Web marketing fu vera gloria?!

web marketing umbriaQuanti proclami leggiamo su Internet relativamente ai miracoli del web marketing che è buona norma mescolare al marketing tradizionale?! Di guru altisonanti che promettono mari e monti con lo spettacolare funning marketing di intercettazione é pieno il mondo e gli slogan ricordano un pò le vecchie formule speculative da cinema umoristico tipo sette kg in sette giorni, presupponendo un numero elevato di clienti solo dando adesione all’ ennesimo messia nato dal nulla. Al di là delle finte religioni che emergono creando confusione, la domanda sorge spontanea: ma il web marketing funziona, ha un suo fondamento, come districarsi in mezzo a tanta fuffa gliticinosa (neologismo per l’accademia della crusca)? Partendo da questa criptica domanda la confcommercio umbra, indirizzo internet http://www.confcommercio.umbria.it/, ha organizzato un incontro per il terziario ma non solo finalizzato a informare e adivulgare conoscenza. Prima di avventurarci in questo complesso labirinto rappresentato dalle nuove tecnologie diamo un occhiata anche al content management dell’ associazione http://www.associaticonfcommercio.it/ che é una mescolanza metaforica di cinque linee di metropolitane: 1 canale istituzionale, 2 consulenza e gestione aziendale, 3 capitale umano e formazione, 4 finanziamenti e contributi, start up e innovazione. Da questa mappa l’aspirante imprenditore ma anche chi ha già una sua ragione sociale può trarre grandi benefici. Ma veniamo al topic dell’ incontro: gli step per sviluppare una strategia di web marketing di successo, è il tema del primo incontro #Crescimpresa 2019, l’appuntamento con Confcommercio per scoprire come migliorare la tua azienda, aumentare la clientela e incrementare i tuoi guadagni. Social media? Newsletter? Sito web? Scopri tutti i segreti del web marketing con il corso gratuito in programma il 28 febbraio 2019, dalle ore 14:00 alle ore 16:00, a Foligno: Albergo Casa Mancia, in Via dei Trinci, n. 44! E con questo abbiamo anche risposto al WHERE focale degli inglesi freschi di partecipazione e di itinerari riflessivi. Ma visto che siamo in thema con le famose W dei giornalisti tutte di estrazione inglese ce ne sono tre centrali che dobbiamo ben memorizzare per scivolare nel vivo dell’ argomento: WHAT, WHO, WHY! Ora di questo bersaglio da centrare con ideali freccette dobbiamo mettere al centro il PERCHE’ che é l’anello centrale più simile all’ essenza dell’ elettrone rispetto allo schema circolare generale. Il WHY é legato a una idea di valore aggiunto. Pensiamo agli spot della coca cola, una sostanza che semplificata potremmo relagare a banale acqua zuccherata.

Può fare forse leva questa grande multinazionale sull’ anello due del HOW, del COME? No deve lavorare sul senso di aggregazione che la fatidica sostanza genera tra i suoi consumatori lieti di abbeverarsi con le bollicine in compagnia. E a parità di COSA (di cosa offro sul mercato) chi vince quando le modalità di estrazione del profotto sono le stesse? Il prezzo! Per questo la superficialità cinese ha il sopravvento sui mercati, perché il suo cosa, costa poco. E allora come possiamo differenziarci e far scoprire il nostro valore aggiunto? Lavorando sul perché! Pensiamo a un lavoro che sta per scomparire come l’artigiana di cesti in vimini. Come pubblicizzare un simile business? Valorizzando gli intrecci culturali edi tradizione storica legati al territorio, aspetti che sono anche in sintonia con la filiera del turismo che caratterizza l’Umbria come business primario. Con http://www.confcommercio.umbria.it/pagine/crescimpresa si è fatta chiarezza poi su questa idea di intercettazione e di misurazione che il marketing tradizionale dei cartelloni pubblicitari non può offrire. Mentre il famoso Milton Model spara nel mucchio a caso, con l’imbuto rovesciato abbiamo una individuazione dei bacini di nicchia specialistica che ci mettono in contatto con il nostro target di riferimento. Già questa risulta essere una idea rivoluzionaria che risponde da sola positivamente alla domanda iniziale che ci siamo posti all’ inizio del nostro viaggio. E’ chiaro che in poco tempo alcuni aspetti come i social e il calendario editoriale, piuttosto che il retargeting con le opzioni messe a disposizione da FB per esempio per collegare gli utenti del nostro sito al nostro canale social, le opzioni di misurazione con analiytics sono state fortemente penalizzate, ma l’incontro aveva solo l’obiettivo di offrire un quadro generale per aprire delle finestre sul cortile, parafrasando un famoso film di tensione e l’incontro ha assolto a questa funziona cercando di accendere qualche interruttore e lampadina. Una giornata ideale per far incontrare le esigenze del saper con quelle del saper fare. web marketing umbriaCon http://www.advertoitalia.com/ infine il team di docenti ha lasciato un utile esercizio di chiarificazione per arricchiere di frecce la propria faretra creativa, appunto un figlio dove il what come cerchio esterno si accompagna con quello intermedio del how per chiudersi intorno al nucelo centrale anello numero tre del why, tutti spazi bianchi da riempire e stratificare con lampi di consapevolezza. Di che cosa ti occupi? Come lo fai? Perché dovrebbe importarmi, cosa voglio trasmettere, comunicare? Come intendo dare credibilità al mio brand? Quale impatto comunicativo ha ora la mia azienda?! Come posso migliorare in working progress? Certo é che aziende come https://www.agrieuro.com/ hanno fortemente incrementato il fatturato in pochi mesi con la formula dell’ e-commerce per esempio, ma analoghi benefici li ha ottenuti il settori automotive per esempio con aziende tipo https://www.perugiamotori.it/ in certi casi addirittura oltre le più rosee aspettative. E quindi? Niente giornata ricca di riflessioni per l’aspirante imprenditore che ha mire bellicose in fatto di business ma non solo, niente impedisce l’idealista già ricco di suo a sfruttare le tecniche sopra descritte per valorizzare il territorio e le risorse eccellenti che ogni tanto emergono per diventare un modello di sviluppo, per esempio. A questo punto possiamo rispondere con chiarezza alla domanda e dire risoluti che il web marketing se vengono generati contenuti di qualità ad orientamento seo non sta per niente agonizzando raschiando il fondo del barile, anzi, basta studiare i numeri, senza dare per buone fasmagoriche tesi speculative.




