L’umbria e il ritratto di Dorian Gray: trova le le differenze

web developer umbriaChe la principale filiera di business in Umbria sia il turismo non ci piove, il territorio propone un mix vincente di situazioni variegate che spaziano dai percorsi naturalistici, alle ricerche storiche, allo sport a contatto con l’aria aperta, alla buona gastronomia rustica locale per abbracciare tutti gli interessi più free salutistici, il tutto accompagnato da tradizione ed eventi, senza trascurare le esigenze del mare che è raggiungibile a pochi minuti di macchina superando i confini della regione. Ma de che stemo a parlà dicono qua vicino i parenti di quelli che hanno costruito la Flaminia. Di una regione autoreferenziale incapace di uscire dal riflesso di uno specchio dorato che se parla da solo tanto per restare in tema di dialetto romano? O di autentiche bellezze del paesaggio fuori dal tempo? Che ci sia un pò di massoneria ereditata da una lunga tradizione storica se ne sente parlare, ma rimane il fatto che tolti gli uomini e le loro macchinazioni nell’ amministrazione pubblica (se ce ne sono), l’Umbria se parla davvero da sola, ecco una breve sintesi fotografica del vasto campionario di reale bellezza che può offrire: https://www.umbriaway.eu/umbria_show/ , buona visione!




La taverna de Cinicchia: chi, come, dove, quando e perché

Come, con la macchina preferibilmente. Chi, da soli o in compagnia. Dove, sul monte Alago a Nocera Umbra, quando a seconda delle esigenze! Perché vogliamo passare una bella giornata! Risposto ai quesiti delle 5 W inglese, capisaldo della letteratura giornalistica universale, facciamo un passo indietro e ricominciamo da capo. Quante volte nelle zone contrassegnate dal CAP 06025 si sente spesso dire in declinazione romanesca: “aho m’hai smerigliato i faraglioni più de Cinicchia” oppure “ma calmate un attimo ne combini sempre una in più de Cinicchia” o frasi analoghe? Mai? Se abiti nell’ hinterland di Nocera Umbra anche se nessuno ti ha mai detto “hao ma se proprio un cinicchioso” per indicare che sei un piantagrane spocchioso (per fare la rima), di sicuro il nome CINICCHIA rievoca più di una idea.

Nella seconda metà dell’ ottocento infatti il soggetto recidivo era una sorta di pseudo delinquente, se tagliamo pseudo non facciamo certo danni, che consumava anche donne altrui malgrado il divieto dei comandamenti, oltre a seguire i dettami di ogni sorta di reato. Personaggio avvolto da leggendarie dicerie che equiparano ancora oggi la sua personalità a una sorta di magnanimo Robin Hood simile a quello della foresta di Sherwood che rubava ai ricchi per donare ai poveri, bisognerebbe mandare Giacobbo o Alberto Angela sulle tracce di questo ambiguo brigante che a quanto dicono le cronache locali ne combinava di tutti i colori, in tempi dove ricordiamo non vi erano gli smarphone a riempire i vuoti di una esistenza che coincideva direttamente con i vuoti dello stomaco; non a caso il brigantaggio vede la sua massima espansione proprio in quel periodo, in epoche dove l’attività primaria non era spedire una mail, ma mettere qualcosa sotto i denti se si trovava. E se non si trovava bisognava ingegnarsi a trovarlo, da qui professioni roboanti come quella di Cinicchia per l’appunto, la cui biografia rimandiamo con articoli e approfondimenti presenti in rete tipo https://www.ilmessaggero.it/umbria/umbria_perugia_rapina_omicidio_brigante_cinicchia_processo-235304.html.

Ma oggi come oggi l’unica evocazione che emana il personaggio é quello relativo a un ristorante noto che prende per l’appunto il suo nome, la taverna de Cinicchia, località Monte Alago, all’ incirca intorno ai mille metri di quota, indirizzo internet http://www.ristorantelatavernadecinicchia.com/ . Ora come cambia la prospettiva semantica del nome solo a pronunciarlo, per l’appunto CINICCHIA, ve lo lasciamo immaginare soprattutto in un giorno di festa come quello di oggi, anno 2019, dove il locale è affollato di affamati cultori del brigantaggio gastronomico. Si tratta di un ristorante dalla cucina rustica e casereccia che garantisce sicura soddisfazione, anche grazie a personale qualificato e gentile che ci supporta e ci sopporta! Certo se definire cortesi gli inservienti serve solo a nascondere il fatto che quando chiedi quei meravigliosi strani ravioli a forma di gnocchi sul piatto appena svuotato per una seconda ripassata per esempio, loro non ti dicono mai di no, così son buoni tutti! E che dire di quella meravigliosa pasta fatta in casa aromatizzata con un sugo inedito della zona che lascia piacevolmente sorpresi per una nuova richiesta di bis da inoltrare al cameriere di turno? E quel dolce meraviglioso che scivola giù che è un piacere? Insomma il posto oltre ad essere bello dal punto di vista naturalistico, soprattutto d’estate, quando l’aria non è frizzantina come in questo periodo, è davvero indicato per ottenere in cambio di un onorario competitivo in termini di qualità/prezzo tutto quello che ti necessita per passare una bella giornata in famiglia o con gli amici durante una festività ma anche no, a contatto con delle vallate che si fanno sentire con il loro silenzio increscioso e che reclamano le sostre camminate per smaltire le abbuffate! L’ideale è toccare con mano la veridicità delle tesi sostenute, ossia che alla Taverna de Cinicchia si mangia bene e ci si rigenera anche con una aria da record di atletica, anche se non parliamo delle altitudini di città del Messico! E per trovare il posto come si fa? La “Taverna de Cinicchia” è situato nelle vicinanze di Nocera Umbra, sul monte Alago a 1100 metri con una vista sull’appennino umbro-marchigiano, con prospettive da mozzare il fiato! A questo punto risolto il mistero del perchè il posto merita anche più di una visita non rimane che cercare di svelare la fine storica del brigante Cinicchia vissuto in tempi da far west dove l’illegalità era di casa. E’ davvero fuggito nei paesi sudamericani come dicono? Oppure qualche marito geloso lo ha fatto sparire dentro qualche casolare prima di appiccare il fuoco?! O davvero ha scontato una pena esemplare? Non si sa! L’unica certezza che rimane è il ricordo di quel meraviglioso gnocco gigante farcito come un raviolo che si impasta sul palato al ritmo di un vinello di accompagnamento proveniente da Montefalco! Per la cronaca attendiamo la convalida da parte dell’accademia della crusca per convalidare il neologismo “cinicchioso”, per indicare scomodo, spocchioso, burbero, scontroso e similari!




