La ceramica questa sconosciuta 1: la tecnica decorativa della corda secca.

Fabiola Bisciaio Ceramica UmbriaEsploriamo il vasto mondo della ceramica con

Fabiola Bisciaio

In Umbria la produzione della ceramica ha 4 centri sensibili di antica tradizione storica: Deruta, Gualdo Tadino, Gubbio e Orvieto ma l’arte dell’antica terracotta è una caratteristica saliente di tutta la regione che ha come peculiarità geografica la produzione di un terreno fertile e argilloso, ideale per la modellazione della terracotta, grazie anche alla facile reperibilità di materiale legnoso necessario per l’alimentazione dei forni produttivi. Dal punto di vista della storia abbiamo numerosi reperti di terracotta che testimoniano di antichissimi insediamenti sulle rive di fiumi nevralgici, come può essere ad esempio la zona dell’Alto Tevere (antichi Umbri ed etruschi), che raccontano di una lavorazione della ceramica che va avanti dalla notte dei tempi.

Fabiola Bisciaio ceramica in Umbria

Lo sviluppo dell’artigianato tematico in questo settore si autoalimenta senza soste nell’Italia Centrale, plasmando una corporazione di professionisti che migliorano la loro arte amanuense implementando nelle loro lavorazioni nuove soluzioni e idee che attingono a una preziosa tradizione.

Umbriaway ringrazia nello specifico Fabiola Bisciaio, una artista competente nel settore della ceramica che ha il suo avamposto logistico creativo in vocabolo Gaifana, che ci mostra uno spaccato inedito di questo universo complesso dove per restare competitivi è necessaria un’ auto-formazione continua.

Ma lasciamo parlare la diretta interessata con questa prima puntata dedicata a una tecnica particolare, quella della “corda secca”.

Tecnica della CUERDA SECA

Fabiola Bisciaio ceramica UmbriaIl mondo della ceramica..è un mondo vasto, pieno di sorprese con le sue innumerevoli tecniche di lavorazione e di cottura. Oggi vorrei parlarvi di un tipo di lavorazione, anzi di decorazione: la “CUERDA SECA“.

La cuerda è di origine spagnola. Il nome, in italiano corda secca, deriva dall’utilizzo di una corda impregnata di grasso con la quale veniva eseguito il disegno sul supporto di lavoro e gli spazi vuoti creati dalla corda venivano riempiti con smalti colorati.

Una volta asciugato il lavoro veniva cotto (seconda cottura) e durante questo processo la corda bruciava, lasciando il tratto nero.

Dopo questi brevi cenni storici vorrei vedere con voi passo, dopo passo, l’esecuzione di questa decorazione diffusa nel settore della ceramica in Umbria, tecnica “most importantly!”

Fasi di lavorazione:


1) Con l’argilla si crea l’oggetto desiderato e si porta in prima cottura. Il prodotto si chiama ” biscotto” o “semilavorato”.

2) Si passa alla decorazione; innanzitutto bisogna preparare la cuerda( anche se trovate il preparato ” bello e pronto” nei negozi specifici) Per la preparazione della cuerda occorre ossido di manganese + fondente. La polvere così ottenuta si diluisce con olio di oliva e il medium universale. Ora si procede con il disegno; scegliete il soggetto che più vi appaga e con un pennello a serbatoio eseguitelo.

3) Con gli smalti andate a riempire gli spazi delimitati dalla cuerda creando gli effetti cromatici desiderati.

4) Portare in cottura ( seconda cottura) il prodotto …et voilà!!! La vostra creazione è pronta. Alcuni dei miei lavori in cuerda…potete sbizzarrirvi e creare tante “chicche”!!!

Fabiola Bisciaio ceramica in Umbria è contattabile alla sua pagina Facebook all’indirizzo: https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia . Ringraziamola per questa chicca decorativa sulla “corda secca” e attendiamo sviluppi sull’esplorazione di qualche altra tecnica fascinosa che riguarda il vasto universo della ceramica. See you later!




Social Media Marketing: Twitter overview

Tra i social media https://twitter.com/ è sicuramente il servizio meno indicato per influenzare una propria autopromozione intensiva, anche se in una strategia di 100 comunicazioni stringate da 140 caratteri, dieci twitt (questo termine per inciso che combatte con il famoso tweet è preferibile secondo gli esperti rispetto al suo antagonista troppo “dolce sintatticamente” per la sua volontà di anonimato, coerente con il medium analizzato) dedicati alla promozione di se stessi sono tollerabili. Pensiamo solo a come le notizie arrivino prima su Twitter e poi sui media tradizionali, televisioni e radio. Pensiamo ai politici che fanno dichiarazioni ufficiali a caldo sfruttando questo canale o agli sportivi che plasmano la loro comunicazione con battute efficaci su questo media. Ma di che cosa stiamo parlando esattamente? Lo strumento di marketing nasce nel 2006 ed è famoso per il suo cinguettio dal verbo inglese to tweet, Nell’ ottobre del 2017 è stata messa in piedi una sperimentazione ufficiale per prolungare la stringa di caratteri a 280, raddoppiando il setting di default. Sicuramente twitter è un canale più idoneo per professionisti che intendono allacciare relazioni con settori nevralgici o migliorare la comunicazione con i loro clienti. In questo senso bisogna sapersi destreggiare dentro questo immenso labirinto per coglierne tutte le potenzialità proposte, in modo da capire bene che cosa si intende per follower, per followers o per il famoso simbolo #hashtag. E per ritwittare cosa si intende? Andiamo con ordine. Twitter è quindi una piattaforma ideale per chi vuole tenersi aggiornato prima degli altri, a questo proposito è bene dire che essendo le API pubbliche sono utilizzate da terze parti per arricchire il servizio con applicativi molto utili, tipo dashboard personalizzate dove è possibile monitorare diversi contenuti provenienti da diversi social media. Certamente valorizza il brand della propria azienda anche se il tutto deve avvenire senza politiche di spam ma semplicemente limitandosi ad essere se stessi come individui unici che partecipano a discussioni pubbliche portando il loro contributo di contenuti. Aumenttando la nostra credibilità di interlocutori siamo così in grado di reclutare automaticamente FOLLOWER (coloro che mi seguono) svincolandomi dalla logica del FOLLOWING (cioè coloro che sto seguendo). Mentre il famoso simbolo # indica per l’appunto l’HASHTAG, un tipo di etichetta che ci consentirà di “taggare” le parole chiave più appropriate e performanti per arricchire il bacino relativo a quel topic. Per esempio l’hashtag #smm sta ad indicare la parola chiave social media marketing dove confluiranno tutti i nostri contenuti creati come tipologia di argomento. Come piattaforma veloce che nel giugno del 2017 contava circa 328 milioni di utenti, ne consegue che i TWITT, i famosi cinguettii, hanno vita breve rispetto ad altri social, per cui si ha a che fare con una maggiore frequenza di pubblicazione, essendo per caratteristica i post lunghi per l’appunto solo 140 caratteri. Dalle aziende viene spesso usato come strumento provocatorio per stimolare risposte da parte degli utenti, in modo da avere un feedback tematico. Ovviamente esistono anche servizi a pagamento, tipo i famosi twitt ads, dove i parametri in gioco sono i click, i retwitt e le risposte. La piattaforma si contraddistingue anche per la presenza di aziende pubbliche che devono fornire comunicazioni ufficiali al cittadino in tempi celeri, pertanto parliamo di uno strumento decisamente più professionale rispetto a un FB per esempio, dove le interferenze fake e i filtraggi sulla credibilità della fonte sono spesso viziati da difetti di forma. Certamente si possono ottenere grandi risultati du Twitter, in primis essendo semplicemente se stessi, mostrando la propria credibilità da professionisti così come é nel mondo reale e in secondo luogo alimentando strategie di circolo vizioso basate sulla pianificazione degli obbiettivi, l’ascolto dell’ “audience“, passando per una fase di networking in cui le ralazioni anche peer to peer vanno alimentate, per approdare alla fine al Tweet vero e proprio e all’ analisi dei risultati, strumento essenziale messo a disposizione dalla piattaforma per monitorare le proprie influenze in rete e migliorarle. Per fare la differenza si tratta in ultima analisi di fornire valore aggiunto nella condivisione, cosa che automaticamente porta benefici sul proprio vessillo sventolato nel profilo, che deve essere completo ed aggiornato. Essendo Umbriaway Consulting attenta alla formazione e al digital divide, la cosa migliore è sfruttare come al solito le potenzialità della rete per usufruire di servizi di formazione appropriati, anche su Twitter GRATUITI, passando per UDEMY per esempio, indirizzo internet https://www.udemy.com/ , come per esempio l’ottima esposizione proposta da https://www.udemy.com/come-ottenere-il-massimo-da-twitter/ . Twitter dopo aver svolto il corso non avrà più segreti e la tua presenza in rete verrà amplificata.




Gualdo Tadino a Fumetti: una trilogia di volumi a firma di Luigi Gaudenzi

Ogni eruzione creativa ha il suo perché e la sua genesi complicata. Persino un vulcano quando esplode non fa altro che mettere in atto in una fase di elaborazione liberatoria con tutta una serie di processi che hanno congiurato nel sottosuolo. Sei di fronte a Guernica di Picasso e pensi che quell’ immagine è solo una creazione dell’artista, invece è solo il processo finale di tutto un collage di studi preliminari e di bozze, di scelte complicate e di riflessioni sentite che hanno portato al prodotto finale, ore e ore di lavoro che in quell’ attimo in cui vedi il tutto non percepisci. Che sia un libro, un film, un fumetto, un quadro quello che sfugge a volte è tutto il lavoro che c’è dietro alla punta dell’ iceberg e di conseguenza anche la fatica che ne consegue. Ma facciamo un passo indietro e iniziamo dalla genesi di questo post. Se metti in pista un claim come “risorse da scoprire e valorizzare” il tuo lavoro diventa quello di scavare e fare il curioso, scartabellare anche dove non ti è consentito. Ora la bellezza di un locale “mangereccio” come il Grottino ( https://it-it.facebook.com/pg/ElGrottino/posts/?ref=page_internal ) consiste nel fatto che c’è una sala lettura a corredo o anche sala delle presunte attività culturali affastellata di ripiani che ospitano dei libri e anche…qualcosa di diverso tipo fumetti! Per caso, aprendo il secondo volume di una trilogia che ai tempi non conoscevo (stiamo parlando di diversi mesi fa) dal titolo Gualdo Terra de Passo, mi sono imbattuto sempre per caso in una tavola in cui veniva espressamente citato un evento di Colle di Nocera Umbra del 1656 che conoscevo perché riportato anche da Sante Cioli nel suo secondo volume in cui il parallelismo e l’esattezza della notizia rimaneva fondante rispetto alla libera interpretazione del vignettista, l’autore della trilogia Luigi Gaudenzi, non più vivente. Sempre per caso e diciamocelo, con una solenne botta di culo, si veniva a scoprire che nel gruppo di appassionati booklovers locali vi era una delle figlie che con grande cortesia ha rigirato in dono al sottoscritto addirittura l’intera triade della storia di Gualdo a fumetti! Quindi ripartiamo dall’ inizio. Che Umbriaway Consulting ancora prima di incappare in questo divertentissimo (l’aspetto ludico e il senso dell’ ironia dell’ autore aiutano a assimilare una consistente cronologia di eventi alla base che non sono date liberamente interpretate, detto in altro modo, si apprendono cose del territorio senza poderosi mal di testa) documento storico triumvirale (un neologismo per far inorridire l’accademia della crusca?) avesse in testa di approfondire la questione della storia locale lo testimonia una pagina qualsiasi del portale tipo https://www.umbriaway.eu/castrum-collis/ e che il fumetto da sempre sia un arte espressiva che non può essere trascurata lo si può evincere sempre da risorse presenti nel portale come https://www.umbriaway.eu/2017/12/31/come-possiamo-definire-la-nobile-arte-del-fumetto-risponde-agenzia-web-marketing/, semplificando se mi ritrovo la botte piena e la moglie ubriaca allora è facile che 1+1 mi possa dare come risultato anche l’uva sulla vigna, perché di fatto questi tre volumi a fumetti sula storia di Gualdo sono un autentico toccasana intellettuale non solo per la qualità del taglio vignettistico di questo portentoso affresco (tre volumi, il primo dalla genesi di Taino al rinascimento, poi ripreso per arrivare all’ unità d’Italia nel secondo volume per chiudersi con l’era moderna nel terzo volume) ma anche per i testi che lo stesso Luigi ha elaborato a sostegno per raccontare la sua visione della storia, una libera divagazione vincolata però a date solide citate da fonti sicure, come del resto la sezione bibliografia a fondo pagina in ogni volume può testimoniare. Insomma per dirlo in sintesi senza tante mezze misure, un “lavoro della madonna” che oltre ad essere utile, spassoso e divertente (perché il fumetto ha queste caratteristiche trasmissive) è didattico perché ci fa riflettere sulla storia del nostro habitat. A questo punto però bisogna resettare tutto e ripartire da capo, altrimenti non si capisce perché il vignettista in questa triade ci abbia messo passione, impegno e talento che viene percepito fino in superficie incuriosendo il lettore. Torniamo al famoso momento della famosa peste di Colle di Nocera Umbra, esplosa nel 1656 che conosco bene come evento, perché un mio lontano parente, un certo don Francesco Faraoni, era a capo della parrocchia in quel periodo, il tutto raccontato nel secondo libro sulla storia di Colle a firma di Sante Cioli, che scrive nelle sue cronache: 14 luglio 1656. Memoria del tempo che comincio la peste nel Castello di Colle, che la che la portò Giapechetto da Vergilio da le maremme per via di un napolitano per essersi accompagnato con lui il giorno e la notte morì il detto Napolitano; e lui lo circò e gli levò alcune robbe e i dinari”. Ora analizziamo quanto riportato da Luigi in una vignetta dove contestualmente riporta la stessa data 1656 come avvio del contagio: “…comincio la peste nel Castello di Colle che la portò Giapechetto da Vergilio da le maremme per via di un napolitano  che la notte morì e lui lo circò e gli levò le robbe e i dinari (insomma lo derubò) ”.Il libro Storia della parrocchia di San Gregorio e San Romano in Castro Collis è del 1986 mentre il secondo volume della triade di Luigi Gaudenzi è del 1996. Tradotto quando ho visto la vignetta ho pensato, però questo artista sa il fatto suo, costruisce la sua rappresentazione visiva su informazioni reali, poi ci sta che l’affabulatore ci costruisca sopra le sue libere interpretazioni, come sottolinea del resto lo stesso Luigi in tutte le copertine dei suoi tre stupendi volumi. Per la cronaca sia Cioli che Gaudenzi fanno riferimento a un documento di un prete contemporaneo locale, don Simone di Giovanni Mancia, che si è espresso come sopra attingendo ai registri parrocchiali dell’ epoca conservati negli uffici dello stato civile di Nocera, insomma per farla breve poca fuffa e tanta sostanza, in quanto la credibilità della cronologia usata per costruire le fondamenta storica della trilogia è inconfutabile. A questo punto bisognerebbe ripartire dall’ inizio e estrapolare altre cose interessanti, ma la cosa migliore è invece godersi questi tre stupendi volumi a firma del compianto Luigi Gaudenzi e divertirsi imparando un po’ di storia, magnifico espediente didattico da usare in un fumetto come filosofia trasmissiva della conoscenza in versione easy! Dulcis in fondo non poteva mancare una banalità: quando si legge della storia di Gualdo come in questo lavoro, di fatto si attinge alla storia di tutte le zone confinanti, da Perugia a Fabriano e con tutti i Papi di mezzo, per cui gli eventi che vengono narrati riguardano indirettamente anche gli stranieri di Gubbio e i bellicosi (al tempo) nocerini!




Le fonti del Clitunno? Energia zen all’ ennesima potenza!

Perché mai Plinio il giovane, Virgilio, lord Byron e Carducci sono tutti transitati per le Fonti del Clitunno a una ventina di km da Foligno? Quale oscuro mistero iniziatico si nasconde dietro? Per fare benzina alla vettura temprandola di energia e spirito? Per trarre ispirazione dalle acque pure e divine di quel luogo per scrivere versi immortali? Per cercare il segreto dell’ elisir di lunga vita? Non lo sappiamo però è un fatto che la connessione con la natura ha un effetto lavagna, tipo quando prendi uno strofinaccio e cancelli i segni del gesso che ci sono sotto, a fianco e di lato. Quello scrosciare delle acque, quel frinire incessante di misto grilli a uccelli residenti in paradiso creano un effetto lavatrice che poi quando torni nel frastuono delle linee da ri-fare con il gesso perso in tutta quella interferenza e sovrascrittura di dati e informazioni ti viene da ripensare a quando la radio era spenta e quale pace e bellezza si portava dietro! Di sicuro qualcosa di simile hanno provato anche i nostri eroi perché poi hanno consacrato le Fonti del Clitunno nelle loro opere, segno che non cercavano il santo Graal (seppure paradossalmente lo avevano in qualche modo “afferrato”) ma solo una elevazione verso il divino ispirata guarda caso proprio da quelle acque verdi smeraldo. Nel tempo la location non é peggiorata anche se un pò di globalizzazione BCE deve aver influenzato il tutto. Il luogo rimane un parco oasi di pace e funziona proprio come quando vai dall’ elettrauto con la batteria scarica! Ma andiamo per ordine se no qui si rischia di fare solo retorica senza costrutto. Il luogo è un vero gioiello naturalistico riconosciuto Unesco, la sorgente del fiume Clitunno genera un laghetto che alimenta incessantemente dalla notte dei tempi sulle cui rive erbose crescono pioppi, salici e rare specie arboree. Al tempo dei romani intorno a questa sacralità vi erano templi, terme e ville. Lungo le rive del fiume sorge un tempio ristrutturato dai Longobardi originariamente romano che è stato inserito nella Lista del patrimonio mondiale dell’ Unesco. Sui contenuti espressi dagli stimati poeti e non citati in precedenza fanno fede le foto e toccano testi sacri come le Epistole di Plinio il giovane, la Georgica di Virgilio, il pellegrinaggio del giovane Aroldo di Lord Byron e la poesia celebrativa del Carducci alle fonti del Clitunno. Certo che quando Plinio ti parla e ti dice: “hai mai veduto le fonti del Clitunno? Se non ancora e credo di no, altrimenti me ne avresti parlato, valle a vedere. Io le ho viste da poco e mi rammarico di averle viste troppo tardi”. Ora queste parole scritte nel primo secolo da Plinio disorientano perché quello che vediamo oggi non é quello che vedeva lui ieri. Come sempre in questa regione un violento terremoto nel 444 cambiò la geografia dei luoghi e anche le fonti del Clitunno vennero ridimensionate come flusso perdendo la loro navigabilità. La sistemazione attuale é una soluzione messa in atto da Paolo Campello della Spina che tra il 1860 e il 1865 tolse la terra per creare lo spaizo per il laghetto e provvide a far crescere la vegetazione che ancora adesso caratterizza il luogo. Qualche anno dopo Giosué Carducci scrisse l’ode barbara “Alla fonte del Clitunno” e in loco si trovano reperti che consacrano il poeta a questa somma celebrazione. E della leggenda di Virgilio che asseriva che immergendo i buoi in queste acque, essi sarebbero risaliti bianchi immacolati ne vogliamo parlare? E’ una situazione che affonda le sue radici antropologiche nell’ era dei culti preromani. Caligola imperatore frequentava i “clitunnali”, feste che si svolgevano in primavera. A circa un km si trova il tempietto del Clitunno, che risale alla fine dell’ impero e agli albori dell’ era cristiana. Vi sono anche numerose testimonianze pittoriche firmate da grandi come il Palladio, Piranesi e Vanvitelli. Ma della flora e della fauna abbarbicata intorno a questo specchio d’acqua con un perimetro poco più lungo di 400 metri per una superficie di quasi diceimila quadrati ne vogliamo parlare? All’ interno del laghetto sono presenti una lista di sostanze stupefacenti vegetali come direbbero a RM da paura: muschio, fanerogame, mestolaccia, coda di cavallo acquatica, la brosca increspata, la gamberaja maggiore, il nontiscordardime delle paludi (ma che roba eh?!) e il crescione o nasturzio acquatico (gulp!). Poi ci sono intorno alle rive i salici piangenti (una moda importata dai francesi perché il salice si diceva consolava la salma di Napoleone e ha doti demiurgiche) , il pioppo cipressino che di estate si riveste di un fitto fogliame. La fauna ittica é accompagnata da cigni e altri volatili acquatici. Dal punto di vista tecnico si calcola che la portata media annua in litri/secondo sia di circa 1000 litri. Le fonti hanno un perimetro di 405 metri, cento metri in larghezza e 115 di altezza in direzione est-ovest per 9800 metri quadrati di superficie. Certo é che prima del 444 le acque che alimentavano il fiume Clitunno provenienti dal monte Campello erano definite da Plinio stesso molto fertili e copiose. Fra Trevi e Foligno al fiume Clitunno si aggiungono il colatore Alviolo e altri canali e dopo una corsa di 60 km confluisce poco prima di Cannara nel fiume Topino. Dal punto di vista etimologico il nome Clitunnus ci fu trasmesso da scrittori latini e da non poche lapidi. Non sappiamo se sia un nome umbro originale o un nome umbro latinizzato. Tra gli dei che gli umbri adoravano vi era il dio Clitunnus Umbriae il cui culto si confondeva con quello del fiume ma anche Giove Clitunno per cui il fiume era mosso da una potenza divina. Paolo Diacono lo definì “fiume piccolo d’onde e di valor gigante”. Il nome, per alcuni storici, indicherebbe l’origine etrusca del culto. Nel mondo del coaching si dice spesso che essere se stessi per preservare la propria unicità é un privilegio. La singolarità del luogo é particolare e uno sceneggiatore davvero troverebbe linfa vitale nel cercare trame affabulatorie che prevedano come protagonista questa fantastica location anche se sarebbe un sacrilegio inquinarla con trame al limite del legale! Alle fonti del Clitunno ci si va per ascoltare e togliere le cose in eccesso, come dei novelli Michelangelo che scolpiscono una forma o come uno sgabuzzino modello ventre di eta beta carico di oggetti in eccesso che non vengono usati e che occupano spazio e volume e che non servono a niente. Un modo per farla franca con leggerezza, buttando l’inutile e rimanendo con l’essenziale, energia zen all’ ennesima potenza!




