Al BRILLO PARLANTE con la ceramica di Fabiola Bisciaio: brevi cenni storici sulla ceramica

ceramica umbriaNei 3 precedenti appuntamenti si è parlato della tecnica della “cuerda seca“, del bucchero etrusco e della ceramica villanoviana. Presa dall’entusiasmo dato dalla partecipazione a questi corsi, non ho seguito un ordine logico e cronologico. E’ ora di fare ordine!!!! Comininciamo ” dall’inizio”e quindi dall’origine della ceramica. L’argilla, la terra modellata dalle mani dei primi uomini, fatta seccare al sole e cotta in rudimentali fuochi, è il primo esempio di quella che sarà chiamata ceramica( Keramos è il termine ellenistico). Quindi per la ceramica sono necessari questi 3 elementi: 1) la terra 2) l’arte dell’uomo 3) il fuoco. Queste ” terrecotte”, realizzate esclusivamente con l’argilla, non riuscivano a contenere i liquidi che vi erano posti e quindi l’esigenza di un’ invetriatura di questi oggetti per renderli impermeabili. In epoca egiFabiola Bisciaio Ceramica Umbriazia ci fu questa invetriatura della terracotta cioè la rivestivano con un vetro.In seguito in Grecia la ceramica comincia ad essere considerata non più solo come oggetto necessario alla vita quotidiana, ma una vera e propria forma d’arte. In Italia notevole pregio l’ebbe, come abbiamo detto copiosamente negli articoli precedenti, la produzione Villanoviana e soprattutto Etrusca con i suoi Buccheri. Contemporaneamente in Medio Oriente nasce quella ceramica che è a noi più affine cioè la MAIOLICA, consistente in oggetti di terracotta rivestiti da uno smalto opacizzato molto brillante. Sempre in questa area si diffonde la tecnica del “Lustro”, ossia la decorazione con ossidi o solfuri che cotti in ambienti riducenti, cioè all’interno della camera di cottura si riduce fortemente l’ossigeno, rende ai colori un particolare effetto metallico. Nell’Alto Medioevo si diffonde l’uso dell’Engobbio, cioè si applicava sull’argilla il bianchetto( una via di mezzo tra uno smalto e l’argilla bianca) e poteva essere graffito; il fondo bianco così ottenuto veniva in un secondo tempo decorato e invetriato. Successivamente si diffonde in Italia la tecnica delle decorazioni a lustri metallici, che raggiunse il massimo splendore con mastro GIORGIO da GUBBIO. Nello stesso periodo iniziarono ad apparire i primi esempi di maiolica italiana. Ma è nel ‘500, in pieno Rinascimento, che la maiolica trova la sua maggiore espressione artistica e diffusione. Centri come Faenza, Urbino, Deruta, Gubbio, Montelupo, Genova, Palermo e Caltagirone divengono noti per la produzione di bellissime maioliche policrome. Nei due secoli successivi, in età barocca, gli stili cambieranno, ma la tecnica di base rimarrà sempre la stessa: foggiatura, biscottatura, smaltatura e cottura finale.fabiola bisciaio ceramica umbria E queste fondamentalmente sono le caratteristiche della ceramica…sempre uguali, nei secoli.

Fabiola Bisciaio, artigiana locale, dopo aver effettuato studi scientifici, ha iniziato la frequentazione dell’ accademia di belle arti a Perugia. Da “grande” si è avvicinata al mondo della ceramica, seguendo corsi di formazione sia a Gualdo Tadino, sia a Deruta. Dalla tradizionale maiolica, ha eseguito anche lavori con tecniche nuove come la ” cuerda seca”, di origine spagnola. Prossima inagurazione: “Brillo Parlante” a Nocera Umbra dove sono esposte le sue opere in ceramiche sia in maiolica con la serie di “donne” e “Madonne”e sia in “cuerda seca“.