Te amo Piccione chiaroveggente che vieni dal futuro senza fissa dimora e pure scroccone! Grazie per le strane info su Giordano Bruno eh?!

Ma questo Giordano Bruno chi era? Vai su Internet e illuminati: https://it.wikipedia.org/wiki/Giordano_Bruno . Ma non basta sono solo informazioni parziali, forse dobbiamo chiedere a chi GB lo ha conosciuto sul serio a suo tempo. Forse questa storia va raccontata dalla fine quando un intrepido piccione, saltellando garbatamente sul pavimento del Mc Donald della Stazione Termini, nata sui ruderi rasi al suolo di una suntuosa villa di un pontefice nell’ ottocento, sembra proporre un punto di vista insolito su tutta la vicenda. Chi era Giordano Bruno (da non confondersi con un famoso cannoniere laziale del settore sport calcio) da infervorare un numero insignificante così tanto da costringerlo nel giro di poche ore a una gita veloce (da due ore di treno e un ora a piedi) a campo dei fiori per fotografare dal vivo ciò che qualche ora prima era solo una idea astratta irraggiungibile? La conoscenza del mondo non passa anche attraverso l’esperienza e il contatto dei sensi con gli oggetti da esplorare e costruendo ponti con la raggiungibilità?! Certo adesso non è che toccando la statua possa riavere indietro delle parti risanate alle calamità dell’ esistenza che tutti hanno nascoste dietro qualche anfratto da tenere segreto (GB ridammi la vista!), sarebbe persino strumentalizzante usare questa opera monumentale per avere in cambio dei vantaggi personali in una sorta di INDULGENZA al contrario, ma il sapere che in quella piazza che vide la morte del domenicano il 17 febbraio del 1600 si è creato un legame emotivo con il sottoscritto anche se a qualche anno di disatanza, di sicuro può alimentare un plancton vitale di creatività. Parlando con il piccione mentre mangiavo il mio Mc Chicken irrorato dal conforto di una bella coca cola gelata, il volatile mi ha convalidato anche una mia percezione, è cioè che GB era innanzitutto un essere umano che attraversava questa immensa valle di lacrime cercando di assolvere in primo luogo al compito primario di sempre e cioè quello della sopravvivenza. Poi dopo veniva l’esplorazione filosofica, la conoscenza della miserevole natura umana (in quel convento domenicano a Napoli molto importante per la sua formazione giovanile ne succedevano di tutti i colori), ma mettere qualcosa dentro lo stomaco era una esigenza che non andava trascurata. Il piccione che prsumibilmente per avere qualche briciola del mio panino ha fornito tutta una serie di riflessioni silenziose, ha anche affermato che la scelta di etichettarsi come domenicano era per Bruno una agevolazione che gli garantiva l’assolvimento del compito primordiale della sopravvivenza, permettondogli di concentrarsi sugli scopi più nobili del vivere, ossia la ricerca della conoscenza e la demolazione dei dogmi per costruire società MAGICHE più a misura umana. Il termine magico (strumentalizzato dall’ inquisizione) non deve ingannare, in quanto il piccione saltallando qua e la in mezzo ad esponenti femminili dei Casamonica che giravano per i tavoli elemosinando monete e adocchiando Rolex, ha subito precisato che la natura è pervasa di magia (persino Shakespeare che ebbe un cntatto londinese con GB ne fu influenzato a tal punto che molte sue opere esaltano tale topic) e che il compito dell’ uomo è quello di lasciarsi pervadere da questa iuntelligneza cosmica per armonizzarsi con essa. Cero i principi di Bruno erano troppo temerari e avanzati per andare a colpire il bersaglio del cambiamento graduale. Gli accentratori del potere secolare, che arrivavano a occupare poltrone importanti in seno ai vertici ecclesiastici dopo anni e anni di congiure, manipolazioni, tranelli e anche azioni fisiche di soppressione (nel seicento i veleni andavano meno di moda!) non vedevano di buon occhio quello scostumato temerario che andava a spiegare loro che gli infiniti mondi che sgretolavano la centralità riflessa del loro potere tolemaico eccome se erano reali! Ma l’idea di un Dio che si frazionava in infiniti mondi possibili andava a disorientare i sommi sapienti della Chiesa che improvvisamente si sentirvano in pericolo di fronte a qualcuno che gli toglieva certezze consolidate sotto i piedi con una realtà che diventava imprevedibilmente fuori controllo e senza controllo sui pensanti. E