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UBICAZIONE

Considerando i criteri geografici e orografici, elementi fondamentali per chi doveva spostarsi a piedi o a dorso di cavallo,considerando la caratteristica comune costante ovvero il ritrovamento di resti e tombe in prossimità di sorgenti ubicate in posizioni tali da consentire attività pastorale ed agricola, Colle aveva tutte queste caratteristiche. Infatti aveva la sorgente della ” Fonte Vecchia”, la possibilità di Pascoli e di terreni arabili e una posizione leggermente elevata rispetto alla valle sottostante che nel passato doveva essere alquanto umida.

Fonte: https://castrumcollis.wordpress.com/
IN PRINCIPIO ERAT VERBUM

Quando la via, che porta il nome del console Romano Caio Flaminio ha oltrepassato Nocera e la salita del Picchio, si immette in una vallata ampia e lunghissima, segnata a sinistra da una catena di semi montagne in cui i boschi si alternano a campi coltivati e nel mezzo si erige il monte Subasio, sul versante opposto del quale ” pende” Assisi e inizia l ampio piano che le si stende ai piedi. L altro lato della vallata, sulla destra della via Flaminia, è delimitato dalla catena montuosa che fa da spartiacque tra i tributari Tirreno e quelli dell’Adriatico. E nel ”greve giogo” che collega ” nocera con Gualdo” C è Colle, ma è ” greve come il giogo di una bella donna innamorata e contraccambiata. In mezzo a questi due, e perpendicolarmente ad essi, si insinua il monte Cervaia, ricoperto di uliveti nella sua fascia occidentale è che degradando termina in un grande dosso, cioè in un colle, cioè in Colle, ai piedi del quale scorre la maestosa via Flaminia. Nel punto in cui finisce il monte ed inizia il dosso C è una sorgente, a fianco della quale vi costruirono una fonte, che ora chiamiamo la “Fonte Vecchia”. Da questa fonte si svilupperà la vita di Colle prima e del Castelo dopo.

Fonte: https://castrumcollis.wordpress.com/
ERA PRECRISTIANA

I paesi umbri sono dal punto di vista storico ricchi di tutte le fasi cronologiche che hanno caratterizzato l’era moderna. A Colle ci sono tombe antichissime che testimoniano un era precristiana, ci sono ruderi romani localizzati nella via Flaminia, c’è un castello dove é simboleggiato il potente simbolo dei Signori di Firenze, ci sono a poca distanza segni e testimonianze di antichi antenati dei moderni postini (Gaifana) e tanto altro che il bravo Sante Cioli ha saputo cogliere con la sua vena affabulatoria nei due libri capolavoro dedicati al territorio. Colle é il luogo ideale per uno scrittore di mistery, antiche leggende narrano di gesta mirabili e tremende e un fascino millenario accompagnata da location da sogno e da acque che sgorgano limpide dalle rocce di montagna stimolano voli pindarici nel Tempo! Una vacanza a Colle rigenera corpo e spirito!

Fonte: https://castrumcollis.wordpress.com/

LA VIA FLAMINIA

Come la via Appia era la principale via del Mezzogiorno, così la Flaminia era considerata come la grande arteria di comunicazione del Nord e dell’Est della penisola. Essa infatti attraversava territorî ricchi e popolosi come l’agro Falisco, l’Umbria, il Piceno, e quindi scendeva al litorale adriatico a Fano, proseguendo fino a Pesaro e Rimini. Le principali stazioni sono così indicate dall’itinerario di Antonino, con le rispettive distanze da Roma: Villa Rostrata (Casale di Morolo) miglia 23; Ocriculum (Otricoli), m. 44; Narnia (Narni), m. 56; Interamna (Terni), m. 65; Spolitium (Spoleto), m. 83; Forum Flaminii (S. Giovanni Profiamma), m. 101; Helvillum (Sigillo), m. 128; Calle (Cagli) m. 151; Forum Sempronii (Fossombrone) m. 169; Fanum Fortunae (Fano) m. 185; Pisaurum (Pesaro) m. 193; Ariminum (Rimini) m. 217. Gli altri itinerari che ci sono conservati, cioè la Tabula Peutingeriana, l’itinerario Gerosolimitano e le celebri coppe votive di Vicarello, ci dànno presso a poco le stesse stazioni, ma la distanza varia da miglia 215 nei vasi di Vicarello a m. 223 nell’itinerario Gerosolimitano. Che questa ultima indicazione sia più corrispondente alla verità lo attesta un cippo miliare trovato nei pressi di Rimini che porta il n. 222. Tale differenza degl’itinerarî si spiega col fatto che in una certa epoca, forse dopo la distruzione di Carsulae, all’antico percorso per Bevagna e Foligno, un po’ disagevole, fu preferito l’altro più lungo, ma più comodo, per Terni, Spoleto e Trebiae, fino al Forum Flaminii. Il costruttore della via fu il censore Caio Flaminio, che l’iniziò nel 220 a. C. e l’ultimò nel 219, cioè poco prima della calata di Annibale in Italia. Non dobbiamo credere che i numerosi manufatti che si trovano lungo il percorso risalgano tutti a Caio Flaminio. Questi deve avere soltanto riuniti alcuni tratti di strade gia esistenti fra le principali città in un unico percorso, provvedendo alla selciatura nei punti più cedibili del terreno. Forse alle origini risale il taglio della rupe presso Narni, ove due falli abbinati, scolpiti nella roccia viva, come scongiuro, avvertono i viandanti del pericolo che li minaccia se non prestano attenzione al precipizio che è sul fianco verso il fiume; ma tutti i ponti ad arco, come anche il famoso tratto di viadotto, noto col nome di Muro del peccato, presso la stazione ferroviaria di Civita Castellana, sono opera più tarda, forse del tempo di Augusto, che restaurò a sue spese tutta la via. La via guadagnò in splendore ed ebbe opere colossali, come il citato Muro del peccato, lunga sostruzione attraverso una valle, per evitare il dislivello di essa, il famoso ponte di Narni, che è incerto se fosse a tre o quattro arcate, di cui le mediane raggiungevano l’altezza di circa trenta metri, altri ponti presso Otricoli, (pile di Augusto), Carsulae (Ponte Calamone e Ponte Cardaro) Calle e il famoso traforo detto Ad intercisa o Petra Pertusa (Passo del Furlo) tra i monti di Fabriano. La via Flaminia usciva dalle mura serviane per la Porta Fontinalis, situata nella depressione fra l’arce capitolina e il Quirinale, e presso la quale sorgeva il sepolcro di Bibuln, ancora oggi conservato in parte a fianco del monumento a Vittorio Emanuele; quindi in linea retta traversava il Campo Marzio, rasentando le pendici del Pincio, usciva dalle mura di Aureliano per la porta omonima (oggi Porta del popolo) e quindi, sempre nella stessa direzione, passava il Tevere nella grande ansa che esso forma fra i colli dei Parioli e quelli di Tor di Quinto: il ponte Milvio, mirabile opera romana fondata cento anni circa avanti l’era volgare, serviva al passaggio del fiume per essa e per la via Cassia, che si biforcava subito dopo, proseguendo in direzione nord, mentre la Flaminia voltava ad est per riprendere poco dopo il suo percorso verso nord a fianco del Tevere. Nella località detta Prima Porta si staccava a destra la via Tiberina che costeggiava il Tevere passando per Procoio, Fiano e Ponzano, e si ricongiungeva alla Flaminia a sud di Otricoli. Sulla collina che domina il Tevere si vedono ancora gli avanzi della villa ad Gallinas albas che fu già di Livia, moglie di Augusto: in essa desta particolare ammirazione una stanza adorna con pitture di giardini, di raro pregio artistico. Nella località adiacente verso Roma, detta ad Saxa rubra, avvenne la celebre battaglia fra Costantino e Massenzio (312). Il tracciato della via è chiaramente indicato dagli antichi sepolcri, tra cui quello dei Nasoni presso Grotta Rossa, ed altri anonimi, lungo quasi tutto il percorso. Al XII miglio si trova l’arco quadrifronte, oggi trasformato in casale di Malborghetto, eretto da Costantino in ricordo della sua vittoria; un altro bell’arco è ancora in piedi fra le rovine di Carsulae e celebri sono i due di Fano e di Rimini. Rovine medievali interessanti sono presso Civita Castellana, chiamate il Borgo di S. Leonardo, antico castello edificato forse dagli abati di S. M. di Falleri nel sec. XII. Questo tratto della via fu più volte restaurato dai papi: Paolo V, Urbano VIII e Clemente XI rifecero il tratto lungo la valle del Treia; Sisto V iniziò la costruzione del grande ponte Felice sul Tevere sopra Orte, ultimato nel 1603 da Clemente VIII; Clemente XI eresse nel 1709 il ponte Clementino sul Rio maggiore, Benedetto XIV restaurò la via nei pressi di Narni, conducendola per mezzo di grandi costruzioni lungo il bordo della Nera, e Paolo V rifece il ponte sullo stesso fiume prima di entrare in Terni. A Narni avveniva la già detta biforcazione dei due rami che si riunivano a Foro Flaminio, mentre a ponente partiva un braccio traverso per Amelia (via Amerina) e all’altezza della stazione ad Martis (Massa Martana) un altro per Todi. Al passo della Somma, fra Terni e Spoleto, la via raggiungeva la massima altezza del suo percorso (m. 869). Da Bevagna si avevano comunicazioni dirette per Bettona e la via Amerina, e da Foligno per Spello, Assisi e Perugia. Dopo la valle del Clitunno cominciava la traversata dell’Appennino, che avveniva all’altezza di Nocera, Gualdo Tadino, Sigillo, donde partivano bracci secondarî, verso il litorale adriatico; al passo della Scheggia, la via scendeva l’opposto versante della catena, percorrendo le valli dei torrenti Burano e Candigliano fino alla confluenza di questo col Metauro. Varî ponti si notano in questa parte del percorso (ponte di Scheggia, ponte Voragine, ponte Grosso, ponte Alto, ponte Taverna, ponte Mallio, ecc.) che si svolge quasi sempre a mezza costa e quindi su una spalla artificialmente sostruita da un muro in opera quadrata. Il punto più difficile e più pittoresco è al passo del Furlo, in cui la via corre incassata nel monte a notevole altezza sul burrone, finché, non avendo più spazio per passare all’aperto, entra in una galleria detta Intercisa, o Petra Pertusa, o Forulum, che fu restaurata da Vespasiano, come attesta l’iscrizione che si legge sull’imboccatura orientale. Poco dopo comincia la discesa verso il piano: sul Metauro la via passa sopra un grande ponte romano a 3 fornici, detto ponte di Colmazzo; qui avvenne la battaglia fra i Romani e i Cartaginesi di Asdrubale. Seguendo sempre il corso del fiume la via giunge a Fano (Fanum Fortunae). Quivi un arco commemorativo ricorda l’epoca del grande imperatore che nel 10 d. C. compì il restauro della via. Da Fano a Rimini, lungo il mare, la via moderna segue il tracciato dell’antica, ed è notevole solo per l’attraversamento di Pesaro e per un ponte a tre archi poco prima di Rimini, sul fiume Ansa. Quivi un altro arco, di elegante fattura, segna il termine della via, portando sull’attico un’iscrizione dedicata dal Senato ad Augusto, il restauratore delle “celeberrime vie” d’Italia.

Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/via-flaminia_%28Enciclopedia-Italiana%29/

INSEDIAMENTO

Questa costa del monte Cervaia doveva essere molto popolata e chi vi abitava era raggruppato o in un unico grande paese o in più villaggi molto vicini tra loro, i quali avevano in comune i pascoli ed i luoghi di culto; tali luoghi erano un tempi etto della Dea Cupra sulla Cupa, e delle aree sulle cime dei monti Merlana, Cervaia e sul giogo. La vallata sottostante, alquanto acquitrinosa, doveva essere in parte utilizzata per la coltivazione della canapa che si è protratta fino ai giorni nostri ed i toponimi ne sono testimonianza ” Via Filo”, ” Cordaia”, ” le canapine”. con la conquista romana ( 295 a.c.) Colle inizio pian piano ad ampliarsi verso il basso dove nel frattempo era stata costruita la Strada Consolare Flaminia. Su queste colline e nei terreni adiacenti, asciutti e salubri, Colle dovette prosperare sia per l attività agricola sia per la confluenza del diverticolo stradale per le Marche. Con l avvicinarsi dell anno mille si risvegliarono molte attività, tra cui l edilizia, e si costruirono molti Castelli, tra cui quello di Colle. La data precisa non la conosciamo però nel 1034 esisteva già poiché in quel anno fu costruita la Chiesa di S.Ilario, sulle cui mura venne edificata nel 1610, l’ attuale Chiesa Parrocchiale dedicata a San Gregorio e a San Romano.

CASTELLO DI COLLE

Dall’ovvio significato di altura, rilievo, il toponimo “Collis” è usato nella stessa forma in tutte le fonti consultate. Colle, distante da Nocera 7 km in direzione nord, è posto sulla cima di un piccolo poggio a 520 m s.l.m. ai piedi del monte Merlana (m 1133). Sotto il castello si stende la valle lungo la quale corre la via Flaminia, poco distante, a sud, si trova il fosso del Pinaiale affluente del torrente Caldognola. Partendo da nord verso ovest i collegamenti visivi sono con i castelli di Maccantone, di Montecchio, di Lanciano, di Serpigliano, di Isola, di Postignano e di Poggio. All’abitato si sale dalla Flaminia per mezzo di un breve tratto, il castello è posto all’imbocco di uno dei valici per la Marca, la strada attraverso il passo degli Scannelli raggiunge Salmaregia sul versante opposto della montagna. Il borgo sviluppatosi al di fuori delle mura nasconde alla vista il “castrum” rimasto comunque isolato e staccato al centro dello stesso come è evidenziato nella mappa catastale. La pianta del castello è rettangolare con una prospicienza sul lato ovest. Molto compatto e fittamente edificato il “castrum” ha poco spazio libero al suo interno. Le mura coincidono per tutta la loro lunghezza di circa 150 metri con le pareti esterne degli edifici. Nel corso dei secoli queste si sono trasformate nelle facciate principali delle abitazioni operando così una sorta di apertura del “castrum” verso il borgo, il cui risultato è stato il completo cambiamento del suo aspetto. Si sono aperte finestre e porte, si sono costruiti terrazzi e tutte le pareti sono state intonacate. Di originale rimane solo parte di un edificio ancora in pietra con una feritoia. Va aggiunto che ad est, dove la pendenza del colle è minima, era presente un fossato come testimonia l’avvallamento del terreno, avvallamento più evidente fino al 1954 anno in cui furono effettuati lavori di sistemazione della strada. Attualmente si accede al “castrum” sul lato sud della prospicienza posta sull’angolo nord-ovest; questo ingresso però risale al 1601, come risulta da un mattone posto sulla sommità dell’arco a memoria dei restauri effettuati. L’ingresso originale si trova invece sul lato ovest della stessa prospicienza da dove giungeva direttamente la strada proveniente dalla Flaminia. Questa porta ora è murata e coperta da un’aggiunta posteriore, probabilmente lo spostamento fu dovuto alla necessità di eliminare la pendenza eccessiva della salita. La porta originale presenta un arco a tutto sesto in pietra, mentre quella secentesca è in mattone. Superato questo primo accesso, si arriva in un’area rettangolare coperta che prelude ad un’ulteriore porta che immette dentro al castello. I cambiamenti subiti dall’edificio, in cui è inglobata la doppia porta descritta, ne rendono difficile l’interpretazione, in ogni caso sull’angolo nord-ovest risalta quella che doveva essere una torre, poi riabbassata, che difendeva l’accesso. A piano terra di questo edificio in una stanza ora cantina sono ancora visibili due feritoie. Attualmente si accede al “castrum” anche per mezzo di una scala in muratura tra due edifici sulla cui presenza in origine non si possono fare affermazioni. Il cassero, è al centro dell’insediamento, leggermente spostato a sud, attualmente è attaccato ad un edificio, ma in origine era isolato dalle altre costruzioni. Di pianta rettangolare misura m 7 X 7 ed è alto attualmente circa dieci metri anche se probabilmente in origine la sua altezza era maggiore. Ad ovest sono presenti tre porte una a pianterreno e due al primo piano, una delle quali posteriore, come la scala esterna costruita per raggiungerla. L’altra invece è originale con arco a sesto acuto ed attualmente chiusa, caratteristiche simili a questa presenta l’accesso al piano terra. Sempre su questo lato si aprono una feritoia e una finestra posta proprio sotto il tetto. Sul lato sud si contano due feritoie una delle quali all’interno presenta ancora l’aspetto originale. Sui lati est e nord non sono presenti aperture. Internamente il cassero è stato modificato con la creazione di un piano intermedio raggiungibile per mezzo della scala prima citata, ma in origine il pianoterra era costituito da un unico ambiente molto alto con volta a botte. Il piano superiore alla volta di notevole presenta un camino e tracce di un altro solaio a riprova della maggiore altezza originale del cassero. La torre è costruita in pietra calcare bianca e gli spigoli sono sottolineati con bugnature a rilievo. Per quanto riguarda gli altri edifici del “castrum”, dei rifacimenti subiti dalle facciate esterne del castello, corrispondenti alle sue mura, si è già detto, ma anche all’interno le troppe manomissioni ne hanno compromesso la struttura primitiva. Solo alcuni elementi rimangono originali insieme ad alcuni ambienti interni in cui sono presenti le antiche volte. Il borgo, di cui si parla anche nei rogiti notarili del sec. XV , presenta elementi in alcuni edifici che fanno pensare a case-torri alle quali furono poi costruite aggiunte e sopraelevazioni. Riesce però difficile la lettura della sua struttura di base e del suo sviluppo che raggiunge una dimensione notevole e che meriterebbe uno studio a parte.