Quando un uomo con la Nikon incontra un consociato, quello con la raccomandazione da vendere è un uomo morto

Diciamocelo, ci sono luoghi dove potrebbe imperversare l’ombra di un sospetto quando si fanno i concorsi pubblici ma a noi le questioni complottistiche sulla massoneria e sulla terra piatta non ci turbano, perché di fatto quando impugni una bella macchina fotografica come la D 7200 della Nikon al posto di una 44 Magnum o una penna, tutto quello che cogli dal territorio e una accentuata bellezza, eterna ed estranea alle inutili beghe degli umani. Uno scatto prolunga la salute, come si dice in gergo, meglio poi se effettuato dalle sommita del Serrasanta e dalla ridente valle Valsorda che proprio con i suoi problemi di udito di consociativismo locale non vuole (e non può per origine semantica) sentire parlare. Quindi sfruttiamo la presenza turistica di un aspirante fotografo armato per l’appunto di Nikon D 7200, Alessio Migliore, indirizzo FB, https://www.facebook.com/alebestshots/ , di estrazione torinese in visita dalle terre nordiche in location umbre, per cogliere quelle che sono le caratteristiche di una vallata che smacchia da ogni turbamento prodotto dai nostri politici locali e rigenera tempra e spirito. Del resto anche da articoli come https://www.umbriaway.eu/2019/04/14/qualche-escursionista-si-vanta-di-avere-visitato-le-terre-di-mezzo-da-noi-ci-abbiamo-le-terre-di-sopra-e-anche-quelle-di-sotto-sentiero-203-passaiole-monte-maggio-istruzioni-per-luso/ presenti nel portale abbiamo notato come l’unico problema che potresti avere ad avventurarti sulle sommità della valle più famosa di Gualdo Tadino sia una mancanza di rispetto per la valle stessa, scegliendo percorsi avventati che se non sei esperto escursionista non puoi permetterti quando sei novizio di passeggiate nel verde e a digiuno di arrampicate tortuose. Ma fortunatamente il Serrasanta si raggiunge comodamente anche in macchina, a circa 1200 metri di quota, così tutto quello che resta è ammirare il paesaggio e lasciarsi ispirare dalle prospettive audaci della natura, che propone un vasto assortimento di angoli inediti di osservazione per un fotografo che sa cogliere un prisma sfaccettato multicolore. E’ il caso del nostro Alessio che mette a disposizione i suoi scatti per un libero free download per sostituire il desktop del proprio computer, dove la foto con l’ex governatrice che si dimette in conferenza stampa per lasciare spazio al nuovo che avanza, verrà sostituita dalle bellezze del CAP 06023. Ma sentiamo il suo punto di vista sulla macchina che usa come l’ispettore Harry Callaghan per catturare frammenti di eternità dalle nostre montagne: “La Nikon D7200 è una fotocamera reflex con sensore APS-C (1.5x) da 24.2 megapixels prodotta dal 2015 al 2017 (fuori produzione). La gamma di sensibilità, inclusa estensione, è 100 – 25600 ISO e può scattare a raffica di 6 FPS x 18 RAW, 100 JPEG.“; ok ci verrebbe da dire, ma adesso che abbiamo questo prodigioso strumento per le mani che ci produce materiale fotografico di ampie dimensioni come risoluzione come convertiamo i file con estensione punto NEF che sono particolarmente pesanti e viaggiano sull’ ordine di decine di MB? Niente paura anche il web designer meno avvezzo cercando in rete può trovare strumenti utili come https://www.iloveimg.com/it/convertire-in-jpg/raw-in-jpg/nef-in-jpg che possono prendere le foto della D 7200 (recuperabile dal mercato spendendo meno di mille euro con tanto di orpelli opzionali per zoom performanti) per lavorarle e convertirle nel giro di pochi minuti, in fondo parliamo di risuluzioni che superano i seimila pixel di ampiezza! Forti di uno spaccato rigenerante di location suggestive che ricoprono la catena appennica umbro marchigiana, Umbriaway e l’aspirante fotografo si sono mossi verso Corridonia, sconfinando nelle Marche, dove Alessio impavidamente ignorava l’ora abbondante di macchina per raggiungere una località altrettanto suggestiva, dove gli appassionati di un concorso fotografico tematico si stanno radunando per affrontare un contest che ricorda una sceneggiatura della RAI: chi riuscirà a cogliere gli aspetti minimalisti più incisivi nel casolare dalla porta rossa meta di tanti appassionati creativi? Lo scopriremo magari in una prossima puntata, al momento godiamoci i desktop gratuiti messi a disposizione dal nostro digital bookmaker!




Qualche escursionista si vanta di avere visitato le terre di mezzo? Da noi ci abbiamo le terre di sopra e anche quelle di sotto: sentiero 203 Passaiole Monte Maggio, istruzioni per l’uso

Una irriducibile escursionista locale è andata oltre alle ambiguità delle terre di mezzo che non sono solo un abile artificio letterario creato da Tolkien e che a RM ricordano loschi traffici ma anche oggi da noi a PG con sanitopoli 4.0 e si é avventurata verso le terre di sotto per finire sulle terre di sopra, cancellando con una salutare scampagnata ogni traccia residua di negatività, per lasciare spazio solo a panorami suggestivi e ad aria primaverile salubre e frizzantina. E’ andata veramente così o siamo solo nell’ ambito delle leggende metropolitane? Non ci resta che ricevere la nostra testimonianza su uno dei percorsi CAI più suggestivi a livello locale dalla nostra inpavida Fabiola Bisciaio che si è inoltrata sul sentiero 203 Passaiole Monte Maggio con alcuni fedelissimi seguaci della salvaguardia naturalistica. Certi che il vero obiettivo non poteva essere la ricerca di asparagi per fagocitare qualche sughetto doc, non ci resta che studiare le caratteristiche del percorso per suggerirlo a qualche appassionato camminatore in cerca di dimensioni alternative pervase da immensa bellezza. Il sentiero 203 Passaiole Monte Maggio ha una lunghezza di otto kilometri, il tempo di percorrenza stimato è di circa tre ore in ambiente montano – roccioso – esposto e la difficolta per gli escursionisti CAI ma non solo è indicata come EEA, con tratti esposti che lo rendono sconsigliato a chi soffre di vertigini. Ovviamente nell’ ottica sicurezza conviene sempre essere accompagnati da un gruppo nutrito di scatenati naturalisti che conoscono bene le bellezze della montagna ma anche le sue insidie. Il percorso ha una sua delimitata segnaletica CAI che aiuterà il viandante verso la quadratura del cerchio o solo il raggiungimento dell’ obiettivo, quello di arrivare a Troscia Valmare. Ricordiamo che l’acronimo EEA sta per Escursionisti Esperti con Attrezzatura, quindi sempre nell’ ottica sicurezza un fisico allenato non avrà difficoltà a godersi il tragitto come suggerisce qualche aforisma famoso, cosa che però non è esclusiva di sprovveduti arrampicatori neofiti, che prima di lanciarsi verso eroiche imprese, dovrebbero prima percorrere percorsi maggiormente accessibili di tipo T, E o al limite anche EE, vedi informazioni presenti per esempio a questo indirizzo: http://www.montagnapertutti.it/pag_info/difficolta.html; tornando alla nostra telecronaca lasciamo la parola a chi questo itinerario lo ha vissuto sulla propria pelle, FB per l’appunto che non sta per qualche portentoso applicativo costruito da Mark Zuckerberg, ma per l’autrice di alcuni interessanti articoli sulla storia della ceramica presenti in questo portale:

Ancora vorrei condividere l’armonia e il benessere che si prova quando ci si accinge a fare belle passeggiate. Non è sempre necessario percorrere distanze esagerate per godere della bellezza che la natura ci offre. E’ quello che è accaduto a Valsorda, percorrendo il percorso dell’Anello di Monte Maggio. Io e i miei amici “secolari” di camminate siamo partiti da Gualdo Tadino e ci siamo inoltrati sulla strada montana che sale tra boschi di conifere e raggiunge le bellissime praterie della conca di Valsorda a circa 1000 m di quota. Tra i vari sentieri che vi sono, abbiamo percorso il sentiero 203, cioè quello delle Passaiole di Monte Maggio. Quì la scelta: Passaiole basse o quelle alte? Perchè esistono queste due opzioni per poter effettuare il giro dell’anello. Avendo percorso più volte entrambi i sentieri, posso dire, secondo il mio modesto parere, che la passaiola bassa è più impegnativa ma è molto più suggestiva..perchè cari miei signori dovete sapere che per percorrere tale giro non bisogna soffrire di vertigini!!! Infatti, in alcuni punti il sentiero è ripido con alcuni tratti esposti. Si parla di un tracciato strettissimo sulla parete rocciosa che per un buon tratto prosegue sulla parete tagliando il dirupo. Terminato questo primo pezzo un pò difficoltoso, appunto per il tracciato non tanto “tranquillo”si apre all’improvviso il panorama sulla vallata sottostante che ha dell’incredibile.
Secondo me questa è tra le più belle escursioni della zona perchè presenta un tragitto vario e variopinto. Dal primo tratto, come dicevamo quasi da” alpininisti amanti delle cordate”, si passa a grandi distese prative e ci si inoltra in un bosco: la “pineta dell’Impero”. Brevi cenni storici. Corre l’anno 1936 e si festeggia la conquista dell’Etiopia con l’impianto della Pineta dell’ Impero sulle pendici, appunto, del Monte Maggio. Si tratta di una grande pineta a forma di fascio littorio. A quei tempi l’impatto visivo doveva essere qualcosa di maestoso, che doveva perpetuare il ricordo dell’evento. Oggi..tutto è secco e brullo, forse per incendi successivi.
In seguito, dopo aver percorso un tratto ancora aperto , abbiamo raggiunto il bosco, anch’esso suggestivo e, personalmente ricorda le favole che mia madre leggeva quando ero una bambina e io fantasticavo immaginando mondi meravigliosi. A tratti forte è l’odore dell’aglio orsino,la versione selvatica del comune aglio. Sembra che l’origine del nome sia dovuto al fatto che gli orsi, concluso il periodo invernale del letargo, si nutrivano di questa piantina in modo da riprendere velocemente le proprie forze. Altre preziose informazioni sui sentieri CAI locali a Gualdo Tadino sono presenti alla pagina http://gualdotadino.infoaltaumbria.it/Index.aspx?idmenu=453

Fabiola Bisciaio, oltre ad appassionata escursionista (vedi https://www.umbriaway.eu/2019/03/14/itinerario-trekking-monte-cucco-val-di-ranco-localita-sigillo-una-avventura-di-frodo-baggins-e-della-compagnia-dell-anello-o-del-cai-di-gualdo-tadino/ per esempio) é artigiana locale. Dopo aver effettuato studi scientifici, ha iniziato la frequentazione dell’ accademia di belle arti a Perugia. Da “grande” si è avvicinata al mondo della ceramica, seguendo corsi di formazione sia a Gualdo Tadino, sia a Deruta. Dalla tradizionale maiolica, ha eseguito anche lavori con tecniche nuove come la ” cuerda seca”, di origine spagnola. FB ceramica in Umbria é presente con numerosi articoli tecnici sul portale Umbriaway ed è contattabile alla sua pagina Facebook all’indirizzo: https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia o anche all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/fabiola-bisciaio-ceramica-umbria/




Esistono gli arbitri venduti? C’è un listino prezzi ed esiste un gestionale per contattarli? Certo, da oggi puoi usufruire di venduto crud versione 1.0 di Umbriaway Consulting!

web developer umbriaCome fare quando un arbitro serve per veicolare una partita decisiva per la classifica? Chi sono quelli maggiormente corruttibili? Come li contattiamo? Ora essendo l’argomento delicatissimo ci siamo astenuti dall’ inserire nella tabella di base che abbiamo ribattezzato product in quanto seppure umanamente tangibili i venduti sono solo equiparabili alle logiche bce della globalizzazione a pozzanghere liquide, qui dati sensibili come numero di telefono, indirizzo e mail a corredo che abbiamo occultato per evitare diffamazioni. Ovviamente l’esercizio é finalizzato a sviscerare meglio il potenziale offerto da PHP come tecnologia. Quindi poche banfate e molti fatti, utilizzeremo PHP, MYSQL, CSS , HTML5 per mettere in piedi il nostro potentissimo applicativo che avrà i seguenti file a corredo:

  • index.php che é la lista di default visibile dal nostro applicativo
  • add.php che serve per aggiungere dati
  • edit.php (o se volete anche update.php) che ci servirà a modificare i dati
  • una cartella conn che al suo interno conterrà il connect.php responsabile del collegamento al DB
  • una cartella css che conterrà al suo interno tre file, ciascuno dei quali formatterà il bottone aggiungi arbitro, la tabella di base nella index o lista di nomi e i form che ci serviranno per aggiornare a aggiungere i dati.