così quando ho chiesto nel mio dialogo telepatico al piccione che deve incarnare qualche entità tipo Yoda di Guerre Stellari, come mai Bruno è ritornato in Italia per lasciarsi uccidere dall’ ordine dei burocrati taroccati, il volatile mi ha fornito tutta una serie di informazioni che ignoravo perché i libri di storia non ti dicono o non enfatizzano che GB fu costretto a un certo punto a spogliarsi dell’ abito domenicano perché accusato di omicidio, non ti raccontano che per sopravvivere il professore Bruno doveva insegnare grammatica ai bambini e astronomia a privati in Liguria, non ti dicono che lo stomaco era ritornato a rivendicare le sue bollicine gastro intestinali da risanare con qualche companatico. Così Bruno quell’ abito dovette recuperarlo perché gli offriva la protezione che gli serviva per il sostentamento. Bruno alla fine di tutti i suoi pellegrinaggi in giro per l’Europa insanguinata da bellicose tensioni, combinandole di cotte e di crude, era rientrato in Italia sperando in un posto da docente all’ università di Padova ma incappando negli intrighi del Mocenigo non ci arrivò mai in quella città. Già la storia, sembra quasi che Bruno si sia eletto a martire per mostrare tutte le iniquità della chiesa, così tanto che durante l’esecuzione dovettero mettergli la mordacchia in bocca per impedirgli di influenzare urlante le masse mentre bruciava al rogo non si sa bene perché, ossia il perché lo si sa, per difendere il potere temporale dei Papi e la reputazione farlocchia di Santa Romana Chiesa che tanto bene faceva alla gestione dei popoli quando gli Imperatori erano allineati e non rivoltosi. Il MORDACCHIO. Nella statua in campo dei fiori raggiunta a fatica dalla stazione principale di Roma driblando anche con il navigatore mobile cumuli di immondizia, il volto dell’ eretico rimane dell’ ombra come quello di un assassino di un famoso videogioco. Il piccione ormai partito in quarta per la tangente adocchiando le mie patatine fritte, mi spiega anche in questa anomala lezione universitaria, che GB non aveva minimamente in mente di diventare un martire eretico al contrario, un boomerang così potente che persino le sue ultime parole dopo la sentenza di morte risuonano ancora oggi cupe e sibilline: la vostra sentenza sconcerta più voi che me, che decriptato stava a significare che il tutto sarebbe diventato una leva motivazionale per smantellare Santa Romana Chiesa in ogni tempo e in ogni luogo, proseguendo la linea di demolizione portata avanti dai vari Lutero e Calvino, insomma un clamoroso autogoal. Eppure la sua fine era inevitabile perchè dopo la sofferta controriforma alla fine del cinquecento dove imperatori e uomini dotti di chiesa avevano portato acqua al proprio mulino cercando di screditare le controparti, non c’era spazio a nuovi rivoluzionari che infervoravano le masse con idee assurde che remavano contro la classicità delle ortodossie acquisite. Universi infiniti? Copernico? Senza contare poi il terreno che spianò a Galileo che si finse morto durante la diatriba con l’inquisizione per convincere i suoi accusatori che non era un danno potenziale per nessuno e che se la cavò con gli arresti domiciliari (astuto costui!). GB infervora proprio a inizio seicento una tendenza e inagura l’idea tiotale di RIBELLIONE: un secolo in cui il pensiero dell’ uomo si libera anche in maniera cruenta dalle catene in ogni settore dello scibile, sulle idee teologiche, con la scienza, nell’ arte con il barocco del Bernini che portò alla trasgressione di statue sfolgoranti che sembravano diapositive impressioniste. Il primo a ribellarsi al vecchio per prtare il nuovo e la modernità fu proprio lui, il grande GB, da venerare in rispettoso silenzio a Campo dei Fiori! Spesso si vede GB come un riformatore illuminato ma lui tutto si sarebbe aspettato nella sua vita (era semplicemente un essere che tentava di sopravvivcere nel miglior modo possibile anche se il suo slancio intellettuale verso la verità del mondo è inconfutabile) meno che fare quella fine miserevole che condanna la CHIESA a una riabilitazione che NON è MAI STATA UFFICIALIZZATA. E gli errori negli scacchi come nella vita si pagano. Giordano Bruno adesso in lista Fide degli scacchi ha circa 4356 punti elo, dietro abbiamo gente del calibro di Caravaggio quasi suo contemporaneo e poi sotto i 2800 i giocatori tradizionali