Fonte: I luoghi del silenzio, http://www.iluoghidelsilenzio.it/castello-di-colle-nocera-umbra-pg/, da una tesi di laurea di Francesco Sorbelli – ” I castelli del contado nocerino: tipologie insediative e problemi di recupero ”
GIGLIO DI FIRENZE

A Colle il giglio fiorentino è di casa ma oltre al significato dell’ affiliazione a un Potente Signore ha anche una valenza mariana. Ecco alcune info recuperate dalle fonti canoniche di rete: nel borgo collegiano la simbologia del giglio compare spesso tramandato dai tempi ecco come ci illumina Wikipedia in proposito. Il giglio di Firenze Giglio bottonato o a volte anche Giglio di Firenze è un termine utilizzato in araldica per indicare il giglio sbocciato (fiore dell’iris simile al lilium) . Il giglio bottonato ha la «caratteristica prima quella di essere disegnato da cinque petali superiori (tre principali e due stami più sottili e bocciolati) e delle ramificazioni inferiori, tutte disposte in modo simmetrico» Il giglio è oggi usato come simbolo della città di Firenze. Lo è stato anche nei tempi remoti ma non ne è conosciuta con certezza l’origine, si può supporre che sia dovuto al fatto che nei dintorni di Firenze cresce numerosa e florida la specie Iris germanica var. florentina (Giglio di Firenze o Giaggiolo bianco). Un’altra teoria vede derivare l’abbinamento della città (Florentia) con il fiore perché la sua fondazione da parte dei romani avvenne nell’anno 59 a.C., durante le celebrazioni romane per l’avvento della primavera, i festeggiamenti in onore alla dea Flora (Ludi Florales o Floralia – giochi e competizioni pubbliche) che si svolgevano dal 28 aprile al 3 maggio. L’associazione tra i festeggiamenti e il nome venne spontanea come accadde successivamente tra il nome e i fiori numerosi che crescevano intorno. Inizialmente il giglio era bianco in campo rosso ma nel XIII secolo i Guelfi scelsero il giglio con i colori invertiti per differenziarsi dai Ghibellini e quando, nel 1251, i primi cacciarono i secondi il simbolo di Firenze divenne quello che conosciamo oggi. Ai tempi della Repubblica di Firenze, il giglio era il simbolo della città, talvolta rappresentato su uno scudo retto dalla zampa di un leone (il cosiddetto marzocco).

Fonte: wikipedia
CONCILIO DI TRENTO e riorganizzazione sul territorio: nasce la parrocchia collegiana

Il Concilio di Trento riorganizzò le risorse della chiesa su tutto il territorio nazionale e da questo importante evento nacque la fusione organizzativa dei Santissimi Gregorio e Romano che segnarono un nuovo corso storico per la parrocchia di Colle di Nocera Umbra che rinasce in seguito alle decisioni prese dal Concilio. Il Concilio di Trento è la risposta della Chiesa cattolica alla riforma protestante di Lutero. Con il termine contro-riforma si intende l’insieme delle scelte compiute dalla chiesa contro la riforma protestante. Viene convocato nel 1542 da Papa Paolo III a Trento,perché era una città indipendente da Roma ma appartenente all’Impero tedesco,per far capire che si vuole trovare un compromesso con i protestanti. I vescovi protestanti però non partecipano al concilio di Trento perché non riconoscono l’autorità del Papa;così il concilio diventa un’occasione per riorganizzare la chiesa cattolica. Nel 1548 il concilio di Trento viene trasferito a Bologna a causa della peste,e viene sospeso a febbraio. Tra il 1551 e il 1552 viene spostato nuovamente a Trento,ma poi viene sospeso fino al 1562 a causa delle guerre politiche in Europa,al quale il Papa vuole partecipare. Riprende nel 1562 fino al 1563 a Trento. Nel concilio di Trento vengono prese decisioni dottrinarie e organizzative. Dottrinarie: Viene ribadito il valore dei sette sacramenti e l’inesistenza del sacerdozio universale,perché per diventare preti bisogna essere consacrati con l’”ordine”.La Chiesa viene dichiarata come unica e insostituibile forza che interpreta la sacra scrittura,che è la Bibbia di S. Gerolamo. Viene inoltre riaffermato che la salvezza si ottiene solo tramite la fede e le azioni buone. Organizzative: nel concilio di Trento viene ribadito l’obbligo del celibato ecclesiastico,l’obbligo per tutti gli ecclesiastici di risiedere nella zona ad essi affidata e l’obbligo di visite pastorali regolari. La Chiesa rinuncia al cumulo dei benefici perché la dignità di un sacerdote non dipende dalla sua ricchezza e viene imposto il latino come lingua universale. -Istituzione del catechismo: i preti hanno l’obbligo di insegnare ai fedeli. -Istituzione del santo uffizio: è una congregazione di 9 cardinali che ha il compito di vigilare sul tribunale dell’inquisizione. L’indice dei libri proibiti: comprende tutte le opere la cui lettura è proibita per ragioni morali e filosofiche,ed è scritta e aggiornata dalla congregazione dell’indice dei libri proibiti. Accanto a queste decisioni nascono anche nuovi ordini religiosi,che erano delle associazioni caritative e assistenziali: 1528 – ordine dei cappuccini,che assistevano gli appestati 1533- ordine dei barnabiti 1540- ordine delle orsoline,che vengono riconosciute ufficialmente dal Papa nel 1546 1572- fate bene fratelli,che è un’associazione che assiste i malati.

Fonte:
CHIESA S GREGORIO E S ROMANO

L’edificio dell’attuale chiesa, più volte gravemente colpita dai vari terremoti succedutesi nei secoli e poi restaurata, era in origine molto più piccolo e ricostruito più lungo e più largo dal vescovo Virginio Florenzi nel sec. XVII dopo un altro disastroso terremoto. La forma originale è ancora intuibile e il bel portale che si trova ad ovest ne rappresentava l’ingresso principale. Lo stemma del vescovo murato sulla parete ricorda i lavori effettuati. In epoca successiva venne poi aggiunto il campanile quadrato. La chiesa riunisce al titolo originario di S. Romano, quello di S. Gregorio che apparteneva ad una chiesa diruta non distante dal castello verso sud. S. Romano è ricordata sia nelle “Rationes decimarum” del 1333-1334 che nel “Liber beneficiorum” del 1528

Fonte: I luoghi del silenzio, http://www.iluoghidelsilenzio.it/castello-di-colle-nocera-umbra-pg/

CHIESA SS TRINITA’

L’edificio, poco più di una cappella, risale all’incirca alla metà del 1500 e sorge a ridosso delle mura del castello di Colle di Nocera, è l’unica sopravvissuta, mentre altre due dislocate sulle pendici del monte sono definitivamente scomparse, una era dedicata San Romano ed è stata in piedi fino all’inizio del nostro secolo. La chiesa è stata assorbita dalle case adiacenti e osservando le pietre della fiancata si può presumere che precedente alla stessa il sito doveva ospitare una qualche struttura precedente, infatti durante i lavori per la realizzazione della casa adiacente sono venute alla luce due blocchi di conglomerato ben squadrati di origine presumibilmente romana, ora in mostra nel cortile della stessa, simili ad un altro murato alla base dell’angolo sinistro della chiesa. Si presenta strutturalmente in buono stato di conservazione essendo stata ristrutturata di recente. La facciata ha un piccolo oculo sopra la porta e due piccole finestrelle alte ai fianchi della stessa. Ha un piccolo campanile a vela sulla parete di fondo. All’interno presenta degli affreschi, qualcuno di buona mano, ma mal conservati e sbiaditi, quello dell’abside è stato in gran parte coperto da un’altro più recente e di scarsissimo valore. Da un’osservazione sommaria da quel che si vede dietro l’intonaco recente si può supporre che l’affresco originale dell’abside sia molto simile a quello presente nella chiesa di San Giovanni a Boschetto, in quanto in entrambi compare la figura dell’Eterno in alto e sotto una crocifissione; sarebbe auspicabile un intervento di restauro che riporti alla luce l’originale perché molto più interessante della sovrapposizione posticcia. Alla parete destra partendo dall’abside c’è una Madonna con Bambino molto rovinata, ma straordinaria grazia, dopodiché troviamo una piccola immagine di Sant’Orsano, Sant’Elena, un San Bernardino da Siena (?) datato 1580 e un Sant’Antonio abate con ai piedi il maialino di “Cinta senese” . Sulla parete sinistra partendo dall’abside troviamo una Madonna con Bambino datata 1550, un’immaginetta di Santa Bibiana, una Santa Lucia e un’altra Madonna con Bambino poco rifinita e che sembra un ricopiaticcio dell’immagine precedente, perché identica. Le immagini della parte destra e sinistra sono simmetriche nelle loro fattezze e speculari nelle dimensioni. Tutti i dipinti sono molto deteriorati e necessiterebbero di un sollecito intervento di restauro.

Fonte: I luoghi del silenzio, http://www.iluoghidelsilenzio.it/chiesa-della-ss-trinita-colle-di-nocera-umbra-pg/

FONTE VECCHIA

La fonte vecchia di Colle ha tenuto in vita il paese per decine e decine di anni visto che la portabilità come la conosciamo noi in stile condominio entra in voga approssimativamente solo negli anni ’50. L’acqua dà la vita alla popolazione locale, che attinge alla fonte per lavare e abbeverarsi ma non solo, durante la seconda guerra mondiale molte famiglie hanno protetto i loro figli sotto la costruzione muraria della fonte vecchia oggi rimodernata e ristrutturata secondo le esigenze dei tempi. Per capire l’importanza dell’ acqua in un paese come Colle e tante altri dell’ indotto appenninico tra Gualdo Tadino e Nocera Umbra rimandiamo alle numerose fonti presenti in rete

Fonte:



Te amo Piccione chiaroveggente che vieni dal futuro senza fissa dimora e pure scroccone! Grazie per le strane info su Giordano Bruno eh?!

Ma questo Giordano Bruno chi era? Vai su Internet e illuminati: https://it.wikipedia.org/wiki/Giordano_Bruno . Ma non basta sono solo informazioni parziali, forse dobbiamo chiedere a chi GB lo ha conosciuto sul serio a suo tempo. Forse questa storia va raccontata dalla fine quando un intrepido piccione, saltellando garbatamente sul pavimento del Mc Donald della Stazione Termini, nata sui ruderi rasi al suolo di una suntuosa villa di un pontefice nell’ ottocento, sembra proporre un punto di vista insolito su tutta la vicenda. Chi era Giordano Bruno (da non confondersi con un famoso cannoniere laziale del settore sport calcio) da infervorare un numero insignificante così tanto da costringerlo nel giro di poche ore a una gita veloce (da due ore di treno e un ora a piedi) a campo dei fiori per fotografare dal vivo ciò che qualche ora prima era solo una idea astratta irraggiungibile? La conoscenza del mondo non passa anche attraverso l’esperienza e il contatto dei sensi con gli oggetti da esplorare e costruendo ponti con la raggiungibilità?! Certo adesso non è che toccando la statua possa riavere indietro delle parti risanate alle calamità dell’ esistenza che tutti hanno nascoste dietro qualche anfratto da tenere segreto (GB ridammi la vista!), sarebbe persino strumentalizzante usare questa opera monumentale per avere in cambio dei vantaggi personali in una sorta di INDULGENZA al contrario, ma il sapere che in quella piazza che vide la morte del domenicano il 17 febbraio del 1600 si è creato un legame emotivo con il sottoscritto anche se a qualche anno di disatanza, di sicuro può alimentare un plancton vitale di creatività. Parlando con il piccione mentre mangiavo il mio Mc Chicken irrorato dal conforto di una bella coca cola gelata, il volatile mi ha convalidato anche una mia percezione, è cioè che GB era innanzitutto un essere umano che attraversava questa immensa valle di lacrime cercando di assolvere in primo luogo al compito primario di sempre e cioè quello della sopravvivenza. Poi dopo veniva l’esplorazione filosofica, la conoscenza della miserevole natura umana (in quel convento domenicano a Napoli molto importante per la sua formazione giovanile ne succedevano di tutti i colori), ma mettere qualcosa dentro lo stomaco era una esigenza che non andava trascurata. Il piccione che prsumibilmente per avere qualche briciola del mio panino ha fornito tutta una serie di riflessioni silenziose, ha anche affermato che la scelta di etichettarsi come domenicano era per Bruno una agevolazione che gli garantiva l’assolvimento del compito primordiale della sopravvivenza, permettondogli di concentrarsi sugli scopi più nobili del vivere, ossia la ricerca della conoscenza e la demolazione dei dogmi per costruire società MAGICHE più a misura umana. Il termine magico (strumentalizzato dall’ inquisizione) non deve ingannare, in quanto il piccione saltallando qua e la in mezzo ad esponenti femminili dei Casamonica che giravano per i tavoli elemosinando monete e adocchiando Rolex, ha subito precisato che la natura è pervasa di magia (persino Shakespeare che ebbe un cntatto londinese con GB ne fu influenzato a tal punto che molte sue opere esaltano tale topic) e che il compito dell’ uomo è quello di lasciarsi pervadere da questa iuntelligneza cosmica per armonizzarsi con essa. Cero i principi di Bruno erano troppo temerari e avanzati per andare a colpire il bersaglio del cambiamento graduale. Gli accentratori del potere secolare, che arrivavano a occupare poltrone importanti in seno ai vertici ecclesiastici dopo anni e anni di congiure, manipolazioni, tranelli e anche azioni fisiche di soppressione (nel seicento i veleni andavano meno di moda!) non vedevano di buon occhio quello scostumato temerario che andava a spiegare loro che gli infiniti mondi che sgretolavano la centralità riflessa del loro potere tolemaico eccome se erano reali! Ma l’idea di un Dio che si frazionava in infiniti mondi possibili andava a disorientare i sommi sapienti della Chiesa che improvvisamente si sentirvano in pericolo di fronte a qualcuno che gli toglieva certezze consolidate sotto i piedi con una realtà che diventava imprevedibilmente fuori controllo e senza controllo sui pensanti. E così quando ho chiesto nel mio dialogo telepatico al piccione che deve incarnare qualche entità tipo Yoda di Guerre Stellari, come mai Bruno è ritornato in Italia per lasciarsi uccidere dall’ ordine dei burocrati taroccati, il volatile mi ha fornito tutta una serie di informazioni che ignoravo perché i libri di storia non ti dicono o non enfatizzano che GB fu costretto a un certo punto a spogliarsi dell’ abito domenicano perché accusato di omicidio, non ti raccontano che per sopravvivere il professore Bruno doveva insegnare grammatica ai bambini e astronomia a privati in Liguria, non ti dicono che lo stomaco era ritornato a rivendicare le sue bollicine gastro intestinali da risanare con qualche companatico. Così Bruno quell’ abito dovette recuperarlo perché gli offriva la protezione che gli serviva per il sostentamento. Bruno alla fine di tutti i suoi pellegrinaggi in giro per l’Europa insanguinata da bellicose tensioni, combinandole di cotte e di crude, era rientrato in Italia sperando in un posto da docente all’ università di Padova ma incappando negli intrighi del Mocenigo non ci arrivò mai in quella città. Già la storia, sembra quasi che Bruno si sia eletto a martire per mostrare tutte le iniquità della chiesa, così tanto che durante l’esecuzione dovettero mettergli la mordacchia in bocca per impedirgli di influenzare urlante le masse mentre bruciava al rogo non si sa bene perché, ossia il perché lo si sa, per difendere il potere temporale dei Papi e la reputazione farlocchia di Santa Romana Chiesa che tanto bene faceva alla gestione dei popoli quando gli Imperatori erano allineati e non rivoltosi. Il MORDACCHIO. Nella statua in campo dei fiori raggiunta a fatica dalla stazione principale di Roma driblando anche con il navigatore mobile cumuli di immondizia, il volto dell’ eretico rimane dell’ ombra come quello di un assassino di un famoso videogioco. Il piccione ormai partito in quarta per la tangente adocchiando le mie patatine fritte, mi spiega anche in questa anomala lezione universitaria, che GB non aveva minimamente in mente di diventare un martire eretico al contrario, un boomerang così potente che persino le sue ultime parole dopo la sentenza di morte risuonano ancora oggi cupe e sibilline: la vostra sentenza sconcerta più voi che me, che decriptato stava a significare che il tutto sarebbe diventato una leva motivazionale per smantellare Santa Romana Chiesa in ogni tempo e in ogni luogo, proseguendo la linea di demolizione portata avanti dai vari Lutero e Calvino, insomma un clamoroso autogoal. Eppure la sua fine era inevitabile perchè dopo la sofferta controriforma alla fine del cinquecento dove imperatori e uomini dotti di chiesa avevano portato acqua al proprio mulino cercando di screditare le controparti, non c’era spazio a nuovi rivoluzionari che infervoravano le masse con idee assurde che remavano contro la classicità delle ortodossie acquisite. Universi infiniti? Copernico? Senza contare poi il terreno che spianò a Galileo che si finse morto durante la diatriba con l’inquisizione per convincere i suoi accusatori che non era un danno potenziale per nessuno e che se la cavò con gli arresti domiciliari (astuto costui!). GB infervora proprio a inizio seicento una tendenza e inagura l’idea tiotale di RIBELLIONE: un secolo in cui il pensiero dell’ uomo si libera anche in maniera cruenta dalle catene in ogni settore dello scibile, sulle idee teologiche, con la scienza, nell’ arte con il barocco del Bernini che portò alla trasgressione di statue sfolgoranti che sembravano diapositive impressioniste. Il primo a ribellarsi al vecchio per prtare il nuovo e la modernità fu proprio lui, il grande GB, da venerare in rispettoso silenzio a Campo dei Fiori! Spesso si vede GB come un riformatore illuminato ma lui tutto si sarebbe aspettato nella sua vita (era semplicemente un essere che tentava di sopravvivcere nel miglior modo possibile anche se il suo slancio intellettuale verso la verità del mondo è inconfutabile) meno che fare quella fine miserevole che condanna la CHIESA a una riabilitazione che NON è MAI STATA UFFICIALIZZATA. E gli errori negli scacchi come nella vita si pagano. Giordano Bruno adesso in lista Fide degli scacchi ha circa 4356 punti elo, dietro abbiamo gente del calibro di Caravaggio quasi suo contemporaneo e poi sotto i 2800 i giocatori tradizionali del nostro tempo come Carlsen e Caruana. Nel complesso se togliemo qualche anomalia minore da non enfatizzare come l’immondizia, i Casamonica, la labirintite da città INFINITA che crea disorientamento e dinamica incertezza, questa scampagnata a Campo dei Fiori è stata EPICA perchè dentro sono successe anche cose carine tipo la conversazione con il piccione. E della signora in età avanzata che a ridosso della piazza che non riuscivo a trovare mi scaraventà sotto un archetto in dialetto per indirizzarmi sulla giusta via ne vogliamo parlare? A coso buttate de là! E dei due simpatici anziani del baretto adiacente in un lato della piazza che mi avvisavano di movimenti sospetti alle mie spalle mentre chiedevo lumi sulla fermata del pulman da recupoerare per ritrovare la stazione ne vogliamo accennare? Roma è un luogo che oltre a dare tanto tanto tanto lavoro alla Chiesa e alle sue MORDACCHIE da tenere segreti al pubblico che scalpita per vedere gli strumenti usati dall’ inquisizione per sopprimere i nemici delle idee ma che non vedranno mai pagando un biglietto museale, dà anche tanto lavoro a potenziali borseggiatori e malintenzionati, persino quelli di alto livello internazionale visto che l’intera città è blindata ovunque con personale specializzato con armi pronte a entrare in azione in caso di necessità. Insomma una gita semplicemente MEMORABILE e avrei avuto chiedere al Piccione ancora tante cose sulle ambiguità di questa bellissima città, mq quello con un colpo maldestro efficace se è rubato con maestria il mio ultimo pezzo di panino e mi ha salutato. Come a dire va bene tutto, la cultura, l’arte, la bellezza, la città eterna, Città del Vaticano industria, i Papi azienda, i borseggiatori, le zingare che ti fermano, ma anche io come GB devo magnà! Te amo Piccione chiaroveggente che viene dal futuro senza fissa dimora e pure scroccone! Maestro Yoda te spiccia casa!