Quello che vedi é quello che ottieni per cui iniziamo a costruire prima di tutto il nostro database che basterà importare direttamente nel nostro DB, a scelta in locale o sull’ ambiente di produzione se l’applicativo ci serve davvero! Per fare questa operazione selezioniamo il DB di interesse all’ interno di phpMyAdmin http://localhost/phpmyadmin/ e importiamo la seguente struttura della tabella product con dei dati di esempio che poi modellerempo a nostro piacimento, creando un DB demo per esempio e andando sull’ apposita linguetta SQL messa a disposizione dallo strumento:

/*

— phpMyAdmin SQL Dump
— version 4.1.14
— http://www.phpmyadmin.net

— Host: 127.0.0.1
— Generation Time: Apr 30, 2015 at 09:23 PM
— Server version: 5.6.17
— PHP Version: 5.5.12

SET SQL_MODE = “NO_AUTO_VALUE_ON_ZERO”;
SET time_zone = “+00:00”;

/*!40101 SET @OLD_CHARACTER_SET_CLIENT=@@CHARACTER_SET_CLIENT */;
/*!40101 SET @OLD_CHARACTER_SET_RESULTS=@@CHARACTER_SET_RESULTS */;
/*!40101 SET @OLD_COLLATION_CONNECTION=@@COLLATION_CONNECTION */;
/*!40101 SET NAMES utf8 */;


— Database: `demo`

— ——————————————————–


— Table structure for table `product`

CREATE TABLE IF NOT EXISTS `product` (
`id` int(11) NOT NULL AUTO_INCREMENT,
`name` varchar(250) COLLATE utf8_unicode_ci NOT NULL,
`price` decimal(10,0) NOT NULL,
`quantity` int(11) NOT NULL,
`description` text COLLATE utf8_unicode_ci NOT NULL,
PRIMARY KEY (`id`)
) ENGINE=InnoDB DEFAULT CHARSET=utf8 COLLATE=utf8_unicode_ci AUTO_INCREMENT=4 ;


— Dumping data for table `product`

INSERT INTO `product` (`id`, `name`, `price`, `quantity`, `description`) VALUES
(1, ‘Name 1’, ‘1000’, 2, ‘good’),
(2, ‘Name 2’, ‘2000’, 3, ‘good’),
(3, ‘Name 3’, ‘3000’, 4, ‘good’);

/*!40101 SET CHARACTER_SET_CLIENT=@OLD_CHARACTER_SET_CLIENT */;
/*!40101 SET CHARACTER_SET_RESULTS=@OLD_CHARACTER_SET_RESULTS */;
/*!40101 SET COLLATION_CONNECTION=@OLD_COLLATION_CONNECTION */;

*/

fatta questa operazione, eseguendo il tutto con l’IMPORT, andremo a creare all’ interno della cartella conn (potete chiamarla come volete, anche connessione, l’idea é quella di usare nomi congruenti identificativi che spiegano da sole il contenuto solo leggendole) un file che chiameremo connect,php che conterrà al suo interno il seguente codice PHP:

/*
<?php
$con = mysqli_connect(‘localhost’, ”, ”, ‘demo’);
?>
*/

web developer umbriadove demo é il nostro DB che ospita la tabella e tutta la stringa non fa altro che sfruttare con un semplice cavo (se vogliamo usare metafore visuali) il collegamento con il core del nostro gestionale tramite la funzione mysqli_connect che accetta come si può osservare quattro parametri o argomenti tra le parentesi per cui abbiamo la macchina server dove puntare, negli ambienti di produzione si utilizzano gli indirizzi IP, il nome utente e la pwd e il nome del DB. In genere in locale spesso il nome utente e la pwd sono in bianco, come nel caso sopra indicato. A questo punto prima di passare ai file diamo un occhiata alla cartella CSS che conterrà come detto tre file, form.css, table.css, button.css che parlano da soli come funzionalità, in pratica ci serviranno per abbellire il nostro applicativo e rendere responsive anche la nostra tabella. Quindi diamo un occhiata a table.css che andrà copiato integralmente senza i /* e */ nel file vuoto menzionato e che qui servono solo ad ingannare wordpress:

/*
table {

border-collapse: collapse;
border-spacing: 0;
width: 100%;
border: 1px solid #ddd;
}

th, td {
text-align: left;
padding: 8px;
}

tr:nth-child(even){background-color: #f2f2f2}
*/

Tralasciamo per ora spiegazioni approfondite su questo codice in quanto il CSS esula al momento dall’ obiettivo che ci siamo posti, ossia mettere in piedi il nostro applicativo. A questo punto vediamo il contenuto del button.css. per farlo abbiamo utilizzato uno dei tanti tools presenti in rete digitando css button tools e nello specifico: https://toolset.mrwebmaster.it/css/button-generator.html che ha generato il seguente codice da incollare dentro il file vuoto menzionato, sempre senza i riferimenti ai commenti:

/*
.btn-toolset {
display: inline-block;
text-align: center;
white-space: nowrap;
color: #FFFFFF;
text-decoration: none;
line-height: 1.2;
font-weight: normal;

font-size: 18px;
background-color: #007BFF;
border-radius: 16px;
padding: 6px 20px;
border: 1px solid #004996;
cursor: pointer;
}
.btn-toolset:hover {
background-color: #0063CC;
border-color: #0056B3;
}
.btn-toolset > strong {
font-size: 24px;
}
*/

ricordiamoci che .btn-toolset come classe dovrà essere aggiunto al nostro bottone che ci consentirà di aggiungere un nuovo arbitro. A questo punto diamo un occhiata anche alla stilizzazione del file form.css:

/*

* {
box-sizing: border-box;
}

input[type=text], select, textarea {
width: 100%;
padding: 12px;
border: 1px solid #ccc;
border-radius: 4px;
resize: vertical;
}

label {
padding: 12px 12px 12px 0;
display: inline-block;
}

input[type=submit] {
background-color: #4CAF50;
color: white;
padding: 12px 20px;
border: none;
border-radius: 4px;
cursor: pointer;
float: right;
}

input[type=submit]:hover {
background-color: #45a049;
}

.container {
border-radius: 5px;
background-color: #f2f2f2;
padding: 20px;
}

.col-25 {
float: left;
width: 25%;
margin-top: 6px;
}

.col-75 {
float: left;
width: 75%;
margin-top: 6px;
}

/* Clear floats after the columns */
.row:after {
content: “”;
display: table;
clear: both;
}

