1

1 gennaio 2022: fuga dalla realtà visitando il monastero di Fonte Avellana

monastero fonte avellanaVivere nel mondo occidentale significa trasformare i problemi in opportunità e anche ritagliarsi delle strategie di sopravvivenza legate a fughe dallo stress salutari e salvifiche. Ognuno scopre luoghi dove fuggire per farla franca alle insidie del quotidiano, che siano post tendenziosi di propaganda su faccialibro o problemi legati alla famiglia o alla partita iva o solo del covid o l’ennesimo meteorite pronto a collassare dagli universi oscuri sulla terra estinguendo ogni forma di vita. Anche chi non gioca a scacchi sa bene che la minaccia è sempre più forte dell’ esecuzione, tanto per citare un famoso aforisma di settore. Si può trovare refrigerio e ristoro per esempio in riva a un lago, oppure facendo una passeggiata nel bosco, oppure sprofondando dentro uno schermo con la propria serie cinematografica preferita spalmata in otto stagione con 73 episodi (cit trono di spade, ndr) da assimilare tutti di un fiato. Ma come fare per uscire dal kaos peccaminoso delle metropoli o dall’ attività catartica delle pulsioni umane che bramano attaccamenti e desideri tipici del mondo materiale? Ma non è che niente niente rischiamo di agognare a una impossibile santità staccando la spina anche se non è nella nostra indole?! monastero fonte avellanaForse un luogo fuori dallo spazio e dal tempo che annulla tutto il nostro sentire e azzera ogni pensiero non esiste da nessuna parte, eppure se qualcuno si ritrova ad avere la residenza dalle parti dei CAP 06025 o 06030, in località come Gualdo Tadino e Nocera Umbra e zone limitrofe e avesse l’accortezza di colmare quei 53 km circa che lo separano dal MONASTERO DI FONTE AVELLANA in provincia di Pesaro e Urbino (PU), scoprirebbe che niente è impossibile e che un buco nero che consente un RESTART ENERGETICO esiste davvero, la cosiddetta fabbrica dei SANTI che ha una origine invidiabile: è infatti datata come genesi prima dell’ anno mille. A settecento metro sulle falde del monte Catria (che svetta a 1700 metri) infatti si erge maestoso e imponente con le urla delle sue pietre antiche questa presenza granitica silenziosa e spirituale che annulla le personalità degli individui rimettendole in discussione. Qui infatti tutto diventa mistico e gli affanni del mondo gradualmente si affievoliscono per lasciare spazio ad altre sensazioni che non siano quelle della materialità e delle preoccupazioni quotidiane. monastero Fonte AvellanaQuindi quel luogo ideale dove tutto diventa privo di importanza e viene ricostituito e ristrutturato esiste: ed è proprio questo antichissimo monastero che ha sfornato decine e decine di santi tra cui anche il patrono di Nocera Umbra, lo statuario San Rinaldo. Fortunatamente anche il se il monastero funziona come un depuratore etico non vi alcuna necessità da parte del turista soltanto curioso di diventare moralmente impeccabile così senza passaggi intermedi e un ampio preavviso. Il monastero non chiede di abbandonare la consapevolezza di una tensione conflittuale tra bene e male che è sempre presente nell’ individuo così con tempistiche repentine, ma se mai con tutta la suggestione di molteplici fotografie naturali indotte da un paesaggio imponderabile costringe il visitatore ad ascoltare il silenzio per farne parte e percepire altre frequenze. Il luogo ospita anche una antica farmacia che basa le sue dinamiche di business su un antico ricettario di erbe naturali e ha tutti i confort di una organizzazione ospitale che può accompagnare il visitatore verso una esperienza piacevole da replicare, con innumerevoli tragitti di montagna da esplorare in modalità trekking e una meditazione altrettanto vasta che fa scoprire analoghi mondi interiori di cui non sospettavano nemmeno l’esistenza. Ma andiamo con ordine perchè finora il flusso della rievocazione sembra essere vittima di un inevitabile entusiasmo. Se partiamo da https://fonteavellana.it/ abbiamo una serie di riferimenti utili. Il MONASTERO DI FONTE AVELLANA si trova protetto dalle falde del monte Catria a Serra Sant’ Abbondio (PU) cap 61040, Telefono/Fax: +39.0721.730.261. Come già evidenziato si respira qualcosa di magico qui che non è opinabile. Il massimo per trarne pieno beneficio è andare oltre alla semplice visita guidata e fermarsi per qualche giorno. Una tradizione costante e molto antica vuole che anche il Sommo Poeta Dante Alighieri sia stato ospite di questo monastero che cantò nella Divina Commedia:

