Qualche escursionista si vanta di avere visitato le terre di mezzo? Da noi ci abbiamo le terre di sopra e anche quelle di sotto: sentiero 203 Passaiole Monte Maggio, istruzioni per l’uso

Una irriducibile escursionista locale è andata oltre alle ambiguità delle terre di mezzo che non sono solo un abile artificio letterario creato da Tolkien e che a RM ricordano loschi traffici ma anche oggi da noi a PG con sanitopoli 4.0 e si é avventurata verso le terre di sotto per finire sulle terre di sopra, cancellando con una salutare scampagnata ogni traccia residua di negatività, per lasciare spazio solo a panorami suggestivi e ad aria primaverile salubre e frizzantina. E’ andata veramente così o siamo solo nell’ ambito delle leggende metropolitane? Non ci resta che ricevere la nostra testimonianza su uno dei percorsi CAI più suggestivi a livello locale dalla nostra inpavida Fabiola Bisciaio che si è inoltrata sul sentiero 203 Passaiole Monte Maggio con alcuni fedelissimi seguaci della salvaguardia naturalistica. Certi che il vero obiettivo non poteva essere la ricerca di asparagi per fagocitare qualche sughetto doc, non ci resta che studiare le caratteristiche del percorso per suggerirlo a qualche appassionato camminatore in cerca di dimensioni alternative pervase da immensa bellezza. Il sentiero 203 Passaiole Monte Maggio ha una lunghezza di otto kilometri, il tempo di percorrenza stimato è di circa tre ore in ambiente montano – roccioso – esposto e la difficolta per gli escursionisti CAI ma non solo è indicata come EEA, con tratti esposti che lo rendono sconsigliato a chi soffre di vertigini. Ovviamente nell’ ottica sicurezza conviene sempre essere accompagnati da un gruppo nutrito di scatenati naturalisti che conoscono bene le bellezze della montagna ma anche le sue insidie. Il percorso ha una sua delimitata segnaletica CAI che aiuterà il viandante verso la quadratura del cerchio o solo il raggiungimento dell’ obiettivo, quello di arrivare a Troscia Valmare. Ricordiamo che l’acronimo EEA sta per Escursionisti Esperti con Attrezzatura, quindi sempre nell’ ottica sicurezza un fisico allenato non avrà difficoltà a godersi il tragitto come suggerisce qualche aforisma famoso, cosa che però non è esclusiva di sprovveduti arrampicatori neofiti, che prima di lanciarsi verso eroiche imprese, dovrebbero prima percorrere percorsi maggiormente accessibili di tipo T, E o al limite anche EE, vedi informazioni presenti per esempio a questo indirizzo: http://www.montagnapertutti.it/pag_info/difficolta.html; tornando alla nostra telecronaca lasciamo la parola a chi questo itinerario lo ha vissuto sulla propria pelle, FB per l’appunto che non sta per qualche portentoso applicativo costruito da Mark Zuckerberg, ma per l’autrice di alcuni interessanti articoli sulla storia della ceramica presenti in questo portale:

Ancora vorrei condividere l’armonia e il benessere che si prova quando ci si accinge a fare belle passeggiate. Non è sempre necessario percorrere distanze esagerate per godere della bellezza che la natura ci offre. E’ quello che è accaduto a Valsorda, percorrendo il percorso dell’Anello di Monte Maggio. Io e i miei amici “secolari” di camminate siamo partiti da Gualdo Tadino e ci siamo inoltrati sulla strada montana che sale tra boschi di conifere e raggiunge le bellissime praterie della conca di Valsorda a circa 1000 m di quota. Tra i vari sentieri che vi sono, abbiamo percorso il sentiero 203, cioè quello delle Passaiole di Monte Maggio. Quì la scelta: Passaiole basse o quelle alte? Perchè esistono queste due opzioni per poter effettuare il giro dell’anello. Avendo percorso più volte entrambi i sentieri, posso dire, secondo il mio modesto parere, che la passaiola bassa è più impegnativa ma è molto più suggestiva..perchè cari miei signori dovete sapere che per percorrere tale giro non bisogna soffrire di vertigini!!! Infatti, in alcuni punti il sentiero è ripido con alcuni tratti esposti. Si parla di un tracciato strettissimo sulla parete rocciosa che per un buon tratto prosegue sulla parete tagliando il dirupo. Terminato questo primo pezzo un pò difficoltoso, appunto per il tracciato non tanto “tranquillo”si apre all’improvviso il panorama sulla vallata sottostante che ha dell’incredibile.
Secondo me questa è tra le più belle escursioni della zona perchè presenta un tragitto vario e variopinto. Dal primo tratto, come dicevamo quasi da” alpininisti amanti delle cordate”, si passa a grandi distese prative e ci si inoltra in un bosco: la “pineta dell’Impero”. Brevi cenni storici. Corre l’anno 1936 e si festeggia la conquista dell’Etiopia con l’impianto della Pineta dell’ Impero sulle pendici, appunto, del Monte Maggio. Si tratta di una grande pineta a forma di fascio littorio. A quei tempi l’impatto visivo doveva essere qualcosa di maestoso, che doveva perpetuare il ricordo dell’evento. Oggi..tutto è secco e brullo, forse per incendi successivi.
In seguito, dopo aver percorso un tratto ancora aperto , abbiamo raggiunto il bosco, anch’esso suggestivo e, personalmente ricorda le favole che mia madre leggeva quando ero una bambina e io fantasticavo immaginando mondi meravigliosi. A tratti forte è l’odore dell’aglio orsino,la versione selvatica del comune aglio. Sembra che l’origine del nome sia dovuto al fatto che gli orsi, concluso il periodo invernale del letargo, si nutrivano di questa piantina in modo da riprendere velocemente le proprie forze. Altre preziose informazioni sui sentieri CAI locali a Gualdo Tadino sono presenti alla pagina http://gualdotadino.infoaltaumbria.it/Index.aspx?idmenu=453

Fabiola Bisciaio, oltre ad appassionata escursionista (vedi https://www.umbriaway.eu/2019/03/14/itinerario-trekking-monte-cucco-val-di-ranco-localita-sigillo-una-avventura-di-frodo-baggins-e-della-compagnia-dell-anello-o-del-cai-di-gualdo-tadino/ per esempio) é artigiana locale. Dopo aver effettuato studi scientifici, ha iniziato la frequentazione dell’ accademia di belle arti a Perugia. Da “grande” si è avvicinata al mondo della ceramica, seguendo corsi di formazione sia a Gualdo Tadino, sia a Deruta. Dalla tradizionale maiolica, ha eseguito anche lavori con tecniche nuove come la ” cuerda seca”, di origine spagnola. FB ceramica in Umbria é presente con numerosi articoli tecnici sul portale Umbriaway ed è contattabile alla sua pagina Facebook all’indirizzo: https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia o anche all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/fabiola-bisciaio-ceramica-umbria/