Premio Hombres Itinerante e CDG, II e ultima puntata: RINGRAZIAMENTI

Si chiude il working progress sul PREMIO HOMBRES ITINERANTE, indirizzo internet http://www.premiohombres.com/ , e il comune di CASTEL DEL GIUDICE, http://www.comune.casteldelgiudice.is.it/ , un viaggio iniziato con l’articolo sulla replicabilità dei modelli di sviluppo, https://www.umbriaway.eu/2018/07/03/replicabilita-dei-modelli-di-sviluppo-perche-qualche-comune-umbro-dovrebbe-ispirarsi-castel-del-giudice-per-attivare-circoli-virtuosi-e-mettere-atto-politiche-di-sviluppo-sul-territorio/ . Ripartiamo proprio da qui e da una dichiarazione del primo cittadino di CDG, Lino Gentile: “i modelli difficilmente sono replicabili” e aggiungiamo noi, perchè ogni location ha la sua singolarità quantica e le cornici strutturali e logistiche per ammortizzare eventuali problematiche locali senza contare sinergie e tensioni diverse onsite. Se chi vive in Umbria ha la netta sensazione di galleggiare in una sorta di limbo estetico ed estatico che separladasolo alla romana, quasi autoreferenziale e pervasivo con le le sue cornice naturali appenniche di perenne bellezza ANTIDILUVIANA, una volta giunto in MOLISE transitando magari dall’ ABRUZZO piuttosto che dalla A14 deve rimettere in discussione le sue convinzioni, perchè la sensazione di essere stati scaraventati ai tempi della barca di Noè con una sorta di macchina del tempo è palese se non altro per un salto di altitudine che trasforma il territorio molisano in una sorta di coacervo complesso dalle mille pieghe e dai mille AFFASCINANTI risvolti. L’albergo locale di cui abbiamo già parlato nella prima puntata, nato dalle ceneri dell’ inutilità (ruderi abbandonati), https://www.borgotufi.it/ , ha ospitato pertanto i lavori della quattordicesima edizione, in una LOCATION INTRIGANTE per l’appunto per la sua cornice naturale, prendendo questa volta come importante riferimento divulgativo per la cultura non solo molisana la figura di LINA PETRAVALLE, http://www.premiohombres.com/lina-pietravalle/ , una figura bistrattata nel panorama nazionale ma coinvolta fino alle viscere con la terra Molisana anche se nasce a Fasano (1887) e muore a Napoli nel ’56. Per capire l’importanza di questa figura visitare anche la bibbia del web: https://it.wikipedia.org/wiki/Lina_Pietravalle, tra l’altro durante la premiazione qualcuno ha sottolineato per mettere meglio a fuoco questa figura che Lina è la Pupi Avati denoialtri, nel senso che chi tutela e custodisce il Molise con la sua prosa rassicurando i lettori che si identificano con la loro terra è proprio lei a livello nazionale, analogamente al lavoro fatto da Avati per valorizzare la sua Romagna! Ritornando al luogo del delitto (Sono sicuro che se Peter Jackson fa un salto in Molise qualche altra avventura su Tolkien la tirerebbe fuori rimanendo immerso in questi scenari) il Sindaco di CDG ha anche confessato che era il quarto Sabato in cui erano impegnati in un evento, spiegando anche simbolicamente che se si vuole tenere la luce accesa sui fatti dell’ economia e dell’ occupazione e generare nuove sinergie bisogna STARE SEMPRE IN MOVIMENTO. Sacrosanto così all’ esponente di NOCERA UMBRA invitato e premiato con una TERZO PREMIO SEZIONE RACCONTI e rimasto sorpreso per la elaborata motivazione della giuria (estrapolando in sintesi credo che il racconto è stato considerato divertente, cinematografico e pertinente per analogia ai luoghi molisani visto il parallelismo tra comuni coinvolti) non resta che ringraziare per la bellissima giornata “di scoperta di mondi alla Tolkien” sindaco e organizzatori-trici. Come evidenziato dal sito del concorso, i premi Hombres sono, dalla sua nascita, ceramiche di CASTELLI in provincia di Teramo, che hanno una tradizione che si appoggia a quattro secoli di storia. Ceramiche diegnate a mano dalla ditta “Arte di Giuseppe Mercante“. Nelle edizioni di Lettopalena e Predappio i premi sono stati realizzati da artisti ed artigiani locali. I premi e le immagini da riprodurre vengono scelte dall’organizzazione insieme all’amministrazione comunale del borgo ospitante. Molise terra di cartoline e di mondi sospesi: se a raccontare questa terra ci fosse qualche sceneggiatore di Blu Notte scriverebbe qualcosa forse come “un luogo dove paesi sembranno appiccicati sulla roccia a mille metri di altezza, con le case che sembrano sospese a due dimensioni direttamente in mezzo alle nuvole. Ma malgrado la loro apparente fragilità quelle case hanno dietro la terza dimensione della roccia, che attinge a una generazione di lavoratori che si porta dietro SOLIDI principi morali e che impedisce a quelle abitazioni di spiccare il volo al primo accenno di tormenta. Ecco il Molise mi sembra un pò così, un popolo di combattenti fragili come le case in balia di forze imponderabili ma anche ricchi di idee e di iniziative COLTURALI e CULTURALI che legano autorità illustri come la Pietravalle al TERRITORIO. Chissà forse il prossimo evento che gli amici di CDG organizzeranno sarà sul mondo del coaching motivazionale e sull’ importanza della RESILIENZA in ottica sopravvivenza. Di sicuro stiamo parlando di luoghi fantastici ma anche di persone locali (e non come la meravigliosa partecipante al concorso proveniente da Pordenone giunta in loco) molto attive sul territorio, Ci sarebbe ancora molto da dire sul perchè questo premio è importante per l’ego condominiale dell’ autore, perchè di fatto Mauro Carpa e Nocera Ombrosa nascono ufficialmente con questo riconoscimento, ma ho come la sensazione che dopo il primo sofferto vagito (non è sempre tutto oro quello che luccica, oltre al bello della diretta durante la premiazione, qualche simpatica anomalia organizzativa tipo andare a cercare le videopoesie da cliccare su un pc che latitavano, il mio navigatore è impazzito a più riprese per raggiungere il luogo della premiazione sia all’ andata che al ritorno e in entrambi i casi in località TERNI, costringendomi a una sfacchinata di proprozioni epiche e a una serie di imprecazioni in aramaico arcaico da paura!) e la luce che irrompe su un personaggio-detective che prima non c’era, ma adesso c’è, succederà di sicuro qualcos’ altro. Ci sarebbe ancora molto da dire ad esempio perchè nei racconti del DRAGO da cui è tratto LA CLEMENZA DEL DRAGO, il filo conduttore che lega il destino comune dei comuni (si può dire?) che vivono in prossimità dell’ APPENNINO, questa incauta creatura simbolica emotivamente furente nascosta sotto ai SIBILLINI che appena muove la coda semina terrore con i suoi fremiti, abbia di fatto generato il racconto premiato. Per esorcizzare la paura? Forse! Per valorizzare la bellezza di queste terre malgrado qualche piccola anomalia imposta dai modelli globalizzati perfettibili di miglioramento? Soprattutto! Per ludico divertimento? Anche!




Replicabilità dei modelli di sviluppo: perchè qualche comune umbro dovrebbe ispirarsi a Castel Del Giudice (IS) per attivare circoli virtuosi e mettere in atto politiche di sviluppo sul territorio?

Spopolamento, disocuppazione, mancanza di industrializzazione, morte silenziosa da terremoto e abbandono? Se qualche comune umbro indietro nello sviluppo dei pezzi (lo sviluppo dei pezzi nella metafora scacchistica usata sta ad indicare un modo veloce ed efficace per rendere le mosse successive nel medio gioco performanti e incisive, essendo una game composta da tre fasi strategiche salienti ossia apertura, centro partita e finale) SI RICONOSCE in queste facili etichette (ma come l’occupazione non era in aumento su tutto il territorio nazionale e la regressione involutiva non era scomparsa?) forse dovrebbe imparare da chi dal silenzio delle sue ceneri è risorto come Lazzaro senza miracoli ma con fatica rimboccandosi le maniche e con atteggiamento propositivo: ci riferiamo al Comune di Castel Del Giudice (CAP 86080), situato in provincia di Isernia, al confine tra Abruzzo e Molise (c’è stato un tempo dove questa piccola area di quasi 15 km q era abruzzese), che la sua sparuta manciata di abitanti (meno di quattrocento, ma negli anni d’oro “del boom di tutto” superava di molto i mille abitanti) ha rilanciato la sua immagine a livello nazionale diventando un modello di business replicabile, soprattutto in quelle regioni che hanno caratteristiche simili per morfologia a profili collinari attraversati da montagne appenniniche e quindi soprattutto l’ Umbria. In Umbria ci sono comuni agonizzanti alla canna del gas (ma dici sul serio o è solo una forzatura per costringere all’ affabulazione il lettore?) che si trovano nella stessa condizione involutiva del borgo di Castel Del Giudice di diversi anni fa, un piccolo aggregato di case e stalle a 800 metri di altitudine abbandonate destinato a una estinzione silenziosa. Ma qualcuno da quelle parti si è alzato con l’idea di vendere cara la pelle e le stalle abbandonate oggi sono diventate un blocco di abitazioni diventate importanti per il turismo a livello nazionale (Struttura alberghiera di Borgo Tufi, sito internet https://www.borgotufi.it/borgo/), non solo nasce anche la prima struttura sanitaria in Molise per accudire anziani, una RSA in grado di creare occupazione rilanciando l’economia locale. Ovviamente non poteva bastare e così questi vulcanici abitanti molisani si sono inventati un MELETO BIOLOGICO che ha ulteriormente creato nuove opportunità di sviluppo (leggi anche posti di lavoro, vuoi vedere che riusciamo a vendere le marmellate ai tedeschi?!) e persino una cooperativa che ha dato nuove possibilità occupazionali a qualche giovane locale e immigrato da inserire nel teesuto sociale. Risultato: ATTIVAZIONE DI UN CIRCOLO VIRTUOSO che si spera contagioso e un MODELLO DI REPLICABILITA’ e un CASE HISTORY DI SUCCESSO che va vivisezionato ed analizzato per uscire invece dai CIRCOLI VIZIOSI di quei PRESUNTI comuni umbri (un esempio su tutti, quello che ospitava l’importante azienda MERLONI oggi smantellata) precipitato in una spirale decadente di perdizione sui bilanci con conseguente declino anche etico (ne vogliamo parlare ad esempio, della questione ospizio e dei suoi buchi di bilancio locali che hanno costretto all’ insurrezione popolare con i protagonisti visti come pacchi postali da spostare senza valutarne i rischi solo per risanare il deficit?). Certo a questo punto qualche facile benpensante sosterrà la tesi che a mettere d’accordo poche persone per FARLE REMARE TUTTE DALLA STESSA PARTE per risolvere problemi logistici e strutturali sia un gioco da ragazzi, ben più complicata la questione quando ci sono tante teste diverse che viaggiano ognuna per la sua traiettoria senza sintonia e armonia di intenti (sarà mica il caso da prendere come esempio per attivare circoli viziosi, senza fare nomi, quello del CAP 06025? Invitiamo il lettore, che è già smaliziato e scaltro di suo e non ha bisogno certo di consigli, a procurarsi da solo le informazioni tramite fonti certificate e credibili per convalidare o smentire le tesi presenti in questo articolo!). Come dicono a Roma “poessevero“, ma è un fatto che a Castel Del Giudice le persone come dicono sempre a Roma “sesocapitedasole“, tanto è che grazie anche a qualche piccolo colpo di fortuna (che però aiuta non a caso sempre gli audaci e ci sarà un perchè), tipo l’imprenditore del nord originario dei luoghi, che fornisce cospicue risorse al tessuto imprenditoriale locale in secca e che grazie a questo coinvolgimento attivo in prima persona abbia contribuito in TEAM a risollevare le sorti di un destino che sembrava ineluttabile. C’è un campo pieno di rovi, inutilizzato e con l’erba alta? Perché non raccogliere frutti di boschi e farci delle belle marmellate e poi sopra anche qualche laboratorio didattico? C’è un bellissimo ammasso di pietre che un tempo servivano agli animali da pascolo per abberverarsi? Bè quelli di Castel del Giudice la prima cosa che pensano (e hanno pensato) è come reintegrare quel rudere all’ interno delle strategie di sviluppo per il rilancio dell’ occupazione (e se diventasse una bellissima doppia matrimoniale per offrire soggiorno ai turisti? IMMAGINA PUOI recita qualche spot pubblicitario tendenzioso). Forse qualche comune tipo il CAP 06025 qualche domanda alla Marzullo (si faccia una domanda e si dia una risposta!) se la dovrebbe porre, se non altro per invertire il trend di tendenza tra i due blocchi “circolo vizioso e circolo virtuoso”. E poi diciamocelo questi di Castel Del Giudice stanno troppo avanti nel senso che hanno coniugato le eccellenze gastronomiche locali con quelle intellettuali di una terra di prossimità che a qualche km sconfinante ha dato i natali direttamente e indirettamente a gente del calibro di Fante e Silone. Le parole COLTURA e CULTURA per quelli di Castel del Giudice non sono così blasfeme come accostamento, anzi, è un ulteriore conferma che si VALORIZZA TUTTO A LIVELLO GLOBALE, senza buttare via niente, per restare in tema di animali cari alla tavola dell’ Italia centrale ma non solo, appunto colture e culture, meleti e cervelli. C’è persino chi ha avuto la fortuna di essere insignito a Castel del Giudice di un premio letterario che certamente non è equiparabile al Bancarella, ma la cui ascesa sul gradino più basso del podio anche se non equiparabile al Nobel oggi inflazionato, ha rivitalizzato lo stato di declino del famoso CAP sopra ripetutamente menzionato, essendo la residenza fausta ed infausta dell’ autore gratificata dal premio HOMBRES ITINERANTE, un riconoscimento sicuramente importante per il FAMOSO SCRITTORE (ah ah!) della CLEMENZA DEL DRAGO (siamo a un altro livello rispetto al famoso CAGNOLINO RISE del celebre autore americano JOHN FANTE, il cui padre era emigrante ai primi del ‘900 era originario di Torricella Peligna che sta poco distante dal Molise, solo 37 km da CDG) per contenuti e tematiche scomode affrontate, che però trovano inquetanti analogie e parallelismi tra il mondo reale dei comuni sopra menzionati e quello della FINZIONE di una località fatasma battezzata NOCERA OMBROSA, la cui denominazione fantasy “separladasola” come continuano a dire a Roma. Nella trama di questa sublime opera d’arte, il DRAGO rappresenta una bestia simbolica che si riferisce al terremoto che fa da sfondo alla vita di due ragazzi che vorrebbero sposarsi, ma che non possono perché mobbizzati dalle angherie della società moderna BCE strutturata a pozzanghere liquide (cit filosofo BAUMAN). Ora parlare di questi contenuti scabrosi che gettano cupe ombre su una località che è già ombrosa di suo, come espresso dal nome, dove queste storie del DRAGO sono ambientate è prematuro. Quello che l’articolo vuole evidenziare è la FORMULA ALCHEMICA SEGRETA trovata dal Comune di Castel Del Giudice per affrontare la crisi e trovare in essa una opportunità DI REDENZIONE, trasformando le disfunzioni in cose che girano e vanno replicate in quelle località afflitte da problemi simili attraverso formule chimiche riproducibili. A questo punto segue una lunga lista dove si evince che questo comune molisano in provincia di Isernia va studiato in un ottica da KAIZEN GIAPPONESE, per entrare in un ciclo di POLITICHE ATTIVE basate du un MIGLIORAMENTO CONTINUO finalizzato a uscire dalle SABBIE MOBILI della regressione economica. MISSION IMPOSSIBLE? La grande notizia è che il sindaco LINO GENTILE DI CDG (di che colore è il suo brand non ce ne può fregare di meno in quanto è palese che con un approccio di tipo guelfi e ghibellini, che permane ancora in qualche zona sottosviluppata della penisola, non si può andare da nessuna parte) è riuscito coinvolgendo i suoi compaesani e non ad ATTIVARE UN CICLO RIGENERATIVO lì dove il malato era ormai dato per MORTO e SEPOLTO e se non altro a dimostrare che Restare A GALLA, RIMANENDO COMPETITIVI RILANCIANDO BRAND ED ECONOMIA LOCALE è possibile a condizione di sfruttare tutto il POTENZIALE messo a disposizione dalla fertilità della terra e delle idee che poi hanno trovato CONCRETA REALIZZAZIONE grazie a impegno e applicazione costante. Tutte le crisi di qualsiasi tipo hanno proprio questa come caratteristica: quando non vengono risolte subiscono una involuzione. Chissà che qualche COMUNE UMBRO, magari simile come BORGO a CASTEL DEL GIUDICE, non abbia voglia di studiare seriamente il MODELLO DI SVILUPPO PROPOSTO per uscire dalla crisi, senza additare o citare LOCALITA’ FANTASMA come NOCERA OMBROSA, che vive solo nella finzione letteraria (ah ah ma davvero?). A questo punto non ci resta che verificare se davvero l’erba del vicino è sempre più verde visitando siti istituzionali come quello del comune di Castel del Giudice, http://comune.casteldelgiudice.is.it/, o articoli tematici come https://www.corriere.it/buone-notizie/17_settembre_22/castel-giudice-come-rinasce-piccolo-borgo-senza-abitanti-2ef6d24c-9fa1-11e7-b69e-b086f39fca24.shtml?refresh_ce-cp o ancora consultando WIKIPEDIA o pagine specifiche come http://comune.casteldelgiudice.is.it/index.php?id=14&oggetto=36. L’unica certezza che abbiamo rispetto ai temi della COLTURA E della CULTURA sollevati da questo comune e dal premio HOMBRES ITINERANTE, la cui quattordicesima edizione è dedicata a Lina Pietravalle, http://www.premiohombres.com/ , che esalta quest’ anno la potenza di un DRAGO che unisce sia il CAP 06025 al luogo della premiazione, appunto Castel Del Giudice, è quella che potrebbe esserci del marcio a NOCERA OMBROSA. Ma come non era riferito alla Danimarca? In ogni caso MAURO CARPA professione detective privato, con lo studio investigativo sito a frazione COLLEMOSSO, si trova a districare convulse matasse per stabilire se gli abitanto locali siano sintonizzati su comportamenti centrati su circoli virtuosi piuttosto che focalizzati su quelli viziosi. Ma questa è un altra storia perchè come ben sa chi ha avuto a che fare con il Drago nascosto sotto i Monti Sibillini, che nel suo massimo vigore muovendo la coda incautamente scuote le case come foglie autunnali instillando un terrore ancestrale, niente è statico e permanente in questa presuna valle di lacrime, ma tutto va interpretato in maniera dinamica. Persino la presunta crisi che angustia i nostri tempi moderni. L’importante da buoni occidentali è trasformare un problema in opportunità, i difetti e le criticità in ECONOMIC RECOVERY! Quelli di Castel Del Giudice hanno dimostrato di avere spirito di iniziativa e istinto di sopravvivenza. C’è da chiedersi allora nella FINCTION della CLEMENZA DEL DRAGO come si evolverà Nocera Ombrosa nel prossimo decennio. Positività saltaci addosso e dacci la formula chimica di CDG! Amen!




Festa di anniversario per il bioagriturismo LE TORTORELLE il 15 luglio 2018!

