Progetto Castrum Collis, contributo fotografico da Terni

Colle_di_Nocera_Umbra_foto_01Il progetto Castrum Collis open source finalizzato al recupero dell’ identità storica dei luoghi si avvale di un interessante contributo fotografico da Terni, che ci induce ad approfondire e rivivere i fatti spiacevoli e noti del 1997. Il centro Italia a causa delle sue dorsali appenniniche ha sempre avuto un occhio di riguardo per le popolazioni locali (si fa per dire). Ricordiamo tristemente i recenti terremoti in Emilia e in Abruzzo. Di sicuro queste scosse sismiche ragguardevoli non hanno mai fatto mancare nulla a livello di terrore e tensione emotiva a partire fin dall’Impero Romano d’Occidente che intorno al 442 a.c. fece crollare statue e portici nuovi, totale distruzione della città di Roma che persiste anche anche nel catastrofico evento del 476 a.c. La musica in Umbria inizia intorno al 30 Aprile del 801 d.C. tra Spoleto e Perugia con un burrascoso evento che a Roma fece crollare persino i tetti di San Paolo Apostolo. Senza rivivere tutte le immani tragedie da quella data ai giorni nostri non resta che evidenziare per la comunità di Colle di Nocera Umbra e per tutta l’Umbria in generale il 1997 come anno tremendo che da Aprile generò instabilità e paura fino al culmine del 26 Settembre giorno in cui due scosse intorno ai sei gradi della scala Ritcher provocarono 11 morti e la devastazione di numerose frazioni intorno a Foligno e altri centri, tra cui anche la distruzione parziale di Colle di Nocera Umbra. imagesMemorabile é il crollo della basilica superiore della chiesa di San Francesco di Assisi che ancora rimane vivido nella nostra memoria attraverso i telegiornali dell’epoca. Certo é che la psicologia degli abitanti locali ne é segnata: chi ha vissuto questi eventi ricorderà situazioni di emergenza dove per dormire si sono usate macchine e garage improvvisati a camere da letto fortuite. La condizione di chi vive nella paura, nell’ instabilità e nel senso di disorientamento che deriva dall’assunzione cruenta e non voluta di queste traumatiche vicende é qualcosa che marca duramente la tempra dell’abitante locale costretto come Sisifo a dover riportare la sua pietra in cima alla montagna per ricostruire ed espiare chissà quali colpe inferte dalle circostanze. Convivere con sofferenza e paura: fatto, direbbe il manager locale che cerca di andare avanti superando le sfide più impervie, proprio sulla falsa riga del LUCTOR SED EMERGO di ispirazione latina che infervora chi avendo attraversato mille intemperie non molla e risorge dalle ceneri come nel mito dell’araba fenice. Pale,_edificio_teremotato_03Le foto collegiane presenti in questa sezione sono un contributo portato dal Dott. Maggiolino di Terni che ringraziamo e che partecipa attivamente al progetto di una ideale ricostruzione sociologica-antropologica dei luoghi coadiuvato dall’importante supporto della famiglia Cioli, che attraverso il compianto Sante e due libri importantissimi per la ricostruzione della comunità attuale, fornisce ulteriore linfa vitale per il riassemblaggio di una identità storica (parliamo in generale della dorsale di sviluppo che collega il cap 06025 con lo 06023) che sembra aver perso coesione dispersa in una frantumazione molecolare, anche a causa della non certo ideale congiuntura storica economica, presunta disgregazione sociale provocata anche dalle burrascose vicende inferte dai sanguinosi fatti del ’97. Le domande sorgono spontanee indipendentemente dai luoghi e dal tipo di circostanza: che impatto può avere un terremoto nefasto per la vita di una comunità? Quali processi genera, quali effetti determina nei processi di sviluppo e come viene superato l’inevitabile rallentamento evolutivo in divenire? In attesa di formulare non facili risposte invitiamo chiunque a partecipare a questa raccolta di documentazione inedita sui luoghi tramite foto, video o altro!

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