Tra due liti d’Italia surgon sassi,
e non molto distanti a la tua patria,
tanto che i troni assai suonan più bassi,
e fanno un gibbo che si chiama Catria,
di sotto al quale è consecrato un ermo,
che suole esser disposto a sola latria

Secondo gli Annales Camaldulenses Dante nel 1318 era ospite di Bosone di Gubbio e in quell’anno sarebbe venuto a Fonte Avellana. Come recita lo stesso sito web, il monastero di Fonte Avellana è situato alle pendici boscose del monte Catria (1701 m.) a 700 metri sul livello del mare. Le sue origini si collocano alla fine del X secolo, intorno al 980, quando alcuni eremiti scelsero di costruire le prime celle di un eremo che nel corso dei secoli diventerà l’attuale monastero. La spiritualità di questi eremiti fu influenzata da San Romualdo di Ravenna, padre della Congregazione benedettina camaldolese. Egli visse e operò fra il X e l’XI secolo in zone vicinissime a Fonte Avellana, quali Sitria, il monte Petrano, e San Vincenzo al Furlo. Da qui si dirama una storia prosperosa come il delta di un fiume che lasciamo approfondire al lettore tramite le innumerevoli fonti presenti in rete.

Monastero Fonte Avellana

Il monastero evoca il celebre IL NOME DELLA ROSA DI ECO, anche perché l’impianto ha una ricca biblioteca per tramandare il sapere curata dal 1733 (ventimila volumi!). Non è solo la fuga o un ideale di santità a portarci da queste parti: è proprio la necessità di nutrirsi della bellezza che ci fa cogliere quel quid difficilmente esprimibile con la parola scritta. Se cerchi un posto dove rigenerarti e staccare la spina e magari vedere le cose da diverse e più ampie prospettive e nuove angolazioni il monastero potrebbe appagare le tue aspettative. Come succede al viaggiatore esperto può succedere anche che la gola del Furlo e di località SCHEGGIA finiscano per arricchire il viaggio verso il monastero di diapositive inedite come l’affascinante Abbazia di Santa Maria di Sitria che si trova nel parco naturale del monte Cucco nell’eugubino, presso Isola Fossara, frazione del comune di Scheggia e Pascelupo in provincia di Perugia, quasi sulla linea di confine con la regione Marche. Quello che è certo che una volta rientrati da questi bellissimi luoghi anche la percezione della realtà non può che subire mutazioni benefiche arricchendosi di nuove opzioni per vedere le cose da più ampie prospettive.




Dagli appennini alle Ande con De Amicis? No dagli appennini alle Alpi con il film di Francesco Nuti Tutta colpa del Paradiso e un intrepido trekkista e anche con il CAI locale!

web design umbriaDiciamocelo, noi umbri siamo fortunelli, circondati come siamo da montagne e da sentieri e da vette alla nostra portata da conquistare certo il contatto con la natura non ci manca e nemmeno le visioni mozzafiato che quietano l’anima e ci riconciliano con le bellezze create dall’ universo (facendo bene attenzione a non calpestare qualche sostanza dall’ aroma sospetto, ndr) , senza neanche andare troppo lontano basta andare a vedere le suggestive vedute dal Serrasanta locale per trovare conferme all’ assioma iniziale.web design umbria

Del resto persino registi brillanti sono rimasti stregati dalle vedute mozzafiato offerte dalla natura e dalla montagna, un esempio su tutti il film del 1985 Tutta colpa del Paradiso di Francesco Nuti con Ornella Muti, approfondimenti https://it.wikipedia.org/wiki/Tutta_colpa_del_paradiso, ambientato prevalentemente in Valle d’Aosta, nella Val d’Ayas, in una tipica baita nei pressi della località Champoluc, nel comune di Ayas. Alcune scene sono state girate nella frazione Pellaud di Rhèmes-Notre-Dame. La trama del film é leggera e poetica come prevede lo stile di questo sfortunato artista e anche l’originalità del dettaglio legata allo stambecco bianco da toccare, avvistare e fotografare dal marito della ex-moglie di Nuti dà un tocco di originalità a tutta la costruzione come chi insegue una balena per tutta la vita a caccia di una irraggiungibile felicità.

