 9b; è importantissimo usare poca pressione per non rovinare lo smalto. La traccia della matita poi in cottura sparirà. Di solito il disegno a matita non è consigliato per decori complessi.Quando abbiamo a che fare con grandi e difficili decorazioni si ricorre allo spolvero.

Lo spolvero è una tecnica che consiste nel battere sopra un disegno realizzato con carta sottile e traslucida ( può andare bene anche quella usata dalle sarte per i loro cartamodelli) con un BATTISPOLVERO, cioè una tela di stoffa chiusa a sacchetto contenente polvere di carbone. Quindi…come si prepara lo spolvero? Si ricalca un disegno con un pennarello a punta sottile sulla carta lucida che sarà poi battuta con il battispolvero. Una volta ricalcato il disegno si capovolge il foglio, con la parte disegnata rivolta verso il basso, poggiando su un supporto morbido. Ora con un punteruolo, piuttosto fino, lungo i contorni del disegno si bucano tanti forellini, uno accanto all’altro.

Penso che alle scuole materne o alle elementari tanti ( perlomeno quelli della mia età…mmmmm) abbiano eseguito questo lavoretto!!! Ora si appoggia il foglio col disegno sull’oggetto che dobbiamo decorare e con il battispolvero si danno dei colpetti leggeri per far passare la polvere di carbone attraverso i forellini.

Il disegno è riportato sul pezzo di ceramica; con il pennello a punta fine si iniziano a ripassare i contorni.Questo è un momento delicato perchè il tratto deve essere leggero e non scuro ( purtroppo la ceramica non perdona e in cottura si vedono tutti i difetti). Personalmente vado con un arancio diluito appena col marrone. Ora sbizzariamoci con i colori, seguendo sempre il disegno preso in considerazione. Terminato il disegno su ceramica, come spiegato nel precedente articolo, l’oggetto viene ricoperto dalla cristallina se lavorato sul biscotto o messo in cottura se si tratta di un pezzo già precedentemente smaltato. Finalmente!!!!

E’ arrivato il momento di infornare il nostro lavoro e portarlo alla seconda cottura. La cottura va dai 920° ai 980° gradi circa. Di seguito illustro alcuni miei lavori che sintetizzano tuto ciò detto fino ad ora.

TERZO FUOCO:
La tecnica di decorazione detta ” Terzo fuoco” consiste nel decorare un oggetto che ha avuto la seconda cottura ( quella di cui si è parlato sopra). Si tratta di colori speciali che generalmenre cuociono a temperature più basse: 700° se si tratta di maiolica, 820° se si tratta di porcellana. Con questa tecnica si applicano gli ori e i lustri metallici. I colori per il terzo fuoco, a differenza di quelli della seconda cottura, non possono essere diluiti con l’acqua ma con particolari medium.
Vi riporto sempre un mio lavoro per illustrare questa tecnica.

ENGOBBI:
Gli engobbi sono dei colori ceramici la cui pecularietà è la base argillosa che gli conferisce una buona copertura su ampie superfici. A differenza dei colori sottocristallina o soprasmalto gli engobbi, se stesi in maniera uniforme, garantiscono un lavoro omogeneo che non lascia vedere le pennellate.

Bene…si è conclusa la parte tecnica della lavorazione della ceramica…un pò lunghetta ma necessaria per la comprensione di” questo mondo”. E, vi garantisco, che se vi ci avvicinate…non lo abbandonerete più!

Al prossimo appuntamento dove vi parlerò di una tecnica stupeda :Il RAKU

Fabilandia è contattabile in rete all’ indirizzo https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia oppure informazioni sono reperibili all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/fabilandia_ceramic_history/ oppure https://www.umbriaway.eu/fabiola-bisciaio-ceramica-umbria/