Situato al confine tra Arezzo e Toscana il casolare di stampo ottocentesco che ospita la struttura di accoglienza LE TORTORELLE, sito internet http://www.letortorelle.it/, Località Molino Vitelli 180 –Umbertide- PG, é perfetto per ritagliarsi uno spazio rigenerante e salutista all’ insegna di una cucina a specializzazione vegan/vegetariana in una location strategica pervasa da una naturale bellezza paesaggistica ideale per visitare numerose altre meraviglie umbre grazie alla vicinanza della E45. Ma non solo! Se non basta il ristoro e il refrigerio della piscina locale o uno dei tanti itinerari per inoltrarsi nel cuore verde dell’ Umbria accorrono in soccorso i numerosi corsi presenti all’ indirizzo http://www.letortorelle.it/attivita dove c’è solo l’imbarazzo della scelta per accrescere le proprie conoscenze su importanti questioni vitali. E per visionare i portentosi ritrovati gastronomici non resta che visitare pagine come http://www.letortorelle.it/agriturismo-vegetariano-vegano-umbria-con-ristorante che certamente richiamano l’attenzione a gran voce! Le principali località turistiche umbre sono tutte velocemente raggiungibili tramite superstrada: Umbertide – 10 min, Montone – 15 min, Città di Castello – 20 min, Lago Trasimeno – 30 min, Anghiari – 35 min, Assisi – 40 min, Perugia – 40 min, Gubbio – 40 min!

Quest’anno il BIOAGRITURISMO LE TORTORELLE festeggia un importante traguardo: 15 anni di attività! Il 15 Luglio 2018 si svolgerà una meravigliosa festa di anniversario: trascorreremo tutta la giornata insieme, pranzeremo sotto al grande pergolato, ascolteremo musica dal vivo e chiuderemo i festeggiamenti con il taglio della torta celebrativa!!!

La storia delle Tortorelle

Le Tortorelle è nato prima di tutto come azienda agricola biologica nel 2003, come fattoria didattica nel 2004 e come Bioagriturismo nel 2005. Avere scelto di creare un Agriturismo Vegano-Vegetariano in Umbria è stata per noi una scelta di vita: più sana, più etica, e piena di gusto. La struttura è posizionata in uno strategico crocevia nell’Alto Tevere Umbro, a soli 5 km dalla Toscana, al confine tra le provincie di Arezzo e Perugia. Siamo completamente avvolti dalla campagna umbra, con morbide colline alle nostre spalle e splendidi scorci paesaggistici della valle del Niccone. Non abbiamo altre strutture attorno, il silenzio e la pace fanno parte di questo luogo. Il nostro casale in pietra risale alla fine del 1800, è stato completamente ristrutturato mantenendo le originali caratteristiche del tipico casale umbro, si trova a soli 333 mt di altitudine ed ha una ottima esposizione ben protetta dai venti. Il Bioagriturismo Le Tortorelle offre ai propri ospiti varie tipologie di alloggio, una grande piscina naturale igienizzata al sale senza additivi chimici ed una sala di oltre 80 mq per le attività culturali e didattiche. Punto di forza dell’Agriturismo è il nostro ristorante biologico e vegano, guidato da Sergio Tancredi, chef di grande talento ed esperienza. Il cibo che prepariamo segue i principi di una sana e corretta alimentazione mediterranea nel rispetto della natura e degli animali, non sacrificando il piacere dello stare a tavola. Realizziamo colazioni pranzi e cene vegane (su richiesta vegetariane), prepariamo quotidianamente con il lievito madre il pane cotto a legna , la pasta, le pizze e i dolci: tutti ottenute da cereali biologici locali macinati a pietra; anche lo yogurt vegetale, il seitan, il tofu e le torte sono tutti realizzati artigianalmente nella nostra cucina. I pasti vengono serviti al grande tavolo nel portico o nella sala all’interno del casale che può ospitare fino a cinquanta commensali. L’azienda agricola ha un’estensione di circa 9 ettari tra campi, prati e boschi. Coltiviamo con il metodo dell’agricoltura biologica, nel rispetto delle leggi della natura senza distruggere gli ecosistemi. Produciamo principalmente verdure, ortaggi e frutta tutti utilizzati nel nostro ristorante biologico. Coltiviamo inoltre piante di Aloe Vera ed Aloe Arborescens, con le quali prepariamo il noto succo usato come depurativo dell’organismo.

Attività didattica

Presso la struttura Bioagriturismo Le Tortorelle è possibile seguire differenti laboratori e seminari a tema di Yoga, Meditazione, Cucina vegana, Cucina vegetariana, Panificazione con lieviti naturali, Cosmetica naturale, Coltivazione Aloe Vera, Aloe Arborescens e preparazione di succhi di aloe; ed è possibile richiedere consulenze di naturopatia-iridologia, metamedicina, trattamenti di bioenergetica e massaggi. Organizziamo insieme alle scuole attività didattiche coinvolgendo insegnanti, bambini e genitori, per poter passare un giorno in campagna, conoscere gli usi e i costumi della fattoria, entrando in contatto con i suoi amici animali e con le piante coltivate.

LOCANDINA EVENTO: Le Tortorelle22_06

Vi invitiamo a visitare il nostro sito internet www.letortorelle.it e le nostre pagine:

Facebook: https://www.facebook.com/agriturismo.vegetariano.vegano.umbria

Instagram: https://www.instagram.com/bioagriturismoletortorelle/

Twitter: https://twitter.com/BTortorelle

Contatti: 329.40.71.831 – info@letortorelle.it




Una vacanza indimenticabile per rigenerarti e staccare la spina? A Salmata, in Umbria!

Estate tempo di vacanza. Estate tempo di esplorazioni. Estate tempo di pellegrinaggi, escursioni ed emozioni. Aria buona e prelibatezze gastronomiche. Dove? A Salmata, in via Fano 40, 06025 Nocera Umbra in provincia di Perugia, nel cuore verde d’Italia! All’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/2016/07/19/centro-soggiorno-la-salette-colle-di-nocera-umbra-un-luogo-per-ritrovare-se-stessi/ avevamo già parlato di questa fantastica località che dal punto di vista strategico rappresenta una soluzione ideale per chi a pochi km desidera visitare il palazzo dei Consoli a Gubbio, Foligno, Assisi o spingersi oltre verso Perugia o Genga dove ci sono le famose grotte di Frasassi. Ora il centro soggiorno la Salette ha un nuovo sito di riferimento, https://centrosoggiornolasalette.it/ dove tutte le potenzialità geografiche dei luoghi emergono. Pace e serenità pervasa di tanta bellezza, solo a Salmata! Un luogo ideale dove ritrovare se stessi, rimettersi a nuovo con una deliziosa cucina locale e respirare quell’ aria sacra rigenerante che caratterizza il tessuto culturale locale. Il nuovo sito internet di riferimento, appunto https://centrosoggiornolasalette.it/ mostra abbondantemente tutto il campionario fotografico per convalidare le tesi di cui sopra, in un sito che ospita per il pellegrino ma non solo tutta una gamma di servizi: “la Salette” è in grado di offrire un servizio ristorante di alto livello, con cucina genuina e piatti tipici umbri; è inoltre disponibile la connessione internet con wi-fi gratuita. A disposizione degli ospiti ci sta una sala Auditorium, 2 saloni per le conferenze, un bar, un campetto da calcio e una piattaforma per pallavolo e pallacanestro. Il personale del centro altamente qualificato è a vostra disposizione per qualsiasi esigenza e/o problema. Solo per entrare nei dettagli rispetto ai viaggi che si possono organizzare ecco una sintesi estrapolata dal sito stesso:


Lo splendido itinerario che va da Assisi a Nocera Umbra. L’ultimo Cammino di San Francesco; partenza da Assisi arrivo a Bagnara di Nocera Umbra (32 km, 10 ore, difficoltà: impegnativa, possibilità di tappe intermedie). Hai la possibilità di ripercorrere l’esperienza dell’ultimo cammino di San Francesco, a piedi, a cavallo o in bici, attraversando silenziosi sentieri all’ombra dei boschi del Subasio e trovare ristoro grazie alle celebri acque di Nocera Umbra. Qui, portando la Credenziale del Pellegrino, potrai entrare gratuitamente nella Pinacoteca di San Francesco, nel Museo archeologico e salire sulla torre civica per poter ammirare lo splendido panorama nocerino.

ASSISI (distanza dal Centro Soggiorno La Salette: 30km), con l’Eremo delle Carceri (m.791 slm); si tratta di un santuario situato attorno alle grotte naturali del monte nel bosco del Subasio. Qui San Francesco e i suoi compagni si isolavano per riuscire a dedicarsi all’intensa preghiera. Basilica di San Francesco; riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. È possibile visitare la chiesa superiore, quella inferiore, l’esterno ed il museo.

GUALDO TADINO (distanza dal Centro Soggiorno La Salette: 10km) con la Rocca Flea; la Rocca fu edificata pe proteggere l’antichissimo luogo di culto dedicato a San Michele Arcangelo. Sorge nella parte più alta del paese ed è uno degli esempi di architettura fortificata del Basso Medioevo. Chiesa di San Francesco; una delle prime chiese francescane in Umbria dedicate al santo. La chiesa negli ultimi anni è diventata sede di numerose mostre importanti e famose.

GUBBIO (distanza dal Centro Soggiorno La Salette: 40km) con il Palazzo dei Consoli; il palazzo si trova a piazza Grande ed è uno dei palazzi pubblici più importanti di Italia. Basilica di Sant’Ubaldo; inizialmente santuario poi nel 1919 Basilica, è un luogo di culto cattolico situata sul monte Ingino.

Per contatti o richiesta informazioni su questo luogo bellissimo e logisticamente perfetto per organizzare rapidi raid culturali e visite a mostre o musei su tutto il territorio umbro, gustando le eccellenze della tavola locale, tutto é reperibile sul nuovo sito internet, https://centrosoggiornolasalette.it/, telefono +39.0742.810270, mail: salette.salmata@gmail.com;




Come possiamo definire la nobile arte del fumetto? Risponde agenzia web marketing!

agenzia-web-marketingAnziché seguire una sequenza cronologica lineare proviamo con l’analisi di agenzia web marketing a procedere a ritroso, per capire e carpire la natura del fumetto, fino a spulciare tra le definizioni accademiche e canoniche di questa nobile arte. Una menzione recente (si fa per dire) va al fumetto black d’ispirazione francese, dove spiccano Diabolik, Satanik, Kriminal e Valentina. C’e spazio anche per personaggi analoghi di stampo grottesco come Kattivik e Alan Ford. Una particolare menzione va al western fantascientifico Zagor sempre griffato casa editrice Bonelli. Più o meno in questo periodo abbiamo STURMTRUPPEN di Bonvi e la striscia satirica italiana Girighiz. Le problematiche decadenti giovanili nel sociale trovano la loro massima esaltazione con l’irriquietezza di Massimo Zanardi sviluppato da Andrea Pazienza, dove il punk, la droga, una idea di ribellione si materializzano sul medium Frigidaire. A partire da davanti, nel senso temporale di indietro, ci si guadagna perché qui abbiamo anche dei prodotti di spicco memorabili, del tipo Martin Mystere, Dylan Dog e Rat Man. E se volessimo addentrarci nel fumetto di autore non resta che calarci con sacrale silenzio nelle sensuali rappresentazioni della stella Milo Manara. Così siamo precipitati negli anni sessanta dove la gente leggeva in treno e si appassionava al fumetto durante i passaggi lavorativi quotidiani da pendolari. La gente vuole affondare dentro le storie, ama le storie, desidera percepire le storie che hanno sostanza e consistenza. agenzia-web-marketingUn fumetto più riflessivo e narrativo che ad esempio emerge con Corto Maltese dove le sue avventure esotiche abbracciano il mondo intero, con una sottile poesia di sottofondo che accompagna la consumazione e didascalie ad effetto come: con un gesto misurato accese uno di quei sigari sottili che si fumano solo in brasile o a new orleans; stava recitando per un pubblico invisibile! E se volessimo consumare un fumetto dove il protagonista beve solo camomilla? Basterebbe precipitare con la macchina del tempo nel 1957 dove Jacovitti inventò le storie del cowboy Cocco Bill che beveva solo camomilla, dal punto di vista stilistico qui si rompe in maniera netta con il formato striscia tipico ad esempio delle performances del Corriere dei Piccoli. E a questo punto finiamo nel dopoguerra caratterizzato dal cinema realistico di ladri di biciclette e da quel contesto socio-culturale di devastazione e ricostruzione. Nessuno poteva permettersi di pagare i diritti di autore agli americani per cui in Italia nasce una corrente autonoma di abili vignettisti di talento che si concentreranno sugli ALBI, ossia su singole storie sviluppate in maniera organica e strutturata. Nascono anche qui personaggi e serie memorabili come Misterx, Sciuscià, Akim ma anche Tex Willer, Piccolo Ranger e Capitan Miki. Va bene, ma come stavamo messi prima della guerra chiede agenzia web marketing? Certamente gli anni 1934 e 1938 sono critici nel senso che mentre nel 34 la Nerbini lanciò “l’avventuroso” che fece registrare notevole interesse per l’eliminazione delle didascalie in favore delle nuvolette e più o meno nello stesso periodo i fumetti di ispirazione americana entrarono in Italia tramite Lotario Vecchi che fece uscire “l’Audace”, nel 1938 il regime ebbe il problema di inibire questa diffusione di opere americanizzanti ad eccezione di Topolino. La conseguenza di questa repressione fu una certa intraprendenza nel mettere in piedi prodotti autonomi come Sandokan per esempio o Kit Carson, primo western a fumetti italiano ma anche Saturno contro la terra ispirato a Flash Gordon, Dick Fulmine e Romano il legionario. Certamente per l’Italia dei fumetti erano anni pioneristici dal momento che solo nel 1932 fu pubblicato da Lotario Vecchi Jumbo dove vecchia didascalia e ballon incominciavano a convivere su opere genere infantile di stampo britannico. Dopo la dilagante influenza americana Nerbini lancia nel 1932 Topolino che appariva già sull’ illustrazione del Popolo nel 1930.agenzia-web-marketing E la data di nascita del fumetto italiano quale é chiede agenzia web marketing? Il 27 dicembre 1908 quando uscì il primo numero del corriere dei piccoli, supplemento domenicale del Corriere della Sera. Ok adesso ci spariamo un piccolo FlashForward rispondendo a un’ altra questione: che cosa si intende per Silver Age? Il periodo d’argento americano che va da fine anni cinquanta a primi anni settanta caratterizzato dalla nascita di eroi come Spider Man, I fantastici 4, Flash e l’incredibile Hulk, tutti soggetti più moderni e pieni di tic nervosi afflitti dai problemi del quotidiano che favoriscono una identificazione e un ideale di riscatto da parte del lettore coinvolto emotivamente nel seguire le loro gesta. Anche il modo di raccontare risulta più innovativo, dinamico e moderno. Mentre per Golden Age -definisce agenzia web marketing- si intende il periodo d’oro del fumetto per eccellenza, ossia fine anni trenta fino alla fine degli anni cinquanta, dove vedono la luce Batman, Lanterna Verde, Capitan America e altri come Acquaman per esempio e consacrazione di talenti grafici come Stan Lee, Jack Kirby, Jerry Siegel, Bob Kane e altri. Certamente, fa notare agenzia web marketing, dagli anni trenta Topolino e Paperino vantavano la circolazione di oltre un milione di copie ogni mese e anche il Tarzan di Hal Foster comparve in questo periodo. Se la psicoanalisi si diffonde a partire dei primi novecento, ecco che non é un caso che proprio nel 1905 viene presentato sul New York Herald la prima tavola della serie Little Nemo in Slumberland, di Winsor McCay, storie che ahnno una particolarità: vengono vissute in sogno e terminano ovviamente con il risveglio del protgonista. Qui siamo in presenza di elementi fantastici surreali e onirici simili ai materiali profusi dal famoso Wonderland di Lewis Carroll. Certamente solitamente sottolinea agenzia web marketing si tenta di dare inizio alla storia del fumetto quando compare a fine ottocento sul supplemento a colori domenicale del New York World di Joseph Pulitzer il famoso personaggio Yellow Kid, con il disegnatore ai tempi molto ricercato, Richard Felton Outcault, che fu strappato alla concorrenza con contratti più vantaggiosi, sicuramente la prima strips a colori della storia del fumetto. Il 16 febbraio 1896 comparve anche la prima nuvoletta di fumo o balloon che caratterizza proprio la definizione di fumetto. Ricostruita a passi di gambero la storia di alcuni prodotti fumettistici pensiamo ora con agenzia web marketing ai geroglifici degli egizi o alle rappresentazioni vignettistiche medioevali degli amanuensi. Siamo dentro a una concezione di fumetto con questi reperti storici e incisioni antiche? agenzia-web-marketingCertamente si! Ogni paese ha le sue peculiarità quando si parla di fumetto, pensiamo ad esempio ai Manga giapponesi, o all’ historieta storiellina argentina o al quadrinos brasiliano (quadretti in riferimento alle vignette) e nel tempo sono stati sviluppati vari generi come il fumetto a scopo educativo didattico o la graphic novel o il fumetto realistico alla Dylan Dog o al fumetto umoristico o alla supereroistica o al fumetto grottesco. A questo punto ci stiamo avvicinando al nucleo caldo della questione posta da agenzia web marketing ossia rispondere alla domanda critica come posso definire il fumetto e che significato ha per le varie culture. Certamente la scelta fumettistica di trasmettere un messaggio dipende dal contesto culturale ma abbiamo visto che le rappresntazioni grafiche sono incisive e performanti, cosa capita e realizzata appieno a partire fin dagli egizi. Certamente anche il medioevo non usava suoni onomatopeici a supporto (parole che assomigliano al suono che si vuole riprodurre spesso appartenenti al ceppo inglese) e neanche le moderne metonimie, ossia le metafore visualizzate sottoforma di rappresentazione di punti interrogativi, esclamativi, espressioni come cuoricini e lampadine, elementi certamenti più usati nel fumetto comico che quello realistico. Negli elementi costitutivi del fumetto possiamo citare ad esempio la didascalia, il famoso spazio dove si usa spiegare azione o contesto della scena filmata, basti pensare a quelle espressioni come poi, frattanto, successivamente che se prolungate nella narrazione possono risultare fastidiose. Sicuramente quando agenzia web marketing parla di nuvolette, ballooon e lettering si riferisce a certe regole di rappresentazione nella tecnica grafica, basti pensare come una nuvoletta frastagliata per esempio può dare la percezione del cambio di tonalità per esempio. A questo punto con agenzia web marketing bisogna approfondire la questione multimediale del fumetto, nel senso che essendo alle prese sia con elementi testo che di figure e persino di entità onomatopeiche a seconda della prevalenza di questi elementi nella narrazione saremmo alle prese con un tipo di caratteristica tecnica, ossia prevalenza della parola o della figura o una combinazione equivalente oppure avremmo combinazioni additive dove le parole enfatizzano e trascinano dinamicamente o percorsi paralleli che non sono interdipendenti o montaggi particolari. Un buon disegnatore inoltre é in grado di enfatizzare la sua narrazione con le linee cinetiche e usa i cartoon per semplificare figure complesse in modalità semplificata stile modello vettoriale. Insomma la sintesi visuale é un mix performante tra cartoon e linee cinetiche e il lettore deve fare tutto un lavoro di decodifica per cogliere appieno tutta la rappresentazione tramite una partecipazione mentale molto attiva, visto che deve districare il disordine per riportarlo nel suo stato di ordinamento dal kaos. Osservazioni delle parti e visione d’insieme e percezione di un intero, sono denominate in modalità spazio-tempo closure e tecnicamente possono esserci diverse opzioni: da momento a momento, da azione ad azione, da scena a scena, da aspetto ad aspetto e NON SEQUITUR che viene usato per creare effetti unici di estraneamento non proponendo nessun rapporto logico tra vignette. In sostanza ciò che unisce tutti i singoli momenti scombinati é per l’appunto il concetto di CLOSURE. Immaginiamo a un fumetto come a un insieme di diapositive, suggerisce agenzia web marketing, come a una successione di scatti fotografici. E vediamo come rispondere allagenzia-web-marketinga domanda posta all’ inizio da agenzia web marketing: che cosa é il fumetto.Nel libro il fumetto ha cento anni di Spiriteli e Squizzato gli autori precisano: un tipo originale di comunicazione in cui l’elemento narrativo (una storia inclusiva di dialoghi) strutturato in sequenze, si raccorda e si esprime funzionalmente mediante l’elemento grafico costituito da pittogrammi (immagini e grafismi), in sostanza siamo di fronte a una narrazione disegnata. Un vignettista famoso Scott McLoud creatore di Zot! definisce il fumetto come immagini e altre figure giustapposte in una deliberata sequenza, con lo scopo di comunicare informazioni e/o produrre una reazione estetica nel lettore. Il fumetto é un arte invisibile! Per Will Eisner il creatore di The Spirit due immagini in successione creano un movimento e una sequenza che definisce il fumetto come arte sequenziale. Per Claude Beylie critico e storico del ciema, in un articolo del 1964, definisce semplicemente il fumetto nona arte dopo l’ottava che é il cinema. Certamente sul fumetto vengono associati tremendi pregiudizi, tipo un certo infantilismo e una certa attitudine e immaturità nel voler perdere nel tempo ma abbiamo visto che la sua ricchezza intrinseca di contenuti lo caratterizza come una faretra di risorse difficilmente eguagliabile e non solo una lettura leggera e disimpegnata. Le storie attraverso concetti e immagini, non siamo di fronte a un genere narrativo ma un linguaggio figlio delle due principali diramazioni pittura e letteratura, da cui scaturisce come sodalizio vincente questa ricca formula multimediale definita per l’appunto in maniera riduzionistica fumetto che dentro ospita un mondo elaborato e complesso. Il punto di forza del fumetto intule che sia agenzia web marketing a sottolinearlo é certamente la sua facilità di comprensione che consente di trasmettere idee e messaggi in maniera facile e intuitiva. Il 2017 é finito andate in pace e auguri di felice 2018 dal magico mondo del fumetto e da agenzia web marketing!