del nostro tempo come Carlsen e Caruana. Nel complesso se togliemo qualche anomalia minore da non enfatizzare come l’immondizia, i Casamonica, la labirintite da città INFINITA che crea disorientamento e dinamica incertezza, questa scampagnata a Campo dei Fiori è stata EPICA perchè dentro sono successe anche cose carine tipo la conversazione con il piccione. E della signora in età avanzata che a ridosso della piazza che non riuscivo a trovare mi scaraventà sotto un archetto in dialetto per indirizzarmi sulla giusta via ne vogliamo parlare? A coso buttate de là! E dei due simpatici anziani del baretto adiacente in un lato della piazza che mi avvisavano di movimenti sospetti alle mie spalle mentre chiedevo lumi sulla fermata del pulman da recupoerare per ritrovare la stazione ne vogliamo accennare? Roma è un luogo che oltre a dare tanto tanto tanto lavoro alla Chiesa e alle sue MORDACCHIE da tenere segreti al pubblico che scalpita per vedere gli strumenti usati dall’ inquisizione per sopprimere i nemici delle idee ma che non vedranno mai pagando un biglietto museale, dà anche tanto lavoro a potenziali borseggiatori e malintenzionati, persino quelli di alto livello internazionale visto che l’intera città è blindata ovunque con personale specializzato con armi pronte a entrare in azione in caso di necessità. Insomma una gita semplicemente MEMORABILE e avrei avuto chiedere al Piccione ancora tante cose sulle ambiguità di questa bellissima città, mq quello con un colpo maldestro efficace se è rubato con maestria il mio ultimo pezzo di panino e mi ha salutato. Come a dire va bene tutto, la cultura, l’arte, la bellezza, la città eterna, Città del Vaticano industria, i Papi azienda, i borseggiatori, le zingare che ti fermano, ma anche io come GB devo magnà! Te amo Piccione chiaroveggente che viene dal futuro senza fissa dimora e pure scroccone! Maestro Yoda te spiccia casa!




Premio Hombres Itinerante e CDG, II e ultima puntata: RINGRAZIAMENTI

Si chiude il working progress sul PREMIO HOMBRES ITINERANTE, indirizzo internet http://www.premiohombres.com/ , e il comune di CASTEL DEL GIUDICE, http://www.comune.casteldelgiudice.is.it/ , un viaggio iniziato con l’articolo sulla replicabilità dei modelli di sviluppo, https://www.umbriaway.eu/2018/07/03/replicabilita-dei-modelli-di-sviluppo-perche-qualche-comune-umbro-dovrebbe-ispirarsi-castel-del-giudice-per-attivare-circoli-virtuosi-e-mettere-atto-politiche-di-sviluppo-sul-territorio/ . Ripartiamo proprio da qui e da una dichiarazione del primo cittadino di CDG, Lino Gentile: “i modelli difficilmente sono replicabili” e aggiungiamo noi, perchè ogni location ha la sua singolarità quantica e le cornici strutturali e logistiche per ammortizzare eventuali problematiche locali senza contare sinergie e tensioni diverse onsite. Se chi vive in Umbria ha la netta sensazione di galleggiare in una sorta di limbo estetico ed estatico che separladasolo alla romana, quasi autoreferenziale e pervasivo con le le sue cornice naturali appenniche di perenne bellezza ANTIDILUVIANA, una volta giunto in MOLISE transitando magari dall’ ABRUZZO piuttosto che dalla A14 deve rimettere in discussione le sue convinzioni, perchè la sensazione di essere stati scaraventati ai tempi della barca di Noè con una sorta di macchina del tempo è palese se non altro per un salto di altitudine che trasforma il territorio molisano in una sorta di coacervo complesso dalle mille pieghe e dai mille AFFASCINANTI risvolti. L’albergo locale di cui abbiamo già parlato nella prima puntata, nato dalle ceneri dell’ inutilità (ruderi abbandonati), https://www.borgotufi.it/ , ha ospitato pertanto i lavori della quattordicesima edizione, in una LOCATION INTRIGANTE per l’appunto per la sua cornice naturale, prendendo questa volta come importante riferimento divulgativo per la cultura non solo molisana la figura di LINA PETRAVALLE, http://www.premiohombres.com/lina-pietravalle/ , una figura bistrattata nel panorama nazionale ma coinvolta fino alle viscere con la terra Molisana anche se nasce a Fasano (1887) e muore a Napoli nel ’56. Per capire l’importanza di questa figura visitare anche la bibbia del web: https://it.wikipedia.org/wiki/Lina_Pietravalle, tra l’altro durante la premiazione qualcuno ha sottolineato per mettere meglio a fuoco questa figura che Lina è la Pupi Avati denoialtri, nel