NODE, javascript lato server, istruzioni per l’uso

Se c’è qualcosa di interessante in questa epoca che stiamo vivendo è che la distribuzione della conoscenza non è più esclusiva di scienziati, prelati o uomini di armi come nel medioevo di Leonardo Da Vinci per esempio, che avrebbero avuto da perderci nei loro profitti favorendo i loro bellicosi competitors, oggi una quantità inesauribile di tecnologie per costruire web app sono a disposizione di tutti per favorire sviluppo e innovazione tecnologica. Javascript lato server è una tecnologia ormai di ampia diffusione e Node, https://nodejs.org/en/, in quanto runtime JavaScript guidato da eventi asincroni, il software è progettato per creare applicazioni di rete scalabili. Per seguire questo post è sufficiente avere un minimo di base con JS tradizionale e HTML, nulla di trascendentale. Rispetto alla programmazione classica dove il web developer deve costruire i suoi mattoni uno per uno a livello fisico con tanto di tocco di mouse, qui abbiamo il vantaggio di passare a una programmazione velocizzata grazie all’ uso dei comandi che DOBBIAMO eseguire da terminale, operazione un pò ostica all’ inizio se non si è abituati a un simile approccio. Nel seguente esempio “ciao mondo”, molte connessioni possono essere gestite contemporaneamente. Ad ogni connessione viene attivato il callback, ma se non c’è lavoro da fare, js asincrono dormirà, per usare una metafora letteraria. Ciò è in contrasto con il modello di concorrenza più comune di oggi in cui vengono utilizzati i thread del sistema operativo. Il networking basato su thread è relativamente inefficiente e molto difficile da utilizzare. Inoltre, gli utenti di Node sono liberi da preoccupazioni di blocco permanente del processo, poiché non ci sono blocchi. Quasi nessuna funzione in Node esegue direttamente I / O, quindi il processo non blocca mai. Perché nulla blocca, i sistemi scalabili sono molto ragionevoli da sviluppare in Node. Il nodo è simile nel design e influenzato da sistemi come Ruby’s Event Machine o Python’s Twisted. Nodo prende un po ‘più in basso il modello di evento. Presenta un ciclo di eventi come un costrutto di runtime invece che come una libreria. In altri sistemi c’è sempre una chiamata di blocco per avviare il ciclo degli eventi. In genere il comportamento è definito tramite callback all’inizio di uno script e alla fine avvia un server attraverso una chiamata di blocco come EventMachine :: run (). In node non esiste una tale chiamata di ciclo di avvio-evento. Il nodo entra semplicemente nel ciclo degli eventi dopo aver eseguito lo script di input. Node esce dal ciclo degli eventi quando non ci sono più callback da eseguire. Questo comportamento è simile al browser JavaScript: il ciclo degli eventi è nascosto all’utente. HTTP è un cittadino di prima classe in Node, progettato pensando allo streaming e alla latenza bassa. Ciò rende Node adatto alla fondazione di una libreria o di un framework web. Solo perché il nodo è progettato senza thread, non significa che non è possibile sfruttare i core multipli nel proprio ambiente. I processi figlio possono essere generati utilizzando la nostra API child_process.fork () e sono progettati per essere facili da comunicare. Costruito sulla stessa interfaccia è il modulo cluster, che consente di condividere i socket tra i processi per consentire il bilanciamento del carico sui core. Per lavorare con Node è sufficiente un editor performante tipo https://code.visualstudio.com/ per esempio o anche Sublime Text, Brackets o Atom. Il framework che lavora con Node è https://expressjs.com/it/ , libreria web veloce, non categorica e minimalista per Node.js installabile con una semplice riga di comando: $ npm install express –save dove per npm si intende il gestore dei moduli a disposizione per lo sviluppatore. Npm che gestisce le dipendenze modulari è fornito automaticamente al momento dell’ istallazione di Node, ulteriori informazioni sono reperibili anche all’ indirizzo https://www.npmjs.com/. Il comando npm-init create a package.json file ad esempio il comando $ npm init react-app ./my-react-app crea un nuovo progetto basato su React usando create-react-app. il comando npm i npm aggiorna alla versione più recente. Con il comando node posso entrare nella console di programmazione dove posso dire ad esempio che a = 1 e digitando a invio mi verrà restituito 1 e ancora digitando a = 2 posso cambiare il valore della variabile. Posso anche definire una costante con global.a = 3 per esempio; con il comando .exit ritorno alla root utente. Ora proviamo a creare un file con estensione JS nella stessa cartella dove abbiamo creato il JSON ad esempio module1.js e all’ interno scriviamo le seguenti righe di codice:

consol.log(“ciao”);
a = 2;
console.log(a);

quale sarà il risultato lanciando da console con il comando node module1.js il file creato? Vedremo esattamente prima il ciao stampato a video e successivamente nella riga successiva l’esecuzione della istruzione che viene dopo quindi un due. web developer umbriaNelle architetture basate su richiesta risposta nel processo tradizionale io ho una partita a tennis dove il lato client del browser interroga il lato server, con Node abbiamo già detto che questo meccanismo non corre il rischio di interruzioni in quanto il processo è asincrono. Ora nella stessa cartella test creata prima creiamo il file server.js e creiamo un localserver sulla porta 3000 come quello che mette a disposizione xampp per esempio. Nel file server.js scriveremo:

var http = require(‘http’);
var server = http.createServer(function(req, res) {
console.log(‘inizia la richiesta!’);
res.write(‘ho ottenuto la tua richiesta’);
res.end();
});
server.listen(3000);