web design umbriaC’è il dilemma di questo figlio e il suo futuro da costruire: Nuti si rende conto (Romeo nel film) che la vita del ragazzo che non conosce il suo vero padre é perfettamente inserita in un contesto sano e che stravolgere il suo habitat naturale per trascinarlo in un futuro incerto forse senza prospettive sarebbe una scelta sconsiderata. Finale positivo, scegliendo la cosa giusta il nostro regista/attore finalmente si sente amato da tutti (cosmo compreso) e riesce persino a vedere lo stambecco bianco come chi toccando il mito riservato a pochi placa le sue ansie assaporando un mondo di affetti ritrovato con fratture interiori risanate.web design umbria

Da segnalare bellissimi itinearari tratteggiati e costruiti da trekkisti locali, come questo che estrapoliamo da uno dei tanti anonimi appassionati di montagna estratti random dalla rete che confessa la sua passione per il trekking proprio a partire dal film e così alla domanda é nato prima l’uovo o la gallina (l’amore per la montagna e la natura e l’aria buona in generale) la risposta non può che essere che ovvia: se non ti piace la montagna e non apprezzi la natura, prima vedi il film “tutta colpa del paradiso” e poi aspetti un pò per vedere l’effetto che fa con un risultato prevedibile a giudicare da video come https://www.youtube.com/watch?v=7UyVEqQBMYQ&feature=youtu.be che ci invogliano ulteriormente ad avvicinarci ad alpi, ande o appennini che siano. Anche perché come suggerisce il protagonista stesso, con le tre “emme” sinonimo sì di montagna ma anche di Michele (il nome del nostro intrepido videomaker che ha scritto in solitaria gli itinerari) e soprattutto di “magnate” aspetto ludico gastronomico che compensa lo spreco di calorie usate per adempiere agli sforzi programmati per raggiungere rifugi ad altezze importanti dove c’è sempre un cuoco che lavora, vai sempre sul sicuro. A questo punto essendo stati contagiati postitivamente dall’ entusiasmo dimostrato dal trekkista anonimo in questione non ci resta che uscire di casa (quando un nuovo decreto lo prevederà eh eh) e correre subito al CAI locale, per esempio http://www.caigualdotadino.it/ e iscriverci, per iniziare a scoprire mondi di cui non sospettavamo neanche l’esistenza!




L’umbria e il ritratto di Dorian Gray: trova le le differenze

web developer umbriaChe la principale filiera di business in Umbria sia il turismo non ci piove, il territorio propone un mix vincente di situazioni variegate che spaziano dai percorsi naturalistici, alle ricerche storiche, allo sport a contatto con l’aria aperta, alla buona gastronomia rustica locale per abbracciare tutti gli interessi più free salutistici, il tutto accompagnato da tradizione ed eventi, senza trascurare le esigenze del mare che è raggiungibile a pochi minuti di macchina superando i confini della regione. Ma de che stemo a parlà dicono qua vicino i parenti di quelli che hanno costruito la Flaminia. Di una regione autoreferenziale incapace di uscire dal riflesso di uno specchio dorato che se parla da solo tanto per restare in tema di dialetto romano? O di autentiche bellezze del paesaggio fuori dal tempo? Che ci sia un pò di massoneria ereditata da una lunga tradizione storica se ne sente parlare, ma rimane il fatto che tolti gli uomini e le loro macchinazioni nell’ amministrazione pubblica (se ce ne sono), l’Umbria se parla davvero da sola, ecco una breve sintesi fotografica del vasto campionario di reale bellezza che può offrire: https://www.umbriaway.eu/umbria_show/ , buona visione!




Itinerario trekking Monte Cucco, Val di Ranco, località Sigillo: una avventura di Frodo Baggins e della compagnia dell’ anello o del CAI di Gualdo Tadino?