senso che chi tutela e custodisce il Molise con la sua prosa rassicurando i lettori che si identificano con la loro terra è proprio lei a livello nazionale, analogamente al lavoro fatto da Avati per valorizzare la sua Romagna! Ritornando al luogo del delitto (Sono sicuro che se Peter Jackson fa un salto in Molise qualche altra avventura su Tolkien la tirerebbe fuori rimanendo immerso in questi scenari) il Sindaco di CDG ha anche confessato che era il quarto Sabato in cui erano impegnati in un evento, spiegando anche simbolicamente che se si vuole tenere la luce accesa sui fatti dell’ economia e dell’ occupazione e generare nuove sinergie bisogna STARE SEMPRE IN MOVIMENTO. Sacrosanto così all’ esponente di NOCERA UMBRA invitato e premiato con una TERZO PREMIO SEZIONE RACCONTI e rimasto sorpreso per la elaborata motivazione della giuria (estrapolando in sintesi credo che il racconto è stato considerato divertente, cinematografico e pertinente per analogia ai luoghi molisani visto il parallelismo tra comuni coinvolti) non resta che ringraziare per la bellissima giornata “di scoperta di mondi alla Tolkien” sindaco e organizzatori-trici. Come evidenziato dal sito del concorso, i premi Hombres sono, dalla sua nascita, ceramiche di CASTELLI in provincia di Teramo, che hanno una tradizione che si appoggia a quattro secoli di storia. Ceramiche diegnate a mano dalla ditta “Arte di Giuseppe Mercante“. Nelle edizioni di Lettopalena e Predappio i premi sono stati realizzati da artisti ed artigiani locali. I premi e le immagini da riprodurre vengono scelte dall’organizzazione insieme all’amministrazione comunale del borgo ospitante. Molise terra di cartoline e di mondi sospesi: se a raccontare questa terra ci fosse qualche sceneggiatore di Blu Notte scriverebbe qualcosa forse come “un luogo dove paesi sembranno appiccicati sulla roccia a mille metri di altezza, con le case che sembrano sospese a due dimensioni direttamente in mezzo alle nuvole. Ma malgrado la loro apparente fragilità quelle case hanno dietro la terza dimensione della roccia, che attinge a una generazione di lavoratori che si porta dietro SOLIDI principi morali e che impedisce a quelle abitazioni di spiccare il volo al primo accenno di tormenta. Ecco il Molise mi sembra un pò così, un popolo di combattenti fragili come le case in balia di forze imponderabili ma anche ricchi di idee e di iniziative COLTURALI e CULTURALI che legano autorità illustri come la Pietravalle al TERRITORIO. Chissà forse il prossimo evento che gli amici di CDG organizzeranno sarà sul mondo del coaching motivazionale e sull’ importanza della RESILIENZA in ottica sopravvivenza. Di sicuro stiamo parlando di luoghi fantastici ma anche di persone locali (e non come la meravigliosa partecipante al concorso proveniente da Pordenone giunta in loco) molto attive sul territorio, Ci sarebbe ancora molto da dire sul perchè questo premio è importante per l’ego condominiale dell’ autore, perchè di fatto Mauro Carpa e Nocera Ombrosa nascono ufficialmente con questo riconoscimento, ma ho come la sensazione che dopo il primo sofferto vagito (non è sempre tutto oro quello che luccica, oltre al bello della diretta durante la premiazione, qualche simpatica anomalia organizzativa tipo andare a cercare le videopoesie da cliccare su un pc che latitavano, il mio navigatore è impazzito a più riprese per raggiungere il luogo della premiazione sia all’ andata che al ritorno e in entrambi i casi in località TERNI, costringendomi a una sfacchinata di proprozioni epiche e a una serie di imprecazioni in aramaico arcaico da paura!) e la luce che irrompe su un personaggio-detective che prima non c’era, ma adesso c’è, succederà di sicuro qualcos’ altro. Ci sarebbe ancora molto da dire ad esempio perchè nei racconti del DRAGO da cui è tratto LA CLEMENZA DEL DRAGO, il filo conduttore che lega il destino comune dei comuni (si può dire?) che vivono in prossimità dell’ APPENNINO, questa incauta creatura simbolica emotivamente furente nascosta sotto ai SIBILLINI che appena muove la coda semina terrore con i suoi fremiti, abbia di fatto generato il racconto premiato. Per esorcizzare la paura? Forse! Per valorizzare la bellezza di queste terre malgrado qualche piccola anomalia imposta dai modelli globalizzati perfettibili di miglioramento? Soprattutto! Per ludico divertimento? Anche!