lanciando il file con il solito comando node server.js (anche senza estensione) e aprendo la pagina 127.0.0.1:3000 o anche localhost:3000, vedremo come si comporta esattamente lo script dalla finestra terminale non appena avrò digitato a video il mio URL. Ovviamente con Node abbiamo il vantaggio di usare EXPRESS Server. Con il comando npm i express –save posso installare il mio pacchetto modulo all’ interno della cartella node_modules. Ora posso fare lo stesso rispetto alla creazione di un localserver, quindi creo il file serverex.js e dentro scriverò le seguenti istruzioni, precedendo questa operazione dalla creazione del famoso file index.html che si trova nella root che andremo a inserire dentro la famosa cartella PUBLIC tipica dell’ architettura da erigere per una web app, ossia l’area dove saranno visibili le parti interattive con l’utente a video. Quindi:

var express = require(‘express’);
var app = express();
var server = app.listen(3000, listening);
function listening() {
console.log(“sono in ascolto”);
}
app.use(express.static(‘public’));

web developer umbriaA questo punto lanciando il comando node serverex.js il terminale si metterà in ascolto e lanciando il nostro localhost noteremo che automaticamente il contenuto della nostra cartella PUBLIC verrà mostrato all’ utente. Riassumento in questo post abbiamo visto che javascript lato server o NODE è facilmente installabile sul nostro computer. Abbiamo anche visto come installare il modulo EXPRESS o il server dedicato che ha i suoi comandi per il restart o lo spegnimento. Abbiamo visto la semplicità di alcuni comandi (ma non tutti, ad esempio il parametro -g alla fine di una stringa viene usato per le installazione GLOBALI sulla propria macchina) per iniziare ad entrare nella shell di programmazione o per installare o lanciare eseguibili. Abbiamo anche dato una occhiata all’ architettura di base capito l’importanza di alcune cartrelle funzionali come PUBLIC o la cartella NODE_MODULES, oltre a padroneggiare a livello base alcuni strumenti legati al browser come la web.consol o gli editor di testo per gestire il codice. Come primo approccio può bastare, in uno dei prossimi appuntamenti entreremo nella progettazione vera e propria di una WEB APP con NODE!