Digital divide Umbria a che punto siamo?

digital divide UmbriaCon digital divide Umbria andiamo a misurare quello che é la salute regionale sul tema dell’ ICT e delle infrastrutture per l’alta comunicazione digitale. Anche dall’ ultimo incontro tra le aziende avvenuto al Centro Fiere Bastia Umbra padiglioni otto e nove il 9 novembre 2017, evento di marketing place e innovazione organizzato da Confindustria Umbria, abbiamo avuto l’impressioni come osservatori invisibili di Umbriaway Consulting che il potenziale di sviluppo economico dell’ Umbria esista, al di là di tutte le congiunture astrali non proprio idilliache e favorevoli e che ci sono molte idee e risorse e business latenti da mettere in piedi a condizione che si voglia uscire da uno stato di apatia regressiva. L’avvento delle nuove tecnologie porta effluvi di energia vitale per l’imprenditore che vuole rilanciare la sua azienda al di sotto degli standard di fatturato o anche solo ai disoccupati che vogliono migliorare il loro skill per essere maggiormente competitivi in un mercato del lavoro estremamente dinamico e complesso. In Umbria ci sono ancora pregiudizi legati all’ uso incisivo di queste nuove risorse messe a disposizione dalla rete, pensiamo solo ad esempio alla differenza di trattamento che deve subire un professionista ict che lavora in loco (che sia un docente, piuttosto che un programmatore, piuttosto che un sistemista di rete o un consulente di web marketing o cyber security o di social media o di seo o chi più ne ha più ne metta) rispetto a location dove lo sviluppo é continuamente in ebollizione come Roma o Milano e dove lo stesso professionista dai 30 euro generosi di paga oraria che vede in Umbria si ritrova invece in tasca con la stessa didattica e con lo stesso intervento dai 50 agli ottanta euro l’ora! Va bene diciamo che é un fatto culturale e molti non hanno ancora compreso la portata di una azienda che arrivando magari prima nei motori di ricerca con la keywords vendita abbigliamento Umbria e appoggiando tale azione con call action mirate che siano sedigital divide Umbriamplicemente landing page piuttosto che e-commerce, possa incrementare il suo fatturato automatizzando i processi standosene comodamente seduto in salotto a vedere la partita di champions (non certo quelle del mondiale!). Ovviamente c’è anche tanta fuffa in mezzo a tanto digital divide Umbria e i risultati non vengono per caso se non si sceglie un supporto affidabile che a piccoli passi, senza fare salti avventati nel buio con massicce cifre di investimento, con gradualità, vada a centrare gli obiettivi prefissati e ad alzare l’asticella attraverso una spietata costanza applicativa e determinazione nel voler perseguire il risultato attraverso azioni pervase dal buon senso, al monitoraggio e alla misurazione dei feedback e alla messa in atto di campagne di web content marketing altamente performanti. Da qui ne deriva la necessità di affidarsi a professionisti che conoscono le materie trattate e che sappiano performare al meglio le risorse canalizzandole verso la migliore ottimizzazione del funnel, la capacità di generare traffico per convertirlo in credibilità del BRAND. C’è ancora la tendenza a tenere un pò distanti in alcune fasce territoriali personal computer, banda e internet (sollevando per l’appunto il problema del digital divide Umbria!) e l’esclusione comporta una mancanza di opportunità che invece é appena sotto il proprio naso. Tra le tante aziende interessanti che si prodigano a colmare la lacuna del digital divide Umbria ma non solo, c’è anche http://www.ictstudio.it, la ICT Studio di Corciano (PG) che offre un ventaglio di opportunità per materializzare dal nulla la tua idea digitale ma anche per convertirla in case history di successo! L’azienda esiste da 15 anni e come recita il loro sito istituzionale “con un obiettivo ben preciso: fornire un servizio completo ad aziende, professionisti ed enti nel complesso mondo del web & communication technologies. Siamo un’azienda che si confronta ogni giorno, nella logica del network, con realtà e professionalità esterne, capace di fare sistema per offrire ai propri clienti soluzioni aggiornate, efficaci ed al passo con i tempi. La nostra Mission è aiutare le adigital divide Umbriaziende a ripensare il proprio modello di business ed i processi produttivi attraverso l’uso delle tecnologie digitali poichè Internet e le nuove tecnologie sono solo dei mezzi e non la soluzione. Noi di ICT Studio offriamo la nostra capacità di coniugare la creatività alla tecnologia aiutandoti a scegliere i modelli più adatti a ciascun mercato, con soluzioni complete ed integrate nel complesso mondo dell’E-business. Ti aiutiamo a tradurre le strategie in risultati mediante la condivisione degli obiettivi, sviluppando i progetti in modo congiunto con il tuo staff. Mediante la formazione, favorendo la crescita delle risorse aziendali, trasferiamo le nostre competenze ed il nostro know how operativo“. Offre tutto il potenziale di tools e strumenti che una azienda moderna agile e snella deve implementare per crescere, quindi una faretra tagliente composta da seo, sem, dem, e-commerce, web marketing, sviluppo app e mobile marketing e tutto ciò che é correlato con lo sviluppo della comunicazione digitale finalizzato a convertirsi in lead generation. Grazie al supporto di queste aziende come la ICT Studio di Corciano a PG e al condizionamento-supporto culturale che esercitano all’ interno del territorio il problema del digital divide Umbria si sta sempre di più sensibilmente attenuando, del resto molti di noi ricorderanno quei famosi modem a 56Kb di tanti anni fa e quei famosi dischetti windows 3.1 che ci facevano gridare al miracolo tecnologico e che oggi a causa della velocità dell’ innovazione sono diventato oggetti di culto per frequentatori di musei digitali! L’importante é fare il salto nel vuoto digitale e colmare il digital divide Umbria scegliendo patner che la credibilità (o come viene definita oggi reputation brand!) se la sono guadagnata sul campo. Parte grafica dell’ articolo royalty free proveniente dall’ accattivante sito https://unsplash.com!




Content Tools a supporto di web marketing Umbria!

web marketing Umbria-1Sappiamo che una buona strategia di content marketing finalizzata a spingere keywords strategiche sulle vette del posizionamento organico viene prima di tutto, ricorda web marketing Umbria. Piani editoriali, fruibilità, azioni di misurazione per intervenire sulle performances, la condivisione, l’interazione ora tutto questo in termini di tempo ha un costo dal punto di vista del dispendio energetico, quindi non ci resta che cercare dei modi per ottimizzare i processi e sfruttare al meglio la tecnologia che ci viene messa a disposizione. Ad esempio lo sapevi che Chrome ha una estensione che fa risparmiare tantissimo tempo quando devi cercare contenuti pertinenti con il tuo prossimo articolo? Occorre soltanto attivare questa estensione e aggiungere tag di nostro interesse o cercare argomenti in sintonia con il nostro operato, notifica web marketing Umbria. Stiamo parlando di una piattaforma che seleziona una quantità innumerevole di dati per rendere fruibili i migliori articoli pertimenti al tema! L’indirizzo internet di questo strumento portentoso é https://zest.is/. E ora saltiamo di pane in frasca con web marketing Umbria chiedendoci esiste uno strumento che mi consentirebbe di osservare le fonti di traffico e capire quali paesi e utenti generano più visite cercando di interpretare dai dati demografici il bacino di interesse di potenziali leads in base alle loro preferenze. Con SimilarWeb abbiamo una versione gratuita e una a pagamento ma anche nella versione free possiamo disporre di numerose funzionalità a costo zero da sperimentare come grimaldelli, sito internet segnalato da web marketing Umbria all’ indirizzo https://www.similarweb.com. INFLUENCER, ANALISI, RICERCA matching CONTENUTI: esiste un tool che mi permette di cercare contenuti selezionando e filtrando criteri diversi come settore merceologico, shares tipologia, forma etc? Siamo in grado di vedere chi condivide i nostri articoli su un social media tipo Twitter per esempio? Il succo del discorso, puntualizza web marketing Umbria, é cercare di individuare quelle AUDIENCE dove il pubblico é disposto a seguirti ed ascoltarti ovviamente per sfruttare a nostro vantaggio le potenziali conversioni, quali esse siano. Puoi anche vedere i maggiori esponenti di spicco che disegnano la rete del futuro partendo da keywords di tuo interesse in modo da avere una visione ad ampio respiro delle tendenze che funzionano. Il software é BuzzSumo e l’indirizzo internet é http://buzzsumo.com. Non conosci Phostoshop ma hai bisogno di creare grafica per i tuoi articoli a un livello elementare chiede web marketing Umbria? Con Canva, indirizzo internet https://www.canva.com/it_it/ puoi creare grafica molto velocemente avendo facilmente a disposizione centinaweb marketing Umbriaia di forme anche divise per utilizzo come social media post, ebook, infografiche, loghi, social media header, ads. In questo modo potrai creare il tuo design escaricarlo per integrarlo nella tua produzione editoriale! E ora affrontiamo con web marketing Umbria la spinosa questione dei piani editoriali. Pensiamo a come sarebbe bello se avessi la possibilità tramite tool di programmare i miei post oppure avere una gestione multitasking su tanti dispositivi diversi con il valore aggiunto di poter disporre di uno strumento di misurazione come media analytics! Esiste qualcosa in rete che adempie a tutte queste funzionalità? Con Buffer indirizzo Internet https://buffer.com/ puoi quindi vedere da che parte tira il vento e quanti click-like hai ricevuto sull’ ultimo post che hai scritto per la tua seo di autore. Per capire quali contenuti performano meglio con i tuoi interlocutori Buffer é uno strumento che si preannuncia atomico! Ma come faccio quando devo prendere foto che siano qualitativamente al top senza farmi arrestare da equitalia o la guardia di finanza? All’ indirizzo https://unsplash.com/ abbiamo un serbatoio di risorse davvero ragguardevole da usare e integrare nei nostri progetti, rivela web marketing UMBRIA! E a questo punto concludiamo con lo scoop esplosivo! A che serve un sito come https://www.scoop.it chiede web marketing Umbria congedandosi? Hai mai pensato di creare una community sulla moda aprendo il tuo canale dedicato e di farti seguire da un bacino di utenza? I contenuti validi possono essere condivisi amplificando notevolmente il tuo brand! Cura la tua target audience con Scoop.it. Questa volta il materiale grafico per scrivere l’articolo ci arriva proprio da UNSPLASH citato in precedenza, ottimo sito per non avere problemi con le royalty!




Piattaforme di Marketing Automation che cosa sono? Risponde Città in internet!

web marketing umbriaTutti sanno cos’è un CRM, sostiene web marketing Umbria, acronimo di Customer relationship management, gestione delle relazioni con il cliente, che é il nucleo di una impresa orientata al marketing. Ad esempio ieri nell’ ambito della manifestazione Umbria Business Matching and Innovation Place abbiamo visto in sinergia due aziende come APPLICO data center e ARXivar  che hanno proposto soluzioni cloud legate a gestionali modulari che sono in grado all’ interno di un unica scatola di archiviare dati, gestire le informazioni dei processi aziendali, curare la fatturazione, elargire report e rubriche per le patnership commerciali con criteri di scalabilità, integrabilità, compatibilità con integrazioni appunto flessibili e adattabili su ogni sistema e in grado di dialogare con i più diffusi ERP (Enterprise resource planning, pianificazione delle risorse di impresa). Ora immaginiamoci una scatola simile completa e totale che cura ogni aspetto del web marketing, sarebbe possibile avere in unica soluzione qualcosa che ti consentirebbe di creare form e landing page, di autorispondere alle mail automatizzate con i processi di conversione legati alle iscrizioni sulle newsletter e con un dispositivo in grado anche di profilare i tuoi potenziali clienti e opzioni di integrazione con i canali social e anche la botte piena, la moglie ubriaca e l’uva sulla vigna oltre alla capacità di effettuare dall’ interno campagne di webmarketing? Ma stiamo delirando? Mi state chiedendo l’impossibile! Sarebbe possibilire gestire dall’ interno di un unico pannello di controllo gestire tutta la miriade di queste attività seo/sem sopra elencate? In una sola piattaforma tanti servizi? Bene come recita il saggio le risposte sono dentro di noi ed effettivamente ieri al digital transformation talk sponsorizzato da Umbriafiere, Confindustria Umbria, Intesa San Paolo e F2S abbiamo assistito nell’ area eventi padiglione nove nell’ ambito del dibattito su idee, persone, strumenti per la trasformazione digitale all’ intervento di Massimo Santamicone per città in Internet che indirettamente ha allunato nella parte finale del suo volo alla cosiddetta MARKETING AUTOMATION, che non é altro che marketing potenziato. Un report sull’ iniziativa citata é recuperabile HERE! Immagina con web marketing Umbria di dovere effettuare singolarmente tutta una serie di operazioni legate alla seo/sem, non sarebbe fantastico avere un unico quadrante dove poter fare tutto insieme contemporaneamente in modalità multitasking? Ma procediamo per gradi e cerchiamo di capire quale sia la sostanza più preziosa che ci sia in rete, una domanda da un milione di dollari, e quindi suggeriamo di scegliere tra la busta uno che parla di DATI e la busta due che parla di INFORMAZIONI. Mark Zuckerberg saprebbe dove andare a parare dal momento che un sito come https://www.differenzatra.it/differenza-tra-dato-e-informazione/ potrebbe estrapolare la seguente definizione: dato e informazione sono spesso utilizzati come sinonimi, ma in realtà i due termini, dal punto di vista informatico, possiedono un significato differente; infatti l’informazione è il risultato di una elaborazione dati. Pertanto il dato è un elemento conosciuto, l’atomo, un’informazione grezza o elementare ed è solitamente costituito da simboli che devono essere elaborati. Mentre invece l’informazione è un elemento molecola, che deriva dall’elaborazione di più dati e che permette di venire a conoscenza di qualcosa. Insomma gli atomi (i dati) formano le molecole (le informazioni) e le molecole la materia solida compatta. Ora la rete della rete si contraddistingue per l’importanza che ha sui DATI. Tutti cercano di venderci qualcosa dopo averci profilati, ma con quale criterio? Come fanno a sapere tutto di noi? L’intervento di Massimo Santamicone ineccepibile ha messo in evidenza quella che é la fuffa vigente: molte aziende non sono soddisfate della loro paginetta aziendale aperta su FB! Cosa si aspettavano di ottenere questi imprenditori? Pensavano di fare centomila euro di fatturato in poco tempo suggerendo o proponendo oggetti o servizi solo aprendo un banner header di una pagina facebook? Il web marketing é un fenomeno complesso e non basta dipingere i muri di una stazione per suggerire una interazione con le sue parti cromatiche ammiccanti e tirate a lucido con motivi sgargianti. Servono strategie integrate svincolate da quello che é l’errore più diffuso attualmente e cioé quello di andare a profilare gli individui per INTERESSE. SBAGLIATISSIMO. ERRORE. ORRORE.web marketing umbria Il modo giusto per fare più fatturato su Internet paradossalmente é quello di avere una nicchia di pochi ma buoni e per restringere questi potenziali gruppi perfetti di acquirenti servono valutazioni più ampie che semplici azioni meccaniche a inutili pennellate sgargianti e post statici che non suscitano nessun coinvolgimento. Per vendere io devo conoscere la persona che ho davanti, sapere se ha delle esigenze, sapere se manifesta desideri e pulsioni di acquisto per risolvere i problemi. Quando si scrivono post inutili autoreferenziali io non sto dialogando con qualcuno che vuole il mio prodotto o servizio sto solo dando delle pennellate statiche a fette di pubblico generiche che invece vanno profilate ma non per interesse, bensì per INTENZIONE! E’ questa la parola magica: INTENZIONE! Riprendiamo l’esempio fatto da Santamicone relativamente a chi cerca casa in affitto a PG. In una fredda analisi statica io leggo il dato e non ci vedo nessuna complessità o sfumatura, la persona vuole stabilirsi a PG e cerca casa! Ma il marketing automation ha una visione più ampia vuole in stile minority report parafrasando la famosa prevenzione dei crimini INTERCETTARE le sue esigenze future. Che cosa necessita dopo che ho preso residenza in quel luogo? Di che cosa avrò bisogno? Che cosa posso proporre come bene da vendere? Ad esempio una connessione ADSL! Oppure l’indirizzo di una pizzeria. Le analisi statiche legate a valutazioni basate sugli interessi sono destinate al FALLIMENTO suggerisce tra le righe Santamicone, che ha supporto ha mostrato interessanti slides dove la profilazione fatta da FB sul suo account non corrispondeva di fatto ai suggerimenti di acquisto proposti. Vendi la tua casa a Milano! Ma io non ho casa a Milano! Compra questo libro! Ma io ascolto musica prevalentemente! Ma state forse sparando nel mucchio? Quindi gli interessi legate alle persone non sono fotografie reali da prendere in considerazione come dati credibili al cento per cento nel porcesso di vendita. C’è una bella definizione data dall’ esperto di città in internet: l’intenzione non é quantificabile, é un processo che dura nel tempo e nello spazio da cui deriva una certa difficoltà a circoscrivere tempestivamente le reali esigenze delle persone per intercettarle in quel momento specifico! L’essere umano é totalmente imprevedibile nei suoi comportamenti e nelle sue pulsioni di acquisto! web marketing UmbriaCertamente servono analisi congiunturali congruenti, per verificare la coerenza e anche da che parte andiamo a parare quando scriviamo su un social che abbiamo fame di piuttosto che ho sete di presso altri social network. Il marketing automation serve come supporto per creare queste gigantografie fatte di ipotesi e interpretazioni analogamente ai processi investigativi operati da Sherlock Holmes per risolvere i suoi casi impossibili e per dare una risposta alla domanda: che cosà acquisterà a breve il cliente? Quale sarà il suo comportamento? Non basta un interesse e una fotografia per profilare quell’ individuo che va conosciuto se vuole acquistare da noi, servono più fotografie e più valutazioni incrociate perché una strategia digitale basata sugli interessi é destinata a NON OTTENERE RISULTATI. FB sa bene proponendo all’ utente le sue profilazioni che esiste anche l’opzione interesse, tenendo la sua carta più importante per sè: quella dell’ intenzione che é un arma letale per centrare gli obiettivi e stare molti KM avanti rispetto ai competitors. La nostra immagine di profilo non sempre corrisponde in maniera sincera, trasparente e coerente ad altre informazioni che abbiamo lasciato come briciole di pane in rete. Per lavorare sull’ intenzione una piattaforma di marketing automation é indispensabile in quanto come specifica il volantino aziendale consente quella serie di processi di semplificazione e automatizzazione che assicurano la migliore efficienza commerciale e operativa. Le fonti di interazioni sono innumerevoli e la’analisi dei dati centralizzata ha i suoi vantaggi proprio per poter arrivare a quel gigantesco affresco di dati che correttamente interpretati possono diventare preziose informazioni che possono portare a una REALE CONVERSIONE. Ottima trattazione non c’è che dire, complimenti al relatore! La parte fotografica per scrivere l’articolo arriva da https://isorepublic.com ottimo sito per avere supporti grafici senza problemi di royalty e da Città in Internet.