Replicabilità dei modelli di sviluppo: perchè qualche comune umbro dovrebbe ispirarsi a Castel Del Giudice (IS) per attivare circoli virtuosi e mettere in atto politiche di sviluppo sul territorio?

Spopolamento, disocuppazione, mancanza di industrializzazione, morte silenziosa da terremoto e abbandono? Se qualche comune umbro indietro nello sviluppo dei pezzi (lo sviluppo dei pezzi nella metafora scacchistica usata sta ad indicare un modo veloce ed efficace per rendere le mosse successive nel medio gioco performanti e incisive, essendo una game composta da tre fasi strategiche salienti ossia apertura, centro partita e finale) SI RICONOSCE in queste facili etichette (ma come l’occupazione non era in aumento su tutto il territorio nazionale e la regressione involutiva non era scomparsa?) forse dovrebbe imparare da chi dal silenzio delle sue ceneri è risorto come Lazzaro senza miracoli ma con fatica rimboccandosi le maniche e con atteggiamento propositivo: ci riferiamo al Comune di Castel Del Giudice (CAP 86080), situato in provincia di Isernia, al confine tra Abruzzo e Molise (c’è stato un tempo dove questa piccola area di quasi 15 km q era abruzzese), che la sua sparuta manciata di abitanti (meno di quattrocento, ma negli anni d’oro “del boom di tutto” superava di molto i mille abitanti) ha rilanciato la sua immagine a livello nazionale diventando un modello di business replicabile, soprattutto in quelle regioni che hanno caratteristiche simili per morfologia a profili collinari attraversati da montagne appenniniche e quindi soprattutto l’ Umbria. In Umbria ci sono comuni agonizzanti alla canna del gas (ma dici sul serio o è solo una forzatura per costringere all’ affabulazione il lettore?) che si trovano nella stessa condizione involutiva del borgo di Castel Del Giudice di diversi anni fa, un piccolo aggregato di case e stalle a 800 metri di altitudine abbandonate destinato a una estinzione silenziosa. Ma qualcuno da quelle parti si è alzato con l’idea di vendere cara la pelle e le stalle abbandonate oggi sono diventate un blocco di abitazioni diventate importanti per il turismo a livello nazionale (Struttura alberghiera di Borgo Tufi, sito internet https://www.borgotufi.it/borgo/), non solo nasce anche la prima struttura sanitaria in Molise per accudire anziani, una RSA in grado di creare occupazione rilanciando l’economia locale. Ovviamente non poteva bastare e così questi vulcanici abitanti molisani si sono inventati un MELETO BIOLOGICO che ha ulteriormente creato nuove opportunità di sviluppo (leggi anche posti di lavoro, vuoi vedere che riusciamo a vendere le marmellate ai tedeschi?!) e persino una cooperativa che ha dato nuove possibilità occupazionali a qualche giovane locale e immigrato da inserire nel teesuto sociale. Risultato: ATTIVAZIONE DI UN CIRCOLO VIRTUOSO che si spera contagioso e un MODELLO DI REPLICABILITA’ e un CASE HISTORY DI SUCCESSO che va vivisezionato ed analizzato per uscire invece dai CIRCOLI VIZIOSI di quei PRESUNTI comuni umbri (un esempio su tutti, quello che ospitava l’importante azienda MERLONI oggi smantellata) precipitato in una spirale decadente di perdizione sui bilanci con conseguente declino anche etico (ne vogliamo parlare ad esempio, della questione ospizio e dei suoi buchi di bilancio locali che hanno costretto all’ insurrezione popolare con i protagonisti visti come pacchi postali da spostare senza valutarne i rischi solo per risanare il deficit?). Certo a questo punto qualche facile benpensante sosterrà la tesi che a mettere d’accordo poche persone per FARLE REMARE TUTTE DALLA STESSA PARTE per risolvere problemi logistici e strutturali sia un gioco da ragazzi, ben più complicata la questione quando ci sono tante teste diverse che viaggiano ognuna per la sua traiettoria senza sintonia e armonia di intenti (sarà mica il caso da prendere come esempio per attivare circoli viziosi, senza