Il seicento di Don Giovanni Cantoni e l’Italia in decadenza

Don Giovanni Cantoni il parroco che gestisce Collemosso nella prima metà del seicento in Umbria, con una Italia di sfondo che sembra equiparata a una sorta di bella addormentata nel bosco, ha ormai acquisito credibilità sul campo e legittimazione ad esistere dopo tre riconoscimenti ufficiali che lo vedono pubblicato a destra e a manca su alcune antologie nazionali nati da concorsi letterari. Ma chi è questo personaggio e come si inquadra nel periodo storico? Chi fa sport sa bene che il modo migliore di utilizzare il tempo quando l’atleta non ha prestazioni dirette da offrire sul campo è quello di prepararsi per la gara successiva, magari usando il tempo passivo per un lavoro di revisione critica o di conoscenza sugli avversari o programmando una tabella di marcia per i prossimi impegni. Anche l’aspirante campione che si cimenta nella letteratura condominiale ha gli stessi obblighi, nel senso che se ha in progetto di scrivere di storia, può usare la crisi cosiddettà delle terre di mezzo (mancanza di scintille creative e materiale fluente che abbia senso compiuto sulla carta) per ricaricare il fucile e acquisire competenza sul periodo storico in esame, per esempio. Don Giovanni Cantoni è un criminale travestito da prete sottomesso che ridistribuisce la ricchezza accumulata con la coercizione e il plagio dai suoi stessi governanti in favore dei compaesani e del popolo e questo lo può fare dopo che nei suoi trascorsi passati vi è stata una esperienza unica di addestramento come sicario alla tana degli assassini, un progetto finanziato dal duca di Urbino ma gestito da strane cariche al soldo del Papa, una località segreta orientativamente ubicata nel confine umbro marchigiano in un terreno boscoso caratterizzato da anfratti cavernosi lungo l’appennino, questo ai primi del seicento. Ma quello che accade a Collemosso non è altro che specchio di un gioco più grande che fa girare i suoi giganteschi ingranaggi nella grande storia, che malgrado tutto finisce per influenzare le beghe dei piccoli umani anche a livello locale. Allora come è questo seicento buio dove vengono consumati trucidi delitti legalizzati (vedi la morte di Bruno inizio secolo per esempio)? Salta subito all’ occhio il restringimento dell’ Italia come blasone internazionale, anche se solo la famosa banca di Genova amplificherà ancora per poco le sue gesta, dal momento che i prestiti agli spagnoli padroni non verranno onorati: questo perchè il rinascimento e i suoi riverberi sono alla frutta, perchè la scoperta dell’ America ha portato al declino delle repubbliche marinare che non possono competere con le grandi flotte commerciali di paesi come Olanda, Inghilterra e Spagna in rotta verso l’Atlantico e il Nuovo Mondo brulicante di ricchezze, un crollo prodotto da una Spagna che governa gran parte del territorio e che essendo egli stessa sommersa dai debiti e al declino nella sua classe dirigente ancora centrata su una fiducia da rigido feudalesimo che tramanda le sue cariche in virtù di logiche clientelari, non è in grado di portare innovazione e sviluppo sulla penisola a causa della sua politica vessatoria indotta sui popoli sottomessi per pagare il peso di guerre europee molto dispendiose. Il restringimento delle città marinare che dominavano l’Europa come Venezia per esempio, porta anche al restringimento del business come quello dei tessuti per citarne uno, in quanto non è più l’italia al centro del business, ma il mondo. Come se non bastasse lo stesso Manzoni parla di una famosa peste nel suo romanzo storico i promessi sposi (anni trenta) e anche le cronache locali riportano un terribile flagello nell’ indotto di Collemosso (Colle di Nocera Umbra nella realtà) e dintorni (anni cinquanta) che decimerà la popolazione mentre un parroco locale morirà nel tentativo di arginarne i suoi effetti nefasti (nella storia reale è Don Francesco Faraoni, ma nel mio filone rivoluzionario non è altro che Don Giovanni Cantoni che si pone alla stregua di un novello John Connor della saga di Terminator per organizzare una resisteza ideologica e culturale che web developer umbriadovrà servire come leva per rimuovere i regimi autoritari centrati sull’ oppressione e il controllo delle genti gravate da dazi e tasse insostenibili. Per compiere questa operazione deve educare le masse in gran segreto e accumulare libri strategici che la chiesa sta bandendo al rogo come quelli di Keplero, Galileo, Copernico ma anche quelli che inneggiano alla ribellione e alla rivoluzione, come la città del sole di un Campanella sopravvissuto solo per astuzia all’ inquisizione fingendosi pazzo e che abolisce il concetto tanto caro alla chiesa come quello di proprietà senza autorizzazione. Quindi se da un lato il personaggio fa buon viso con il vescovo che gli impone vincoli e restrizioni, dall’ altro fa cattivo gioco capeggiando egli stesso assalti guidati con i suoi briganti nascosti sulle falde del Monte Merlana per sottrarre alla chiesa in transito verso i porti marchigiani impegnati con una potenziale lotta contro le mire espansionistiche dell’ impero ottomano, ciò che ella stessa ruba senza rispettare le leggi. Gli scenari sono abbastanza contorti nel seicento ma quando pensiamo all’ arte di Caravaggio e alla rivoluzione etsetica del Bernini che ci mostra la persuasiva bellezza del declino nel settore artistico o nomi come quelli di Bacone e la sua filosofia naturalistica in Inghilterra, alla Francia e alla rivoluzione operata da Cartesio, alle indicazioni sconvolgenti di Keplero in campo astronomico e tutto quello che abbiamo contemporaneamente in Italia (appunto vedi intellettuali finiti abbrustoliti ma anche gente come Galileo o Campanella), possiamo pensare a un secolo che trasforma radicalmente il mondo antico per plasmarlo in un incubatore di quello moderno. Il seicento con i suoi laghi di sangue delle guerre anche religiose non è solo un ponte verso la costruzione della società moderna ma un sistema dove le rivolte ideologiche e culturali e militari vengono fomentate e messe in atto per liberare il popolo dall’ oppressore. Il tema della giustizia sociale che caratterizza anche la nostra epoca è centrale nel seicento così come quello del conflitto permanente tra le parti offese dal sistema e quelle invece che cercano di assicurarsi l’immobilità del tessuto sociale per meglio controllare e dissanguare. In questo quadro poco idilliaco dove per strada potevi essere sbranato da lupi armati di spade e archibugi solo in una stregua lotta per la sopravvivenza, trova fertile comparsa la figura di DGC che ha una personalità bipolare scissa tra il suo passato sanguinario che lo ha visto sopravvivere a esercitazioni crudeli e il suo bisogno di giustizia e di contemplazione della bellezza che gli fa ammirare anche le opere dei suoi contemporanei. Uno spirito nobile plagiato da istinti animali efferati che però vengono messi al servizio della comunità, con azioni silenziose che sfuggono alla tracciatura del vescovo Fiodenzi. Indubbiamente i moti di vitalità in tutta Europa che si spostano dal sud verso il nord, alimentati anche dal diffondersi da nuovi movimenti protestanti che lasciano l’Italia ancora scombussolata dagli echi del concilio di Trento, tolgono credibilità internazionale alla penisola, anche perchè le spinte nazionalistiche indotte dalle posizioni religiose provocano terremoti bellici di sanguinosa portata nel continente (guerra dei trenta anni a partire dal 1618). Il seicento è un secolo nero come la profondità del cosmo senza stelle e senza dio, come una statua di ebanite senza linee, come un quadro pervaso da una miriade di demoni affamati brulicanti di pece che emergono dalla tela per sostenere la cruenta lotta per la sopravvivenza. La sensazione è che DGC si trova a suo agio a combattere i campioni della prepotenza mentre molto meno può fare e ne esce sconfitto quando di fronte ha le estreme unzioni da consumare causate dalle carestie inaccettabili prodotte dall’ uomo, contro la fame indotta dall’ ingiustizia sociale DGC diventa in gergo inglese un powerless e il suo sguardo di parrocco ne esce impotente dopo l’ennesima morte di un popolano perso nella miseria che non è solo quella materiale o quella di un bambino ucciso prematuramente dalle malattie. Il seicento è un secolo dannato per definizione, pieno di squarci di luce ma anche di torrenti di sangue e ha anche inquietanti analogie con il mondo attuale, fortunatamente con alcune brutali malattie definitivamente sconfitte. Che sia anche il nostro tempo solo un trampolino di lancio verso la costruzione di società migliori prive del servilismo e dai comportamenti indotti dalla logica del denaro nel modello globalizzato? Se la risposta è si, allora anche in questa era esistono dei supereroi che stanno combattendo di nascosto per rivendicare equilibrio ed equità sociale? Ce lo auspichiamo in termini di prospettivee di crescita evolutiva e non implosiva, non lo sappiamo. L’unica cosa certa è che DGC è riuscito a mettere le mani su un altri libro eretico da sistemare nella sua biblioteca maledetta prima che venga bruciato dai suoi nemici che egli stesso serve: https://umbriawaynoir.wordpress.com/2019/06/05/triplete-con-don-giovanni-cantoni-coppa-italia-scudetto-e-champions-league-nella-letteratura-condominiale/