Umbriafiere e Confidustria: idee, persone, strumenti per la trasformazione digitale!

web marketing UmbriaGrazie Confidustria del supporto dato in dta stellare 9 novembre 2017 a web marketing Umbria per il magnifico evento organizzato a Umbriafiere di Bastia sul tema del market place e innovazione! Non tanto per l’omaggio fisico immortalato da qualche parte nel post che ha anche un valore e un costo ma per mezza giornata di formazione memorabile che ha finito per dare ulteriore sostanza e valore aggiunto a un corso interessante che si sta consumando in questi giorni presso la sede Umana Forma di Perugia centrato sui social media e sulla cyber security, cui Umbriaway Consulting sta partecipando. Non a caso il corriere dell’ Umbria ha subito colto la portata dell’ evento specificando in prima pagina il titolo “una vetrina aperta sul futuro!”. Con Umbria Business Matching non solo Confidustria e la sua macchina organizzativa hanno fotografato quello che é il tessuto produttivo dell’ Umbria allo stato dell’ arte, ma anche il potenziale non appieno sfruttato da cogliere grazie alle nuove risorse dinamiche della rete senza contare le opportunità di business B2B e B2C messe sul piatto per rivitalizzare l’economia delle aziende locali ma anche per dare un segnale importante per i giovani che cercano un lavoro e che grazie all’ evento capiscono da che parte tira il vento! Non solo quindi un occasione per creare relazioni di affari, ma idee e progetti ed eleborazioni cerebrali da parte di chi avuto la fortuna di partecipare all’ evento per trasformare i problemi in opportunità e per vedere magari cose conosciute da prospettive inedite insolite. In questo marasma caleidoscopico di risorse messe a disposizione da Confidustria alla fine quello che se ne ricava uscendo é semplice e puro arricchimento totale, l’unica cosa che Umbriaway doveva fare era valutare la portata di un misterioso limone che gli era stato offerto dinnanzi per decidere se andava lanciato contro un tifoso di calcio ternano o perugino o se invece ottimizzarlo per farci una bella limonata performante! Oltre all’ aziende del tessuto locale non poteva mancare l’eccellenza rappresentata dai dipartimenti dell’ università di Perugia. web design umbriaCertamente uno dei grandi temi é quello dell’ industria 4.0 (sviluppato come programmazione nel pomeriggio) senza trascurare quelle che sono i supporti all’ imprenditoria, compresi gli strumenti a supporto finanziario messi a disposizione dall’UE, ma in tutta questo marasma caotico che squarcia un velo su un futuro sempre più ipertecnologico quello che premeva spremere al sottoscritto erano i quattro appuntamenti vitali della mattinata (diventati poi tre), visto che erano perfettamente congruenti con quelle che sono le materie affrontate dal corso di Umana Forma che mi vede come partecipante coinvolto. Risultato: ulteriori importanti informazioni da sfruttare al massimo per perseguire i propri obiettivi! Ma proviamo a dire senza dire, a raccontare se stiamo parlando di fuffa o se dentro a tutto questo interesse ce sta anche la carne sulla brace (pazienza per i vegani, ndr aggiunge la redazione romana). Per il digital Transformation Talk web marketing Umbria ha assistito, con la fortuna di avere un posto a sedere, oltre alle cuffie e all’ omaggio, all’ appuntamento delle 10 e 30 sul marketing non convenzionale di Igrowith hacking, con analisi di case history di successo (o presunti tali a seconda di come la si vuole vedere). Appuntamento gestito da Giacomo Arcaro di cui parleremo in seguito. Altra spremuta vitale e rivitalizzante piena di vitamine C in tempi di influenza con Cristiano Gallinelli, marchio strateg.ee, che ha ripreso il filo conduttore degli sconsacrati (questo termine non é casuale ma indica proprio che il team black marketing guru, staziona proprio a una attuale chiesa sconsacrata come location romagnola il che rappresenta da sola una operazione di marketing vincente visto che l’idea del gruppo é quella di sfidare con aggressività la forza di gravità sulle logiche del web marketing) ragazzi ereticizzati precedenti. Gallinelli é stato molto bravo a sfatare i falsi miti e a mostrare la parte peggiore delle convinzioni popolari sul versante web in modo da redimere la platea nella seconda parte mostrando come applicando semplice buon senso si possono ottenere risultati edificanti per lo spirito! Mentre i ragazzi sconsacrati di black marketing Guru in occasione del primo intervento si sono messi in evidenza per la loro spregiudicatezza e per la loro genialità nell’ applicare il pensiero laterale a casi reali di web marketing, ossia proponendo interventi non convenzionali per centrare l’obiettivo, Gallinelli é stato altrettanto bravo a mostrare come solo con la gradualità dei piccoli passi senza bombe fuffogene (e puzzolenti!) lanciate cruente si possano ottenere risultati soddisfacenti. Ok solo questi due interventi valevano il prezzo del biglietto per il sottoscritto (che ricordiamo era gratuito) ma Confindustria aveva ancora pallottole in canna. Alle 12 Massimo Santamicone di città in Internet, entrava nelle complicazioni mai raccontate dei social media in funzione della ricerca del cliente perfetto mostrando come Nostradamus nella palla di cristallo cosa sta accadendo realmente ora e quali saranno gli scenari futuri di FB, che preferiamo non raccontare qui perché questi contenuti inediti danno un vantaggio competitivo rispetto a quei competitor assenti (ah, ah). Sicuramente dentro questi 45 minuti di trattazione ho spremuto e rispremuto un sacco di informazioni che nessuno mai mi era venuto a raccontare e che costituiscono però il motore a curvatura portante (per restare in tema futuristico con il lessico di Star Trek) di questa nuova figura professionale che il social media marketing molto richiesta dal mercato! web marketing umbriaForti di tutta questa conoscenza e felicemente appagati dopo aver scritto in questo intermezzo di tempo per oltre due ore con il rischio di tunnel carpale e ormai esausto dopo aver scarabocchiato nove pagine e mezzo di informazioni sintetizzate di quadernone, dovevo abbandonare la sede prima dell’ intervento “sulle trasformazioni digitali” finanziate dal gruppo San Paolo che però sembravano più a supporto dell’ imprenditoria potenziale piuttosto che foriero di ulteriori conoscenze tecniche in grado di fare la differenza. A questo punto web marketing Umbria dovrebbe riprendere la sintesi di queste ore trascorse in mattinata nello spazio evento illustrando nei dettagli la marea di informazioni e spulciando nelle casistiche affrontate tutta roba fresca e genuina ma perché verrebbe da chiedere? Ardua impresa! Visto che stiamo parlando di roba importante che non si può liquidare in una veloce sintesi nella sintesi, ci congediamo con la scusa che non é possibile a causa dei problemi di attenzione scaturiti da post troppo lunghi raccontare tutto nei dettagli anche se il vero motivo dietro a questo facile alibi é un altro e legato a un vantaggio competitivo di umbriaway consulting rispetto ai suoi competitor: i relatori hannno detto cose estremamente importanti rispetto a chi per pigrizia o necessità ha preferito dormire o dedicarsi al make-up delle unghie! Quando ti danno un limone a costo zero che é pieno di polpa e di succo forse é il caso che valuti anche di spremerlo, conclude web marketing Umbria, ringraziando Confidunstria non solo per l’omaggio molto gradito, ma per la competenza e la professionalità dei relatori interpellati che stanno dimostrando in rete come influencer di suggerire visioni inedite e performanti sul web che verrà. Va bene te sei capito da solo dicono a Roma, te la sei suonata e cantata per far rosicare i rosiconi  ma a questo punto diamo anche una bella notizia a chi non ha potuto seguire questi appuntamenti di formazione al top: Umbriaway Consulting ha notato numerose telecamere che riprendevano l’evento il che vuol dire che da qualche parte in rete gli interventi dei relatori saranno sicuramente disponibili dopo il delitto, quindi armatevi di pazienza e cercate, magari sul sito di confindustria i prossimi giorni, chissà!  Per capire meglio la portata dell’ evento leggere questo interessante articolo del Corriere dell’ Umbria!




EVENTO 1 PERSONA, 1 ALBERO, 1 ANNO Domenica 12 novembre 2017 ore 15.30-17.30 presso il circolo ARCI di SANT’ERMINIO in via Eugubina, 48 (PG)

Tra le varie segnalazioni di eventi pervenuti a web design Umbria segnaliamo una importante iniziativa dal CENTRO UPM Un Punto Macrobiotico Associazione Culturale di Città di Castello sulla valorizzazione del territorio urbano su tutto ciò che ne deriva, grazie al progetto nazionale ed internazionale “UN BOSCO DELLA CITTA’” : 1 PERSONA, 1 ALBERO, 1 ANNO. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stimato che ogni persona per vivere ha bisogno di 60 alberi con una chioma di 10 metri di diametro per dargli ossigeno a sufficienza. Alla luce di tutto quello che succede con regolarità sconcertante a livello globale sul territorio italiano e mondiale (pensiamo ad esempio alla flagellazione operata dagli incendi, o al surriscaldamento climatico o all’inquinamento atmosferico piaghe che una società che si definisce umana deve combattere a spada tratta per la tutela della sua sopravvivenza) questo evento UN BOSCO PER LA CITTA’, UNA PERSONA, UN ALBERO, UN ANNO che si terrà Domenica 12 Novembre ore 15:00 presso circolo Arci Sant’Erminio di Perugia, si propone come elemento sensibilizzante e propositivo per la realizzazione di un bosco nel territorio urbano. Lasciamo parlare l’associazione con il suo comunicato stampa:

“L’ Associazione Nazionale ed Internazionale UPM Un Punto Macrobiotico, il prossimo 12 Novembre 2017 terrà una conferenza alle ore 15:00, presso il circolo Arci Sant’ Erminio di Perugia, in via Eugubina 48, il tema sarà il progetto nazionale ed internazionale: “Un Bosco per la Città”: 1 PERSONA 1 ALBERO 1 ANNO. Il progetto, già da molti anni patrocinato dall’Onu, dall’Unesco, dal Unccd, dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e dal Corpo Forestale dello Stato oggi Carabinieri per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare, è rivolto alle regioni, ai comuni, alle scuole, alle associazioni ed anche ai privati cittadini, e propone stili di vita più naturali, progetti per il recupero dei terreni desertificati e principalmente, prevede la realizzazione di boschi nel territorio urbano con piante tradizionali tipiche delle varie zone: costa, pianura, vallata, collina e montagna. L’Aria è il cibo fondamentale che dà la vita e la stessa OMS Organizzazione Mondiale della Sanità, ha stimato che ogni persona per vivere ha bisogno di 60 alberi con una chioma di 10 metri di diametro che forniscano ossigeno a sufficienza. Dopo i numerosi incendi che hanno flagellato il territorio italiano, dopo il crescente inquinamento atmosferico (uno dei principali fattori di malattia), e dopo i dati incontrovertibili sul surriscaldamento climatico, risulta sempre più necessaria la ricerca e l’adozione di risposte praticabili su larga scala. Per questo l’Associazione UPM Un Punto Macrobiotico, nata nel 1980 da un’idea del Prof. Mario Pianesi, membro della Commissione Unesco per il Decennio allo Sviluppo Sostenibile e insignito di numerosi riconoscimenti per i suoi contributi in campo ambientale, agricolo e sanitario, promuove il progetto Un Bosco per la Città, mirato alla salvaguardia e alla ricostituzione di zone boschive, specialmente nei contesti urbani. Allo scopo di adottare il progetto anche nel distretto di Perugia, l’associazione Nazionale ed Internazionale UPM Un Punto Macrobiotico, Domenica 12 Novembre presso il Circolo Arci di Perugia, Via Eugubina 48, terrà alle ore 15.00 una pubblica conferenza di presentazione del progetto “Un Bosco per la Città”, durante la quale sarà dato ad ogni partecipante un alberello da piantare. Per informazioni e prenotazioni tel. 3931440480 o 333 2173863 oppure inviare email a: cittadicastello1@centroupm.it; per informazioni sul progetto nazionale ed internazionale visitare i seguenti siti: http://www.unpuntomacrobiotico.it e http://www.unboscoperlacitta.it.

Non resta quindi con web design Umbria che valutare la portata di questa iniziativa propositiva toccando magari con mano i suoi contenuti Domenica 12 Novembre ore 15:00 presso il circolo Arci Sant’Erminio di in via Eugubina 48 a Perugia. Locandina disponibile HERE!




Teatro a Gualdo Tadino con lo spettacolo del bollettino: realtà aumentata? No grazie basta quella normale!

Le situazioni insolite a cui siamo assoggetati ogni giorno in questa globalizzazione a pozzanghera liquida sono così variegate che trascendono la realtà e diventano realtà aumentata. Ha esordito così con il pezzo di apertura Mario Fioriti sottolinenando con la sua satira decostruttiva come certi fatti possano venire distorti per creare una realtà aumentata che poco ha a che fare con i pokemon portando a supporto esempi concreti: sembra che nel recente evento del mondo delle NOCCHIE o anche incontro magnereccio finalizzato a ingurgitare NOCCHIE o a smerciare gnocche pardon nocchie (attenti ai carabinieri eh riferito al temrine improprio smerciare) la giunta comunale in provincia di OV (che potrebbe essere ovunque) coinvolta nell’ organizzazione dell’ evento abbia alla fine scritto in un comunicato stampa quanto segue: “perfetta riuscita della manifestazione che ha visto un incremento di pubblico”. Peccato che quel giorno c’era la pioggia e un fuggi fuggi generale in questa cittadina che é solo il proptotipo di tante città surreali alla Calvino situate sempre in prov di OV. E a Gubbio che si dice sulla realtà aumentata? Lasciamo stare Gubbio e le sue gag esileranti e torniamo alla nostra cittadina universale coadiuvata da politici desiderosi di valorizzare le risorse all’ interno del proprio recinto. Sembrerebbe (il condizionale é d’obbligo) che una coppia locale si sia segnalata al festival di Venezia con un cortometraggio che ha “sbrecciato”, pardon che ha colpito la giuria non si sa se e con quale premio, con la conseguente enfatizzata presa di posizione nella cittadina di origine: straordinaria performances di noi di vattelaapesca al festival di Venezia! Peccato che lui é di San Marino e lei originaria di città del vaticano o qualcosa di simile. Anche questa é una realtà auemntata, ti facciamo vedere qualcosa che ha perso aderenza con la realtà soprattutto se si ha un ritorno in termini di propaganda sul proprio operato per la difesa della foca monaca estinta. Ma sto spettacolo parla solo di realtà aumentata o si affonda anche l’analisi sul territorio per monitorare e mettere il termometro in parti nevralgiche? Sul palco transita una varietà multiforme di fauna intervallata dalle esibizioni canore della brava nipote (al conservatorio qualcosa insegnano evidentemente perché il timbro di questa ragazza con i rispettivi vocalizi a cascata che la definiscono ha del talento potenziale) del conduttore caratterizzato da uno degli intervistati: buonasera dottor Costanzo, cosa che mi ha colpito perché solo un attimo prima noi di web design Umbria abbiamo pensato proprio alle analogie con il famoso format dei tempi d’oro. Solo leggera ironia o anche tanto e di più senza diventare realtà aumentata? Ed ecco allora il problema della Rocchetta visto dalla parte del no no tav pardon del no e basta per mostrare una faccia del prisma e sentire gli echi delle problematiche annesse con una controparte che invitata ad argomentare le ragioni del suo si si declinava a quanto pare l’invito per eventuali controrepliche. Ecco anche il patron dei giochi delle porte con tutti i cavilli delicati delle misure di sicurezza da gestire, ecco associazioni culturali e teatrali che spiegano il perché e il per come del loro operato parlando di laboratori psicoespressivi, ecco quelli sgangherati del club del libro costretti a uscire dalla loro zona di confort in blocco per salire sul palco e raccontare e raccontarsela, ecco tizio caio e sempronio insomma, tutte interviste finalizzate a dare voce a chi si muove in maniera propositiva sul territorio cercando ogni volta di superare i limiti della maledizione di Sisifo dove magari 7500 persone spingono il masso dello sfigato mito verso la vetta e a un passo dal sofferto successo, altre 7500 persone si sforzano di affossare al livello iniziale lo sventurato trascinatore di massi (così impara poteva portare su in cima la montagna piume di struzzo e tutto si sarebbe risolto, rischio zero e fiato al top senza essere costretti ad andare in palestra). Tutta questa attività sullo sfondo delle scenografie delle ceramiche Ruboli con spunti di meditazione e di riflessione sulla realtà normale e non quella aumentata dove le persone che hanno voglia di fare e contagiare trasmettono questo letale morbo alle parti adiacenti. Che lo spettacolo debba essere anche un pò provocatorio irritante e a tratti irriverente fa parte del modus operandi del dottor Costan.. pardon del bravo impostato conduttore che con la classica linguetta microfonata che scorre dall’ orecchio ha divertito la platea con i suoi pezzi dialettali che ricordano alcuni celebri libri di Luca Goldoni come il grottesco “chi é l’ultimo” dove chi arriva ultimo sembra essere primo nella classica coda dal dottore. Teatro di Gualdo Tadino con capacità di contenere 100 000 spettat.., a no scusate solo 153 persone, non é un campo di calcio, sembrerebbe sempre con il condizionale é d’obbligo che ci sia una sorta di anfratto da qualche parte in Umbria ancora più piccolo di 135 persone. Conoscere e scoprire quindi senza citare Marzullo, con surreale ironia e leggerezza, cercando di mettere in evidenze qualche zona erronea se esiste perfettibile di miglioramento, così l’ha vista web design Umbria. Carini anche gli aneddoti legati al recente caso della rivista medioevo che sembrerebbe aver pubblicato tra il calderone di foto sullo speciale Gualdo Tadino di più di dieci pagine anche due foto intrusive che hanno scatenato delle reazioni allergiche tra le parti coinvolte. Insomma un pò di vitalità sul territorio fatta di potenziali beghe sulle grandi questioni politiche ma anche di tante realtà frammentate che hanno voglia di emergere e di mettersi in evidenza. Per essere impeccabile lo spettacolo doveva ostentare nel suo plan la classica magnata finale in realtà aumentata ma si sa nessuno é perfetto.