La ceramica questa sconosciuta 3: CERAMICA VILLANOVIANA

ceramica umbria

Precedentemente si è parlato con la nostra esperta di settore Fabiola Bisciaio, degli etruschi e nello specifico del BUCCHERO tipica ceramica di questa civiltà, indirizzo internet https://www.umbriaway.eu/2019/01/07/la-ceramica-questa-sconosciuta-2-il-bucchero/ e all’ inizio di questo excursus abbiamo visto la tecnica della corda secca: https://www.umbriaway.eu/2018/09/29/la-ceramica-questa-sconosciuta-1-la-tecnica-decorativa-della-corda-secca/. Ora facciamo cronologicamente un passo indietro e parliamo dell’arte villanoviana. I villanoviani furono un popolo pre-etrusco vissuto dal IX al VIII sec. A.C. Molto probabilmente , considerando che in nessuna città etrusca si constata uno sconvolgimento, un cambiamento improvviso o una frattura, si pensa che la civiltà villanoviana possa considerarsi come la prima fase di quella etrusca. Una delle principali caratteristiche della civiltà villanoviana è l’uso quasi esclusivo( almeno nei primi secoli) nei riti funerari della cremazione, a differenza dei successori ( gli Etruschi) che inumavano i corpi dei defunti. Come ricordato nella precedente puntata sul bucchero è proprio nei corredi delle tombe che si trovano reperti artistici e..per quello che interessa a noi ceramici. I villanoviani utilizzavano un vaso biconico come contenitore delle ceneri. Il vocabolo “Villanoviano”venne coniato alla fine dell’800 quando vennero fatti dei ritrovamenti archeologici nei pressi Villanova di Castenaso in provincia di Bologna.

ceramica umbriaCERAMICA: La ceramica mostra forme molto varie, con le pareti spesse (per cui è necessaria una cottura ad alte temperature, che comporta una specializzazione artigianale accentuata).Il termine giusto per indicare i loro manufatti ceramici sarebbe “oggetti d’impasto”perchè venivano prodotti con terra argillosa presa dai campi. La decorazione è incisa, spesso con uno strumento a più punte, e i motivi sono prevalentemente geometrici. La bellezza di questa tecnica consiste nella COTTURA dei pezzi; infatti il prodotto finale è di colore bruno/marrone con sfumature e macchie . HO PARTECIPATO A LEZIONI CHE HANNO PERCORSO FASE PER FASE L’ESECUZIONE DI UN MANUFATTO “VILLANOVIANO”, vi assicuro che è stata un’esperienza bellissima e costruttiva; il momento più emozionante è stato quando hanno tolto i pezzi dal forno (a gas) INCANDESCENTI e rotolati su un misto di sabbia e segatura. Tutto ciò ha come risultato finale dei manufatti “macchiati” dalle affumicature che riprende gli effetti dati dal fumo nei bracieri delle tipiche cotture della civiltà villanoviana. Oggi abbiamo i forni per cuocere …ma come facevano i villanoviani? Loro cuocevano a “cielo aperto” cioè scavavano una fossa nel campo e ponevano sopra un piano di oggetti in argilla.Dopo una prima fase di pre-riscaldamento, accendevano vicino alla fossa un fuoco e avvicinavano piano, piano le braci all’argilla. Il tutto veniva coperto con delle fascine di legno, che dovevano essere fini perchè dovevano produrre la fiamma. La lenta cottura poteva dirsi ultimata quando i pezzi in argilla diventavano rossi.

Si è accennato prima che dopo i villanoviani ci furono gli etruschi. La loro produzione artistica va dal VII al I sec. A.C. e proprio nel primo secolo A.C. la ceramica a vernice nera ( tipica etrusca) fu soppiantata dalla TERRA SIGILLATA. Ebbe origine nel Medio Oriente e si diffuse poi in Italia , trovando il suo centro migliore di produzione ad AREZZO.Questo tipo di vasellame era destinato ad essere utilizzato come servizio da tavola. La sua caratteristica principale è una vernice rossa e la decorazione a rilievo; alcuni esemplari riportano impressi dei bolli ceramici o “sigilli”…da qui la derivazione del nome. La cosiddetta vernice si realizza attraverso la decantazione dell’argilla in acqua a cui viene aggiunto un elemento fluidificante che facilita la precipitazione del calcare sul fondo e la sospensione delle particelle di feldspato che costituiscono l’elemento vetrificante dell’ argilla e quindi ..essendo una ceramica “vetrificata” può essere usata a fine da mensa. Ricordiamo che in Italia ebbe il suo centro fiorente ad Arezzo( ceramica aretina) dalla metà del I sec A.C. alla metà del I sec D.C. Nel corso del II sec D. C. questo tipo di ceramica fu soppiantata dalle fabbriche nord africane ( terra sigillata chiare o africane) di colore rosso-arancio o rosso-bruno prive di decorazioni.

A presto con le prossime curiosità sulla ceramica con https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia !!!!