/* Responsive layout – when the screen is less than 600px wide, make the two columns stack on top of each other instead of next to each other */
@media screen and (max-width: 600px) {
.col-25, .col-75, input[type=submit] {
width: 100%;
margin-top: 0;
}
}

*/

dopo aver mostrato il contenuto delle due cartelle css e conn nonc i resta che costruire i tre file menzionati, con index.php come priorità, collegando tutti i file esterni appena creati, compresa la stringa di connessione e gli stili, cosa che possiamo osservare nelle prime quattro righe di testo:

/*
<link rel=”stylesheet” href=”css/table.css”>
<link rel=”stylesheet” href=”css/button.css”>
<?php
require ‘conn/connect.php’;

if(isset($_GET[‘action’])){
$id = $_GET[‘id’];
mysqli_query($con, ‘delete from product where id=’.$id);
}
?>
<a href=”add.php” class=”btn-toolset”>Add arbitro</a>
<br>
In questa tabella sono presenti i nominativi degli arbitri che si offrono per prestazioni varie alle squadre più vincenti d’Italia. Non potendo più usufruire di vetture per il loro rientro a casa si limitano solo a richieste ufficiose sul codice IBAN.
<table cellpadding=”2″ cellspacing=”2″ border=”1″>
<tr>
<th>Id</th>
<th>Name</th>
<th>description</th>
<th>quantity</th>
<th>Price</th>
<th>Option</th>
</tr>
<?php
$result = mysqli_query($con, ‘select * from product’);
while($product = mysqli_fetch_object($result)){
?>
<tr>
<td><?php echo $product->id; ?></td>
<td><?php echo $product->name; ?></td>
<td><?php echo $product->description; ?></td>
<td><?php echo $product->quantity; ?></td>
<td><?php echo $product->price; ?></td>
<td align=”center”><a
href=”index.php?id=<?php echo $product->id; ?>&action=delete”
onclick=”return confirm(‘Are you sure?’)”>Delete</a> |
<a href=”edit.php?id=<?php echo $product->id; ?>”>Edit</a>
</td>
</tr>
<?php } ?>
</table>
*/

In questa pagina ci sono molte cose interessanti dal punto di vista didattico da spiegare, ma per ora limitiamoci a riportare il codice per ogni singolo file, a questo punto possiamo creare il nostro add.php che non sarà altro che un semplice form con la query insert:

/*
<link rel=”stylesheet” href=”css/form.css”>
<?php
require ‘conn/connect.php’;
if(isset($_POST[‘submitSave’])){
$name = $_POST[‘name’];
$price = $_POST[‘price’];
$quantity = $_POST[‘quantity’];
$description = $_POST[‘description’];
mysqli_query($con, ‘insert into product(name, price, quantity, description) values(“‘.$name.'”,’.$price.’,’.$quantity.’,”‘.$description.'”)’);
header(‘Location: index.php’);
}
?>
<form method=”post”>
<table cellpadding=”2″ cellspacing=”2″>
<tr>
<td>Name</td>
<td><input type=”text” name=”name”></td>
</tr>
<tr>
<td>Price</td>
<td><input type=”text” name=”price”></td>
</tr>
<tr>
<td>Quantity</td>
<td><input type=”text” name=”quantity”></td>
</tr>
<tr>
<td>Description</td>
<td><textarea rows=”5″ cols=”20″ name=”description”></textarea></td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td><input type=”submit” name=”submitSave” value=”Save”></td>
</tr>
</table>
</form>
*/

mentre per la pagina di aggiornamento che contiene la query update, ossia edit.php avremo:

/*
<link rel=”stylesheet” href=”css/form.css”>
<?php
require ‘conn/connect.php’;
if(isset($_GET[‘id’])){
$result = mysqli_query($con, ‘select * from product where id=’.$_GET[‘id’]);
$product = mysqli_fetch_object($result);
}
if(isset($_POST[‘submitSave’])){
$id = $_POST[‘id’];
$name = $_POST[‘name’];
$price = $_POST[‘price’];
$quantity = $_POST[‘quantity’];
$description = $_POST[‘description’];
mysqli_query($con, ‘update product set name=”‘.$name.'”, price=’.$price.’, quantity=’.$quantity.’, description=”‘.$description.'” where id=’.$id);
header(‘Location: index.php’);
}
?>
<form method=”post”>
<table cellpadding=”2″ cellspacing=”2″>
<tr>
<td>Id</td>
<td><?php echo $product->id; ?> <input type=”hidden” name=”id”
value=”<?php echo $product->id; ?>”></td>
</tr>
<tr>
<td>Name</td>
<td><input type=”text” name=”name”
value=”<?php echo $product->name; ?>”></td>
</tr>
<tr>
<td>Price</td>
<td><input type=”text” name=”price”
value=”<?php echo $product->price; ?>”></td>
</tr>
<tr>
<td>Quantity</td>
<td><input type=”text” name=”quantity”
value=”<?php echo $product->quantity; ?>”></td>
</tr>
<tr>
<td>Description</td>
<td><textarea rows=”5″ cols=”20″ name=”description”><?php echo $product->description; ?></textarea></td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td><input type=”submit” name=”submitSave” value=”Save”></td>
</tr>
</table>
</form>
*/

A questo punto non ci resta che modellare i nostri dati nel DB per avere il nostro DB pronto all’ uso e aiutare qualche squadra blasonata a caccia del triplete per migliorare la sua classifica. Ma prima dobbiamo soffermarci su tutta una serie di istruzioni base presente in questo potentissimo applicativo:

  • la presenza dell’ istruzione require ‘conn/connect.php’; tra tag dedicati indica alla pagina di andarsi a connettere con i dati presenti nel file connect.php
  • i link <link rel=”stylesheet” href=”css/form.css”> vanno a vestire in modo stiloso le nostre parti grezze HTML

Analisi del meccanismo di cancellazione, se diamo un occhiata a questo codice della index:

/*
<?php
if(isset($_GET[‘action’])){
$id = $_GET[‘id’];
mysqli_query($con, ‘delete from product where id=’.$id);
}
?>

e la successiva parte finale della sezione option del link di cancellazione:

<td align=”center”>
<a href=”index.php?id=<?php echo $product->id; ?>&action=delete”
onclick=”return confirm(‘Are you sure?’)”>Delete</a> |
<a href=”edit.php?id=<?php echo $product->id; ?>”>Edit</a>
</td>