Gualdo Tadino e John Fante, trova le differenze a cura di web design Umbria

Qualcuno intrallazzato con il grazioso locale “il grottino” a Gualdo Tadino, evidenziava giustamente che le eccellenze del territorio sono le persone, le loro storie e i solchi che il tempo scava nei loro volti e non le pietanze gastronomiche, evidenzia web design Umbria! Nemmeno John Fante può rientrare dentro la categorizzazione di eccellenza dell’ universo, in quanto il suo mito intramontabile e leggendario esploso dopo la sua morte lo equipara piuttosto alla categoria “marziano inarrivabile intriso di eternità”. Sarà per colpa di quella scrittura rotonda e levigata e così’ mafiosa e armonica nel suo dna che mellifluamente ti si impasta nella gola mentre leggi per scivolare nello stomaco creando benessere e molto spesso anche una benefica risata? Leggi Fante e i segni di stress scompariranno dal volto recita uno dei tanti mantra fonici di Umbriaway consulting alias web design Umbria che ha al suo attivo anche il più famoso claim risorse da scoprire e valorizzare dove però anche qui Fante fa fatica ad entrare dal momento che qualsiasi libreria oggi per vendere ha il suo scaffale pieno e zeppo di tutti i titoli che caratterizzano la sua opera. Tutto questo sproloquio iniziale con web designer Umbria per dire che ieri sera in data sette settembre l’associazione culturale di valorizzazione del territorio attraverso le scienze umanistiche CLIP YOUR MIND presente anche su Facebook in collaborazione con la sede il Grottino ha ospitato un significativo evento che ha sprigionato tanta energia e sostanza. L’evento reading comprehension dello scrittore Jhon Fante, discussione e lettura di passaggi dei romanzi più amati dallo scrittore italo-americano, ha riempito la sala lettura del caratteristico locale con spettatori divertiti di fronte a passi esileranti dello scrittore le cui origini araldiche sono originarie di Torricella Peligna, piccola località dell’ Abruzzo resa celebre da questo colosso che parla di discriminanti atteggiamenti americanismi di fronte alle caste “ultime” cui anche lo stereotipo del pizza mafia e mandolino appartiene il ceppo italiano, buono solo per sfornare scalpellini e muratori, quindi solo a erigere le fortune altrui. Ma l’Artuto Bandini di chiedi alla polvere é ambizioso e nulla si frapporrà nella realizzazione del suo sogno disincantato o anche di fuga da un contesto conflittuale tra cui anche l’educazione cattolica oltre la figura del padre che lo porterà ad essere all’ apice del successo con il suo pezzo migliore, il cagnolino rise. Arturo Bandini un giorno diventerà uno scrittore, anzi un grande scrittore mangiando nel frattempo arance avariate, ma prima dovrà scavare nei bassifondi della povertà e della miseria della necessaria gavetta. Platea divertita e curiosa al tema dell’ emigrazione cui Fante indirettamente é coinvolto causa girovagare di insuccessi del padre e rispettosa di fronte all’ iter da grande sceneggiatore che esplode a Los Angeles nel mondo del cinema degli anni 40 dove l’uomo diventa intercambiabile con il personaggio cult descritto in chiedi alla polvere. Come lo scombussolato Chinasky del mitico Bucovsky che aiuterà Fante a innalzare la sua fama quando ancora nessuno lo conosceva, anche il corrispettivo alter ego Bandini cerca la gloria e il riscatto alle troppe ingiustizie razziali subite facendo esplodere le pagine con la sua brillante e giocosa ironia. E Camilla Lopez? E le influenze di Fante tra cui l’importante figura del premio nobel Hamsut con il suo capolavoro Fame della fine dell’ ottocento? E le ricette della nonna e i sensi di colpa rigorosamente cattolici e la figura della madre a cui Fante é molto affezionato chiede web designer Umbria. Per la cronaca un evento reading comprehension ben riuscito come quello di ieri sera grazie alla sinergia dei ragazzi di clip up your mind in una location graziosa e accogliente come quella de il grottino é un susseguirsi di letture che evidenziano temi come l’analisi dello spaccato sociale americano rispetto alle divisioni etnografiche o anche il rapporto burrascoso tra Fante e la figura paterna o ancora i suoi ironici scombussolati tormenti religiosi che vengono esplorati attraverso la lettura di passi critici e con un ampia partecipazione del pubblico successiva che può approfondire, chiedere, citare, aggiungere etc sempre in un ottica di arricchimento e condivisione, notifica web design Umbria. C’era anche il sig Paoletti autore qualche anno fa di un testo legato al museo dell’ emigrazione di Gualdo Tadino dal titolo storie di un italoamericano che ha intrattenuto il pubblico con le sue divertenti informazioni. Ogni libro di Fante in Italia vende qualcosa come 10 mila copie, non abbiamo scavato a fondo di fronte a questa roboante rivelazione ma di sicuro chi legge Fante una volta é costretto a sua insaputa sotto comando ipnotica a leggere tutti i suoi libri, come questa stregoneria venga messa in atto é un totale mistero. Come giustamente faceva notare Paoletti i temi toccati da Fante riguardano la nostra cultura e il nostro modo di essere per cui mentre tu esplori la sua scrittura assaporandola come plancton vitale succede che ti vedi e ti riconosci nei suoi soggetti e nel mondo descritto. Questo ero io venti anni fa, esplode il lettore! Questo sono io ora! Fante é un autore strano, crea assuefazione e dipendenza, seguire attentamente le avvertenze e le modalità d’uso. A conti fatti l’ennesima ottima iniziativa dalle parti di Gualdo Tadino che rivitalizza e smuove le acque, non resta che gettarsi a capofitto nelle mirabolanti invenzione di questo straordinario autore che sa creare emozioni divertendo e divertendosi con totale ironia e leggerezza.




Web developer Umbria e l’uso delle media query

web developer UmbriaInsieme a web developer Umbria abbiamo provato a risolvere un quesito che é nello specifico: ma come faccio a ESCLUDERE alcuni elementi dalla visualizzazione del mobile? Va bene in primo luogo bisogna ripassare con Faraoni Enrico CEO di Umbriaway Consulting il concetto di risoluzione usando la nostra bibbia del web: la risoluzione indica il grado di qualità di un’immagine. In genere, si usa questo termine riguardo a immagini digitali, ma si può parlare di “risoluzione” anche con riferimento a qualunque fotografia o immagine trasferita o riprodotta su un determinato supporto mediante un processo di stampa, di visualizzazione, o di proiezione. La risoluzione grafica indica la quantità dei punti elementari di stampa (es. inchiostro) presenti in uno spazio lineare (1 centimetro, 1 pollice, etc.); in modo analogo, la risoluzione fotografica indica quella dei punti elementari di luce (es. pixel); in questo modo si misura la densità di un’immagine stampata o da proiettare. Le misure della risoluzione vengono fornite generalmente in dpi (dot per inch = punti per pollice), ppi (pixel per inch = pixel per pollice) e l/mm (linee per millimetro); ad esempio, 280 dpi corrispondono a 11 l/mm e rappresentano un valore medio (10/10) dell’acutezza visiva umana binoculare, alla distanza di 25 cm. Una fotografia 15×10 cm, osservata generalmente alla distanza di lettura (convenzionata a 25 cm), dovrà essere stampata almeno alla risoluzione di 280 dpi; la stessa immagine osservata a 250 cm di distanza, dovrà essere ingrandita 10 volte (10x) e la risoluzione di stampa potrà essere ridotta a 28 dpi….ok ad esempio verrebbe da chiedersi il mio samsung 5 NEO che risoluzione ha? Web developer Umbria poco cortesemente potrebbe rispondere: quelle indicate dal produttore sul manuale di accompagnamento del prodotto ossia 480 x 800 pixel, va bene e invece la risoluzione di un monitore che tela da dipingere mi presenta? Ad esempio 1980 per 1028. Deetto questo anche le nostre creazioni che hanno visualizzazioni diverse al loro interno hanno bisogno di essere gestite per una corretta visualizzazione su dispositivi voluti. Ad esempio all’ indirizzo http://www.farwebdesign.com/bookproject/ abbiamo una bella pagina che vista su dispositivo mobile usando un framework come bootstrap non ci darebbe problemi na che mostrerebbe in testa una serie di link cghe corrispondono alla barra laterale sinistra che non vorremmo vedere, cosa fare in questo caso per ESCLUDERE dalla visualizzazione del mobile quella classe=”list-group”? Bootstrap ci aiuta perché ha all’ interno delle sue soluzioni delle classi che servono a settare la visualizzazione per varie risoluzioni: classe col-lg (large) che porterà tutto di blocco sotto i 1200px di larghezza; classe col-md (medium) che porterà tutto di blocco sotto i 992px di larghezza; classe col-sm (small) che porterà tutto di blocco sotto i 768px di larghezza; classe col-xs (extra small) che non porterà mai la situazione di blocco ma manterrà sempre in linea. All’ indirizzo https://getbootstrap.com/docs/3.3/css/ web developer Umbria fa notare che si possono reperire importanti informazioni al riguardo. Ora il problema legato all’esempio specifico di progetto libri di Umbriaway Consulting é stato risolto traversalmente usando puro css senza le classi. Le interrogazioni multimediali sono utili quando si desidera applicare stili CSS specifici che dipendono dal tipo generale (ad esempio la stampa rispetto alla schermata), caratteristiche specifiche (come la larghezza della visualizzazione del browser) o l’ambiente (ad esempio condizioni ambientali) di un dispositivo. Poiché il numero e la varietà di dispositivi collegati a Internet continuano ad espandersi, le query multimediali stanno diventando sempre più importanti per costruire siti e applicazioni robuste.  Tipi di supporto descrivono la categoria generale di un determinato dispositivo. Sebbene gli utenti siano generalmente in qualche tipo di hardware con uno schermo, ad esempio un computer desktop o uno smartphone, è possibile creare stili speciali che mirano a dispositivi più specializzati, quali stampanti o lettori di schermo audio. Tuttavia, poiché i tipi di supporti sono destinati a descrivere dispositivi in ​​termini molto ampi, solo pochi sono disponibili. Per specificare gli attributi più specifici, è possibile utilizzare un’ampia varietà di funzioni multimediali. Le funzionalità multimediali descrivono le caratteristiche specifiche di un dato agente utente, dispositivo di output o ambiente. Ad esempio, è possibile applicare stili specifici per monitor a schermo intero, dispositivi che utilizzano topi o per condizioni ambientali in condizioni di scarsa illuminazione. Molte caratteristiche del supporto sono caratteristiche di gamma notifica web developer Umbria, il che significa che possono essere prefisso con “min-” o “max-” per esprimere vincoli “condizioni minime” o “condizione massima”. Ad esempio, questo CSS applica stili solo se la visualizzazione del tuo browser è uguale o più stretto di 12450 pixel:

@media (max-width: 12450px) { … }

se si crea una funzionalità di media senza specificare un valore, l’espressione risolve a true se il valore della funzionalità non è zero. Se una funzionalità multimediale non si applica al dispositivo su cui è in esecuzione il browser, le espressioni che coinvolgono la funzionalità multimediale sono sempre false. Ad esempio, la seguente query sarà sempre falsa:

@media only speech and (aspect-ratio: 11/5) { … }

Come al solito web developer Umbria segnala un link interessante per approfondire queste tematiche:
https://developer.mozilla.org/en-US/docs/Web/CSS/@media#Media_features

È possibile comporre complesse query multimediali utilizzando gli operatori logici, compresi quelli non e, e solo. L’operatore e l’operatore vengono utilizzati per combinare insieme più funzionalità multimediali in una singola interrogazione multimediale, che richiede che ciascuna funzionalità a catena venga restituita true affinché la query sia vera. L’operatore non è utilizzato per negare un’intera query multimediale. L’unico operatore è utilizzato per applicare uno stile solo se l’intera query corrisponde, utile per impedire ai browser più vecchi di applicare stili selezionati. Se si utilizzano gli operatori non o solo, è necessario specificare un tipo di supporto esplicito. È inoltre possibile combinare più query multimediali in un elenco separato da virgole; se una delle query multimediali nell’elenco è vera, l’intera istruzione media restituisce true. Questo equivale a un operatore oa un operatore.

AND

La parola chiave e le parole chiavi vengono utilizzate per combinare più funzionalità multimediali insieme a combinare le funzionalità multimediali con i tipi di supporti. Una query multimediale di base, una singola funzionalità multimediale con il tipo implicito di tutti i tipi di supporti, potrebbe essere simile a questa:

@media (min-width: 700px) { … }

Se, tuttavia, si voleva che ciò venisse applicato solo se il display è in orizzontale, è possibile utilizzare un operatore e un operatore per collegare insieme le funzioni multimediali:

@media (min-width: 700px) and (orientation: landscape) { … }

Ora la query media sopra riportata restituirà solo se la visualizzazione è larga 700px o larga e il display è in orizzontale. Se, tuttavia, voleste solo che questo si applicasse se il display in questione era del tipo di tipo TV, è possibile catene queste funzionalità con un tipo di supporto utilizzando un operatore e un operatore:

@media tv and (min-width: 700px) and (orientation: landscape) { …

In realtà qui con web developer Umbria abbiamo visto solo l’operatore logico AND ma l’uso é molto esteso e variegato e web developer Umbria consiglia di visionare articvoli come https://developer.mozilla.org/en-US/docs/Web/CSS/Media_Queries/Using_media_queries per visionare nello specifico tutte le varie opzioni. Ritornando al caso dell’ applicativo libri menzionato da Umbriaway Consulting con il suo alias Faraoni Enrico la soluzione per l’esclusione della list group é stata la seguente. Prima abbiamo creato una media query con un range per i criteri di visualizzazione con i valori max e minimo e poi gli abbiamo detto tramite CSS tramite il selettore DISPLAY e la proprietà NONE di NON visualizzare l’elemento all’ interno di quel range ovviamente senza mettere in questo caso l’ID corrispondente sull’ elemento specifico che rimarrà invariato nelle sue UL / LI come struttura html mentre lo stile applicato sulla pagina root sarà:

<style>
@media (min-width: 200px) and (max-width: 520px) {
.list-group{ display:none;}
}
</style>

Una particolarità provando a linkare questo stile su un foglio esterno tramite il tag link e l’attributo src non sio ottiene lo stesso effetto e su questo potrebbero esserci varie soluzioni alla CSI o NCIS: ipotesi uno sbagli qualcosa, ipotesi due non fai la cosa giusta, ipotesi tre non sei stato attento oppure c’è una spiegazione tecnica che in questo caso web developer Umbria non vuole disquisire visto che l’applicativo libri contiene al suo interno anche libri di fantasmi? Ai poster …pardon posteri l’ardua sentenza! Certamente su questo tema delle risoluzioni e degli adattamenti a vari dispositivi c’è una vasta letteratura e il materiale di sicuro in rete non manca! Ricordiamo che un web developer Umbria autonomo e propositivo quando non ha la risposta e la soluzione a un problema se la va a cercare!




Se non é MATRIX é lo Chalet la Mimosa a Gualdo Tadino: Neo fai la scelta giusta Umbria o pillola blue?

Mi stavi ascoltando, Neo, o guardi la ragazza col vestito rosso? Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quanta ricchezza e bellezza ospita l’Umbria, pillola blue puoi tornartene allo smog della tua metropoli costellata da kaos, stress, contaminazione e burocrazia politica. Neo dentro di te hai sempre agognato una totale libertà assoluta, sgancia la tua identità da tutte le manipolazioni del sistema, dimenticati di equitalia e dai sistemi di governo solo per un momento, sii anarchico! Certo se Nio volesse privarsi delle manipolazioni a cui é assoggettato come cittadino e liberarsi da tutti i fili che lo governano potrebbe ad esempio cercare dei luoghi dove la pressione esterna del mondo civilizzato e della bce e della globalizzazione sia attenuata…magari Neo abita a Roma e pensa alle Dolomiti oppure gli viene da fantasticare sulla Patagonia o sull’ Australia. Svegliati Neo rientra nei ranghi, entra nel programma STRUTTURA ingurgitando quella pillola rossa, a meno di due ore di macchina arrivi in Umbria senza fare troppi km e puoi beneficiare di qualche piccola imperfezione nel programma matrix che sinteticamente si possono riassumere in una lista infinita di bellezze e gusti per il palato che si confondonderanno con il mondo del bianco coniglio. Attento però che le bruschette, le spighe alla brace, i vini aromatici e le verdure a km zero sono tridimensionali e concrete psicoespressioni e non solo degustazioni della realtà virtuale o dell’ immaginazione e le montagne sono così ricche di verde schiacciate sotto un cielo che puoi toccare con un dito da farti dimenticare ogni desiderio di mare che eppure trovi come si dice in gergo a un tiro di schioppo se proprio vuoi visitare anche le Marche. Ok ok basta farneticare in chiave fantascientifica con il cult movie del 1999 dei fratelli Wachowski MATRIX e torniamo a prendere la pillola Blue. Certamente avrai sentito parlare di Gualdo Tadino che é una deliziosa località arroccata a pochi km dalle Marche e quindi vicina anche al mare che costituisce un importante avamposto strategico per il turista desideroso di spingersi nelle deliziose cittadine collinari dell’Umbria come Trevi, Gubbio, Orvieto, Todi, Spoletro, Pg e che più ne ha più ne metta. Anche Terni e le attrazioni che ospita a livello geografico sono molto vicine (le cascate delle Marmore per esempio e il lago di Piediluco se non si ha la possibilità di vedere il Trasimeno) e Gualdo Tadino con lo Chalet la Mimosa dal punto di vista strategico é l’avamposto ideale per saltare ogni giorno da un luogo all’ altro vista la posizione geografica favorevole. Stazionare allo Chalet la Mimosa oltre ad assicurare un ricco crocevia di possibilità turistiche da vivisezionare ti dà anche la possibilità di beneficiare in loco e quindi di godere appeino di tutti i vantaggi di una vita sana che solo l’aria buona e pulita di un paesaggio ancora per certi versi incontaminato consente come a Gualdo Tadino e zone limitrofe. Oltre ad avere un rapporto qualità prezzo competitivo lo Chalet la Mimosa é una graziosa alcova stilizzata in legno e arredi armonici che assicuranno un confort ideale per la tua vacanza. Immagina puoi parafrasando un altro celebre spot legato alle nuove tecnologie. Tu stravaccato su una amaca a farti stressare solo dal cinguettio degli uccelli e con il naso trafitto dall’ odore di fiori e fieno, oppure tu in versione alpinista conquistare vette accessibili per l’escursionista come il famoso eremo di Serrasanta. Oppure immagina la tua esistenza senza equitalia e il fisco e il capo stressante e le corse folli su strade intrise di lamiera per arrivare in tempo agli appuntamenti della routine quotidiana nella tua città caotica. Adesso ti trovi a Gualdo Tadino a sorseggiare le acque libere della sorgente Rocchetta che Cagliostro stesso se ne avesse beneficiato avrebbe ribattezzato elisir di lunga vita, oppure eccoti in azione in una serata mondana senza fare nulla insieme con la consorte per le vie di Gualdo o zone limitrofe mentre ti avventuri nell’ antico feudo di Rocca Flea che ti trasporterà nel medioevo o in alternativa attivo partecipante alle iniziative street food organizzate dall’ operoso comune che ti ospita. La tua residenza allo Chalet La Mimosa diventerà memorabile grazie anche all’ ospitalità e alla cortesia della graziosa proprietaria che non mancherà di accompagnare la tua gratificante permanenza con tutti i confort possibili. C’è un unico rischio di stazionare allo Chalet la Mimosa di Gualdo Tadino, che alla fine del soggiorno da solo di fronte a Trinity non saprai più distinguere la realtà dalla finzione e non potrai più riconoscere nè struttura nè Matrix dal rumore dei clacson ai semafori e dalle voluttuose volute dei gas di scarico che almeno per poco sono state allontanate dalle tue vie respiratorie per lasciare spazio a paesaggi rigeneranti e vacanze tonificanti. NEO un ultima cosa: vieni pure in Umbria e goditi una vacanza da sogno allo Chalet la Mimosa a Gualdo Tadino ma evita di stare davanti alla canna di un arma da fuoco se ti trovi lì davanti casualmente per deviare il colpo e salvare l’umanità! L’umbria é un posto di suggestioni reali che puoi misurare sul campo, la fisica classica é inviolabile nelle sue leggi inconfutabili! Per ifnormazioni sullo chalet la Mimosa: https://www.facebook.com/lamimosa.chalet