Progetto storico fotografico su Colle di Nocera Umbra

Stiamo allestendo un archivio documentale fotografico dotato di tutte le moderne comodità dei motori di ricerca per cercare ogni tipo di informazione su Colle di Nocera Umbra con l’idea di metterlo presto in linea: storia, location, tradizioni, curiosità, landscape, skyline, epoche vintage di come eravamo etc etc. Il progetto è open source e non ha fini di lucro se non rispondere alla domanda dantesca che Sante Cioli nel suo secondo libro su Castrum Collis pone come incipit di una avvincente narrazione storica: “chi fur li maggior tui?” . Colle appartenente alla Terre di Mezzo (meno male che non c’è Sauron..o sì?) ha dalla sua delle radici fortemente caratterizzate stigmatizzate per l’appunto dai due lavori del compianto SC, che è riuscito a vagliare una enorme quantità di materiale archivistico che consentono al collegiano di sapere tutto su chi era e dove sta andando (se mai servisse!). Il progetto è open source e non ha fini di lucro, se mai ha permesso a Umbriaway Consulting di risolvere alcuni problemi tecnici per costruire una interfaccia grafica minimale ma funzionale e precisa anche nei criteri di ricerca, nel senso che anche una semplice parola come “agricoltura” o “vintage”, può richiamare il materiale fotografico connesso, oltre naturalmente a estrapolare comodamente il materiale semplicemente selezionando dal menù a tendina per categoria. Chiunque può partecipare attivamente al progetto inviando foto o materiale che verrà catalogato con il nome imposto della sorgente. Hai una foto del paleolitico su Colle di Nocera Umbra che ci mostra come eravamo? Hai delle curiosità storiche-antropologiche da proporre con documentazioni testuali? Vuoi semplicemente valorizzare un tramonto collegiano su uno skyline che certamente non è come quello di Los Angeles ma altrettanto unico e irripetibile per un momento da cartolina? Per partecipare a questa iniziativa compilare il modulo di contatto presente all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/contatti/ sarete tempestivamente attivati! In ogni caso prossimamente il progetto verrà inizializzato con le informazioni base presenti e sarete informati sull’ indirizzo web pubblicato. Nel frattempo sono disponibili free le gallery https://www.umbriaway.it/collegallery/ e https://www.farwebdesign.com/collegallery/