/*

ci accorgiamo che schiacciando il link verrà inviata una richiesta GET a inizio pagina che catturerà il parametro ID del record da cancellare più l’azione fisica dell’ eliminazione che passa tramite un metodo java script con loggetto CONFIRM che aprirà una finestra diu dialogo che ci chiederà di pensarci bene prima di continuare, in quanto stiamo per togliere un record. Come sappiamo CRUD in PHP sta per create, read, update, delete quindi non ci resta che dare un occhiata alla query che nella index ci fa fare la letura READ:

/*
<?php
$result = mysqli_query($con, ‘select * from product’);
while($product = mysqli_fetch_object($result)){
?>
*/

Per aggiungere e creare tramite add.php abbiamo la seguente query:

/*
<?php
require ‘conn/connect.php’;
if(isset($_POST[‘submitSave’])){
$name = $_POST[‘name’];
$price = $_POST[‘price’];
$quantity = $_POST[‘quantity’];
$description = $_POST[‘description’];
mysqli_query($con, ‘insert into product(name, price, quantity, description) values(“‘.$name.'”,’.$price.’,’.$quantity.’,”‘.$description.'”)’);
header(‘Location: index.php’);
}
?>
*/

mentre per il nostro aggiornamento dati UPDATE la pagina edit.php conterrà:

/*
<?php
if(isset($_POST[‘submitSave’])){
$id = $_POST[‘id’];
$name = $_POST[‘name’];
$price = $_POST[‘price’];
$quantity = $_POST[‘quantity’];
$description = $_POST[‘description’];
mysqli_query($con, ‘update product set name=”‘.$name.'”, price=’.$price.’, quantity=’.$quantity.’, description=”‘.$description.'” where id=’.$id);
header(‘Location: index.php’);
}
?>
*/

web developer umbriaA questo punto abbiamo ottenuto qualcosa che già funziona, e che potremmo abbellire in seguito magari usando bootstrap, per esempio inserendo una barra superiore con dei menù, ma per ora abbiamo centrato l’obiettivo: se qualche squadra zebrata avrà bisogno di una direzione di gioco molto flessibile per non dire altro, potrà consultare il database e aggiornarlo e anche cancellare quei nominativi che nel frattempo dopo un lungo periodo di psicoanalisi sono tornati sulla retta via e non potranno prendere decisioni discutibili durante la partita! Al prossimo applicativo con il codice spiegato passo passo con Umbriaway Consulting! Importante: essendo alcuni campi settati per ospitare numeri interi, non potranno funzionare nell’ inserimento o nell’ aggiornamento dei dati se abbiamo la pessima idea di inserire delle stringhe! Da notare che avendo insrito nella struttura del DB anche la codifica dei caratteri UTF-8 anche gli apostrofi che in genere creano problemi con PHP sono permessi. Per girare in locale il gestionale arbitri venduti avrà bisogno di un applicativo come XAMPP da scaricare dalla rete. See you later con il prossimo applicativo




La ceramica questa sconosciuta 5: parliamo di FOGGIATURA E BISCOTTATURA

fabiola bisciaio ceramica umbria

Nei 3 primi appuntamenti si è parlato della tecnica della “cuerda seca“, del bucchero etrusco e della ceramica villanoviana. Nel precedente articolo https://www.umbriaway.eu/2019/03/03/al-brillo-parlante-con-la-ceramica-di-fabiola-bisciaio-brevi-cenni-storici-sulla-ceramica/ , quarto appuntamento con una veloce storia della ceramica, si è detto che la tecnica di base della ceramica è sempre quella da secoli e cioè: foggiatura, biscottatura, smaltatura, decorazione e cottura finale. Quinto appuntamento quindi con Fabiola Bisciaio!

Cercherò di spiegare in 3 appuntamenti differenti, ognuna di queste fasi. In questo nostro 5° step, parlerò della FOGGIATURA E BISCOTTATURA. La FOGGIATURA è la modellazione dell’argilla. Esistono diversi metodi di foggiatura:

1)TORNIO

2)CALCO

3)LASTRA

4)MODINE

5)COLOMBINO.

 

 

fabiola bisciaio ceramica Umbria

TORNIO
La foggiatura al tornio è il metodo più classico e diffuso per la realizzazione di pezzi in ceramica. La prima operazione, fondamentale per la riuscita del lavoro, è la centratura della palla d’argilla sul piatto rotante del tornio; il passaggio successivo è la sfondatura al centro della palla d’argilla, in modo di iniziare a tirare su i bordi dell’oggetto e determinare lo spessore del fondo.Da quì si inizia a sollevare le pareti del vaso e centrare, oltre al piede, anche la bocca dello stesso. Ora si infila una mano all’interno del vaso e si spinge fino a crearne la pancia, tenendo sempre sotto controllo gli spessori della parete.Una volta effettuati questi processi si rifinisce il vaso a piacimento e lo si stacca dal piatto del tornio con cavetto tagliargilla.

CALCO
Dentro forme di gesso, preventivamente preparate, si pigia l’argilla all’interno cercando di mantenere lo spessore dell’argilla più uniforme possibile. Dopo la pulitura del bordo, bisogna attendere, per un certo periodo, che il gesso della stampa assorba acqua dall’argilla in modo che l’oggetto si stacchi facilmente.

LASTRA
Il sistema è praticamente identico al precedente, solamente che l’argilla da applicare sulla forma in gesso sarà costituita da una lastra ottenuta da una sfoglia fatta con un mattarello e degli spessori oppure con un roller.

MODINE
E’ un metodo usato per la produzione di PIATTI, soprattutto quelli di grande diametro. Innanzitutto è necessaria una forma in gesso del piatto sopra il quale viene posta una lastra di argilla, dopodichè si inizia a far aderire la lastra alla stampa, per passare poi alla calibratura con una apposita sagoma, che corrisponde alla sottostante stampa. Ovviamente, l’ oggetto deve esser poi ripulito delle sbavature e rifinito con la spugna.

COLOMBINO
Questa è una tecnica antichissima perchè consiste nella lavorazione a mano degli oggetti. Oggi, consiste nell’applicazione di più bigoli d’argilla, realizzati a mano o con le trafile. Tutti gli oggetti realizzati andranno fatti essiccare lentamente, meglio se coperti da una pellicola trasparente, e mai esposti direttamente alla luce del sole. Prima che l’essiccazione sia completa gli oggetti andranno ulteriormente rifiniti con l’aiuto di apposite stecche.