fare nomi, quello del CAP 06025? Invitiamo il lettore, che è già smaliziato e scaltro di suo e non ha bisogno certo di consigli, a procurarsi da solo le informazioni tramite fonti certificate e credibili per convalidare o smentire le tesi presenti in questo articolo!). Come dicono a Roma “poessevero“, ma è un fatto che a Castel Del Giudice le persone come dicono sempre a Roma “sesocapitedasole“, tanto è che grazie anche a qualche piccolo colpo di fortuna (che però aiuta non a caso sempre gli audaci e ci sarà un perchè), tipo l’imprenditore del nord originario dei luoghi, che fornisce cospicue risorse al tessuto imprenditoriale locale in secca e che grazie a questo coinvolgimento attivo in prima persona abbia contribuito in TEAM a risollevare le sorti di un destino che sembrava ineluttabile. C’è un campo pieno di rovi, inutilizzato e con l’erba alta? Perché non raccogliere frutti di boschi e farci delle belle marmellate e poi sopra anche qualche laboratorio didattico? C’è un bellissimo ammasso di pietre che un tempo servivano agli animali da pascolo per abberverarsi? Bè quelli di Castel del Giudice la prima cosa che pensano (e hanno pensato) è come reintegrare quel rudere all’ interno delle strategie di sviluppo per il rilancio dell’ occupazione (e se diventasse una bellissima doppia matrimoniale per offrire soggiorno ai turisti? IMMAGINA PUOI recita qualche spot pubblicitario tendenzioso). Forse qualche comune tipo il CAP 06025 qualche domanda alla Marzullo (si faccia una domanda e si dia una risposta!) se la dovrebbe porre, se non altro per invertire il trend di tendenza tra i due blocchi “circolo vizioso e circolo virtuoso”. E poi diciamocelo questi di Castel Del Giudice stanno troppo avanti nel senso che hanno coniugato le eccellenze gastronomiche locali con quelle intellettuali di una terra di prossimità che a qualche km sconfinante ha dato i natali direttamente e indirettamente a gente del calibro di Fante e Silone. Le parole COLTURA e CULTURA per quelli di Castel del Giudice non sono così blasfeme come accostamento, anzi, è un ulteriore conferma che si VALORIZZA TUTTO A LIVELLO GLOBALE, senza buttare via niente, per restare in tema di animali cari alla tavola dell’ Italia centrale ma non solo, appunto colture e culture, meleti e cervelli. C’è persino chi ha avuto la fortuna di essere insignito a Castel del Giudice di un premio letterario che certamente non è equiparabile al Bancarella, ma la cui ascesa sul gradino più basso del podio anche se non equiparabile al Nobel oggi inflazionato, ha rivitalizzato lo stato di declino del famoso CAP sopra ripetutamente menzionato, essendo la residenza fausta ed infausta dell’ autore gratificata dal premio HOMBRES ITINERANTE, un riconoscimento sicuramente importante per il FAMOSO SCRITTORE (ah ah!) della CLEMENZA DEL DRAGO (siamo a un altro livello rispetto al famoso CAGNOLINO RISE del celebre autore americano JOHN FANTE, il cui padre era emigrante ai primi del ‘900 era originario di Torricella Peligna che sta poco distante dal Molise, solo 37 km da CDG) per contenuti e tematiche scomode affrontate, che però trovano inquetanti analogie e parallelismi tra il mondo reale dei comuni sopra menzionati e quello della FINZIONE di una località fatasma battezzata NOCERA OMBROSA, la cui denominazione fantasy “separladasola” come continuano a dire a Roma. Nella trama di questa sublime opera d’arte, il DRAGO rappresenta una bestia simbolica che si riferisce al terremoto che fa da sfondo alla vita di due ragazzi che vorrebbero sposarsi, ma che non possono perché mobbizzati dalle angherie della società moderna BCE strutturata a pozzanghere liquide (cit filosofo BAUMAN). Ora parlare di questi contenuti scabrosi che gettano cupe ombre su una località che è già ombrosa di suo, come espresso dal nome, dove queste storie del DRAGO sono ambientate è prematuro. Quello che l’articolo vuole evidenziare è