Teatro a Gualdo Tadino con lo spettacolo del bollettino: realtà aumentata? No grazie basta quella normale!

Le situazioni insolite a cui siamo assoggetati ogni giorno in questa globalizzazione a pozzanghera liquida sono così variegate che trascendono la realtà e diventano realtà aumentata. Ha esordito così con il pezzo di apertura Mario Fioriti sottolinenando con la sua satira decostruttiva come certi fatti possano venire distorti per creare una realtà aumentata che poco ha a che fare con i pokemon portando a supporto esempi concreti: sembra che nel recente evento del mondo delle NOCCHIE o anche incontro magnereccio finalizzato a ingurgitare NOCCHIE o a smerciare gnocche pardon nocchie (attenti ai carabinieri eh riferito al temrine improprio smerciare) la giunta comunale in provincia di OV (che potrebbe essere ovunque) coinvolta nell’ organizzazione dell’ evento abbia alla fine scritto in un comunicato stampa quanto segue: “perfetta riuscita della manifestazione che ha visto un incremento di pubblico”. Peccato che quel giorno c’era la pioggia e un fuggi fuggi generale in questa cittadina che é solo il proptotipo di tante città surreali alla Calvino situate sempre in prov di OV. E a Gubbio che si dice sulla realtà aumentata? Lasciamo stare Gubbio e le sue gag esileranti e torniamo alla nostra cittadina universale coadiuvata da politici desiderosi di valorizzare le risorse all’ interno del proprio recinto. Sembrerebbe (il condizionale é d’obbligo) che una coppia locale si sia segnalata al festival di Venezia con un cortometraggio che ha “sbrecciato”, pardon che ha colpito la giuria non si sa se e con quale premio, con la conseguente enfatizzata presa di posizione nella cittadina di origine: straordinaria performances di noi di vattelaapesca al festival di Venezia! Peccato che lui é di San Marino e lei originaria di città del vaticano o qualcosa di simile. Anche questa é una realtà auemntata, ti facciamo vedere qualcosa che ha perso aderenza con la realtà soprattutto se si ha un ritorno in termini di propaganda sul proprio operato per la difesa della foca monaca estinta. Ma sto spettacolo parla solo di realtà aumentata o si affonda anche l’analisi sul territorio per monitorare e mettere il termometro in parti nevralgiche? Sul palco transita una varietà multiforme di fauna intervallata dalle esibizioni canore della brava nipote (al conservatorio qualcosa insegnano evidentemente perché il timbro di questa ragazza con i rispettivi vocalizi a cascata che la definiscono ha del talento potenziale) del conduttore caratterizzato da uno degli intervistati: buonasera dottor Costanzo, cosa che mi ha colpito perché solo un attimo prima noi di web design Umbria abbiamo pensato proprio alle analogie con il famoso format dei tempi d’oro. Solo leggera ironia o anche tanto e di più senza diventare realtà aumentata? Ed ecco allora il problema della Rocchetta visto dalla parte del no no tav pardon del no e basta per mostrare una faccia del prisma e sentire gli echi delle problematiche annesse con una controparte che invitata ad argomentare le ragioni del suo si si declinava a quanto pare l’invito per eventuali controrepliche. Ecco anche il patron dei giochi delle porte con tutti i cavilli delicati delle misure di sicurezza da gestire, ecco associazioni culturali e teatrali che spiegano il perché e il per come del loro operato parlando di laboratori psicoespressivi, ecco quelli sgangherati del club del libro costretti a uscire dalla loro zona di confort in blocco per salire sul palco e raccontare e raccontarsela, ecco tizio caio e sempronio insomma, tutte interviste finalizzate a dare voce a chi si muove in maniera propositiva sul territorio cercando ogni volta di superare i limiti della maledizione di Sisifo dove magari 7500 persone spingono il masso dello sfigato mito verso la vetta e a un passo dal sofferto successo, altre 7500 persone si sforzano di affossare al livello iniziale lo sventurato trascinatore di massi (così impara poteva portare su in cima la montagna piume di struzzo e tutto si sarebbe risolto, rischio zero e fiato al top senza essere costretti ad andare in palestra). Tutta questa attività sullo sfondo delle scenografie delle ceramiche Ruboli con spunti di meditazione e di riflessione sulla realtà normale e non quella aumentata dove le persone che hanno voglia di fare e contagiare trasmettono questo letale morbo alle parti adiacenti. Che lo spettacolo debba essere anche un pò provocatorio irritante e a tratti irriverente fa parte del modus operandi del dottor Costan.. pardon del bravo impostato conduttore che con la classica linguetta microfonata che scorre dall’ orecchio ha divertito la platea con i suoi pezzi dialettali che ricordano alcuni celebri libri di Luca Goldoni come il grottesco “chi é l’ultimo” dove chi arriva ultimo sembra essere primo nella classica coda dal dottore. Teatro di Gualdo Tadino con capacità di contenere 100 000 spettat.., a no scusate solo 153 persone, non é un campo di calcio, sembrerebbe sempre con il condizionale é d’obbligo che ci sia una sorta di anfratto da qualche parte in Umbria ancora più piccolo di 135 persone. Conoscere e scoprire quindi senza citare Marzullo, con surreale ironia e leggerezza, cercando di mettere in evidenze qualche zona erronea se esiste perfettibile di miglioramento, così l’ha vista web design Umbria. Carini anche gli aneddoti legati al recente caso della rivista medioevo che sembrerebbe aver pubblicato tra il calderone di foto sullo speciale Gualdo Tadino di più di dieci pagine anche due foto intrusive che hanno scatenato delle reazioni allergiche tra le parti coinvolte. Insomma un pò di vitalità sul territorio fatta di potenziali beghe sulle grandi questioni politiche ma anche di tante realtà frammentate che hanno voglia di emergere e di mettersi in evidenza. Per essere impeccabile lo spettacolo doveva ostentare nel suo plan la classica magnata finale in realtà aumentata ma si sa nessuno é perfetto.