Da vedere a Gubbio Guerre Stellari Temporary Museum

Ti serve un consulto con Yoda per risolvere un problema irrisolvibile che necessità di interventi zen miracolosi? A Gubbio cercano di imbrigliare la Forza materializzata sui grandi schermi da George Lucas per piegarla a iniziative proattive. Guerre Stellari Temporary Museum 2019 è una mostra da vedere attiva fino a Settembre, per ulteriori ragguagli sulla sede e contenuti espositivi che comprendono pezzi privati di collezionisti che hanno ispirato un universo multidisciplinare vedere http://www.guerrestellarigubbio.it/ . In Italia Guerre Stellari arrivò il 20 ottobre 1977, il suo successo fu immediato, restò in testa ai botteghini per quasi un anno. Negli Stati Uniti era il 25 maggio 1977, quando Star Wars uscì nelle sale cinematografiche dove arrivò a incassare 461 milioni di dollari. In Italia la pellicola arrivò il 20 ottobre dello stesso anno quando il film uscì, inizialmente solo in alcune città, con il titolo di Guerre Stellari. Il successo fu immediato: restò in testa ai botteghini per quasi un anno. La saga cinematografica creata da Lucas è tutt’ora in continua evoluzione, ma quella originale ha avuto più riscontri di pubblico di tutte. La storia racconta le avventure dle giovane Skywalker durante il dominio dell’ Impero Galattico. Da sapere che il Maestro del consiglio dei Jedi ha anche un primo nome. Infatti Yoda doveva chiamarsi Minch Yoda, ma George Lucas, autore della saga, decise di lasciare solo il cognome per avvolgere il personaggio in un alone di mistero. Altre curiosità interessano il Gran Maestro. Infatti, questo in principio doveva assomigliare a una scimmia. Successivamente l’idea fu abbandonata e per i lineamenti del personaggio ci si ispirò a quelli di Albert Einstein. Altri personaggi come Han Solo, Luke e la Forza erano stati immaginati in modo totalmente diverso da come li conosciamo. Il primo doveva essere un alieno, Luke una ragazza e la forza un grande cristallo. Una battuta frquente è la frase “ho un brutto presentimento” che è un marchio di fabbrica ripetuto in vari episodi della saga. Altri personaggi simbolo del cult movie sono gli ewoks che parlano un mix di tibetano e napalese. In origine gli abitanti della luna boscosa di Enor avrebbero dovuto parlare un dialetto zulu contraffatto. Il designer del suono Ben Burtt decise invece di ispirarsi ad un documentario della BBC sul napalese e le lingue calmucche, dando origine al linguaggio degli ewoks. Sul termine Jedi c’è molto da dire, pare infatti che deriverebbe dal giapponese. Lucas si ispirò alla parola “Jidaigeki” che indica i cosiddetti “period drama”, diretti dal regista giapponese Akira Kurosawa, punto di riferimento di George Lucas. Molti “reperti” della mostra arrivano dalla collezione privata la bettola di Yoda, indirizzo internet https://www.facebook.com/bettoladiyoda. Mostra da vedere se non altro per rispondere alla domanda base come nasce un mito come Guerre Stellari partorito da Lucas che ha forgiato migliaia di appassionati sostenitori a livello mondiale. Come sostiene Yoda visitando il museo farai il primo ingresso verso un mondo più vasto, sentirai la forza scorrere fluida intorno a te!