a cura di Fabiola Bisciaio

fabiola bisciaio ceramica umbria

Nessun percorso accidentale verso il monte Fato o battaglie cruente con il terribile Sauron per fortuna ma solo un senso di benessere e tranquillità che si ha quando ci si immerge nella natura…sensazione rigenerativa indescrivibile! Questi non sono i viaggi spaziali della famosa Ncc1701A di startrekkiana memoria ma le scorribande picaresche della appassionata di TREKKING Fabiola B! Ma lasciamo parlare la diretta interessata: la sensazione di ricarica batterie che si ha a contatto con la natura é ciò che accade quando mi spingo là, dove molti sono giunti prima! (cit riveduta e corretta da Star Trek, ndr). Oggi vi racconto la mia”passeggiata” a Monte Cucco (parco sito nel comune di Sigillo, in provincia di Perugia). fabiola bisciaio ceramica umbriaCol mio “pandino” nero ho raggiunto Val di Ranco (quota 1050 m). Come recita wikipedia, la Val di Ranco è una località turistica che si trova in Umbria, nel comune di Sigillo, nella provincia di Perugia e si trova al confine con le Marche dove sorge l’area protetta dell’ Parco nazionale del Monte Cucco, meta di molti escursionisti. Da alcuni anni si tiene il torneo nazionale del deltaplano che richiama molti appassionati da tutto il mondo. Ho iniziato il percorso attraverso sentieri che si inoltrano tra vasti boschi di faggi plurisecolari. Stupendo è il bosco denominato la MADRE DEI FAGGI. Da lì, con alcuni amici, siamo arrivati ….sempre attraverso sentieri magici e misteriosi, alla CROCE DEI FOSSI, cioè un incrocio tra il fosso proveniente dal Val di Ranco con il RIO FREDDO, che nasce nella valle di San Pietro. Costeggiare e guadare, in alcuni tratti,questo corso di fiume, è stata un’esperienza divertente e avventurosa; infatti il letto del fiume, quasi asciutto in questo periodo dell’anno, era quasi totalmente ricoperto da fogliame che rendeva piuttosto”pericoloso” il percorso. fabiola bisciaio ceramica umbriaComunque…bastava alzare gli occhi e vedere questi faggi, alcune macchie di agrifoglio e di tasso, per abbandonare la paura e riprendere l’armonia del cammino. Risalendo siamo arrivati a PASSO PORRAIA, una radura sassosa e molto ventosa. Questo luogo ospita la tomba di Don Erminio Petruio. Mi sono documentata e qest’uomo fu molto amato dalla gente locale. Fu insegnante di matematica e partecipò alla seconda guerra mondiale; fu partigiano e fu molto attivo nelle attività sportive, scalando montagne e prendendo parte a spedizioni speleologiche all’interno di Monte Cucco. fabiola bisciaio ceramica umbriaPasso Porraia è famoso anche per i fossili antiche che si incontrano scavando nel terreno. Siamo ritornati indietro e percorso a ritroso il tragitto già fatto..con una piccola deviazione: siamo giunti alla FONTE ACQUA FREDDA, congiunzione tra il sentiero 229 e il sentiero 225, terreno pietroso e accidentato solcato da uno dei tanti affluenti del Rio Freddo. Eccoci di nuovo al parcheggio! Stanca…ma già desiderosa di intraprendere un nuovo cammino!!! Il trekking è una mia grande passione insieme alla ceramica. Per questo motivo, occasionalmente, mi accingo a unire le due passioni creando piccoli gadget simpatici e creativi! Bè dovrei aggiungere un lungo sermone appassionato sul monte Cucco ma Wiki come al solito é generosa: Il monte Cucco (1.566 m s.l.m.) è una montagna situata in Umbria, lungo l’Appennino Umbro-Marchigiano, nell’area dell’eugubino, compreso nel territorio dei comuni di Costacciaro, Scheggia e Pascelupo, Fossato di Vico e Sigillo. fabiola bisciaio ceramica umbriaDal 1995 è divenuta area protetta con il nome di Parco del Monte Cucco, famoso per molte delle sue caratteristiche morfologiche. Il massiccio del Monte Cucco, composto quasi interamente da calcare massiccio, in passato fu interessato da grandi fenomeni di carsismo sia per infiltrazione di acque superficiali, sia soprattutto per risalita di acque sulfuree che hanno creato centinaia di grotte e cavità.La più grande e famosa è la Grotta di Monte Cucco, che con i suoi circa 35km di sviluppo e -922 metri di profondità, è una delle grotte più grandi d’Italia. La presenza di questa grotta è conosciuta da secoli, in quanto l’ingresso est è ben visibile dalla vallata sottostante. See you soon dear friends! Al prossimo itinerario, segnalando http://www.caigualdotadino.it

Fabiola Bisciaio, artigiana locale, dopo aver effettuato studi scientifici, ha iniziato la frequentazione dell’ accademia di belle arti a Perugia. Da “grande” si è avvicinata al mondo della ceramica, seguendo corsi di formazione sia a Gualdo Tadino, sia a Deruta. Dalla tradizionale maiolica, ha eseguito anche lavori con tecniche nuove come la ” cuerda seca”, di origine spagnola. Fabiola Bisciaio ceramica in Umbria é presente con numerosi articoli tecnici sul portale Umbriaway ed è contattabile alla sua pagina Facebook all’indirizzo: https://www.facebook.com/fabilandia.fabilandia o anche all’ indirizzo https://www.umbriaway.eu/fabiola-bisciaio-ceramica-umbria/!