Tecniche della ceramica: la SMALTATURA

Riassunto delle puntate precedenti di fabilandia topic ceramica umbria:

1 – genesi antidiluviana: https://www.umbriaway.eu/2019/03/03/al-brillo-parlante-con-la-ceramica-di-fabiola-bisciaio-brevi-cenni-storici-sulla-ceramica/

2 – ceramica villanoviana: https://www.umbriaway.eu/2019/02/23/la-ceramica-questa-sconosciuta-3-ceramica-villanoviana/

3 – bucchero etrusco: https://www.umbriaway.eu/2019/01/07/la-ceramica-questa-sconosciuta-2-il-bucchero/

4 – tecnica decorativa della corda secca: https://www.umbriaway.eu/2018/09/29/la-ceramica-questa-sconosciuta-1-la-tecnica-decorativa-della-corda-secca/

5 – tecniche di lavorazione e produzione della ceramica, foggiatura e biscottatura: https://www.umbriaway.eu/2019/04/05/la-ceramica-questa-sconosciuta-5-parliamo-di-foggiatura-e-biscottatura/

fabiola bisciaio ceramica umbriaRiprendiamo l’argomento dalla tecnica di base della ceramica che è sempre quella da secoli, cioè: foggiatura, biscottatura, smaltatura, decorazione e cottura finale. Nel precedente articolo si è parlato della FOGGIATURA e della BISCOTTATURA. Oggi vorrei vedere insieme a voi la SMALTATURA.

La SMALTATURA è la fase successiva alla BISCOTTATURA e per questa si intende l’applicazione di una cristallina o uno smalto su di un oggetto di biscotto. E’ molto importante prima di iniziare a smaltare, analizzare il biscotto. Infatti, l’oggetto deve essere accuratamente spolverato e deve essere controllato che non ci siano rotture, scheggiature o altri difetti. Questa fase è molto importante perchè la polvere è una causa di difetti e va tolta con una pistola ad aria compressa o con pennelli e spazzole, poi eventualmente spugnarlo con una spugna leggermente umida.

CRISTALLINA

Per cristallina si intende un rivestimento vetroso trasparente che, venduto in polvere o liquido, viene applicato all’oggetto in biscotto optando per queste tre metodologie: 1) o ad immersione (in un apposito contenitore) 2) o a pennello (solo per le cristalline liquide e si stendono con una pennellessa di bue) 3)o a spruzzo con l’aerografo. Le cristalline si dividono per trasparenti lucide, trasparenti satinate, craquelè, colorate. Le temperature di cottura vanno dai 920° ai 980°.

SMALTO

Per smalto si intende un rivestimento vetroso coprente ( normalmente una cristallina, base per tutti gli smalti, opacizzata). Anche gli smalti come le cristalline si dividono in lucidi, satinati e craquelè. Esistono poi gli smalti particolari come il rosso selenio, gialli cadmio o smalti metalizzati.fabiola-bisciaio-ceramica-umbria
Preparazione dello smalto: si inizia versando l’acqua in un recipiente, si versa poi lo smalto in polvere, si lascia”macerare” e si aiuta la mescolanza con una pala di legno. Quando lo smalto è ben mescolato si procede con la setacciatura per togliere eventuali residui e impurità. Dopo la setacciatura lo smalto va lasciato sedimentare e sulla sua superficie si crea uno strato d’acqua sporca…quest’acqua va tolta e si rimescola il tutto per valutare la densità per la smaltatura.
Densità: questo è un fattore molto importante sia per lo smalto che per le cristalline. Per densità si intende la percentuale di acqua da aggiungere alla polvere. Non è possibile stabilire a priori quanta acqua aggiungere. In genere le cristalline possono essere date più liquide degli smalti. Comunque la densità può essere controllata con il densimetro, cioè una specie di termometro che va immerso nello smalto e galleggia dando la densità del liquido.
fabiola bisciaio ceramica umbriaAnche gli smalti, come le cristalline possono essere applicati 1) o a immersione 2) o a pennello 3) o a spruzzo con l’aerografo. Le temperature di cottura vanno dai 920° ai 980°.
Dato che si è parlato di smalti e cristalline…diamo brevi cenni sulla decorazione( argomento che tratterò più copiosamente nel prossimo articolo) perchè i due tipi principali di decorazione sono quella Sottocristallina e quella Soprasmalto o Maiolica.
Decorazione sottocristallina si decora il biscotto, generalmente quello bianco, ricoprendolo poi con uno strato di cristallina( a immersione,o a pennello o a spruzzo).
Decorazione soprasmalto si decora sopra l’oggetto smaltato.
I colori usati per la decorazione sottocristallina ( CAV, serie 2000 o i CSC) sono a basso contenuto di fondente in quanto la lucentezza sarà garantita dalla successiva applicazione della cristallina, mentre i colori soprasmalto (CAV serie 12000 o i CSM)hanno un contenuto di fondente maggiore perchè dovranno lucidare sopra lo smalto( in questo caso difficilmente si ripassa sopra la cristallina).
Esistono oggi anche dei Gessetti e matite sottocristallina. Il loro utilizzo è consigliato su biscotto bianco e per questo motivo è necessaria la stesura della cristallina prima della cottura.