BISCOTTATURA O PRIMA COTTURA
La prima cottura dell’argilla è importantantissima perchè serve a ripulirla da impurità e a renderla biscottata e porosa , adatta all’assorbimento degli smalti successivi. Quindi queste sono le fasi: PRERISCALDAMENTO del forno, da 0°C a circa 300°C, in questa fase c’è la completa fuoriuscita dell’acqua residua all’interno degli oggetti;

COTTURA vera e propria che prosegue fino alla temperatura massima che si intende raggiungere e RAFFREDDAMENTOè di notevole importanza durante la discesa di temperature perchè se scende troppo rapidamente ci può essere come conseguenza la rottura degli oggetti in cottura.

Ora l’oggetto è pronto per essere smaltato, decorato e portato alla 2°o 3° cottura finale!

Fabiola Bisciaio, artigiana locale, dopo aver effettuato studi scientifici, ha iniziato la frequentazione dell’ accademia di belle arti a Perugia. Da “grande” si è avvicinata al mondo della ceramica, seguendo corsi di formazione sia a Gualdo Tadino, sia a Deruta. Dalla tradizionale maiolica, ha eseguito anche lavori con tecniche nuove come la ” cuerda seca”, di origine spagnola. FB ceramica in Umbria é presente con numerosi articoli tecnici sul portale Umbriaway ed è contattabile alla sua pagina Facebook all’indirizzo: https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia o anche all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/fabiola-bisciaio-ceramica-umbria/




Come si costruisce un tema WordPress? Chiedilo a un albero!

Che cos’è un ambiente di sviluppo per wordpress?

Per un albero un ambiente di sviluppo é un luogo ottimale dove crescere sano e quindi una location approvvigionata da aria, acqua, sole e sostanze nutritive che gli arrivano dalla terra. Anche per WordPress l’ambiente di sviluppo per un aspirante developer ha queste caratteristiche. Si lavora localmente e solo dopo si finisce nell’ ambiente di produzione, i vantaggi sono evidenti, nell’ ambiente pubblico tutto deve essere funzionale per l’utente mentre localmente andando a sviluppare funzionalità che non sono complete le cose sono volatili e temporanee. In locale lavoriamo sul nostro computer non sul cloud. Un server lontano 400 km non è il nostro computer locale, semmai solo il computer ufficiale che ospiterà il nostro ambiente di produzione, attivo 24 ore al giorno, che ospiterà fisicamente i nostri files fisici. Lavorando in locale non ho necessità di una connessione internet per esempio. Il tuo progetto in locale quindi sarà visibile solo da te, questo per accendere la luce sulle differenze sostanziali tra l’ambiente di sviluppo e quello di produzione. E’ buona prassi salvare localmente e lavorare solo al di fuori dell’ ambiente di produzione perchè i refusi sono visibili solo a noi stessi e non ho la necessità ogni volta di fare il famoso FTP per trasferire i dati. Quindi la domanda adesso é wordpress di che risorse ha bisogno per funzionare, esattamente come un albero che attinge alla luce del sole e alle risorse idriche del terreno? Un server Apache su cui fare girare PHP e un database in genere MySql. Localmente ci sono vari tools che assolvono a questa mission come xampp per esempio o l’interessante strumento di configurazione https://localbyflywheel.com/ che guida velocemente l’utente per mettere insieme le funzionalità base. Il download non é immediato ma la procedura guidata poi aiuta avviando l’eseguibile dalla cartella di download. Avvierà virtual box e i servizi di hosting in locale, dopo la configurazione verrà richiesto di settare i parametri di collegamento, con utente, pwd e mail, dopodiché verranno importati i file del nostro progetto in locale nel percorso c:/utenti/nomeutente/local sites. A questo punto abbiamo dato all’ albero tutta la linfa vitale per iniziare le modalità di sviluppo e nutrirlo e non ci resta che sperimentare con una prima pagina in php la correttezza del nostro setup di configurazione. Dentro la cartella Local Sites avrò una cartella di progetto che conterrà APP che aperta presenterà una cartella PUBLIC, ed é qui dove risiede come si dice in gergo tutto l’ambaradan per lo sviluppo. Procuriamoci quindi un editor per creare e modificare codice come Atom, SUblime Text o Visual Studio Code per esempio. Dopodiché creiamo un file vuoto con estensione php e possiamo fare i nostri esperimenti, tipo settare una variabile, stamparla a video tra blocchi di codice html o compiere semplici operazioni matematiche di prova per visualizzarle nel sito. Ora che sappiamo dove si trovano tutti i file dell’ applicazione non sarà certo un problema mettere in piedi questo file vuoto nella root del nostro progetto e visualizzarlo nella url del sito sleshato con il nome del file appena creato, dopo aver attivato il nostro server in locale, questo solo per capire il funzionamento di base di come php svolge le sue mansioni all’ interno di un server apache attivo e funzionale con tanto di db per il proseguo. Tutto ciò ci permetterà di familiarizzare con la struttura delle directory e con il funzionamento di base di tutto il nostro wordpress in locale che presenta tutta una serie di potenzialità di personalizzazione, tali da consentirci di mettere in piedi progetti complessi. PHP come linguaggio di programmazione lato server porta già una bellissima notizia: trattasi di una serie di istruzioni non tipicizzate, ossia senza l’obbligo di dichiarare il tipo di variabili, in quanto il sistema le riconosce in automatico. Posso mescolare php direttamente nell’ html , l’importante è che ciò avvenga all’ interno di pagine con estensione php, in modo da imporre delle direttive di comportamento al mio wordpress e indurlo a fare quello che noi vogliamo che faccia. A questo punto il passo successivo é quello di creare il nostro vestito wordpress il cosidetto tema. Niente paura, è meno complicato di quello che sembra perché la famosa cartella wp-content dove sono presenti tutti i temi di configurazione è facile da trovare dalla root del nostro progetto. All’ interno troviamo Themes e qui dentro creeremo una cartella con il nostro tema specifico che verrà visto in automatico nella dashboard. All’ interno di questo vestito metteremo in piedi due file, il classico index.php e lo style.css; nel primo ho il tema da visualizzare e nel secondo tramite la sintassi /* e */ posso inserire le informazioni generali del tema come la versione o il nome dell’ autore per la dashboard, semplificando il file style.css contiene, oltre alle informazioni del tema, anche il codice css che ne gestisce l’aspetto, per esempio la parte visibile nella dashboard:

/*
Theme Name: Guercio-demo
Theme URI: http://www.guercio.com/guercio
Author: Guercio author
Author URI: http://www.guercio.com
Description: Guercio, un progetto didattico che sviscera il potenziale wordpress
Version: 1.0.5
License: GNU General Public License v2 or later
License URI: http://www.gnu.org/licenses/gpl-2.0.html
Tags: white, two-columns, right-sidebar, responsive-layout, flexible-header, custom-header, custom-menu, editor-style, featured-images, post-formats, sticky-post, translation-ready, custom-background
Text Domain: guercio
*/

attivando il tema si vedrà il contenuto della nostra pagina index.php e nella dashboard nel menù apparence-themes si vedrà anche l’icona del tema di selezione se nella cartella predefinita per il nostro vestito abbiamo inserito il nostro screenshot.pgn, che verrà rilevato in automatico nella modalità di visualizzazione e scelta presente dopo il login da url http://nomeprogetto.local/wp-admin

A questo punto abbiamo familiarizzato con il nostro primo tema, non ci resta che fare un passo ulteriori verso le funzioni di wordpress prima notiamo che cancellando le directory con i temi che non mi servono da file system, in automatico scompariranno dal menù apparence-themes del pannello di controllo di wordpress. Andando sul pannello di controllo, voce di menù generali, abbiamo delle voci tipo il TITLE e il TAG che corrispondono a funzioni predefinite di wordpress che estrapolano e stampano sulla pagina il valore del NOME e della nostra DESCRIPTION come argomenti della funzione bloginfo() nella nostra pagina, è proprio qui che risiede la forza del cms, nel fatto che non devo creare funzioni generali che sono già incluse per tutti i nostri usi, pronte per la riusabilità. Oltre a lavorare con le funzioni lavoriamo anche con gli array, grandi armadi pieni di cassetti che raccolgono informazioni coerenti e raggruppate per categoria da memorizzare e richiamare all’ occorrenza. Lavorare con gli array, collection di oggetti, è fondamentale per cui non ci resta che dare un occhiata a questo aspetto. Gli array possono contenere anche altri array e possono anche essere multidimensionali (molto complessi) e associativi, quando andiamo all’ ikea abbiamo come scelta diversi tipi di armadio da acquistare, ognuno con le sue caratteristiche e il proprio uso. Torniamo però a wordpress che hai dei post e quindi dei contenuti da ciclare al posto di numeri e nomi. Da qui l’importanza dei loop nello scorrimento degli array, cosa che si ottiene per esempio come mostrato in figura con un ciclo while, più prezioso del marmo di Carrara. Sicuramente questo è un argomento cruciale da affrontare, ma prima di andare avanti con una analisi generica sulle potenzialità di wordpress per gli sviluppatori, dobbiamo parlare degli editor di testo in wordpress e in particolare del rilascio delle ultime versioni che aggiornano il front end della compilazione del testo. Per tornare all’ interfaccia classico molto più immediato e incisivo come fare quindi? Si addiziona il plug-in CLASSIC EDITOR, cercandolo dai tools messi a disposizione da wordpress, niente di complicato quindi. La particolarità di questo plug-in é che si porta dietro direttamente dal team di sviluppo dieci anni di consolidamenti rispetto alla nuova versione 5 proposta nel dicembre 2018, è chiaro che gli utenti forse potranno trovarsi meglio con questa interfaccia, trovandosi disorientati con i nuovi pannelloni di testo proposti nelle ultime versioni. Non a caso la discussione su questo nuovo editor é molto accesa e più di un milioni di utenti preferiscono non stravolgere nulla tornando all’ antico anche se c’è da precisare che tutte le funzionalità del nuovo non intaccano nulla della vecchia rappresentazione. E’ bene chiarire subito che WP utilizza una sua ricerca redefinita sulle pagine, nel senso che deve avere nella root del tema pagine come single.php o page.php oltre alla index che farà ruotare i post con il link di approfondimento, che una volta eseguito porterà sulla pagina dei contenuti senza ulteriori link. Nella index tra i tag php di apertura e chiusura del codice, scriveremo (senza i commenti) con il ciclo while segmentato intorno all’ HTML:

/*
<?php

get_header();

while(have_posts()) {
the_post(); ?>
<h2><a href=”<?php the_permalink(); ?>”><?php the_title(); ?></a></h2>
<?php the_content(); ?>
<hr>
<?php }

get_footer();

?>
*/

e qui abbiamo un sacco di funzioni predefinite di WP come get_header(); o get_footer(); o have_posts() o anche the_permalink(); e ancora the_title(); e the_content();. Va da se proprio l’utilità di funzioni già incorporate che assolvono al compito imposto senza dover riscrivere nulla. Dalla index si passerà quindi per il criterio di ricerca sulle pagine alla single.php che avrà questo contenuto:

/*

<?php

get_header();

while(have_posts()) {
the_post(); ?>
<h2><?php the_title(); ?></h2>
<?php the_content(); ?>

<?php }

get_footer();

?>

*/

che é come la precedente ma senza la funzione the_permalink(); che fa esplodere i dettagli della notizia. Il get_header(); rimanda a questo contenuto con la funzione di richiamo wp_head():

/*

<!DOCTYPE html>
<html>
<head>
<?php wp_head(); ?>
</head>
<body>
<h1>Guercio University</h1>

*/

mentre il get_footer(); avrà la sua bella funzione incorporata wp_footer():

/*

<p>Greetings from footer.php</p>

<?php wp_footer(); ?>
</body>
</html>

*/

Da notare come sono stati modellati i tag body per raccogliere i contenuti delle pagine nel corpo del documento sia nell’ header che nel footer. Ovviamente tutto ciò serve a cambiare rapidamente una sola volta l’area del header o del footer senza riscrivere tutto per mille pagine e avremo la certezza che il nostro intero sito sarà aggiornato. A questo punto abbiamo il problema di incorporare il nostro foglio stile nel tema come fare? Dobbiamo creare un file function.php e scrivere al suo interno:

/*

<?php

function university_files() {
wp_enqueue_style(‘university_main_styles’, get_stylesheet_uri());
}

add_action(‘wp_enqueue_scripts’, ‘university_files’);

?>

*/

le funzioni vanno richiamate ma qui tramite l’istruzione add_action dico che WP deve caricare la funzione university_files senza bisogno di invocarla. Ovviamente adesso la modellazione della pagina CSS dovrà assorbire la nostra prossima azione. Qui possiamo solo concludere che nella funzione sopra university_main_styles e university_files che é anche il nome della funzione sono nomi arbitrari tutto il resto richiama dei comandi specifici di WP.