Le fonti del Clitunno? Energia zen all’ ennesima potenza!

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Perché mai Plinio il giovane, Virgilio, lord Byron e Carducci sono tutti transitati per le Fonti del Clitunno a una ventina di km da Foligno? Quale oscuro mistero iniziatico si nasconde dietro? Per fare benzina alla vettura temprandola di energia e spirito? Per trarre ispirazione dalle acque pure e divine di quel luogo per scrivere versi immortali? Per cercare il segreto dell’ elisir di lunga vita? Non lo sappiamo però è un fatto che la connessione con la natura ha un effetto lavagna, tipo quando prendi uno strofinaccio e cancelli i segni del gesso che ci sono sotto, a fianco e di lato. Quello scrosciare delle acque, quel frinire incessante di misto grilli a uccelli residenti in paradiso creano un effetto lavatrice che poi quando torni nel frastuono delle linee da ri-fare con il gesso perso in tutta quella interferenza e sovrascrittura di dati e informazioni ti viene da ripensare a quando la radio era spenta e quale pace e bellezza si portava dietro! Di sicuro qualcosa di simile hanno provato anche i nostri eroi perché poi hanno consacrato le Fonti del Clitunno nelle loro opere, segno che non cercavano il santo Graal (seppure paradossalmente lo avevano in qualche modo “afferrato”) ma solo una elevazione verso il divino ispirata guarda caso proprio da quelle acque verdi smeraldo. Nel tempo la location non é peggiorata anche se un pò di globalizzazione BCE deve aver influenzato il tutto. Il luogo rimane un parco oasi di pace e funziona proprio come quando vai dall’ elettrauto con la batteria scarica! Ma andiamo per ordine se no qui si rischia di fare solo retorica senza costrutto. Il luogo è un vero gioiello naturalistico riconosciuto Unesco, la sorgente del fiume Clitunno genera un laghetto che alimenta incessantemente dalla notte dei tempi sulle cui rive erbose crescono pioppi, salici e rare specie arboree. Al tempo dei romani intorno a questa sacralità vi erano templi, terme e ville. Lungo le rive del fiume sorge un tempio ristrutturato dai Longobardi originariamente romano che è stato inserito nella Lista del patrimonio mondiale dell’ Unesco. Sui contenuti espressi dagli stimati poeti e non citati in precedenza fanno fede le foto e toccano testi sacri come le Epistole di Plinio il giovane, la Georgica di Virgilio, il pellegrinaggio del giovane Aroldo di Lord Byron e la poesia celebrativa del Carducci alle fonti del Clitunno. Certo che quando Plinio ti parla e ti dice: “hai mai veduto le fonti del Clitunno? Se non ancora e credo di no, altrimenti me ne avresti parlato, valle a vedere. Io le ho viste da poco e mi rammarico di averle viste troppo tardi”. Ora queste parole scritte nel primo secolo da Plinio disorientano perché quello che vediamo oggi non é quello che vedeva lui ieri. Come sempre in questa regione un violento terremoto nel 444 cambiò la geografia dei luoghi e anche le fonti del Clitunno vennero ridimensionate come flusso perdendo la loro navigabilità. La sistemazione attuale é una soluzione messa in atto da Paolo Campello della Spina che tra il 1860 e il 1865 tolse la terra per creare lo spaizo per il laghetto e provvide a far crescere la vegetazione che ancora adesso caratterizza il luogo. Qualche anno dopo Giosué Carducci scrisse l’ode barbara “Alla fonte del Clitunno” e in loco si trovano reperti che consacrano il poeta a questa somma celebrazione. E della leggenda di Virgilio che asseriva che immergendo i buoi in queste acque, essi sarebbero risaliti bianchi immacolati ne vogliamo parlare? E’ una situazione che affonda le sue radici antropologiche nell’ era dei culti preromani. Caligola imperatore frequentava i “clitunnali”, feste che si svolgevano in primavera. A circa un km si trova il tempietto del Clitunno, che risale alla fine dell’ impero e agli albori dell’ era cristiana. Vi sono anche numerose testimonianze pittoriche firmate da grandi come il Palladio, Piranesi e Vanvitelli. Ma della flora e della fauna abbarbicata intorno a questo specchio d’acqua con un perimetro poco più lungo di 400 metri per una superficie di quasi diceimila quadrati ne vogliamo parlare? All’ interno del laghetto sono presenti una lista di sostanze stupefacenti vegetali come direbbero a RM da paura: muschio, fanerogame, mestolaccia, coda di cavallo acquatica, la brosca increspata, la gamberaja maggiore, il nontiscordardime delle paludi (ma che roba eh?!) e il crescione o nasturzio acquatico (gulp!). Poi ci sono intorno alle rive i salici piangenti (una moda importata dai francesi perché il salice si diceva consolava la salma di Napoleone e ha doti demiurgiche) , il pioppo cipressino che di estate si riveste di un fitto fogliame. La fauna ittica é accompagnata da cigni e altri volatili acquatici. Dal punto di vista tecnico si calcola che la portata media annua in litri/secondo sia di circa 1000 litri. Le fonti hanno un perimetro di 405 metri, cento metri in larghezza e 115 di altezza in direzione est-ovest per 9800 metri quadrati di superficie. Certo é che prima del 444 le acque che alimentavano il fiume Clitunno provenienti dal monte Campello erano definite da Plinio stesso molto fertili e copiose. Fra Trevi e Foligno al fiume Clitunno si aggiungono il colatore Alviolo e altri canali e dopo una corsa di 60 km confluisce poco prima di Cannara nel fiume Topino. Dal punto di vista etimologico il nome Clitunnus ci fu trasmesso da scrittori latini e da non poche lapidi. Non sappiamo se sia un nome umbro originale o un nome umbro latinizzato. Tra gli dei che gli umbri adoravano vi era il dio Clitunnus Umbriae il cui culto si confondeva con quello del fiume ma anche Giove Clitunno per cui il fiume era mosso da una potenza divina. Paolo Diacono lo definì “fiume piccolo d’onde e di valor gigante”. Il nome, per alcuni storici, indicherebbe l’origine etrusca del culto. Nel mondo del coaching si dice spesso che essere se stessi per preservare la propria unicità é un privilegio. La singolarità del luogo é particolare e uno sceneggiatore davvero troverebbe linfa vitale nel cercare trame affabulatorie che prevedano come protagonista questa fantastica location anche se sarebbe un sacrilegio inquinarla con trame al limite del legale! Alle fonti del Clitunno ci si va per ascoltare e togliere le cose in eccesso, come dei novelli Michelangelo che scolpiscono una forma o come uno sgabuzzino modello ventre di eta beta carico di oggetti in eccesso che non vengono usati e che occupano spazio e volume e che non servono a niente. Un modo per farla franca con leggerezza, buttando l’inutile e rimanendo con l’essenziale, energia zen all’ ennesima potenza!

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