fabiola bisciaio ceramica umbriaMi rendo conto che questa parte tecnica (come la precedente) può risultare noiosa..ma per un ceramista o un semplice appassionato di ceramica è indispensabile sapere come nasce la ceramica ..perchè esiste un motivo se da piccoli pezzi di argilla nascono, a volte, dei capolavori; è giusto sapere che dietro a lavori di elevato artigianato si nasconde una grande lavorazione..che io, a grandi linee,umilmente, spero di aver spiegato!! Al prossimo articolo…dove completerò con la decorazione e la cottura finale le fasi tecniche della ceramica.

Fabilandia è contattabile in rete all’ indirizzo https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia oppure informazioni sono reperibili all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/fabilandia_ceramic_history/ oppure https://www.umbriaway.eu/fabiola-bisciaio-ceramica-umbria/




Medioevo fossetano, la XXIV festa degli Statuti

 

Ma sto Facebook eroga solo notizie fake sui terrapiattisti complottisti che hanno trovato le prove per convalidare le loro teorie o propone anche qualcosa di interessante? Basta dell’ ennesima rissa tra onnivori e vegani, siamo stanco della ennesima diatriba tra quelli che votano pdf (acronimo di portable document format che non ha niente a che vedere con i potenziali scandali della sanità pubblica) e quelli che sostengono il M7L (il movimento sette litri) scopriamo per esempio alla pagina FB indirizzo https://www.facebook.com/events/628073684310202/ che tra poche c’è un evento locale a Fossato di Vico che non può essere ignorato, la XXIV Festa degli Statuti manifestazione organizzata dall’ Associazione Medioevo Fossatano, indirizzo internet https://www.medioevofossatano.it/. Come recita la stessa pagina, diamo una sbirciatina ai contenuti della manifestazione:medioevo fossetano

La Festa degli Statuti Fossatani, giunta alla sua XXIV edizione, intende rievocare la pubblicazione degli antichi Statuti Medievali, avvenuta la domenica del 13 maggio 1386 in “Logia habitationis” del Vicario di Fossato. Gli Statuti Fossatani regolamentarono per circa cinquecento anni la vita all’interno del Castello, sopravvivendo fino all’epoca napoleonica. La Festa si propone di rappresentare il clima e l’atmosfera di quel lontano 1386 tramite la ricostruzione di scene di vita quotidiana, con l’utilizzo di scenografie e la partecipazione di diversi figuranti in costume a rappresentare le quattro Porte cittadine. Vie, piazze e taverne si vestono a festa, diventando i luoghi ideali e caratteristici per riassaporare i gusti e i profumi del periodo. I Portaioli vi trascineranno in un’atmosfera unica, autentica tra sfide, ricostruzioni di antichi mestieri e cortei che culmineranno con l’assegnazione del Palio! LASCIATI ANDARE… SEI NELLA STORIA!!

Perbacco, ma allora ce sta roba buona anche su FB, ma quale eventi ci si appresta a vivere? Ecco il programma completo della manifestazione:

Venerdì 10 maggio
Ore 19:00 Cena medievale (Ex Carceri)
Ore 20:45 Arenga (Piazza San Sebastiano)
Ore 21:30 Gara di tiro con l’arco (Lastrico solare)
Ore 22:30 Focaraccio (Piazza Umberto I)
A seguire spettacolo dei Tamburini di Fossato di Vico e apertura taverne

Sabato 11 maggio
Ore 16:00 – 19:00 Rievocazione antichi mestieri e scene di vita nel Medioevo
• Ore 16:00 – 17:30 Porta Portella e Porta del Serrone
• Ore 17:30 – 19:00 Porta Nova e Porta del Castello
Spettacoli itineranti a cura di musici, saltimbanchi e giocolieri
Ore 19:00 Cena medievale (Ex Carceri)
Ore 21:00 Spettacolo “Babele” a cura degli Acrobati del Borgo (Piazza Umberto I)
Ore 21:30 Corteo storico
A seguire spettacoli itineranti dei Giullari di Spade