la FORMULA ALCHEMICA SEGRETA trovata dal Comune di Castel Del Giudice per affrontare la crisi e trovare in essa una opportunità DI REDENZIONE, trasformando le disfunzioni in cose che girano e vanno replicate in quelle località afflitte da problemi simili attraverso formule chimiche riproducibili. A questo punto segue una lunga lista dove si evince che questo comune molisano in provincia di Isernia va studiato in un ottica da KAIZEN GIAPPONESE, per entrare in un ciclo di POLITICHE ATTIVE basate du un MIGLIORAMENTO CONTINUO finalizzato a uscire dalle SABBIE MOBILI della regressione economica. MISSION IMPOSSIBLE? La grande notizia è che il sindaco LINO GENTILE DI CDG (di che colore è il suo brand non ce ne può fregare di meno in quanto è palese che con un approccio di tipo guelfi e ghibellini, che permane ancora in qualche zona sottosviluppata della penisola, non si può andare da nessuna parte) è riuscito coinvolgendo i suoi compaesani e non ad ATTIVARE UN CICLO RIGENERATIVO lì dove il malato era ormai dato per MORTO e SEPOLTO e se non altro a dimostrare che Restare A GALLA, RIMANENDO COMPETITIVI RILANCIANDO BRAND ED ECONOMIA LOCALE è possibile a condizione di sfruttare tutto il POTENZIALE messo a disposizione dalla fertilità della terra e delle idee che poi hanno trovato CONCRETA REALIZZAZIONE grazie a impegno e applicazione costante. Tutte le crisi di qualsiasi tipo hanno proprio questa come caratteristica: quando non vengono risolte subiscono una involuzione. Chissà che qualche COMUNE UMBRO, magari simile come BORGO a CASTEL DEL GIUDICE, non abbia voglia di studiare seriamente il MODELLO DI SVILUPPO PROPOSTO per uscire dalla crisi, senza additare o citare LOCALITA’ FANTASMA come NOCERA OMBROSA, che vive solo nella finzione letteraria (ah ah ma davvero?). A questo punto non ci resta che verificare se davvero l’erba del vicino è sempre più verde visitando siti istituzionali come quello del comune di Castel del Giudice, http://comune.casteldelgiudice.is.it/, o articoli tematici come https://www.corriere.it/buone-notizie/17_settembre_22/castel-giudice-come-rinasce-piccolo-borgo-senza-abitanti-2ef6d24c-9fa1-11e7-b69e-b086f39fca24.shtml?refresh_ce-cp o ancora consultando WIKIPEDIA o pagine specifiche come http://comune.casteldelgiudice.is.it/index.php?id=14&oggetto=36. L’unica certezza che abbiamo rispetto ai temi della COLTURA E della CULTURA sollevati da questo comune e dal premio HOMBRES ITINERANTE, la cui quattordicesima edizione è dedicata a Lina Pietravalle, http://www.premiohombres.com/ , che esalta quest’ anno la potenza di un DRAGO che unisce sia il CAP 06025 al luogo della premiazione, appunto Castel Del Giudice, è quella che potrebbe esserci del marcio a NOCERA OMBROSA. Ma come non era riferito alla Danimarca? In ogni caso MAURO CARPA professione detective privato, con lo studio investigativo sito a frazione COLLEMOSSO, si trova a districare convulse matasse per stabilire se gli abitanto locali siano sintonizzati su comportamenti centrati su circoli virtuosi piuttosto che focalizzati su quelli viziosi. Ma questa è un altra storia perchè come ben sa chi ha avuto a che fare con il Drago nascosto sotto i Monti Sibillini, che nel suo massimo vigore muovendo la coda incautamente scuote le case come foglie autunnali instillando un terrore ancestrale, niente è statico e permanente in questa presuna valle di lacrime, ma tutto va interpretato in maniera dinamica. Persino la presunta crisi che angustia i nostri tempi moderni. L’importante da buoni occidentali è trasformare un problema in opportunità, i difetti e le criticità in ECONOMIC RECOVERY! Quelli di Castel Del Giudice hanno dimostrato di avere spirito di iniziativa e istinto di sopravvivenza. C’è da chiedersi allora nella FINCTION della CLEMENZA DEL DRAGO come si evolverà Nocera Ombrosa nel prossimo decennio. Positività saltaci addosso e dacci la formula chimica di CDG! Amen!