Domenica 12 maggio
Ore 11:15 Messa in latino e laudi medievali a cura della Corale Santa Cecilia di Fossato di Vico (Chiesa San Pietro)
Ore 12:45 Pranzo medievale del Portaiolo su prenotazione (Via Simone Calandrini)
Ore 15:30 Gara della Ciurumella (Giardini di San Benedetto)
Ore 16:30 Spettacolo d’arme del Gruppo Storico Spadaccini di Assisi (Piazza Garibaldi)
Ore 17:00 Esibizione Balestrieri Waldum (Lastrico solare)
Ore 17:30 Spettacolo di giocoleria degli Acrobati del Borgo (Piazza Umberto I)
Ore 18:30 Corteo storico
Ore 19:30 Cena Medievale (Ex Carceri)
Ore 21:00 Spettacolo di fuoco dei Giullari di Spade (Piazza San Sebastiano)
Ore 21:30 Publicatio Statutorum e assegnazione Palio (Piazza San Sebastiano)
La serata si concluderà nelle taverne

Servizio navetta disponibile nelle giornate di Sabato 12 e Domenica 13 maggio con partenza dal piazzale Ever Green di Osteria del Gatto. Servizio offerto dalla ditta “Cotrape”

ASSOCIAZIONE MEDIOEVO FOSSATANO
foto presenti nel post di G Berettini esclusiva del sito www.medioevofossatano.it




Colle Search, il traduttore delle terre di mezzo!

web designer umbriaScine, none, damme la petriola, te dò una rocciata giù le gambe, che te sei nuggita e via cantando. Ma perchè sulla dorsale Gualdo Tadino Nocera Umbra parlano cuscine? Cuscine che significa cuscino? Se uno arriva da Oxford e legge il bollettino che fanno al Grottino ci ha bisogno di un traduttore dei termini dialettali? Niente paura Umbriaway Consulting sensibile a tutte le forme di erudizione ha messo in moto un progetto di decriptazione semantica per tradurre i geroglifici di Champollion con un semplice tocco del mouse. Basta recarsi all’ indirizzo: https://www.umbriaway.eu/collesearch/ e digitare il termine delle terre di mezzo (Colle del resto si trova a metà strada tra Nocera e Gualdo a cavallo tra i CAP 06025 e 06023) da tradurre in presunto italiano e il gioco è fatto, al momento l’ufficio tecnico ha inserito solo lo scine, il none, marraccione e la famosa rocciata a scopo dimostrativo ma c’è da giurare che qualche simpatica storpiatura borderline dei parlanti locali, invidiata persino dall’ accademia della crusca, finirà presto vivisezionata nel DB Colle Search! Google Search ce spiccia casa quando c’è da imprimere qualche lieve storpiatura agli avverbi comuni ma non solo quelli! Al di là degli aspetti ironici che non mancano sarebbe interessante capire come nascono certe espressioni idilliache locali, non sarà stato mica Dante quando bazzicava per l’Umbria che ha seminato proseliti dotati linguisticamente rifacendo il verso a Gengis Kahn nelle steppe asiatiche solo per fagocitare l’incremento demografico in volgare?! Mah! Comunque se non sai che cosa indicano i parlanti locali con l’espressione “sei proprio un marraccione” don’t worry! Oggi c’è il traduttore universale delle terre di mezzo di Umbriaway Consulting, consultabile all’ indirizzo: https://www.umbriaway.eu/collesearch/ !




L’umbria e il ritratto di Dorian Gray: trova le le differenze

web developer umbriaChe la principale filiera di business in Umbria sia il turismo non ci piove, il territorio propone un mix vincente di situazioni variegate che spaziano dai percorsi naturalistici, alle ricerche storiche, allo sport a contatto con l’aria aperta, alla buona gastronomia rustica locale per abbracciare tutti gli interessi più free salutistici, il tutto accompagnato da tradizione ed eventi, senza trascurare le esigenze del mare che è raggiungibile a pochi minuti di macchina superando i confini della regione. Ma de che stemo a parlà dicono qua vicino i parenti di quelli che hanno costruito la Flaminia. Di una regione autoreferenziale incapace di uscire dal riflesso di uno specchio dorato che se parla da solo tanto per restare in tema di dialetto romano? O di autentiche bellezze del paesaggio fuori dal tempo? Che ci sia un pò di massoneria ereditata da una lunga tradizione storica se ne sente parlare, ma rimane il fatto che tolti gli uomini e le loro macchinazioni nell’ amministrazione pubblica (se ce ne sono), l’Umbria se parla davvero da sola, ecco una breve sintesi fotografica del vasto campionario di reale bellezza che può offrire: https://www.umbriaway.eu/umbria_show/ , buona visione!